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È davvero possibile guadagnare con il crowdfunding immobiliare? Si tratta di un’opportunità davvero interessante e promettente per il settore immobiliare e di un sistema di finanziamento veramente innovativo. Nell’ultimo anno hanno iniziato a proliferare le prime piattaforme di crowdfunding approvate dalla Consob che consentono sempre più di guadagnare un reddito extra o, addirittura, una rendita interessante, mediante la riscossione dei canoni di locazione. Dopo anni di crisi, grazie all’avvento ed al successo del crowdfunding, il campo immobiliare ha cominciato a “risollevarsi” dalla profonda stagnazione. Vediamo in questa guida che cos’è il crowdfunding immobiliare, come funziona e quali sono le Piattaforme più serie che consentono agli investitori e risparmiatori di introitare interessanti capital gains sul capitale investito.

Che cos’è e come funziona il crowdfunding immobiliare?

Il crowdfunding è entrato nel mondo del real estate con forme di investimento collettivo destinate a rivoluzionare il settore: esistono diversi modelli come il lending, dove l’investitore diventa titolare di un diritto di credito e l’equity, dove il risparmiatore acquisisce la proprietà di quote di una società. La differenza principale tra le due forme di finanziamento risiede nel fatto che con il lending non si diventa soci, ma si acquisisce il diritto di ricevere il capitale prestato con gli interessi. Con l’equity, invece, si acquisisce una quota della società che realizza il progetto. In buona sostanza, chi decide di iniziare a guadagnare con il crowdfunding immobiliare, deve iscriversi ad una Piattaforma ad hoc e deve trasferire il proprio denaro a società terze che si occupano di acquistare gli immobili, ristrutturarli e metterli a reddito o venderli o darli in locazione.

Piattaforme di crowdfunding immobiliare

Negli ultimi tempi sul web possiamo trovare diverse interessanti piattaforme specializzate nel crowdfunding immobiliare: “il settore real estate si è aperto al crowdfunding solo nell’ultimo anno: prima esistevano piattaforme generaliste che proponevano tra le altre cose, anche progetti immobiliari. Delle 19 piattaforme di equity crowdfunding iscritte alla Consob, solo una oggi è di equity crowdfunding immobiliare e si chiama Walliance”. L’importante è scegliere la giusta piattaforma per fare crowdfunding immobiliare in modo tale che garantisca la sicurezza e la trasparenza dell’operazione di investimento. Il consiglio degli Esperti è quello di iniziare con piccole cifre per poi arrivare ad investire maggiori capitali nel tempo e avere maggiore propensione ad accettare il rischio.

Housers.com: cos’è e come funziona

Housers.com è la piattaforma di crowdfunding immobiliare spagnola che dal modello equity si è trasformata nel tempo in una piattaforma di lending. Come funziona? Ogni investitore-risparmiatore ha la possibilità di prestare i propri capitali ad una società che si occupa di acquistare un immobile e di darlo ad una società fiduciaria che lo tiene come garanzia per i donatori. Nel caso in cui la società immobiliare incorra in seri problemi economici, la fiduciaria fa vendere l’immobile all’asta e fa distribuire i ricavi tra tutti i soggetti finanziatori. Il meccanismo di funzionamento è il seguente: Housers.com, dopo un’accurata ricerca, trova gli immobili in vendita che possono trasformarsi in un’ottima rendita, avvia la raccolta fondi e, al raggiungimento della cifra necessaria, procede all’acquisto dell’immobile. Per iniziare ad investire con Housers.com, è necessario iscriversi gratuitamente online, compilare il form, validare l’identità di investitore caricando una copia della carta d’identità o del passaporto. La registrazione non è vincolante e non ha nessun costo; l’account non ha commissioni e, non appena realizzato il processo di registrazione, si può accedere alla propria area privata e analizzare tutta la documentazione a supporto dei progetti immobiliari.

Per attivare il tuo conto Housers e iniziare ad investire si hanno due opzioni:

  • bonifico bancario
  • carta di credito.

Walliance: cos’è e come funziona

Affidandoti alla piattaforma di Walliance si ha la possibilità di diventare soci della società che porta avanti il progetto immobiliare (si tratta quindi di equity crowdfunding).

Per iniziare ad investire in immobili si deve:

  • accedere alla piattaforma e registrarsi o aderire anche tramite il proprio account Facebook o LinkedIn;
  • controllare tutti i progetti offerti, individuando quelli che sono i più interessanti e promettenti in termini di durata, rendimento atteso e tipologia di immobile;
  • selezionare l’ammontare del capitale di denaro da investire nel progetto che hai scelto.

La procedura è molto semplice e sbrigativa; ciò che conta è dedicare tutto il tempo necessario alla scelta dell’investimento che fa davvero al caso tuo, studiandolo nei minimi dettagli, onde evitare insoddisfazioni e fallimenti. Una volta selezionato il tuo investimento ideale, ti verrà richiesto di compilare un questionario come indicato dalla Consob per individuare il tuo profilo di investitore e la possibile propensione al rischio, tenendo conto della posizione lavorativa, del reddito, della situazione familiare.

Il crowdfunding immobiliare consente ad ogni investitore-risparmiatore di guadagnare mediante un processo collaborativo di raccolta fondi che avviene mediante l’utilizzo degli strumenti digitali e di sfruttare in modo trasparente il potenziale di contatto del web. Si tratta di una nuova modalità di finanziare direttamente l’economia reale, in particolare, il settore real estate.

Di condono fiscale in questi giorni se ne sente continuamente parlare in lungo ed in largo: la maxi sanatoria fiscale sarebbe quasi pronta e si starebbe “allargando” sempre più con una pace fiscale che comprende sia le cartelle Equitalia che le liti fiscali. Sarebbe questo il Piano del Governo che riguarderebbe almeno 100 miliardi totali di tasse non pagate o contestate davanti ai giudici dai contribuenti italiani. Il tutto nasce dalle dichiarazioni di Matteo Salvini che ha ribadito, ancora una volta, come in questo paese sia necessaria una pace fiscale. Non solo, anche Di Maio ha fatto le medesime dichiarazioni: segno che i due vicepremier dell’attuale Governo vogliano effettivamente muoversi in tal senso. Cosa si intende per Pace o Condono fiscale? Vediamo in questa guida di capire meglio alla luce delle ultimissime novità.

Pace fiscale: che cos’è?

Per Pace fiscale si intende, almeno stando alle dichiarazioni della Maggioranza e al patto di Governo fra Movimento 5 Stelle e Lega, una rottamazione delle cartelle esattoriali fino ad un tetto massimo di 100.000€. Proprio in occasione del 244esimo anniversario della fondazione della Guardia di Finanza, Matteo Salvini ha annunciato di voler introdurre un “condono” per le cartelle fino a 100.000 euro, per chiudere i debiti di tanti imprenditori, commercianti e professionisti. Secondo le intenzioni dei promotori e, in particolar modo del Ministro dell’Interno Salvini, il provvedimento punta da una parte a “riappacificare” i contribuenti con il Fisco italiano. Inoltre, l’altro obiettivo della Pace fiscale è quello di incassare dai 30 ai 60 miliardi di euro in 2 anni attraverso la rottamazione e il contributo parziale del quantum debeatur. Di pace fiscale se ne era già parlato anche durante la fase di formazione del nuovo Governo: una delle novità inserite all’interno del programma di Lega e M5S.

Come funziona il Condono fiscale?

Secondo quanto dichiarato in più interviste da Salvini e Di Maio, così come trascritto all’interno del Contratto di Governo: la pace fiscale non sarà un condono, ma una sorta di “maxi rottamazione delle cartelle Equitalia per i contribuenti falliti che non hanno potuto pagare Irpef, Iva, contributi Inps e altre imposte”. Il provvedimento è molto ambizioso e intende facilitare i pagamenti per tutti quegli imprenditori e contribuenti che, a causa della crisi o per altre ragioni di difficoltà, si sono trovati morosi rispetto alle richieste fiscali avanzate dallo Stato. Il provvedimento prevede però dei limiti: innanzitutto vengono esclusi da questa possibilità di rottamazione esattoriale tutti i grandi contribuenti morosi. Anzi, su questo il Governo ha sottolineato più volte di essere irremovibile, soprattutto, nei confronti dei grandi evasori “scoperti” dalla Guardia di Finanza. Inoltre, il pagamento minimo ammesso per lo stralcio va dal 6% del totale dovuto al 25% dell’ammontare complessivo, con un’aliquota intermedia del 10%. In buona sostanza, possono aderire alla pace fiscale i contribuenti con cartelle emesse fino al 2014, pari ad un massimo di 200.000 euro e l’importo da pagare è pari al 25%, al 10% e al 6%, in base al reddito del debitore.

Le aliquote sopra indicate vengono applicate in base alla grandezza, alla solidità e alla posizione finanziaria delle imprese coinvolte o alla capacità fiscale, nonchè alla posizione personale del contribuente. Alcune indicazioni su come funzionerà la maxi rottamazione delle cartelle sono state fornite da Armando Siri, Senatore e Consigliere economico della Lega. “La pace fiscale è definita all’interno del Contratto di Governo Lega e M5S come un saldo e stralcio delle somme dovute e non pagate al fisco”, ha sottolineato e ribadito Siri. La misura intende agevolare i contribuenti che, pur volendo, non potrebbero pagare i proprio debiti a causa di problemi economici. “Per questo la somma che bisognerà pagare in relazione alla singola cartella Equitalia non sarà uguale per tutti ma il calcolo verrà effettuato in base al reddito dichiarato e alle difficoltà economiche del contribuente”.

Ulteriori parametri che potrebbero essere presi in considerazione per l’applicazione delle tre aliquote sopra indicate potrebbero essere la presenza di figli minori, il possesso o meno dell’abitazione o anche lo stato di disoccupazione. Il pagamento secondo l’aliquota di pertinenza consentirà di stralciare definitivamente l’intero debito. L’intervento mira inoltre a diminuire le liti giudiziali in ambito fiscale che, soprattutto in ambito civile, rappresentano una cospicua parte dei giudizi in atto. La pace fiscale è inserita in un contesto più ampio mirante a limitare l’incidenza del peso delle imposte sul reddito dei cittadini e delle imprese, cercando di evitare quelle situazioni ove, per un modesto debito con lo Stato, un’impresa debba fallire a causa della morosità e degli interessi sulle obbligazioni tributarie inadempiute. Gli introiti previsti dalla cosiddetta pace fiscale dovrebbero poi servire a finanziare un altro provvedimento, successivo e complementare, quello relativo alla flat tax, che garantirebbe uno “snellimento” del sistema impositivo italiano con due sole aliquote.

La pace fiscale è già in vigore?

Ad oggi la pace fiscale è soltanto un punto del programma di Lega e M5S, in quanto il Governo Conte non ha formalmente ancora avviato la propria attività legislativa. Matteo Salvini ha ribadito che sarà il primo intervento del nuovo Governo perché “le maggiori entrate previste con la nuova rottamazione delle cartelle serviranno anche per l’avvio della flat tax, inizialmente rivolta alle partite IVA e alle imprese dal 2019 e dal 2020 estesa alle famiglie”.

 

Che cos’è la Tax Credit 2018? la Legge di Bilancio ha istituito nuove risorse economiche per il settore ricettivo da destinare al credito di imposta per la riqualificazione degli alberghi, agriturismi e strutture termali. La Tax Credit 2018 è una “facilitazione” fiscale molto utile ed importante che riguarda qualsiasi tipo di intervento di ristrutturazione che viene effettuato da alberghi o da agriturismi italiani nel corso del 2017 e del 2018 per migliorare l’accoglienza dei clienti e, più in generale, la propria competitività sul mercato. Si tratta di un’agevolazione fiscale molto interessante che è stata introdotta con la legge di bilancio 2017-2018 e nasce con lo specifico obiettivo di favorire il rilancio e l’aumento della competitività di queste specifiche strutture. Quali sono le caratteristiche della Tax Credit 2018? A chi spetta? Come si richiede il credito d’imposta? Scopriamolo in questa guida dedicata.

Tax Credit 2018: che cos’è e quali sono le caratteristiche distintive

La Tax Credit 2018 prevede la possibilità di detrarre, sotto forma di credito d’imposta, il 65% delle spese che sono state sostenute in ristrutturazioni volte a rinnovare o a sostituire parti strutturali degli edifici o a favorire il frazionamento o l’accorpamento di unità immobiliari, in opere di riqualificazione antisismica o di miglioramento dell’efficacia energetica oppure nell’acquisto di mobili o di altre componenti d’arredo. In precedenza, tale detrazione era nettamente più ridotta perché riguardava il 30% delle spese che erano state sostenute. La detrazione, inoltre, ora può essere resa fruibile in forma di credito d’imposta attraverso l’utilizzo di 2 quote annuali invece che 3, come era precedentemente.

Il Credito di imposta per il settore turistico fu introdotto dal D.L. 83/2014, la cui finalità era quella di sostenere le seguenti tipologie di investimento:

  • eliminazione delle barriere architettoniche;
  • ristrutturazione edilizia;
  • miglioramento dell’efficienza energetica;
  • spese per l’acquisto di mobili e componenti d’arredo.

Nel 2017 il Tax Credit Alberghi è stato potenziato dalla precedente legge di Bilancio ed esteso anche agli agriturismi: la soglia del credito riconosciuto è stata così innalzata dal 30% al 65% delle spese sostenute. Dunque, tra le spese relative alla ristrutturazione edilizia è possibile far rientrare, ad esempio, i lavori per la realizzazione di servizi igienici e tutto ciò che riguarda le ricostruzioni e le demolizioni, purchè venga mantenuto il volume complessivo della struttura, la realizzazione di balconi e logge o la trasformazione di balconi in verande, il recupero delle aree sottotetto, la sostituzione di serramenti sia interni che esterni, l’installazione o sostituzione della pavimentazione o degli impianti, le opere di abbattimento delle barriere architettoniche.

Il limite massimo sul quale calcolare la percentuale di detrazione ammonta a 200.000 euro, limite che è stato innalzato rispetto a quanto previsto dalle norme precedenti.

A chi spetta il Tax Credit 2018?

Il bonus per il Tax Credit 2018 è destinato a tutte quelle strutture che svolgono attività di agriturismo in base a quanto previsto dalla Legge n. 96 del 2006, ovvero a tutte quelle strutture alberghiere tra le quali rientrano: gli alberghi e gli alberghi diffusi, le residenze turistico-alberghiere, i villaggi-albergo, le strutture considerate di tipo alberghiero, sulla base di quanto stabilito dalle specifiche leggi regionali. Per poter ottenere la detrazione, tutte queste strutture devono risultare già esistenti alla data del 1˚ gennaio 2012. 

Come si richiede il credito d’imposta?

È possibile richiedere il Tax Credit 2018 dal 1˚ gennaio al 28 febbraio 2018 per le spese che sostenute dal 1˚ gennaio 2018 fino al 31 dicembre 2018. Il credito d’imposta si può richiedere attraverso la presentazione di una domanda che deve essere redatta dai rappresentanti legali delle imprese e che deve inoltrata per via telematica al Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo. A tale domanda devono essere allegati tutti i documenti che attestano le spese che sono state sostenute.

Il beneficio fiscale verrà mantenuto anche per gli anni successivi: infatti, nel 2018 lo Stato ha deciso di stanziare ben 60 milioni di euro per far fronte a questa misura, nel 2019 verranno stanziati 120 milioni e nel 2020 saranno previsti 60 milioni, per un totale complessivo di 240 milioni in 3 anni. Il credito d’imposta verrà ripartito in due quote annuali di pari importo e sarà utilizzabile (entro 10 anni, ai sensi dell’art. 2946 c.c.) in compensazione mediante modello F24 usando il codice tributo 6850 secondo la risoluzione n. 5/E del 20 gennaio 2016 dell’Agenzia delle Entrate.

Da un punto di vista tributario, il credito d’imposta ottenuto:

  • non concorre alla formazione del reddito ai fini delle imposte sui redditi e del valore della produzione ai fini IRAP;
  • deve essere indicato nella dichiarazione dei redditi relativa al periodo d’imposta per il quale è concesso;
  • non rileva ai fini della determinazione della quota di spese e altri componenti negativi diversi dagli interessi passivi, deducibile dal reddito d’impresa, ai sensi dell’art. 109 co. 5 del TUIR;
  • non rileva ai fini della determinazione della quota di interessi passivi deducibile dal reddito d’impresa, ai sensi dell’art. 61 del TUIR.

 

 

Sei alla ricerca di informazioni utili per aprire uno studio di Psicologi? Hai una laurea in psicologia e hai superato l’Esame di Abilitazione alla Professione? Bene, allora puoi iniziare seriamente a valutare la possibilità di aprire uno studio di Psicologia e gestire la tua attività professionale in autonomia e secondo i tuoi impegni professionali. Quella dello psicologo è una professione riconosciuta dalla Legge n. 56 del 18 febbraio 1989 e, tra i principali sbocchi lavorativi, la libera professione è tra quelle più ambite e maggiormente predilette da chi compie questo determinato iter formativo e professionalizzante. Vediamo in questa guida come diventare psicologo, come aprire Partita IVA, quali spese si devono sostenere e come aprire uno studio privato dove poter svolgere la propria professione.

Come diventare psicologo? 

Per aprire uno studio privato di psicologi, il primo passo da compie è quello di conseguire una Laurea magistrale (della durata di 5 anni) in psicologia. Successivamente occorre svolgere un tirocinio professionalizzante della durata di un anno nel corso del quale dovranno essere raggiunte le 1000 ore di tirocinio in affiancamento ad un tutor esperto. Il tirocinio professionalizzante consente poi di poter sostenere l’Esame di Stato che abilita allo svolgimento della professione di Psicologo, il quale deve essere iscritto all’apposito Albo regionale.

Aprire uno studio di Psicologi: Apertura Partita IVA, Codice Ateco, Assicurazione etc. 

Una volta conseguita l’Abilitazione, se si decide di aprire uno studio privato di psicologia è necessario seguire una serie determinati step. Prima di tutto occorre aprire la Partita IVA: questo passo può essere fatto in autonomia attraverso il sito internet dell’Agenzia delle Entrate, recandosi di persona presso l’Agenzia delle Entrate oppure rivolgendosi ad un Dottore Commercialista. Basta compilare e consegnare il modulo AA9/12 allo sportello dell’Agenzia delle Entrate più vicino. È importante compilare in maniera corretta il modulo, perché dalle informazioni in esso contenute deriveranno tutti gli adempimenti contabili e fiscali. Occorre indicare il CODICE ATECO corretto e scegliere il regime fiscale più congeniale per ottimizzare il flusso entrate/uscite monetarie derivanti dalla propria attività professionale.

Quale CODICE ATECO devi utilizzare? Una delle scelte importanti riguarda la scelta del CODICE ATECO, il quale determina il campo di attività della nuova Partita IVA. Per la professione dello psicologo devi utilizzare il seguente Codice: 86.90.30 “attività svolta da psicologi”.

Quale regime fiscale scegliere? In sede di apertura di uno studio privato di psicologi devi sempre valutare il regime fiscale migliore per gestire ad hoc la tua attività professionale. Puoi optare per il regime forfettario o un regime tradizionale IVA: in fase di apertura ti consigliamo di valutare il regime forfettario che comporta spesso migliaia di euro di risparmio per imposte e contributi.

Ricorda che per i professionisti che sono iscritti ad un albo professionale, come gli psicologi, è necessaria anche l’iscrizione alla propria cassa professionale di appartenenza: l’ENPAP.

La disciplina contributiva ENPAP prevede il un versamento di tre tipi di contributi:

  • il contributo soggettivo che corrisponde al 10 % del reddito netto con un minimo di 780 € annui;
  • il contributo integrativo che corrisponde al 2 % del corrispettivo lordo sulle fatture emesse, con un minimo di 60 € annuo.
  • il contributo di maternità che corrisponde ad una quota fissa annuale e varia di anno in anno.

Per legge, inoltre, dovrai stipulare una polizza assicurativa in riferimento ai possibili danni che si potrebbero causare alle persone nello svolgimento della propria professione. La polizza assicurativa più conveniente per tutti gli psicologi è sicuramente la CAMPI (Cassa di assistenza mutua tra gli psicologi italiani) che ha un costo annuale minimo pari a 34 euro, costo che può crescere nel caso in cui si decida di non accontentarsi della polizza base ma di aggiungere ulteriori opzioni.

È necessario, poi, ricercare un locale da adibire a studio professionale ed ad uso ufficio: si può valutare la possibilità di aderire ad uno studio di psicologi nel quale poter affittare una stanza oppure utilizzare la propria abitazione.

Un altro aspetto molto importante che spesso ed erroneamente trascurato è quello di investire costantemente in attività di marketing che includono principalmente la stampa e la diffusione dei bigliettini da visita e la creazione di un proprio sito internet e di una pagina Facebook attraverso i quali farsi conoscere e “attirare” l’attenzione di nuovi potenziali clienti.

Le spese da sostenere per aprire uno Studio di Psicologi

Prima di decidere di aprire uno studio di psicologia è importante avere un’idea di quelle che sono le spese che dovranno essere sostenute ogni anno. Ecco le principali:

  • iscrizione all’albo, che ha un costo che genere oscilla tra i 150 e i 180 euro annuali
  • il commercialista, il cui costo mediamente si aggira intorno ai 600 euro
  • le tasse, la cui imposta è del 15% ed è calcolata sul 78% dei redditi al netto dei contributi previdenziali versati
  • l’ENPAP, che prevede il pagamento di tre diversi contributi, cioè il contributo integrativo (pari al 2% del corrispettivo lordo con un importo minimo di 60 euro), il contributo soggettivo (corrisponde al 10% del reddito netto con un importo minimo di 780 euro che è ridotto a 260 euro per i primi 3 anni d’iscrizione all’Enpap se non si superano i 35 anni di età), il contributo di maternità che varia di anno in anno ed ammonta a circa 130 euro
  • le spese di marketing, il cui importo può variare molto, a seconda della Web Agency a cui ci si affida,
  • l’assicurazione professionale (34 euro)
  • l’affitto dello studio, la cui spesa varia a seconda dell’area geografica e del tipo di affitto. Ad esempio, è possibile decidere di affittare una stanza ad ore, una stanza per un solo giorno a settimana oppure un appartamento o un villino da poter utilizzare in qualsiasi giorno e in qualsiasi ora.

È possibile calcolare la rata del mutuo online? Sono tanti i siti di comparazione delle rate del mutuo per acquistare una casa per ristrutturare un immobile, per un mutuo di liquidità, etc. Quali sono i migliori comparatori online? Ogni potenziale mutuatario può beneficiare della possibilità di reperire le migliori offerte commerciali e soddisfare le proprie esigenze optando per un prodotto di finanziamento assolutamente personalizzabile. Il mutuo è un contratto attraverso il quale un istituto di credito (mutuante) fornisce ad un soggetto (mutuatario) una somma di denaro che dovrà essere restituita secondo tempi e modalità variabili ed esplicitate nel contratto.

Dal momento che si tratta di un prodotto di finanziamento importante e potenzialmente rischioso, nella stipula del contratto di mutuo è data la facoltà di sottoscrivere un’assicurazione che comporta un aggravio degli oneri economici, ma anche al tempo stesso fornisce una maggiore sicurezza, in caso di imprevisti ed eventi accidentali. Questa guida fornisce informazioni utili sui principali tool e comparatori reperibili online per procedere con il calcolo della rata del mutuo.

Calcolo del mutuo online: perché conviene?

La decisione di rivolgersi ad una banca per poter ottenere un mutuo è sicuramente una scelta molto impegnativa ed onerosa dato che richiede una grande responsabilità nell’affrontare un progetto di vita a lungo termine. Per questo motivo, prima di decidere di compiere questo passo, è meglio informarsi su tutta la normativa contrattuale in materia di mutuo (cfr. articolo 1813 Cod. Civile) e cercare di prendere in considerazione varie alternative per individuare la soluzione più adatta.

Per soddisfare queste esigenze, è possibile individuare ed utilizzare numerosi simulatori online che permettono di comparare in modo gratuito e senza impegno le rate e gli oneri economici che dovranno essere affrontati dal mutuatario, a seconda del tipo di mutuo scelto, della durata, del tasso d’interesse e della sottoscrizione della polizza assicurativa. In buona sostanza, grazie ai diversi tool di calcolo delle rate di mutuo online, è possibile confrontare le diverse offerte commerciali proposte da banche partner, beneficiando di interessanti condizioni economiche.

Simulare le rate del mutuo con il sito comparatore Facile.it

Tra i principali simulatori online delle rate del mutuo troviamo il sito Facile.it che consente di confrontare gli oneri economici ed i servizi offerti dalle principali banche, come ad esempio IWBank, Hello Bank, BNL, UBI Banca, Intesa Sanpaolo, Banca Carige, Webank, ING Direct, Cariparma Credit Agricole, CheBanca, Banca Popolare di Lodi, Banca Popolare di Milano. Sul sito di Facile.it è necessario inserire una serie di informazioni per procedere con la simulazione della rata:

  • finalità del mutuo, cioè la ragione per la quale si richiede il mutuo. Tra le opzioni disponibili ci sono: acquisto prima casa, acquisto immobile ad uso vacanza, ristrutturazione, completamento della costruzione, consolidamento dei debiti, surroga, liquidità, sostituzione + liquidità, acquisto + liquidità, asta, bioedilizia, mutui per chi risiede all’estero, acquisto + ristrutturazione.
  • stato dell’immobile ovvero il bene immobiliare per il quale si desidera richiedere un mutuo è già stato individuato o se lo si sta ancora ricercando, è già stato firmato il compromesso o se è stata fatta la proposta d’acquisto,
  • località nella quale è ubicato l’immobile,
  • tipologia di tasso, che può essere fisso oppure variabile,
  • durata del mutuo che può varia da un minimo di 5 anni ad un massimo di 40 anni,
  • il valore dell’immobile,
  • l’importo del mutuo che si vuole chiedere.

È necessario inserire anche il nome, il cognome, il recapito telefonico e l’indirizzo e-mail. Il simulatore fornisce, per ogni offerta commerciale, l’importo mensile della rata. Inoltre, sono presentate nella scheda del prodotto anche ulteriori indicazioni in dettaglio riguardanti: la percentuale del tasso di interesse, TAN, TAEG, spese di istruttoria e di perizia, modalità di gestione della pratica che può essere online oppure in filiale.

Comparare le rate del mutuo con il sito Mutuiperlacasa

Mutuiperlacasa è un altro sito comparatore che consente di simulare le rate del mutuo casa e trova le migliori offerte commerciali online: si tratta di un tool gratuito che mette a confronto le proposte di oltre 40 banche e calcola la rata mutuo online su misura, in base alle diverse esigenze e in totale sicurezza. Basta inserire poche semplici informazioni per confrontare le proposte commerciali, anche da pc, smartphone o tablet. Individuata la soluzione più adatta, il potenziale mutuante può richiedere gratuitamente un piano di ammortamento e ricevere assistenza qualificata da un consulente creditizio.

Il tool può essere utilizzato calcolare online la rata del mutuo della prima casa, la surroga, la sostituzione, la rata del mutuo di liquidità, per l’acquisto delle seconde case, per i giovani under 35enni, etc. etc. Puoi simulare il tuo preventivo di mutuo in pochi click e conoscere le condizioni contrattuali ed economiche applicate al contratto di finanziamento che intendi sottoscrivere: inserisci la somma che desideri richiedere in prestito, la durata del mutuo e il tasso di interesse che preferisci. In un click puoi trovare la soluzione finanziaria più adatta alle tue esigenze!

Sei alla ricerca di una Carta Prepagata? Scopri la Carta Wirex emessa da WaveCrest Holdings Limited: si tratta di un’ottima soluzione che ti offre flessibilità, sicurezza e potere d’acquisto. Emessa dal 2014, la carta Wirex è utilizzata da clienti in oltre 130 paesi. La società è registrata nel Regno Unito con uffici a Tokyo e in Ucraina e sta crescendo rapidamente con nuovi investimenti da SBI Bank in Giappone. Con la Prepagata Wirex puoi permetterti di fare shopping ovunque tu sia: online e presso ogni esercente commerciale abilitato a ricevere pagamenti del circuito Visa. Inoltre, dalle Recensioni e dalle Opinioni dei detentori della Prepagata Wirex, uno dei punti di forza più apprezzati è quello di essere uno strumento di pagamento assolutamente crypto-friendly. La stessa società conferma: “Il nostro obiettivo è di rendere bitcoin semplice per tutti”. Sia che si acquisti un’auto che una tazza di caffè, Wirex consente ad ogni possessore di pagare in Bitcoin. In questa guida scopriamo la Recensione completa della Carta Prepagata Wirex: che cos’è, come funziona, quali sono i vantaggi e le condizioni economiche applicate.

 

Recensione Carta Prepagata Wirex: che cos’è e come funziona

Una delle migliori Carte prepagate ben recensita dagli clienti che adorano fare shopping online e/o in store convenzionati al circuito VISA è la Wirex. Si tratta di una carta di debito VISA direttamente collegata all’account autorizzato in valuta elettronico Wirex, il quale offre la comodità dei comuni servizi bancari oltre ai vantaggi delle criptovalute moderne come i Bitcoin.

Tipologie di Carta Prepagata Wirex

Ogni consumatore può scegliere tra due diverse tipologie di carte:

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Come richiedere la carta Prepagata Wirex?

Il processo per richiedere la Carta Prepagata Wirex è completamente telematizzato. Ecco quali step devi seguire:

  • collegati al sito
  • compila il form che trovi online con tutti i tuoi dati anagrafici e rilascia i tuoi contatti (email e password),
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  • una volta creato il tuo account puoi accedere all’area riservata(email e password).

Registrati, verifica e ordina la tua carta Prepagata Wirex con conto in valuta che viene rilasciato quasi istantaneamente: una volta verificato, è possibile ordinare la propria carta virtuale Wirex online. Questa viene emessa e attivata all’istante.

Quali sono i vantaggi della Prepagata Wirex?

Raccogliendo le opinioni dei detentori della Prepagata Wirex, tra i principali vantaggi maggiormente apprezzati si ricordano i seguenti:

  • la possibilità di beneficiare dei trasferimenti di denaro istantaneo tra i portafogli Wirex 100% free,
  • possibilità di utilizzare la carta di pagamento Wirex per concludere gli acquisti in negozio, online o per prelievi di contanti al bancomat,
  • possibilità di utilizzare i fondi disponibili per acquistare criptovalute. A seconda del paese, è possibile convertire Bitcoin in valute FIAT, con bonifico bancario o utilizzare la funzionalità di cambio valute digitale all’interno dell’app,
  • possibilità di utilizzare l’app mobile gratuita per dispositivi iOS e Android.

Carta Wirex: Come trasferire denaro istantaneamente?

Tra i principali vantaggi, la Carta Prepagata Wirex offre la possibilità di trasferire denaro istantaneamente: ogni possessore può inviare denaro a casa o all’estero senza dover attendere un bonifico bancario o un costoso servizio di trasferimento di denaro. Ecco gli step da seguire:

  • aggiungere Bitcoin, dollari, euro o sterline all’account gratuito Wirex,
  • inserire l’importo che vuoi inviare in bitcoin,
  • richiedere l’indirizzo bitcoin della persona a cui stai trasferendo denaro (o ne hanno già uno o possono crearne uno gratuito da Wirex),
  • fare clic per confermare e il denaro arriva entro un’ora, e di solito entro 10 minuti,
  • registrare un account online o installare l’app sul cellulare,
  • trasferire denaro.

Account Wirex aziendale

La Carta Prepagata Wirex può essere utilizzata anche per soddisfare esigenze aziendali grazie alle soluzioni blockchain per un controllo finanziario all’avanguardia. Si tratta di soluzioni modulari per piccole e grandi imprese che uniscono la velocità e la convenienza delle criptovalute al consenso globale dei tradizionali sistemi di pagamento. Per imprenditori, PMI, esercenti commerciali, aziende etc, Wirex si configura come una rete di liquidità multi-asset off-chain potenziata da tecnologia smart contract, che rende possibili pagamenti istantanei con applicazione di oneri piuttosto esigui.

Condizioni economiche Carta Wirex

CommissioniEuro
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PER ACQUISTI SU POS0.00
PER PRELIEVO SU ATM ITALIA2.25
PER PRELIEVO SU ATM INTERNAZIONALI2.75
CAMBIO VALUTA ESTERA0.00
CANONE MENSILE1.00
OPZIONE MODIFICA PIN0.80
CAMBIO DI BITCOIN0.80

Carta Wirex è sicura?

Le Recensioni e i feedback rilasciati dagli utenti confermano che Wirex è assolutamente sicuro e la sua sicurezza è garantita da:

  • SSL 256-bit, una tecnologia di sicurezza standard che consente di stabilire collegamenti criptati tra server web e browser e garantisce trasferimenti di dati tra web server e browser che siano privati e integrali.
  • Tecnologia multi-firma che rende impossibile trasferire fondi senza che la transazione venga firmata da entrambe le parti.
  • Protezione avanzata ed autenticazione due-fattori (2FA): richiedono non solo password e nome utente ma anche informazioni possedute unicamente dall’utente come un token fisico.
  • Architettura microservice, si tratta di un servizio che elimina il rischio di problematiche rendendo quasi impossibile per un hacker ottenere pieno controllo del portafoglio.
  • Wirex non conserva numeri di carte debito Bitcoin, date di scadenza o codici CVV.

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Sei alla ricerca di un prestito? Allora, segui questa guida e Recensione completa sul Portale Younited Credit, la società finanziaria francese nata nel 2011 che ha completamente innovato il panorama dei prestiti personali grazie alla creazione della “Digital Credit Platform”. Scopriamo che cos’è, come funziona, quali sono i vantaggi e i prodotti finanziari più interessanti.

Younited Credit: cos’è e come funziona?

A differenza degli altri istituti di credito, la Piattaforma Younited Credit è famosa per erogare prestiti “diretti” tramite una comunità di investitori, senza l’intervento di alcun intermediario. In questo modo la società mette a disposizione degli utenti la liquidità in modo veloce e trasparente, senza dover attendere tutta la “trafila” alla base del processo di erogazione di un prestito espletato dal sistema bancario, dalle finanziarie e da altri intermediari creditizi abilitati. Con questa Piattaforma digitale si ha davvero la sicurezza di evitare gli intermediari, di richiedere subito un prestito di liquidità per realizzare ogni sogno e per ricevere una disponibilità economica per fare fronte ad ogni fabbisogno creditizio. Questo è il vero punto di forza del portale Younited Credit che funge da piazza “virtuale” e da marketplace online del credito, basato sul modello della “Digital Credit Platform“. Grazie all’innovazione tecnologica di Younited Credit è possibile prendere un prestito direttamente dalla comunità d’investitori professionali (aziende, broker, fondazioni, soggetti privati, fondi pensione, etc.) senza doversi rivolgere a banche e agenzie in attività finanziaria. Ciò consente di beneficiare dell’ottimale circolazione dei flussi finanziari, grazie all’incontro diretto tra domanda ed offerta ovvero tra soggetti istanti e risparmiatori-investitori.

Quali sono i punti di forza e i vantaggi alla base del funzionamento della Piattaforma di Marketplace Younited Credit?

  • Velocità: grazie alla tecnologia Younited Credit la richiesta di prestito viene analizzata in modo immediato e veloce. Appena si compila il form online si ha una risposta preliminare, mentre l’esito definitivo avviene entro le 24h dalla ricezione dei documenti. L’accredito della somma avviene entro pochi giorni dalla comunicazione dell’esito dell’istruttoria.
  • Trasparenza: grazie alla piattaforma easy to use e user friendly non si hanno “brutte” sorprese e si ha la possibilità di beneficiare di condizioni economiche e contrattuali davvero trasparenti e senza inganni o raggiri. Inoltre, tutti i clienti beneficiano di un tasso fisso, nessun credito revolving e dello stesso importo rateale per tutta la durata del prestito e aggiornamento continuo.
  • Equità e convenienza: i flussi di liquidità avvengono tra i datori e i prestatori di fondi, senza passare da intermediari creditizi. Gli interessi vengono versati direttamente agli investitori professionali e la remunerazione di Younited Credit è una commissione che viene detratta direttamente dall’importo erogato. Ciò consente di coprire gli oneri di struttura.

Vuoi simulare la rata del prestito? Scopri il simulatore online.

Ecco un esempio di finanziamento:

Capitale finanziario di 3000 €

Piano di ammortamento: 72 mensilità di 48,02€

TAEG fisso: 7.80% (esclusa l’assicurazione facoltativa)

TAN fisso: 4.79%

Costo del servizio: 225 €

Costo totale del prestito: 683.16 €

Importo totale dovuto per il prestito 3458.16 €.

 

Registrazione alla Piattaforma di Younited Credit: passi da seguire

Per presentare l’istanza per richiedere un prestito, è necessario registrarsi alla piazza “virtuale”. Ecco i passi da seguire:

  1. compilare il form online,
  2. inviare i documenti necessari previsti dalla legge o in linea con quanto richiesto da altre banche:
  • Codice Fiscale o Tessera Sanitaria
  • Carta d’identità in corso di validità
  • Documento di reddito
  • Documento della tua banca che attesti codice IBAN e BIC.

Tutti questi documenti vengono esaminati ad hoc in modo sicuro e riservato.

  1. studiata la pratica, si riceverà una risposta definitiva entro 24 ore dalla ricezione della documentazione completa e del contratto.
  2. dall’accettazione definitiva della pratica si riceve l’accredito dei fondi (si ricorda che Younited Credit predispone i bonifici esclusivamente di venerdì).

Se la domanda di richiesta del prestito viene rifiutata, Younited Credit non è in grado di comunicare in modo dettagliato i motivi del rifiuto. Una volta che sono trascorsi almeno sei mesi dalla presentazione della prima richiesta, è possibile presentare una nuova domanda.

Una volta ricevuto l’accredito della somma liquida, Younited Credit preleva la prima mensilità il giorno 4 del secondo mese successivo alla messa a disposizione degli importi. Ad esempio, se si riceve il prestito il 3 luglio 2018, la prima mensilità non viene prelevata il 4 luglio, ma il 4 agosto 2018. Tra il momento in cui gli importi vengono resi disponibili e il prelievo del primo pagamento mensile intercorrono solitamente tra i 30 e i 60 giorni.

 

Prestiti disponibili sulla Piattaforma Younited Credit

La Piattaforma Younited Credit è in grado di offrire ai vari soggetti istanti diversi interessanti prestiti e soluzioni commerciali a tassi davvero convenienti.

La gamma di prestiti, finanziamenti, mutui, etc. è davvero variegata e interessante:

  • prestiti auto,
  • consolidamento debiti,
  • prestito per ristrutturazione,
  • prestito per liquidità,
  • prestito per le vacanze,
  • prestito arredamento,
  • prestito Università,
  • prestito per Elettrodomestici,
  • prestito Salute,
  • prestito per Moto,
  • prestito per Viaggi,
  • Credito al consumo,
  • Mutui,
  • Cessione del Quinto,
  • prestito personale.

Recensioni e Opinioni Younited Credit

Secondo le Recensioni e le Opinioni che sono state raccolte, Younited Credit è assolutamente performante, sicura, conveniente e trasparente. I feedback sono assolutamente positivi e confermano il fatto che Younited Credit sia la “Digital Credit Platform” leader in Europa per i prestiti online. I prestiti offerti dalla Piattaforma sono la soluzione ideale per realizzare i progetti di ogni soggetto che necessiti di un prestito personale per realizzare un progetto finanziario. Vista la difficoltà ad accedere al canale bancario e alla poca trasparenza del credito revolving, il portale Younited offre diverse interessanti soluzioni adatte ad ogni tipo di progetto che i clienti vogliono realizzare, senza alcun costo o onere “nascosto”. L’obiettivo esplicitamente dichiarato da Younited Credit è quello di rendere più semplice e trasparente possibile il mercato dei prestiti. Per questo sul sito istituzionale e sulla Piattaforma non è difficile reperire tutte le informazioni contrattuali ed economiche necessarie all’utente per indirizzarlo nella giusta decisione. Puoi consultare le FAQ online e per ulteriori informazioni puoi contattare il Team di Younited Credit al numero 06 94 80

Sei alla ricerca di un mutuo per acquistare una casa all’asta giudiziaria? Di cosa si tratta e come funziona questo prodotto creditizio? A volte la ricerca il processo di acquisto di una casa può essere molto lungo e impegnativo e, alla fine, non si riesce mai a trovare un immobile che risponda a tutte le proprie esigenze, sia in termini di posizione, dimensioni e di prezzo. Spesso e volentieri, ci rivolgiamo alle agenzie immobiliari, ma gli oneri di intermediazione sono troppo elevati e incidono sul budget a disposizione per acquistare un immobile. Infatti, oltre al pagamento delle spese notarili, l’acquirente deve pagare una parcella all’agenzia immobiliare: circa il 3% sul valore dell’immobile. In realtà, esistono altre validissime alternative per comprare un immobile evitando l’intervento delle agenzie immobiliari: acquistare direttamente da un privato o tramite aste giudiziarie. Per chi è alla ricerca di una casa da acquistare, comprare una casa all’asta può essere la soluzione perfetta per risparmiare soldi ed evitare gli oneri di intermediazione immobiliare. Ecco la guida utile che ti spiega in dettaglio come funziona e quali sono i vantaggi derivanti dall’acquisto di un immobile all’asta giudiziaria.

Comprare una casa all’asta: di cosa si tratta?

Prima di entrare “nel vivo” della trattazione e scoprire i vantaggi di questa procedura di acquisto dei beni immobiliari, occorre capire che cosa sia un immobile all’asta. Da dove vengono queste case? Perchè costano meno? Si tratta di beni immobiliari che sono messi all’asta e provengono da fallimenti, finanziamenti o mutui non saldati dai proprietari al creditore: solitamente si tratta di una banca che chiede una pubblica vendita per recuperare il “quantum” spettante. Nella maggior parte dei casi, gli immobili possono essere in buono o in cattivo stato, a seconda della manutenzione e dello stato di conservazione da parte del proprietario-debitore. Purtroppo, a volte, possono riservare anche “brutte” sorprese, in quanto il debitore può “rivendicarsi” e cagionare danni al bene immobiliare. Per valutare se l’immobile fa al caso nostro, è necessario leggere attentamente e, in ogni minimo dettaglio, tutte le informazioni riportate sulla perizia redatta da un perito incaricato e nominato dal Tribunale. Tutte le informazioni riportate sulla perizia aiutano ogni potenziale acquirente a valutare accuratamente l’immobile: zona in cui è ubicato, stato di impianti, di rifiniture, di esposizione dei locali, etc. Per poter visionare il bene immobiliare all’asta, è bene rivolgersi al cosiddetto Custode, il cui nominativo è scritto sulle Ordinanze. Basta avanzare la richiesta allo stesso per poter visitare la casa, in modo tale da rendersi conto dello stato delle cose, della dimensione, della localizzazione, etc. Infatti, solitamente le perizie vengono redatte molti anni prima e le condizioni della casa possono variare in un batter d’occhio.

Acquistare case all’asta: step burocratici da compiere

Una volta che hai trovato una casa all’asta, si deve procedere con la preparazione della domanda di partecipazione: la si può compilare in carta semplice oppure scaricarla da Internet, applicandovi poi una marca da bollo da € 14,62. Sull’istanza devono essere compilati i seguenti campi:

  • dati anagrafici,
  • codice fiscale,
  • nome e il numero della procedura,
  • intenzione di avvalersi delle agevolazioni fiscali per la prima casa,
  • indicazione del lotto ai quali si vuole partecipare,
  • regime patrimoniale.

Si ricorda di inoltrare la domanda al Giudice Delegato, il cui indirizzo è riportato sulla scheda relativa all’asta scelta.

Mutuo casa all’asta: che cos’è e come richiederlo?

Vuoi acquistare una casa all’asta? Il primo grande vantaggio del comprare una casa all’asta riguarda il prezzo di acquisto, che può essere inferiore anche del 20% rispetto al valore reale dell’immobile. Inoltre, è possibile beneficiare della mancanza delle spese notarili, dato che l’asta viene indetta dal Giudice di un Tribunale. Si può richiedere un mutuo per acquistare una casa all’asta? Al quesito si deve dare risposta affermativa: è data la possibilità di richiedere un mutuo per l’acquisto di case all’asta alle stesse condizioni di un mutuo “tradizionale”, godendo delle stesse detrazioni fiscali per la prima casa o del Fondo Garanzia Prima Casa, nel caso di giovani acquirenti. In molti casi, si può beneficiare di Convenzioni siglate tra ABI ed i Tribunali proprio per stimolare il mercato di acquisto case all’asta. Prima di richiedere un mutuo su una casa all’asta, è opportuno collegarsi al sito Abi dove è possibile visualizzare l’elenco di istituti bancari convenzionati con i Tribunali e scegliere quello che offre le condizioni migliori per soddisfare le proprie esigenze. Nella maggior parte dei casi si tratta di banche che possono erogare mutui fino al 100% del prezzo di aggiudicazione della casa acquistata all’asta.

Vuoi richiedere un mutuo per acquistare una casa all’asta? Ecco come devi fare, segui questi semplicissimi step:

  • presentazione del bando di partecipazione all’asta;
  • allegare la documentazione anagrafica e reddituale;
  • allegare la perizia effettuata da un tecnico;
  • allegare la relazione notarile preliminare.

Una volta controllata tutta la documentazione pervenuta, la banca comunica all’istante l’esito della valutazione: nel caso affermativo, si stipulerà un preliminare di mutuo tra mutuatario e soggetto mutuante (banca). Il soggetto mutuante si impegna ad erogare il finanziamento e la garanzia ipotecaria viene accesa contestualmente al trasferimento del bene al nuovo proprietario.

Anche per il caldo mese di luglio 2018 i contribuenti italiani saranno chiamati a rispettare tutte le scadenze fissate dal calendario fiscale: il primo appuntamento con l’Agenzia delle Entrate è il 2 luglio. Vediamo in questa guida fiscale tutte le scadenze in dettaglio.

2 luglio

Ultimo giorno utile per il versamento dell’Irpef relativa ai maggiori ricavi o compensi indicati nella dichiarazione dei redditi, senza alcuna maggiorazione e regolarizzazione dei versamenti di imposte e ritenute non effettuati o effettuati in misura insufficiente entro il 16 giugno 2017, con maggiorazione degli interessi legali e della sanzione ridotta a un ottavo del minimo (ravvedimento). Pagamento della terza ed ultima rata, pari al residuo 20% dell’importo netto dovuto sulle controversie tributarie per le quali ci si è avvalsi della definizione agevolata di cui all’art.11 del D.L. 24 aprile 2017, n. 50. Presentazione, in formato cartaceo, della dichiarazione dei redditi del contribuente deceduto e della scelta per la destinazione dell’otto per mille, del cinque per mille e del due per mille dell’Irpef. Versamento, in unica soluzione o come prima rata, dell’Irpef risultante dalle dichiarazioni annuali, a titolo di saldo per l’anno 2017 e di primo acconto per l’anno 2018, senza alcuna maggiorazione. Inoltre, si deve procedere con la presentazione, in formato cartaceo, della dichiarazione dei redditi modello “REDDITI Persone Fisiche 2018” e della scelta per la destinazione dell’otto per mille, del cinque per mille e del due per mille dell’Irpef.

9 luglio

Presentazione al datore di lavoro o ente pensionistico del modello 730/2018 e della busta contenente il modello 730-1 per la scelta della destinazione dell’otto, del cinque e del due per mille dell’Irpef e trasmissione in via telematica all’Agenzia delle Entrate delle dichiarazioni elaborate (modelli 730/2018); dei relativi prospetti di liquidazione (mod. 730-3); del risultato contabile delle dichiarazioni (mod. 730-4). Per quanto concerne le dichiarazioni dei redditi (modello 730/2018) presentate dai contribuenti dal 23 al 30 giugno 2018, i CAF e i professionisti abilitati devono trasmettere, in via telematica, all’Agenzia delle Entrate: le dichiarazioni elaborate (modelli 730/2018); i relativi prospetti di liquidazione (mod. 730-3); il risultato contabile delle dichiarazioni (mod. 730-4).

16 luglio

Versamento 2° rata dell’Irpef risultante dalle dichiarazioni annuali, a titolo di saldo per l’anno 2017 e di primo acconto per l’anno 2018, con applicazione degli interessi nella misura dello 0,16% e versamento 2° rata dell’acconto d’imposta in misura pari al 20% dei redditi sottoposti a tassazione separata da indicare in dichiarazione e non soggetti a ritenuta alla fonte, con applicazione degli interessi nella misura dello 0,16%. Lo stesso giorno si deve emettere e registrare le fatture differite relative a beni consegnati o spediti nel mese di giugno, risultanti da documento di trasporto o da altro documento idoneo ad identificare i soggetti tra i quali è effettuata l’operazione. I soggetti che operano nel commercio al minuto e coloro che operano nella grande distribuzione possono adottare facoltativamente la trasmissione telematica dei corrispettivi (cfr. Circolare 23/02/2006 n. 8/E).

18 luglio

Ultimo giorno utile per la regolarizzazione dei versamenti di imposte e ritenute non effettuati o effettuati in misura insufficiente entro il 18 giugno 2018, con maggiorazione degli interessi legali e della sanzione ridotta a un decimo del minimo (ravvedimento breve).

23 luglio

Con riferimento alle dichiarazioni dei redditi (modello 730/2018) presentate dai contribuenti dal 1° al 23 luglio 2018, i CAF e i professionisti abilitati devono trasmettere, in via telematica, all’Agenzia delle Entrate: le dichiarazioni elaborate (modelli 730/2018); i relativi prospetti di liquidazione (mod. 730-3); il risultato contabile delle dichiarazioni (mod. 730-4). Inoltre, deve essere trasmessa in via telematica all’Agenzia delle Entrate la dichiarazione modello 730/2018 e modello 730-1 per la scelta della destinazione dell’otto, del cinque e del due per mille dell’Irpef.

25 luglio

Presentazione degli elenchi riepilogativi (INTRASTAT) delle cessioni di beni e delle prestazioni di servizi rese nel mese precedente e nel secondo trimestre del 2018 nei confronti di soggetti UE.

30 luglio

Ultimo giorno utile per la regolarizzazione, mediante ravvedimento, della presentazione della dichiarazione IVA 2018 relativa all’anno d’imposta 2017. Lo stesso giorno Istituti di credito, Sim, altri intermediari finanziari, società fiduciarie devono presentare la dichiarazione relativa all’ammontare complessivo degli assegni in circolazione alla fine del trimestre solare precedente, per la liquidazione dell’imposta di bollo sugli assegni circolari.

31 luglio

Data da appuntarsi bene sul calendario fiscale per gli innumerevoli adempimenti a cui sono tenuti i contribuenti prima di andare in vacanza. Versamento 2° rata dell’Irpef risultante dalle dichiarazioni annuali, a titolo di saldo per l’anno 2017 e di primo acconto per l’anno 2018, con applicazione degli interessi nella misura dello 0,31%. Presentazione della dichiarazione sostitutiva ai sensi degli artt. 46 e 47 del D.P.R. n. 445 del 2000 ai fini dell’esenzione del pagamento del canone RAI ai sensi dell’art. 1, comma 132, della legge n. 244 del 2007 (per gli ultrasettantacinquenni). Società di capitali ed enti commerciali, SpA, Srl, Soc. Cooperative, Sapa, Enti pubblici e privati diversi dalle società, Istituti di credito, Sim, altri intermediari finanziari, società fiduciarie devono comunicare all’Anagrafe Tributaria i dati relativi ai soggetti con i quali sono stati intrattenuti rapporti di natura finanziaria. Imprenditori artigiani e commercianti, professionisti titolari di partita Iva iscritti o non iscritti in albi professionali, Società di persone, Società di capitali ed enti commerciali, Istituti di credito, Sim ed altri intermediari finanziari sono tenuti a presentare la richiesta di rimborso o utilizzo in compensazione del credito Iva trimestrale (Modello IVA TR). Infine, tutte le fisiche che risultano fiscalmente residenti in Italia, ma in precedenza sono state fiscalmente residenti all’estero e iscritte all’Anagrafe degli Italiani Residenti all’Estero (AIRE) o che abbiano prestato la propria attività lavorativa in via continuativa all’estero, per sanare le violazioni degli obblighi dichiarativi ai fini delle imposte sui redditi e/o dell’IVAFE relative alle attività depositate ed alle somme detenute sui conti correnti e sui libretti di risparmio all’estero devono procedere con la presentazione del modello “Richiesta di accesso alla procedura di regolarizzazione delle attività depositate e delle somme detenute all’estero“.

Segui la nostra prossima guida dedicata alla presentazione del modello “Richiesta di accesso alla procedura di regolarizzazione delle attività depositate e delle somme detenute all’estero”.

Hai il pollice verde e i fiori, i vivai e le piante sono la tua vera passione? Bene, allora se sei in cerca di un’opportunità professionale che ti renda autonomo e costituisca una rendita economica interessante, puoi valutare la possibilità di avviare un’impresa vivaistica in Italia. Se sei un giovane laureato in scienze agrarie ed erboristiche o un giovane diplomato con grande passione per il settore primario, realizza il tuo sogno di intraprendere un progetto imprenditoriale nel settore della floricoltura e scopri quanto può effettivamente rendere un vivaio. In questa guida troverai tutte le informazioni utili per avere una visione olistica e approfondita sul settore della floricultura in Italia e sull’iter burocratico necessario da seguire step dopo step per avviare un’azienda agricola vivaistica.

Cos’è la floricultura? 

La floricoltura è un sottocomparto del settore agricolo che si occupa della produzione e del commercio di fiori, piante, semi, bulbi, tuberi, rizomi ed è un’attività che può essere svolta sia come hobby che come attività professionale continuativa e svolta professionalmente (in questo caso è bene che tu sappia che devi aprire la Partita IVA). La floricoltura è l’arte della coltivazione il cui scopo è quello di produrre per il giardinaggio o per il commercio piante fiorite in vaso o cassetta, fiori recisi etc.: si tratta di un’attività imprenditoriale che è sempre stata praticata dall’uomo fin dall’antichità, probabilmente perché i fiori, con le loro tonalità cromatiche ed i loro profumi sono sempre risultati affascinanti per i nostri sensi. Oggi i Paesi nei quali la floricoltura viene praticata maggiormente sono l’Olanda (famosa per i suoi tulipani), la Bulgaria (che si distingue per la produzione di rose), la Costa Azzurra e la Riviera ligure Ponente in Italia dove vengono coltivati soprattutto rose, garofani e gladioli (si pensi alla costa sanremese e imperiese). In Italia, inoltre, la floricoltura è molto diffusa anche in Toscana (Pescia) e in Puglia.

Floricultura in Italia

La coltivazione ed il commercio di determinate piante, come ad esempio l’azalea o il geranio, vanta un’antichissima vocazione in Italia: si tratta di una vera e propria arte imprenditoriale volta a produrre e commercializzare le piante ed i fiori che venivano utilizzati già nell’epoca del Rinascimento come forma di decorazione nelle grandi ville. Soltanto nel XX secolo si è iniziato a produrre diverse coltivazioni di piante e di specie autoctone floreali in diverse aree geografiche europee e italiane. In particolare, il bacino del Mar Mediterraneo con il suo clima e le sue caratteristiche morfologiche ne costituiscono l’habitat ideale: in Italia l’introduzione di piante ornamentali e la coltivazione della petunia e della rosa, utilizzate per la creazione di aiuole e bordure, hanno consentito il pieno sviluppato nel tempo del settore del vivaismo e della floricultura. Da queste premesse sono iniziate a proliferare nel tempo aziende sempre più specializzate nella produzione di semi che vengono combinati tra di loro in modalità diverse al fine ultimo di consentire il commercio di specie vegetali e “cultivar” nuove e geneticamente migliori rispetto ai predecessori. Vengono prodotte e commercializzate diverse piante decorative che si contraddistinguono per le loro caratteristiche a foglia “larga” e per le infiorescenze: il loro aspetto estetico gradevole le rende adatte per arredare gli appartamenti e le villette.

Attualmente in Liguria (in particolare nel Ponente ligure), la Regione italiana dove la floricoltura è il settore di “punta”, sono 2900 le aziende floricole che rappresentano il 65% del PIL regionale, per un volume d’affari complessivo pari a circa 350 milioni di euro. A Sanremo l’Istituto per la Floricoltura Ligure ha come obiettivo quello di favorire lo sviluppo economico delle imprese florovivaistiche della Liguria attraverso attività di ricerca e di sperimentazione in riferimento alle varietà di fiori e di piante richieste dai mercati. Nell’Istituto sanremese (IRF) l’ultima creazione, frutto degli studi e delle ricerche durate 4 anni di lavoro, è la margherita Itala, la cui denominazione è un chiaro omaggio ad Italo Calvino, personalità di spicco ed originario di Sanremo. Itala è un fiore molto resistente ed ecologico e non necessità di alcun trattamento chimico.

 

Avviare un’azienda agricola vivaistica

Al giorno d’oggi sono sempre più numerosi i giovani che come te decidono di avviare un’attività in proprio e, tra questi, alcuni prendono in seria considerazione la possibilità di aprire un vivaio. Si tratta, infatti, di un settore che può fornire delle rendite economiche interessanti. Oltre ai guadagni significativi che si possono introitare, un altro interessante vantaggio è rappresentato anche dal fatto chi ha meno di 40 anni ha possibilità di utilizzare una serie di incentivi a fondo perduto. Il primo passo da compiere prima di aprire l’attività è quello di recarsi negli uffici fitosanitari della propria Regione di residenza per inoltrare la domanda in carta bollata alla quale deve essere allegata la planimetria dell’area in cui si ha intenzione di far sorgere la propria attività. Sarà anche necessario comunicare se ci sono divieti di vario genere, principalmente di carattere sanitario (in relazione alla presenza di falde acquifere inquinate). Il passo successivo è quello di aprire la famosa Partita IVA: ci si può rivolgere ad un intermediario abilitato, un Dottore Commercialista o scaricare i Moduli reperibili online sul sito dell’Agenzia delle Entrate. Puoi utilizzare il Modello AA7/10, utilizzabile per i soggetti diversi dalle persone fisiche: ricorda che per presentare la dichiarazione di inizio attività, dal 1° aprile 2010 tutti coloro che sono tenuti all’iscrizione nel Registro delle imprese o nel Registro delle notizie economiche e amministrative (Rea) devono avvalersi della Comunicazione Unica, la quale deve essere trasmessa in via telematica o su supporto informatico al Registro delle imprese. Per quanto concerne il Codice ATECO da utilizzare e da comunicare è il seguente:

  • 01 COLTIVAZIONI AGRICOLE E PRODUZIONE DI PRODOTTI ANIMALI, CACCIA E SERVIZI CONNESSI
  • COLTIVAZIONE DI COLTURE AGRICOLE NON PERMANENTI
  • 19 Floricoltura e coltivazione di altre colture non permanenti
  • 19.1 Coltivazione di fiori in piena aria
  • 19.2 Coltivazione di fiori in colture protette
  • 19.9 Coltivazione di piante da foraggio e di altre colture non permanenti

Un ulteriore aspetto da prendere in considerazione riguarda la regolarizzazione della propria posizione INPS per evitare di incorrere in sanzioni pecuniarie.

A questo punto si può procedere con l’avvio dell’attività tenendo conto che è importante differenziarsi dei propri competitors: è necessario analizzare in modo dettagliato (Analisi SWOT) il mercato al quale rivolgersi e i concorrenti attuali e potenziali, al fine di intraprendere un’attività che sia davvero originale e crei valore rispetto all’offerta commerciale esistente. Quando si decide di avviare un’attività vivaistica è cruciale saper scegliere le piante e i fiori da produrre e commercializzare, tenendo conto delle caratteristiche e della vocazione agricola della specifica area geografica autoctona. Inoltre, è molto importante fornire ai propri clienti non soltanto dei prodotti di qualità, ma anche un servizio di assistenza ottimale: capita molto spesso che i consumatori finali non sappiano come prendersi cura delle piante e fiori acquistati; pertanto, necessitano di essere seguiti dalla fase di acquisto a quella di post-vendita e di ordinaria manutenzione del “verde”.

Per poter avere successo è necessario puntare sugli investimenti in pubblicità e nel marketing promozionale: ciò può portare l’imprenditore a richiedere una consulenza professionale ad un esperto di web marketing o ad una agenzia di pubblicità al fine ultimo di individuare le soluzioni più adatte alle proprie esigenze di business. Questa attività di promozione della propria azienda agricola vivaistica è svolta sempre di più attraverso i social network (Facebook, Twitter, etc.), dove si ha la possibilità di selezionare il target e l’audience al quale puntare e rivolgersi. I criteri per selezionare il bacino di clienti potenziali e destinatari della produzione e distribuzione di fiori e piante sono ascrivibili all’area geografica di residenza, alla professione svolta e agli interessi dei consumatori finali. Un altro strumento di pubblicità fondamentale è sicuramente il passaparola: è molto importante sviluppare e fidelizzare con il cliente al fine ultimo di stimolarlo a parlare bene dell’attività commerciale ad amici e familiari, che rappresentano altri potenziali acquirenti.

Quando si avvia un’azienda vivaistica può essere importante anche valutare la possibilità di aprire mediante la formula del franchising o dell’affiliazione commerciale: ciò può essere una valida soluzione che consente di aprire un vivaio in tempi rapidi, specie se non si ha maturato una notevole esperienza professionale nel settore. Attraverso il franchising, infatti, si ha la possibilità di essere seguiti dal franchisor, al quale si deve riconoscere le royalties.

Quanto rende un vivaio

Pensare che un vivaio non produca alcun guadagno non porta di certo ad intraprendere un’attività imprenditoriale in questo comparto. Grazie agli studi di settore sono stati delineati alcuni indici che ci permettono di valutare immediatamente quanto rende un vivaio e se produce un guadagno proporzionale all’investimento oppure no. Per generare un guadagno o un rendimento economico quanto deve fatturare un vivaio? Il tutto dipende da numerosi fattori quali la geolocalizzazione, la dimensione, il bacino d’utenza servito e la vicinanza di altri vivai: essi impattano ed incidono positivamente o negativamente sul fatturato. Per determinare quanto rende un vivaio è necessario considerare i rapporti tra superficie di vendita (mq) e fatturato (euro) che devono essere rispettati per coprire i costi e ottenere un capital gain.

  • Fatturato per mq di superficie (IVA esclusa): dagli 800 €/mq ai 1.200 €/mq
  • Tempi per realizzare il fatturato: primo anno (50%), secondo anno (75%) e terzo anno (100%)
  • Battuta media (calcolato dividendo il fatturato per il numero degli scontrini. Esso dipende dalle merceologie vendute ed è un parametro che va interpretato tenendo conto delle caratteristiche del bacino d’utenza e della tipologia di vivaio): 20/30 euro
  • Fatturato per addetto (inclusi i collaboratori stagionali): 130.000 euro all’anno.

Floricoltura: considerazioni finali

Come hai compreso dalla guida, il settore della floricoltura è in costante evoluzione ed è per questo che è molto importante prestare attenzione ai trend di mercato e alle preferenze dei consumatori, in modo tale da riuscire a rispondere adeguatamente alle diverse esigenze e alle loro preferenze. Le aziende, oltre a prestare attenzione alle richieste dei consumatori, aderiscono spesso a standard di coltivazione ottimali attraverso la messa in atto di Best Practice e prestando la massima attenzione continua ai processi innovativi. Ciò aiuta a rendere l’industria florovivaistica assolutamente sostenibile. Bisogna considerare che questa attività economica è molto influenzata dall’andamento climatico: secondo un’analisi dell’organizzazione meteorologica mondiale, il 2017 è stato il quarto anno più caldo negli ultimi decenni e ciò ha influenzato la crescita e la commercializzazione delle coltivazioni. Nel mese di marzo 2018, si è registrato un clima fortemente instabile con piogge frequenti e intense rispetto alla media e, nelle poche giornate con cielo sereno, gli acquisti di fiori e di piante sono stati discreti. “Tirando” le somme complessive il bilancio, rispetto al mese di marzo 2017, è stato negativo a causa del maltempo che non ha incentivato le persone a fare visite alle aziende vivaistiche. Prendendo in considerazione il primo trimestre del 2018, la spesa delle famiglie italiane in fiori e piante è stata più bassa rispetto ai dati del 2017 e si ritiene che questo calo sia da attribuire al clima negativo.