Al mercato piace la riorganizzazione di Autogrill

Piace al mercato la riorganizzazione di Autogrill, che è stata premiata con percentuali di quotazione in crescita molto rilevanti, che hanno dimostrato come l’idea dei vertici sia stata accolta favorevolmente anche nelle quotazioni in borsa. La pianificazione si basa sulla riorganizzazione societaria e prevede la creazione di una holding con tre controllate, una dedicata alle attività italiane del gruppo, una per gli affari negli Stati Uniti che attualmente controlla i business con HsmHost e una per il mercato europeo. La pianificazione arriva a quattro anni dalla cessione del ramo duty free al colosso svizzero Dufry e lo scopo dichiarato dal gruppo è di separare le attività operative di Food & Beverage in Italia, nonché le funzioni di coordinamento e di servizio che vengono attualmente svolte a favore delle controllate in Europa e a livello internazionale.

Autogrill: il piano

Il progetto prevede la sua conclusione entro al fine del 2017 e, sulla carta, si tratterebbe di un processo di semplificazione societaria. Autogrill attualmente lavora come holding rispetto alle attività statunitense e controlla quelle italiane più parte di quelle Europee. Pianificandosi come holding con tre controllate ben suddivise, il gruppo andrebbe a replicare felicemente il modello di Atlantia, che è holding di Autostrade per L’Italia e Aeroporti di Roma. A riprova del modello adottato, i portavoce hanno specificato che le società che nasceranno dalla pianificazione saranno controllare totalitarie della capogruppo Autogrill, anche se il mercato ha speculato su possibili azioni dalla natura straordinario che potrebbero interessare la pianificazione da qui alla fine dell’anno in corso.

Autogrill: il titolo in Borsa

Previsioni Autogrill

Non è, infatti, la prima notizie di riprogrammazione societaria che Autogrill fa, perché già in passato era stato ipotizzato che il gruppo potesse vendere le attività italiane. Al tempo si trattò di un’ipotesi infondata, ma che smosse i mercati, alla luce di un capitale italiano che pesa per il 23% del complesso e che apporta alle casse del gruppo 4.5 miliardi di ricavi, anche se la sua redditività è la più bassa di tutto il gruppo. Il resto dei ricavi arrivano sicuramente dagli Stati Uniti e dall’Europa, quindi la divisione di Autogrill holding e di tre controllate totalitarie potrebbe portare salute alla struttura aziendale perché consentirebbe di evidenziare in modo migliore i risultati della divisione estera del gruppo.

Molto parca la nota comunicativa emanata dal gruppo, che ha lasciato un po’ a bocca asciutta chi si spettava di ricevere notizie più approfondite in merito al processo di pianificazione aziendale. La nota ha, infatti, riportato che l’operazione sarà finalizzata a conseguire ‘una piena coerenza e flessibilità nella struttura organizzativa e societaria del gruppo’. Si tratta di parole molto eteree, ma che indicano che lo scopo di Autogrill è quello di fare chiarezza fra le sue proprietà e di separare con cura quelli che sono i suoi rami interni attivi e più produttivi. Poche parole ma ben spese, che sono state decisamente sufficienti per far volare il titolo in borsa e per dipingere un futuro roseo per il gruppo impegnato nel food & beverage a livello internazionale.

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