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Il crowdfunding è un sistema utilizzato dai privati, dalle aziende e anche dalle associazioni non a scopo di lucro per raccogliere denaro con lo scopo di finanziare i loro progetti oppure di acquistare dei macchinari molto costosi e che, da soli, non possono permettersi.

I finanziamenti, che in genere vengono ricevuti tramite una piattaforma di crowdfunding su cui viene pubblicato il progetto, possono provenire sia dai privati sia da altre aziende, che investono, o donano, perché invogliati dalle ricompense o dai premi messi in palio da chi richiede il finanziamento (esempio: “Se doni 50 euro per il nostro progetto, riceverai in cambio un buono regalo”).

Si tratta di una interessante modalità di investimento, anche parecchio rischiosa, in quanto i progetti, a meno che non si tratti di oggetti fisici come libri o dischi, possono anche non andare a buon fine, pertanto prima di fare qualsiasi mossa, è consigliabile non solo informarsi, ma anche pensarci bene.

Cos’è il crowdfunding?

Se un’azienda, un’associazione benefica o un privato decide di raccogliere denaro attraverso il crowdfunding, la prima azione che deve fare è quella di pubblicare un progetto su una piattaforma di crowdfunding.

Nel progetto dev’essere racchiusa non solo la spiegazione dell’obiettivo, ma anche la cifra che si intende raggiungere, le ricompense messe in palio per i donatori e le ore, o i giorni, entro cui bisogna raccoglierla per poter raggiungere il loro obiettivo.

La “crowd”, che spesso viene citata proprio in questi siti, è costituita principalmente da privati oppure da organizzazioni che elargiscono loro il denaro per il loro progetto.

Crowdfunding: quante tipologie esistono? 

Esistono diverse tipologiedi crowdfunding, ma le più conosciute sono quattro, che tra l’altro sono molto utilizzate dalle piattaforme di crowdfunding:

  • Investimento basato sul crowdfunding: in questo caso la persona effettua un investimento e, in cambio, riceve un bonus o un altro premio per la sua azione. Normalmente questo bonus viene condiviso anche con gli altri investitori.
  • Prestito basato sul crowdfunding: il privato, oppure l’azienda o l’associazione, presta denaro ad altri privati o compagnie e, in cambio, riceve un interesse già impostato. È chiamato anche peer-to-peer oppure peer-to-business lending (P2P o P2B).
  • Donazione basata sul crowdfunding: il privato, o l’azienda, dona una certa somma di denaro ad un altro privato o ad un ente di beneficenza (i due attori possono promettere in cambio una ricompensa, ma non sempre avviene).
  • Crowdfunding in cambio di un premio: è la forma di crowdfunding più diffusa e ampiamente utilizzata dalle piattaforme di crowdfunding. In questo caso il donatore dà una cifra prefissata di denaro e, in cambio, riceve un premio o una ricompensa dai promotori del progetto.

Come funziona il crowdfunding? 

Quando un donatore visita una piattaforma di crowdfunding, la prima cosa che dovrebbe essere in grado di vedere è una panoramica dei progetti presenti con la cifra richiesta per raggiungere l’obiettivo e il numero dei giorni che mancano alla conclusione della campagna di crowdfunding.

In alcuni casi è possibile che per vedere i progetti, i dettagli o per investire, debba effettuare dapprima la registrazione sul sito.

Non appena trova un progetto che reputa interessante, innanzitutto deve aprirlo e studiare bene tutti i dettagli.

Di solito l’azienda, il privato o l’ente sociale che organizza la campagna di crowdfunding dovrebbe fornire queste informazioni:

  • L’ammontare esatto della cifra che desiderano raccogliere.
  • La cifra che, nel frattempo, sono riusciti a raggiungere.
  • La fetta spettante a ciascun investitore del business (se richiesto).
  • L’obiettivo per cui sarà usato il denaro.
  • Il numero dei giorni, o l’ammontare delle ore, in cui la campagna sarà attiva.
  • Il numero delle persone che finora hanno investito nel progetto.
  • La ricompensa, o il premio, che il donatore riceverà in cambio per il suo investimento.

L’investimento andrà a buon fine soltanto se il progetto raggiungerà la cifra necessaria per partire. In caso contrario al donatore, salvo altre indicazioni, sarà restituito il 100% dell’ammontare della cifra investita.

Alcuni siti di crowdfunding, questo per permettere agli investitori di ripensarci, mettono a disposizione 14 giorni di “raffreddamento”, o cooling off, in cui, se lo desidera, soprattutto se non è più così sicuro di voler sostenere il progetto, il donatore può riavere i soldi investiti.

Quali sono i rischi del crowdfunding? 

Il crowdfunding è un concetto ancora nuovo e, neanche a dirlo, in certi casi l’investimento nelle start up o nelle idee altamente rivoluzionarie può rivelarsi molto rischioso.

I principali rischi che si possono incontrare nel crowdfunding sono i seguenti:

  • La start up può fallire: molte aziende piccole o giovani, soprattutto nei primi anni di attività, possono fallire, quindi in questo caso l’investitore perderebbe tutto il suo denaro.
  • I guadagni non sono garantiti: se i guadagni sono condivisi, potrebbe anche capitare che non si verifichi una crescita di valore degli stessi e che non avvenga il pagamento dei dividendi (la spartizione dei profitti).
  • Spesso le piattaforme di crowdfunding falliscono: ciò significa che non solo l’investitore potrebbe perdere i suoi soldi se ha già effettuato un pagamento sul sito, ma anche che i soldi non saranno investiti nel business di suo interesse.

Crowdfunding: come ridurre i rischi 

Prima di effettuare qualsiasi azione su una piattaforma di crowdfunding, l’investitore dovrebbe avere già un’idea chiara di quello che potrebbe permettersi di investire e del denaro che potrebbe perdere.

Inoltre, prima di fare qualsiasi investimento su un sito di crowdfunding, dovrebbe controllare il Registro dei Servizi Finanziari per assicurarsi che abbia ricevuto la relativa autorizzazione e che non si tratti di un tentativo da parte dei criminali informatici per estorcere denaro.

Da ultimo, ma non meno importante, il denaro che si intende impiegare su un sito di crowdfunding dovrebbe essere custodito su un conto a parte e non direttamente su un conto utente presente sul sito stesso: in questo modo, in caso di fallimento della piattaforma, l’utente non si confronterà con grandi perdite né tanto meno dovrà perdere tempo a sporgere reclami per avere indietro il denaro non investito.

Il ruolo degli intermediari finanziari è imprescindibile in un sistema capitalista in cui ognuno è libero di investire il proprio denaro come meglio crede. Fortunatamente, nelle economie sviluppate occidentali come la nostra, abbiamo il diritto di scegliere come impiegare il nostro patrimonio in modo da proteggerlo e farlo rendere; per questo nel corso del tempo sono nati diversi tipi di intermediazione finanziaria.

In questa guida vogliamo fare luce su tutti i tipi di intermediari finanziari, specificando il loro scopo ed il modo in cui ci possono essere utili. Sarà anche molto interessante analizzare il modo con cui internet ha cambiato il volto di questo mercato, che di fatto oggi si presenta molto diverso da dieci anni fa. Lo faremo in un modo chiaro e completo, ma senza scendere eccessivamente in tecnicismi: anche se non sei esperto in questo campo, vedrai che riuscirai a seguire facilmente tutto il discorso.

Vedremo anche un particolare tipo di intermediario finanziario che è il più conveniente da usare per fare profitti: ovvero i broker online. Oggi piattaforme come 24option (qui trovi il sito ufficiale) o eToro (qui per il sito ufficiale) hanno rivoluzionato il modo di fare investimenti su vari asset finanziari e costituiscono la scelta migliore, ma lo vedremo con calma, prima un po’ di teoria.

Cosa sono gli intermediari finanziari

Per capire bene che cosa siano gli intermediari finanziari dobbiamo fare un piccolo passo indietro, tornando ad un principio di base di ogni sistema economico. In un’economia di libero mercato ci sono due tipi di attori:

  • I soggetti in deficit, tipicamente le aziende e la pubblica amministrazione, che hanno sempre bisogno di capitali per poter fare investimenti, pagare le spese e ampliarsi;
  • Soggetti in surplus, tipicamente le famiglie e i lavoratori, che invece mettono dei soldi da parte e vogliono evitare che questi si svalutino per effetto dell’inflazione.

Da qui nasce il mercato dei capitali, ovvero quella tendenza dei soggetti in surplus a prestare denaro ai soggetti in deficit. Questo denaro può essere prestato in cambio di un interesse (obbligazioni, conti deposito, ecc.) o in cambio di una parte dei profitti (azioni). In questo modo i soggetti in deficit possono trovare fondi con cui finanziare le proprie operazioni ed i soggetti in surplus possono investire e far fruttare i propri capitali nel tempo.

Gli intermediari finanziari sono tutte quelle aziende, quei professionisti e quelle istituzioni che permettono alla domanda di capitali (i soggetti in deficit) di incontrare l’offerta (i soggetti in surplus). Dal momento in cui la domanda e l’offerta possono assumere forme molto diverse, esistono diversi tipi di intermediari finanziari.

Tipologie di intermediari finanziari

Come abbiamo accennato, esistono diversi tipi di intermediazione dei capitali; analizziamoli più da vicino, in modo da ricollegarci alle aziende che già conosciamo. Anche se non li hai mai chiamati in questo modo, siamo sicuri che conosci già tutti (o quasi) i tipi di intermediario.

Intermediari finanziari creditizi

Gli intermediari finanziari creditizi sono, tipicamente, le banche e le finanziarie. Questi si occupano di raccogliere capitali dai risparmiatori, ad esempio tramite i loro depositi su conti correnti, e di utilizzarli per concedere prestiti e/o mutui. Dal momento in cui è molto improbabile che tutti i correntisti di una banca si presentino nello stesso momento, nello stesso giorno, a richiedere il prelievo di tutti i soldi che hanno depositato, la banca sa di poter lasciare una parte della liquidità in cassa e investire la restante parte.

Normalmente le banche tengono il 10% dell’intera liquidità dei correntisti a disposizione, in modo che questa possa essere facilmente prelevata da chiunque lo richieda. Il restante 90% viene utilizzato per concedere prestiti, e la differenza tra il tasso applicato sui prestiti ed il tasso applicato sui conti correnti rappresenta il guadagno dell’intermediario.

La legge italiana prevede che gli intermediari finanziari creditizi non possano occuparsi anche di investimenti sui mercati finanziari in proprio conto. Questo per evitare che nascano conflitti di interesse qualora una banca fosse azionista di un’azienda che intende richiedere un prestito presso quella stessa banca. Questo significa che le banche, in Italia, possono essere solo commerciali (intermediari creditizi) o di investimento, ma mai entrambe le cose.

Rientrano in questo tipo di intermediazione:

  • Banche commerciali
  • Finanziarie
  • Società di leasing, factoring e smobilizzo crediti
  • Compagnie assicurative

Intermediari finanziari mobiliari

La seconda macrocategoria di intermediari finanziari non si occupa di prestare denaro, ma di investirlo in senso stretto. Parliamo di tutti quegli intermediari finanziari che i clienti possono chiamare per investire denaro sui mercati, per fare operazioni di Forex trading, per speculare o acquistare quote di un fondo.

In questo caso il guadagno dell’intermediario è costituito, di solito, da una certa percentuale di commissioni sulle transazioni eseguite dai clienti. Nel corso del tempo questo tipo di intermediazione è diventato sempre più sofisticato: oggi possiamo ottenere consulenza gratuita per i nostri investimenti, prospetti informativi di vario genere, informazioni in diretta sui nostri investimenti che arrivano direttamente sui nostri smartphone e via discorrendo.

I principali intermediari finanziari mobiliari sono:

  • SIM (Società di Intermediazione Mobiliare)
  • Sicav (Società di Investimento a CApitale Variabile)
  • SGR (Società di Gestione del Risparmio)
  • Banche di investimento
  • Broker per il trading online
  • Exchange di criptovalute, de facto, anche se non ancora ufficialmente riconosciuti

Ci sono poi delle forme ambigue, come le società che si occupano di promozione degli investimenti e quelle che trattano metalli preziosi per gioielleria; possiamo considerarle degli intermediari indiretti.

Il web: la rivoluzione dell’intermediazione finanziaria

Internet ha dato un impulso incredibile all’intermediazione finanziaria. Prima di tutto ha permesso a domanda ed offerta di incontrarsi in un luogo virtuale dove tutte le informazioni possono essere veicolate in un solo istante da una parte all’altra del mondo. Questo ha permesso la nascita di forme di investimento mai esistite prima, con conseguente sviluppo di intermediari finanziari mai visti prima: è il caso delle finanziarie che concedono prestiti online, dei conti correnti online, delle società di crowdfunding e dei broker online

In particolar modo, i broker per il trading online hanno cambiato gli equilibri del mercato degli investimenti. Parliamo di intermediari mobiliari, che si sono opposti al predominio delle banche e delle SIM nella gestione degli investimenti dei privati. Per molto tempo, infatti, l’unica soluzione per giocare in Borsa come privati è stata la lunga trafila tradizionale: telefonare alla banca, farsi passare un broker, trasmettergli il nostro ordine e attendere che questo lo trasmettesse alla SIM di competenza per poterlo eseguire. Tempi d’attesa lunghissimi e soprattutto costi molto elevati, che fondamentalmente rendevano questo tipo di operazione un’esclusiva per persone cassettiste e molto abbienti.

Oggi chiunque può investire sui mercati finanziari: bastano un PC ed una connessione a internet. Grazie a servizi come eToro(qui trovi il sito ufficiale), il broker preferito dalla nostra redazione, adesso le commissioni sugli strumenti finanziari sono di pochi centesimi. Abbiamo a disposizione piattaforme professionali per il trading a costo zero, abbiamo informazioni in quantità che ci aiutano a prevedere l’andamento dei mercati ed abbiamo tutto questo gratuitamente. Un netto passo avanti per il mondo dell’intermediazione finanziaria, che gradualmente sta coinvolgendo sempre più investitori.

Perché gli intermediari finanziari sono indispensabili

Gli intermediari finanziari svolgono un ruolo molto importante all’interno del nostro tessuto economico: non è solo quello che vediamo, ma anche e soprattutto quel che avviene lontano dagli occhi dei clienti a fare la differenza. Ecco alcune mansioni importanti:

  • Sottoscrizione dei titoli: normalmente le obbligazioni delle aziende e i titoli di Stato non vengono venduti direttamente ai risparmiatori, in quanto sarebbe fonte di eccessiva incertezza, costi e attesa.
  • Intermediazione dei tagli: in molti casi gli intermediari permettono di investire piccole somme anche dove la natura del prodotto non lo permetterebbe, perché aggregando la domanda dei vari investitori riescono a fare massa critica. Un tipico esempio sono i lingotti d’oro bullion, cioè da investimento, che hanno un valore di mercato intorno al mezzo milione di euro per ciascun lingotto.
  • Consulenza: banche e SIM, in molti casi, mettono a disposizione dei clienti dei consulenti con cui potersi confrontare gratuitamente prima di investire.
  • Deposito: i conti correnti e i conti deposito sono l’esempio più tipico di come gli intermediari non servano solo a investire i nostri soldi, ma anche a tenerli al sicuro.

Quale futuro per gli intermediari finanziari?

Fino alla nascita di internet è chiaro che non si potesse fare a meno degli intermediari: per fare incontrare domanda e offerta era assolutamente necessario avere dei professionisti che se ne occupassero a tempo pieno. Questo implica anche avere sedi adeguate, come le filiali bancarie e le Borse valori. Oggi tutto ciò sembra acqua passata, ma anche nell’era dell’informazione possiamo comunque aspettarci che gli intermediari finanziari non scompariranno.

Sicuramente è fondamentale che tutte le tipologie di intermediario si adattino alle nuove tecnologie. Ormai anche le banche più piccole dispongono di funzioni per l’internet banking, ed in molti casi anche per il trading online. Rimane comunque chiaro che questo non sarà che il primo passo verso un’evoluzione sempre più marcata, con costi sempre più bassi per l’intermediazione e sempre più automatismi a gestire i processi degli intermediari. Non stiamo parlando soltanto di internet banking, ma di una quasi totale scomparsa di tutto ciò che non sarà abbastanza “digital”.

Rimane comunque fondamentale osservare che internet ha aumentato i rischi per gli investitori. Le truffe sono all’ordine del giorno: società che si fingono broker seri quando sono in realtà dei truffatori, criptovalute farlocche, schemi Ponzi mascherati da soluzioni geniali per investire online, e tante altre cose che purtroppo grazie al web riescono ad espandersi rapidamente. Per questo non possiamo che prospettarci un futuro in cui il ruolo degli intermediari sarà sempre più legato alla tutela e alla sicurezza dei risparmiatori, quasi in una commistione tra queste realtà e gli organismi di vigilanza come Consob e Banca d’Italia.

Nel mese di Giugno tutti i lavoratori dipendenti devono fare i conto con la dichiarazione dei redditi tramite modello 730. Essi sono chiamati a certificare i redditi percepiti al fine di comunicare al fisco le spese sostenute durante l’intero anno solare e i redditi percepiti.

In questo approfondimento analizzeremo la guida dell’Agenzia delle Entrate inerente al modello 730 e quelle che sono le principali novità, ma anche le istruzioni da seguire per detrazioni e deduzioni dell’anno precedente.

La circolare omnibus dell’Agenzia delle Entrate racchiude al sui interno tutte le istruzioni inerenti alla compilazione del modello 730/2019 per i lavoratori dipendenti, con e senza sostituto di imposta. Al suo  interno sono contenute tutte le regole su:

  • Ritenute;
  • Oneri detraibili;
  • Oneri deducibili;
  • Crediti d’imposta.

La circolare precisare e a trascrivere un elenco completo e dettagliato dei documenti necessari al fine di presentare la dichiarazione dei redditi 2019. All’interno vengono anche precisate e conservate le richieste da parte dell’Agenzia delle Entrate. In sostanza, la circolare da prendere in esame è la n. 13/E del 31 maggio 2019 al cui interno riepiloga tutte le novità introdotte per l’anno in corso.

La circolare racchiuse anche le spese detraibili, come anche la normativa che ha interamente cambiato la disciplina sanzionatoria prevista nel caso di visto di conformità infedele sul 730 da parte di CAF ed intermediari.

Dichiarazione dei redditi 2019: guida completa alla circolare 13/E dell’Agenzia delle Entrate

La circolare in oggetto è per certi versi considerata come la guida completa alla dichiarazione dei redditi. All’interno delle sue 390 pagine sono inserite tutte le istruzioni.

E’ la circolare n. 13/E del 31 maggio 2019 che fornisce nel dettaglio le regole da seguire su detrazioni e deduzioni o anche crediti d’imposta e documenti da conservare.

Il documento rappresenta un vademecum davvero utile sia per chi presenta la dichiarazione dei redditi con il modello 730/2019, sia anche per coloro che optano per il precompilato ordinario.

La circolare n. 13/E è stata per altro aggiornata, partendo da quella che è stata pubblicata lo scorso anno (circ. n. 7/E del 27 aprile 2018), con le novità legislative ed interpretative le quali riguardano la dichiarazione dei redditi 2019.

Dichiarazione dei redditi 2019: novità della circolare n. 13/E

All’interno del modello 730/2019 ci sono diverse novità. Ad esempio, una tra tutte è quella inerente alla nuova detrazione per gli abbonamenti dei mezzi pubblici.

Nel caso specifico, la detrazione è prevista solo per le spese a sostenute dal 2018. Queste sono oggetto di rimborso Irpef per un valore massimo pari a 50 euro (19% di max. 250 euro).

Il limite max. di 250 euro secondo quanto riportato dalla guida, non lasciano spazio ad interpretazioni. Infatti è messo in evidenza che la detrazione spetta per le spese sostenute a prescindere che siano per se stessi o per i familiari a carico. Quindi il limite massimo di 250 euro deve intendersi come spesa complessiva, cumulabile.

Tra le altre novità compaiono anche il bonus verde inerente ai lavori effettuati in casa e la detrazione per l’acquisto di strumenti didattici per studenti con DSA.

Per quanto riguarda il bonus verde, la detrazione spettante è del 36% legata ai lavori effettuati su giardini e terrazzi per un limite max. di 5.000 euro di spesa per unità immobiliare.

Il bonus spetta solo a condizione che i pagamenti siano effettuati con strumenti tracciabili, ovvero:

  • assegni bancari;
  • assegni postali;
  • circolare non trasferibili;
  • carte di credito;
  • bancomat;

Al fine di fruire della detrazione fiscale all’interno della dichiarazione dei redditi sarà necessario che i documento di spesa riportino il codice fiscale del soggetto beneficiario della detrazione come anche la descrizione dell’intervento, la quale deve consentire di ricondurre la spesa sostenuta tra quelle agevolabili.

Viene confermato al suo interno che la mancata comunicazione ENEA relativa ai lavori di ristrutturazione che comportano anche un risparmio energetico non compromette per nulla il diritto a beneficiare della detrazione fiscale, per un importo pari al 50% della spesa sostenuta fino ad un massimo di 96.000 euro.

Un’altra novità riguarda le regole per CAF e gli intermediari abilitati, i quali da quest’anno sono soggetti ad una nuova disciplina sanzionatoria prevista nei casi di visto di conformità infedele sul modello 730. Questa prevede un versamento dell’importo pari al 30 per cento della maggiore imposta riscontrata al contribuente.

Anche se pubblicata con netto ritardo, la guida dell’Agenzia delle Entrate sulla dichiarazione dei redditi 2019 è molto utile al fine di riepilogare quelle che sono le novità principali.

Dichiarazione dei redditi 2019: quali documenti conservare?

E’ sempre la circolare n. 13/E dell’agenzia dell’Entrate ad affermare quelli che sono i documenti da conservare dopo aver presentato la dichiarazione dei redditi. In pratica, i documenti da conservare per un eventuale controllo (richiesto dal medesimo ente) sono solo ed esclusivamente quelli esplicitati all’interno della circolare, anche per quel che riguarda la documentazione relativa alla prova del pagamento.

L’Agenzia delle Entrate potrà effettuare dei controlli anche in merito ai requisiti soggettivi richiesti per fruire delle diverse agevolazioni fiscali, come anche le dichiarazioni sostitutive presentate dal contribuente per alcune tipologie di detrazioni.

Infine, ricordiamo che sarà possibile annullare il 730 già inviato (mediante la modalità precompilata) fino al 20 giugno 2019. Si potrà dunque procedere con un nuovo invio autonomo della dichiarazione dei redditi.

Il termine di presentazione del modello 730/2019 è fissato all’8 luglio 2019 (il 7 luglio cade di domenica) ma solo nel caso in cui il contribuente decida di presentare la dichiarazione tramite il sostituto d’imposta. Se invece, la presentazione del modello 730 avviene per mezzo di CAF o intermediari, allora la scadenza è fissata al 23 luglio 2019.

L’assegno bancario è un titolo di credito utilizzato per il trasferimento di denaro precedentemente depositato dal titolare di un conto corrente presso un istituto bancario di propria fiducia.

Con questo documento prestampato dall’istituto di credito, il correntista ordina alla banca di pagare a vista, per suo conto, al beneficiario.

L’assegno bancario può essere al portatore se non è indicato il nome del beneficiario, oppure all’ordine quando è indicato il nome del beneficiario che dovrà procedere all’apposizione della firma per trasferirlo ad un’altra persona o per la riscossione.

Differenza tra assegno bancario e assegno circolare

L’assegno bancario si distingue dall’assegno circolare: quest’ultimo viene emesso direttamente dalla banca solo se sono disponibili i fondi monetari sul conto corrente fornendo, in questo caso, una garanzia di pagamento al beneficiario.

Nel caso dell’assegno bancario, invece, la banca (trattario) autorizza l’intestatario del conto corrente (traente) tramite il rilascio di un blocchetto di assegni, ad effettuare pagamenti ad un terzo soggetto (beneficiario).

Questo tipo di titolo di credito non fornisce una garanzia al beneficiario in quanto il titolare del conto corrente potrebbe perdere di vista l’entità dei suoi depositi bancari emettendo assegni senza copertura.

Il caso dell’emissione di assegni a vuoto è considerato illecito amministrativo e viene punito. Inoltre, la banca che non ha potuto effettuare il pagamento, richiederà la restituzione del blocchetto degli assegni non utilizzati, revocando l’autorizzazione ad emettere assegni dai due ai cinque anni.

A tutela dei soggetti coinvolti nella transazione, si consiglia di indicare sempre il nome del beneficiario perché, in caso di smarrimento del titolo di credito, a meno che lo stesso non fosse bloccato dal traente, la banca non potrebbe negare il pagamento a chiunque ne chiedesse la riscossione.

Compilazione dell’assegno bancario

L’assegno bancario, prestampato dalla banca, è generalmente parte di un blocchetto composto da 10 assegni e altrettante matrici riportanti i dati relativi all’intestazione della banca e al numero progressivo.

I campi dell’assegno bancario da compilare sono di seguito indicati:

    1. Il luogo di compilazione che determina se l’assegno è su piazza, se è stato emesso nello stesso Comune dove è ubicata la banca del traente o fuori piazza se è stato emesso in altro Comune. Questa differenza limita i termini di riscossione che per gli assegni su piazza sono 8 giorni dall’emissione mentre per gli assegni emessi fuori piazza sono 15 giorni dall’emissione se emesso fuori comune, 20 giorni se emesso in altro Stato, 60 giorni se emesso in uno Stato di un altro Continente.
    2. La data di compilazione che, dal punto di vista normativo, deve coincidere con quella in cui è stato effettivamente emesso l’assegno. Il termine di riscossione nei confronti del beneficiario è una scadenza molto importante perché l’assegno bancario potrebbe non essere coperto (cosiddetto “assegno a vuoto”) nel caso in cui l’importo indicato superi i depositi disponibili sul conto corrente. Nel caso il conto fosse scoperto, il creditore potrebbe rivalersi sul traente solo se il tentativo di incasso fosse stato fatto prima della scadenza dei termini.
      A volte, si tende a post-datare l’assegno bancario per garantirne la copertura, ma è consentita una post-datazione di massimo 4 giorni solo per gli assegni fuori piazza.
    3. L’importo in cifre e in lettere per evitare errori di interpretazione.
    4. Il nome del beneficiario del credito.
  1. La firma del traente.
    f. La clausola di non trasferibilità, obbligatoria per la vigente normativa antiriciclaggio, è consigliata per importi pari o superiori ai 1.000,00 euro ma spesso è prestampata direttamente sull’assegno.
  2. La girata è un campo da compilare nel caso in cui il beneficiario volesse trasferire l’assegno ad altri beneficiari. Alla fine dei vari step, tutto il credito sarà riscosso dall’ultimo beneficiario indicato sull’assegno.

Nel caso in cui lo spazio dedicato alle girate sul retro dell’assegno non sia sufficiente, è possibile allegare un foglio di allungamento.

L’assegno può essere trasferito tramite girata piena quando viene indicato il nome del giratario oppure girata in bianco quando non viene indicato il nome del giratario.

In questo caso, il portatore potrà procedere all’incasso dell’importo indicato apponendo sul retro dell’assegno il proprio nome e la firma.

Con la clausola di non trasferibilità non è più possibile compiere questa operazione, ma la normativa vigente ha stabilito che è possibile richiedere il rilascio di un assegno senza la clausola della non trasferibilità, pagando un’imposta di bollo di 1,50 euro.

Modalità di riscossione dell’assegno bancario

L’assegno bancario può essere riscosso dal beneficiario direttamente allo sportello dell’istituto di credito del soggetto che ha emesso l’assegno, apponendo la firma per la riscossione sul retro del titolo di credito nello spazio della girata oppure versando direttamente l’assegno sul proprio conto corrente bancario.

Come diventare un fashion blogger di successo? Avere un blog è un duro lavoro che richiede tempo e dedizione per farlo funzionare, perché è necessario postare ogni giorno nuove notizie per ottenere l’interesse del pubblico e iniziare a rimanere aggiornati.  

È importante notare che non tutti hanno la capacità di interagire con un pubblico: il primo passo per diventare fashion blogger di successo è essere creativi e avere la capacità di comunicare contenuti interessanti e sempre aggiornati.

Prenditi il ​​tuo tempo e visita alcuni dei blog di moda che sono già un successo, trova i punti di forza e il valore che offrono ai loro lettori.

In questa guida troverai diversi consigli su come diventare fashion Blogger di successo e quale regime fiscale scegliere per l’anno 2019.

Diventare Fashion Blogger: Conosci il pubblico

Conoscere il pubblico è essenziale, in quanto puoi progettare il tuo blog, scegliere un tema e iniziare a scrivere per attirare il pubblico e trascinarlo sulla tua pagina.

È imperativo che tu sappia come attirare l’attenzione: puoi pubblicare fotografie di alta qualità di articoli di abbigliamento, scrivere contenuti interessanti sulle ultime tendenze stilistiche. Inoltre, puoi scrivere recensioni sui capi e promuovere prodotti. In questo modo puoi iniziare a guadagnare dalle affiliazioni.

Diventare Fashion Blogger: Be Social!

Utilizza Instagram e altre piattaforme Social per promuovere le foto con il link del tuo blog. Fare uso dei social media, ti aiuterà a coinvolgere i lettori e a raggiungere un pubblico più ampio. L’obiettivo principale è aumentare il traffico del tuo blog e incentivare gli utenti a registrarsi per ricevere aggiornamenti.
Scrivi contenuti di alta qualità

Assicurati di scrivere sempre contenuti di alta qualità. Non puoi avere un blog pieno di errori di ortografia, grammatica e di punteggiatura.

Prenditi tutto il tempo necessario per scrivere con calma, fai molta attenzione ai dettagli per assicurarti che i tuoi lettori abbiano un’esperienza di lettura piacevole.

Il contenuto di alta qualità comporta anche la scrittura di pezzi interessanti e informativi su cui i tuoi lettori troveranno un valore aggiunto.

Assicurati di scrivere post interessanti che vuoi condividere con il tuo target di lettori, utilizza delle frasi per creare un impatto e dell’interesse. Converti i tuoi lead in clienti veri!

Diventare Fashion Blogger: Sii te stesso

Lascia trasparire la tua personalità: scrivere contenuti di alta qualità richiede molta competenza ed impegno, ma renderla interessante e far trasparire la tua personalità è ciò che attirerà maggiormente l’interesse del tuo pubblico. Gli utenti amano informarsi, vogliono condividere i pensieri e adorano rivisitare il blog per rimanere aggiornati.

Lista di controllo del fashion blog

Accertati che il tuo brand o il nome di dominio non siano già utilizzati un’altra azienda.  Scegli un tema adatto ai tuoi scopi, aggiungi un plug-in SEO e imposta le basi.

Scrivi una pagina sulla tua biografia, descrivi chi sei e crea una pagina di contatto con un indirizzo email dove le persone possono raggiungerti e comunicare con te,

Unisci i link ai social network, se preferisci essere contattato direttamente su Facebook, Instagram, Twitter, etc.
Aggiungi una foto di alta qualità per contribuire a creare il riconoscimento del tuo marchio e per migliorare la Personal Reputation.

Aggiungi alcuni link del blog ai tuoi profili social nella pagina Informazioni e / o nella tua barra laterale in modo tale che le persone sappiano come rintracciarti al di fuori del sito.

Scrivi il tuo primo post di almeno 1.500 parole e registrati ad un pacchetto di analisi come Google Analytics, in modo tale da poter monitorare i visitatori e tenere sotto controllo come si comportano.

Lavora sul design del tuo fashion blog

I blogger sottolineano l’importanza del design del sito che deve essere curato nei minimi dettagli: dalla grafica ai colori che utilizzerai, dalla posizione dei pulsanti all’interazione tra l’utente e il web, ecc.

Diventare Fashion Blogger: l’importanza del Marketing

Non puoi aspettarti di scrivere un blog e generare automaticamente traffico: il marketing è ciò che ti aiuterà a raggiungere l’audience, puoi aumentare il numero di lettori e trasformare la tua passione per la moda in un blog di moda di successo.

Partecipa al maggior numero possibile di eventi di moda, parla con i designer o gli specialisti della materia e non smettere di relazionarti con i tuoi lettori.

Partita IVA Fashion Blogger: quale conviene aprire?

Devi sapere che se vuoi aprire la Partita IVA per diventare Fashion Blogger dovrai utilizzare il Modello AA9/12 reperibile sul sito dell’Agenzia delle Entrate.

Poi, dovrai comunicare il Codice ATECO per inquadrare correttamente la tua attività:

  • Codice ATECO 73.11.02 – Conduzione di campagne marketing e altri servizi pubblicitari
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Dovrai optare per il regime fiscale a te più conveniente! Devi sapere che dal primo gennaio 2019, il Regime Forfettario consente di beneficiare di interessanti vantaggi fiscali.

Ma, attenzione a rispettare il seguente requisito: non eccedere i 65.000 euro di fatturato.

Inoltre, potrai beneficiare dell’applicazione di una Flat Tax al 15% o al 5% per i primi 5 anni di attività.

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E, allora, ti senti pronta a diventare una Fashion Blogger di successo? Segui i nostri consigli e trasforma la tua passione in una vera fonte di business. In bocca al lupo!

Lidl è tra i discount più importanti a livello nazionale in continua crescita ed evoluzione. Perciò sono molte le opportunità di essere assunti per svolgere diverse mansioni all’interno dell’azienda. Le opportunità di lavoro al momento ricoprono solamente alcune delle regioni d’Italia; Piemonte, Sicilia, Abruzzo, Molise, Campagna, Veneto e Lombardia.

Lidl è una catena di supermercati tedesca che sta riscontrando in Italia sempre più successo perché offre ai suoi clienti un ottimo rapporto qualità-prezzo. Ha circa 600 punti vendita in tutta la penisola e questo consente di dare lavoro a 15.000 mila persone.

Considera anche che il discount in un anno apre anche fino a 40 punti vendita, e ciò significa ovviamente più posti di lavoro disponibili.

Se vuoi entrar a far parte della realtà di questo discount, ti diamo qui tutte le informazioni che ti servono!

Lidl Lavora con noi: quali sono i requisiti?

Lidl richiede prevalentemente personale che abbia già avuto esperienza nel settore per garantire sempre la massima efficienza al cliente.

Ben graditi i giovani neo-laureati che possono essere assunti come apprendisti, con la possibilità di fare tirocinio, magari per poter esser essere assunti come dipendenti, in un secondo momento. E’ raro che assuma personale senza alcuna esperienza precedente.

Se vuoi conseguire una laurea triennale riconosciuta a livello internazionale e contemporaneamente guadagnare il tuo primo stipendio? Con Lidl puoi!

Potrai conseguire una laurea triennale riconosciuta a livello europeo e avrai l’opportunità di fare una concreta esperienza di lavoro in un contesto internazionale.

Chi ricerca LIDL? Per l’Edizione di Ottobre 2019, il discounter tedesco è alla ricerca di brillanti diplomandi o neodiplomati con un’ottima padronanza del tedesco (livello minimo B2) e una buona conoscenza dell’inglese (livello minimo B1).

Inoltre, si richiedere ottime doti comunicative, empatia, intraprendenza e predisposizione ai contatti sociali.

Che aspetti? Grazie al percorso di laurea triennale Lidl, durante i periodi di training on the job, l’azienda tedesca si farà carico delle tue spese di alloggio.

Inoltre, avrai la possibilità di ricevere fin da subito uno stipendio mensile!

Che aspetti? Se vuoi partecipare a questo interessante progetto rivolto agli studenti, candidati qui!

Posizioni aperte Lidl 2019

Ti ricordiamo, prima di continuare, cosa s’intende per posizione aperta. Non è altro che un’operazione in grado di produrre guadagni o perdite. Nel momento in cui una posizione viene chiusa, non c’è più possibilità di ottenere profitti e quindi l’operazione viene chiusa in maniera definitiva.

All’interno dell’azienda potrai ricoprire diverse posizioni aperte. Quelle disponibili per quest’anno sono diverse. Ora in dettaglio ne vediamo una per una.

-Addetto alle vendite

Questa figura professionale ha il compito di dare al cliente un servizio eccellente e, soprattutto, soddisfacente. Cercando di risolvere eventuali problemi del cliente laddove è possibile, mantenere sempre ordinata e pulita l’area dove vengono posizionati i prodotti. Gli addetti alle vendite sono ricercati in particolar modo al nord, e vengono presi in considerazione sia apprendisti che non.

-Responsabile di logistica

E’ colui che organizza al meglio lo smistamento e lo stoccaggio delle merci. Può programmare acquisti e vendite nelle varie filiali insieme ai responsabili delle vendite. Prepara il carico da destinare nei vari punti vendita, gestisce il magazzino e coordina l’attività dei magazzinieri.

-Real Estate Developer

Lavora in una delle 10 Direzioni Regionali di Lidl. Gestisce i documenti, le varie pratiche amministrative e le autorizzazioni necessarie per l’apertura di nuovi Punti Vendita o delle ristrutturazioni di filiali già esistenti. Il candidato dovrà possedere capacità analitiche ed organizzative, nonché un titolo di studi adeguato.

-Project Manager Impianti

Il Project Manager elabora e gestisce un progetto, e ne risulta responsabile fino a che non viene portato a termine. E’ un po’ come il punto di incontro tra colui che finanzia il progetto e coloro che poi lo dovranno realizzare. In Lidl questa figura professionale avrà come compito principale quello di ottimizzare gli immobili già esistenti.

Lidl ricerca anche collaboratori in settori diversi, come dell’amministrazione, delle risorse umane e della direzione regionale.

Lidl Lavora con noi 2019: Come farti assumere?

Le assunzioni per l’anno in corso sono aperte. Lidl sta cercando nuovi collaboratori dinamici e con buona volontà.

Per inviare la tua richiesta non devi fare altro che registrarti sul sito ufficiale del discount; dovrai inserire i tuoi dati personali quali nome, cognome, e-mail e dovrai poi pensare ad una password per il tuo nuovo profilo.

Dopodiché dovrai capire quale sia la posizione più adatta a te, quella in cui ti senti più portato e nella quale sai di poter eccellere. In seguito, dovrai compilare dei moduli online per poterti candidare. Ti verrà chiesto di allegare il Curriculum Vitae (CV); dove richiesto allega anche una buona lettera di presentazione, che ti farà spiccare tra tutti gli altri canditati.

Ricorda che questo noto brand tedesco di caratterizza per la capacità di offrire un ambiente lavorativo caratterizzato dal clima sereno e corretto, ma anche piuttosto competitivo, con effettive opportunità di crescita professionale e personale.

Qual è la differenza tra l’assegno bancario e l’assegno circolare? Anche se si tratta di titoli di credito, la differenza sta nella definizione delle tipologie di assegno e nelle regole di emissione ed utilizzo.

Scopriamo in questa guida quali sono le differenze che intercorrono tra assegno circolare e assegno bancario.

Assegno bancario: che cos’è e come funziona?

L’assegno non è altro che un titolo di credito ossia un documento che incorpora il diritto di ricevere una determinata prestazione in denaro.

L’assegno è uno degli strumenti di pagamento alternativi al denaro contante di gran lunga più sicuro; tuttavia non sempre questo rappresenta una garanzia per il creditore delle somme, ma dipende dal tipo di assegno emesso.

In particolare, l’assegno bancario consente a chi possiede la titolarità di un conto corrente bancario di erogare una somma di denaro a se stesso e verso soggetti terzi.

Si tratta di un titolo pagabile a vista e come presupposto per l’emissione vi deve essere l’autorizzazione della banca e la presenza di somme disponibili sul conto.

Gli assegni bancari sono moduli standardizzati contenuti in appositi libretti che la banca mette a disposizione del singolo correntista.

L’assegno contiene già alcuni dati prestampati tra cui la denominazione di assegno bancario, il nome della banca che effettua il pagamento ed il luogo, le coordinate bancarie e la clausola non trasferibile.

Il correntista che emette l’assegno deve obbligatoriamente indicare l’importo, la data e il luogo di emissione, il nome del beneficiario e la firma del titolare del conto.

Assegno bancario: la girata

Attraverso la tecnica della girata il correntista può trasferire l’assegno compilato in modo corretto al beneficiario.

Occorre distinguere tra la girata piena che comprende il nome ben specificato del beneficiario e la girata in bianco dove è prevista solo la firma del titolare del conto.

Assegni bancari: quando non sono trasferibili?

Gli assegni bancari superiori ai 1.000 euro devono essere per legge non trasferibili per evitare il possibile riciclaggio di denaro.

Per importi inferiori ai 1.000 euro l’obbligo della trasferibilità dell’assegno bancario viene meno.

Quando si parla di non trasferibilità significa che con quel titolo di credito può essere pagato solo il beneficiario specificato nell’assegno ed è una condizione obbligatoria per tutti gli assegni di importo pari o superiore a 12.500 euro.

Il beneficiario ha diritto alla riscossione di un assegno bancario entro 8 giorni dalla sua emissione quando risiede nello stesso comune della banca che lo ha erogato mentre diventa di 15 giorni se il suo comune di residenza è differente.

Qualora il correntista desidera che l’assegno sia pagato solamente ad una banca o a un determinato cliente appone due sbarre parallele sulla facciata anteriore dell’assegno scrivendo all’interno il nome specifico del beneficiario.

Assegno a “vuoto”

In alcuni casi può accadere sussista l’emissione di un assegno a vuoto per via della mancanza totale o parziale di fondi e qui la banca è costretta a revocare l’autorizzazione ad emettere assegni e imporre la restituzione dei moduli di assegno non utilizzati.

Assegno post datato

Un altro tipo di assegno bancario è l’assegno post datato che riporta una data posteriore al giorno di rilascio in quanto, al momento dell’emissione, il correntista sa che sussiste una mancanza di fondi e rimanda l’adempimento ad una data futura.

Carnet di assegni bancari

Ricordiamo che per poter sottoscrivere un assegno bancario è necessario essere in possesso del carnet o libretto che può essere richiesto facoltativamente alla banca di riferimento e di norma può contenere tra i 10 e i 20 assegni numerati progressivamente.

Assegno circolare: che cos’è e come funziona?

L’assegno circolare è un titolo di credito che consente di effettuare pagamenti senza produrre la circolazione di denaro contante e, con la sua emissione, la banca si impegna a pagare al beneficiario una determinata somma di denaro.

Per ottenere questo tipo di assegno occorre effettuare una specifica richiesta presso un istituto di credito che lo rilascia dopo che sia stata depositata una somma di denaro pari all’importo dell’assegno.

Questo tipo di assegno può essere rilasciato sia verso chi dispone di un conto corrente e sia verso chi ne sia sprovvisto.

L’assegno circolare va compilato dalla banca e deve contenere dei dati predeterminati tra cui la denominazione di assegno circolare, l’indicazione del pagamento a vista, data e luogo di emissione, l’importo, il beneficiario e la firma della banca che lo emette.

Una forma particolare di assegno circolare è quello postale che differisce per il fatto che la sua emissione può avvenire tramite uno sportello di Poste Italiane anziché da un istituto bancario.

Le differenze tra assegno bancario e circolare
La principale differenza tra assegno bancario e circolare consiste essenzialmente nel tipo di garanzia offerta.

Infatti, l’assegno circolare viene emesso dalla banca solo se, chi lo richiede, ha la disponibilità delle somme necessarie e deve avere sempre l’indicazione del beneficiario che non può essere dunque modificato.

Assegno circolare: clausola “salvo buon fine”

L’assegno bancario è invece emesso con la clausola “salvo buon fine” e quindi non offre al beneficiario la certezza di essere soddisfatto.

Differenza assegno bancario e circolare: considerazioni conclusive

Dunque, possiamo affermare che l’assegno circolare comporta una maggiore sicurezza per il beneficiario di riscuotere una somma di denaro a lui destinata, mentre l’assegno bancario incorpora i rischi di un’eventuale insufficienza di fondi.

Di conseguenza, il suo destinatario potrebbe avere un impedimento nella riscossione delle somme dovute dal correntista.

La figura del promotore finanziario come l’abbiamo conosciuta in quei primi anni Novanta, dove il suo ruolo, la fiducia e il prestigio di cui godeva questa categoria professionale è sicuramente venuta meno. Da allora tutto è cambiato.

L’avvento di Internet e la digitalizzazione che ha investito i servizi finanziari e l’industria del risparmio hanno aperto le porte ad un nuovo mercato e a nuovi modi di investire, ma ha creato una grande confusione spesso sfociata in diffidenza da parte dei risparmiatori. Ancora di più ha contribuito la crisi economica degli ultimi decenni.

Quello che veniva considerato in famiglia con la stessa autorevolezza di un medico, è stato scambiato e diluito in un mare di professionisti e nuove professioni che predicano la finanza ma che poco hanno a che vedere con la figura del promotore finanziario.

In questa guida proveremo a fare un po’ di chiarezza cercando di rispondere alla domanda: è ancora conveniente fare il promotore finanziario? Scopriamolo in questa guida dedicata!

Promotore finanziario: chi è e di cosa si occupa?

Il promotore finanziario è quella figura professionale che vende e promuove prodotti finanziari ed assicurativi proposti da una banca, da una società di gestione del risparmio (SGR) o da una società di intermediazione mobiliare (SIM) al pubblico dei risparmiatori.

Ben si comprende che il Promotore finanziario è un intermediario che svolge questa attività presso la sede della banca o della società presso la quale lavora o recandosi al domicilio dei potenziali clienti.

Con i clienti (sia famiglie che aziende) instaura un rapporto diretto suggerendo soluzioni di investimento azionario (equity) o obbligazionario, polizze vita, fondi pensione, etc.  

La sua attività consiste nel procacciare affari redditizi per conto di entità finanziarie quali Banche, Compagnie assicurative, SIM, SGR, etc.

Il promotore finanziario, in qualità di intermediario, promuove la stipulazione di contratti di prodotti o servizi a soggetti privati o a società che hanno risorse economiche da investire e da destinare al mercato del risparmio.

La sottoscrizione di questi contratti genera un profitto per il committente, il quale riconosce una commissione al promotore finanziario per la sua funzione di procacciatore d’affari e di intermediario.

La commissione viene espressa in percentuale in base al fatturato, come pattuito tra le parti al momento della stipula di un contratto che disciplina gli accordi tra il promotore finanziario e il committente.

Il guadagno del promotore finanziario viene definito dalle dimensioni del suo portafoglio clienti e dal volume del fatturato generato nel ciclo di un anno.

Promotore finanziario: il sistema delle provvigioni

Le provvigioni, tramite il quale il promotore finanziario viene retribuito per il lavoro svolto, possono essere di due tipi: dirette, come previste dal management fee o indirette, denominate Over.

Promotore finanziario: è una professione conveniente?

Come abbiamo già accennato, la figura professionale del promotore finanziario è cambiata notevolmente rispetto a un ventennio fa, in cui la sua persona e il suo lavoro godeva di una certa considerazione e prestigio da parte delle famiglie, dei privati e delle imprese.

Cos’è cambiato? É cambiato molto, quasi tutto. É cambiata la società e il suo potere di acquisto in generale e, in particolare, sono cambiati i prodotti ed i servizi finanziari offerti alla clientela.

Ciò si traduce in meno contratti stipulati, di minore qualità e, quindi, meno fatturato e meno provvigioni per i promotori finanziari.

Questa situazione si protrae da molto tempo e non sembra esserci per il momento un considerevole cambio di tendenza. Quindi, lo spazio di manovra dei promotori finanziari si è ridotto moltissimo e la categoria si è impoverita sempre più.

A causa di quanto detto, molti professionisti sono stati costretti a un cambio di prospettive per il loro futuro e, nei migliori dei casi, si è trattato di affiancare la professione del promotore con altre attività collaterali e, nel peggiore dei casi, si è preferito abbandonare la professione.

La Advisor Professional ha pubblicato recentemente una ricerca per mezzo della quale è stato possibile fare il quadro dello stato di salute della professione del promotore finanziario.

Secondo l’analisi di questo studio risulta che un terzo dei promotori finanziari ha generato un giro d’affari piuttosto deludente, al di sotto dei 30.000 euro lordi l’anno.

Il 5% circa dei professionisti attualmente attivi guadagna meno di 9.000 euro lordi l’anno trovandosi così costretto a dedicarsi ad attività secondarie.

Abbiamo detto lordi, ciò significa che a questi importi vanno sottratti i contributi INPS da considerarsi in regime minimale di circa 3200 euro annui.

Inoltre, ci sono da tenere debitamente conto anche i costi di gestione dell’attività come il mezzo proprio per gli spostamenti, le spese dell’affitto di un ufficio, le spese per l’abbigliamento che deve essere curato nei minimi particolari e tutte le altre spese accessorie come, ad esempio, lo stipendio di un dipendente regolarmente assunto e per finire il commercialista e le tasse.

Questo studio ci suggerisce la risposta alla domanda iniziale: può ancora essere considerato conveniente fare il promotore finanziario?

Possiamo dire, dati alla mano, che sicuramente i promotori finanziari che attualmente operano nel mercato sono professionisti di vecchia data e vecchia scuola che hanno saputo mantenere vivo, per quanto ridimensionato, il loro portafoglio.

Per chi volesse intraprendere questa carriera da zero, in questo particolare momento storico, i dati parlano da sé, e forse, non è così conveniente.

Eccoci giunti al mese di dicembre 2018! Le tredicesime degli italiani saranno assorbite dalle spese per lo shopping dei regali di Natale, per il Cenone di Capodanno e, soprattutto, dalle tasse e imposte da versare all’amministrazione tributaria.

Ecco il Calendario fiscale per il mese di dicembre 2018 con tutte le scadenze e gli appuntamenti con l’Agenzia delle Entrate da segnarsi in agenda.

Appuntamento con il Fisco: Scadenziario mese di dicembre 2018

3 dicembre

I contraenti dei contratti di locazione e affitto che non abbiano optato per il regime della “cedolare secca” sono tenuti al versamento dell’imposta di registro sui contratti stipulati in data 01/11/2018 o rinnovati tacitamente con decorrenza dal 01/11/2018.

Per procedere al versamento dell’imposta, è necessario utilizzare il Modello “F24 versamenti con elementi identificativi” (F24 ELIDE) con modalità telematica (per i titolari i Partita IVA) o, anche, presso Banche, Agenzie Postali, Agenti della riscossione (per i non titolari di Partita IVA).

7 dicembre

I contribuenti che sono stati ammessi alla definizione agevolata dei carichi tributari affidati agli agenti della riscossione dal 2000 al 30 settembre 2017 ai sensi dell’art. 1, commi 6 e 8, lettera b), numero 2), del D.L. 148/2017 (c.d. rottamazione-bis), ma che non sono riusciti a saldare le rate in scadenza nei mesi di luglio, settembre e ottobre 2018 e intendono regolarizzare aderendo alla definizione agevolata prevista dall’art. 3, comma 21, del D.L. 119/2018 (c.d. Rottamazione-ter) devono procedere all’adempimento entro il 7 dicembre 2018.

Si ricorda che il pagamento delle somme dovute per la definizione agevolata può essere effettuato:

  • mediante bollettini precompilati relativi alle rate scadute nei mesi di luglio, settembre e ottobre 2018;
  • presso gli sportelli dell’agente della riscossione.

17 dicembre ’18

Entro il 17 dicembre i soggetti che esercitano attività di intrattenimento o altre attività indicate nella Tariffa allegata al D.P.R. n. 640/1972 devono procedere con il versamento dell’imposta sugli intrattenimenti relativi alle attività svolte con carattere di continuità nel mese precedente.

I soggetti contribuenti che corrispondono redditi di pensione di cui all’art. 49, comma 2, lett. a) del D.P.R. n. 917/1986 di importo non superiore a euro 18.000,00 annui sono tenuti al versamento della rata relativa al canone TV trattenuta ai pensionati.

I contribuenti che pongono in essere transazioni finanziarie senza l’intervento di intermediari né di notai sono tenuti al versamento dell’imposta sulle transazioni finanziarie (c.d. Tobin Tax).

I Sostituti d’imposta dovranno procedere con il versamento delle ritenute alla fonte su indennità di cessazione del rapporto di agenzia corrisposte nel mese precedente.

I contribuenti Iva mensili devono procedere alla liquidazione e versamento dell’Iva relativa al mese precedente.

Ultimo giorno utile per i contribuenti tenuti al versamento unitario di imposte e contributi per la regolarizzazione dei versamenti di imposte e ritenute non effettuati o effettuati in misura insufficiente entro il 16 novembre 2018, con maggiorazione degli interessi legali e della sanzione ridotta a un decimo del minimo (ravvedimento breve).

I soggetti IVA sono tenuti all’emissione ed alla registrazione delle fatture differite relative a beni consegnati o spediti nel mese solare precedente.

I soggetti esercenti il commercio al minuto e assimilati devono provvedere alla registrazione, anche cumulativa, delle operazioni per le quali è rilasciato lo scontrino fiscale o la ricevuta fiscale, effettuate nel mese solare precedente.

20 dicembre ’18

I condomini in qualità di sostituti d’imposta che hanno operato ritenute a titolo di acconto sui corrispettivi pagati nel periodo giugno 2018 – novembre 2018 per prestazioni relative a contratti d’appalto, di opere o servizi effettuate nell’esercizio d’impresa il cui importo cumulato mensilmente non abbia raggiunto la soglia di EUR 500,00 al 30 novembre 2018 sono tenuti al versamento delle stesse ritenute.

27 dicembre

I contribuenti IVA soggetti agli obblighi di liquidazione e versamento sia mensili sia trimestrali sono tenuti al versamento dell’acconto IVA relativo all’anno 2018

Gli operatori intracomunitari con obbligo mensile sono tenuti alla presentazione degli elenchi riepilogativi (INTRASTAT) delle cessioni di beni e delle prestazioni di servizi rese nel mese precedente nei confronti di soggetti UE.

31 dicembre ’18

Gli eredi delle persone decedute in data successiva al 28 febbraio 2018 che presentano la dichiarazione dei redditi per conto del de cuius sono tenuti al versamento dell’IRPEF dovuta, a titolo di saldo per il 2017, in base alla dichiarazione dei redditi 2018, dal soggetto deceduto, senza alcuna maggiorazione.

I soggetti autorizzati a corrispondere l’imposta di bollo in maniera virtuale sono tenuti al versamento della 6° rata bimestrale dell’imposta di bollo assolta in modo virtuale relativa alla dichiarazione presentata entro il 31 gennaio 2018.

I contribuenti tenuti ad effettuare i versamenti risultanti dalle dichiarazioni dei redditi annuali delle persone fisiche, delle società di persone e degli enti ad esse equiparati e dell’Irap (Modelli 730/2018, REDDITI Persone Fisiche 2018 e REDDITI SP-Società di persone ed equiparate 2018 e dichiarazione IRAP 2018) sono tenuti a regolarizzare, mediante ravvedimento, il versamento della 2^ o unica rata dell’imposta sul valore degli immobili situati all’estero.

Gli eredi delle persone decedute tra il 1° marzo 2018 e il 30 giugno 2018 sono tenute alla presentazione in formato cartaceo, della dichiarazione dei redditi del contribuente deceduto e della scheda contenente la scelta per la destinazione dell’otto, del cinque e del due per mille dell’IRPEF.

I soggetti che effettuano le operazioni di cui all’art. 22 del D.P.R. n. 633/1972 (commercio al minuto e attività assimilate) che intendono optare, a partire dal 1° gennaio 2019, per la memorizzazione elettronica e la trasmissione telematica all’Agenzia delle Entrate dei dati dei corrispettivi giornalieri delle cessioni di beni e prestazioni di servizi di cui agli articoli 2 e 3 del D.P.R. n. 633/1972 sono tenuti all’esercizio dell’opzione tramite un apposito servizio on-line presente sul sito www.agenziaentrate.gov.it.

Le persone fisiche esercenti attività d’impresa, arti o professioni che applicano il regime forfetario agevolato di cui all’art. 1, commi da 54 a 89, della legge 23 dicembre 2014, n. 190 devono procedere con la regolarizzazione, mediante ravvedimento, del versamento della 2° o unica rata dell’imposta sostitutiva dell’IRPEF e delle addizionali regionali e comunali e dell’IRAP dovuta a titolo di acconto per l’anno 2018.

Che cos’è Carta Conto WestStein e come funziona? Avere a disposizione una Carta Conto consente di eseguire tutte le principali operazioni legate al conto corrente senza però la necessità di sottoscriverne uno. Infatti, le carte conto funzionano come conti correnti, ma tutto in una carta, senza necessità di dover aprire un c/c presso una banca.

La carta conto è una semplice carta ricaricabile che consente di compiere tutte le operazioni di accredito e di addebito utilizzando la moneta elettronica dotata di IBAN: ciò fa sì che si possa utilizzare in sostituzione di un classico conto corrente per la gestione dei bonifici in entrata e in uscita.

In questa guida scopriamo tutti i dettagli su come funziona, quali sono i vantaggi e la Recensione completa della Carta Conto WestStein Mastercard.

Carta Conto WestStein: Caratteristiche e condizioni economiche

QUOTA RILASCIO CARTAGratuita
CANONE1€/mese
DISPONIBILITÀ MASSIMA CARTA35000€
RICARICA IN CONTANTIn.d.
RICARICA TRAMITE BONIFICO BANCARIO0,55€
RICARICA TRAMITE SPORTELLO ATMn.d.
RICARICA TRAMITE CARTA DI PAGAMENTOn.d.
PRELIEVI PRESSO GLI ATM ITALIA2,50€
PRELIEVI PRESSO GLI ATM ALTRE BANCHE IN EURO2,50€
PRELIEVI PRESSO GLI ATM AREA NON-EUROn.d.
MAGGIORAZIONE SU CAMBIO ZONA EXTRA EUROn.d.

 

Carta Conto WestStein: che cos’è

Carta Conto WestStein è una delle migliori carte conto con IBAN che consente ad ogni soggetto titolare di espletare tutte le operazioni di accredito/addebito come se fosse un vero e proprio conto corrente, senza essere agganciata ad alcun prodotto bancario.

Si tratta di uno strumento di pagamento assolutamente smart, multifunzionale, economico e vantaggioso, è richiedibile online e può essere utilizzata per prelevare in euro contante presso gli ATM di tutto il mondo e per fare shopping online in tutto il mondo in estrema sicurezza.

Carta Conto WestStein: come richiederla?

È possibile richiedere la Carta Conto WestStein Mastercard direttamente dal sito ed è necessario compilare il modulo di richiesta e ricevere un’e-mail con il numero di riferimento per l’ordine della carta e la data approssimativa di consegna della carta.

Riceverai la tua Carta Conto WestStein entro 10 giorni lavorativi a partire dal giorno in cui la domanda è confermata.

Come caricare Carta Conto WestStein?

Si può caricare la Carta Conto WestStein MasterCard tramite un trasferimento dal proprio conto bancario al proprio conto della carta Mastercard prepagata WestStein. Per effettuare il bonifico SEPA in euro sul tuo conto della carta di WestStein, è necessario fornire i seguenti dettagli di pagamento al mittente del denaro:

  • Nome del beneficiario: nome e cognome
  • Conto: il tuo numero di conto IBAN che puoi trovare nella tua banca online sotto la sezione la mia carta
  • Banca: servizi finanziari prepagati
  • BIC: PFSRIE21
  • Indirizzo bancario: Fifth Floor, Langham House, 302-308 Regent Street, Londra, W1B 3AT.

Carta Conto WestStein: attivazione online

Per prima cosa, bisogna procedere all’attivazione della carta. Dopo l’attivazione della carta accedi alla tua banca online e trova il tuo numero di conto IBAN della carta di WestStein nella sezione “La mia carta”. Se vuoi aumentare i limiti, carica i documenti di verifica nella sezione “Il mio profilo”. La procedura di attivazione è molto semplice e intuitiva, anche per chi ha poca dimestichezza con gli strumenti informatici.

Non essendo una carta di credito; non è richiesto alcun controllo sulla storia creditizia del cliente che può spendere i fondi disponibili sulla carta. I singoli clienti, quando inoltrano la domanda di richiesta della carta online, forniscono all’emittente della carta, tutte le informazioni di identificazione personale, come previsto dalle disposizioni normative vigenti.

Chi emette le carte di pagamento Mastercard prepagate di WestStein?

L’emittente della Carta Conto WestStein Mastercard è l’istituto di moneta elettronica “Prepaid Financial Services” (PFS), registrato sia presso la Financial Conduct Authority del Regno Unito che presso la Lettone Financial and Capital and Market Commission (FCMC).

PFS detiene la licenza “Mastercard International” per l’introduzione del programma prepagato di carte di pagamento Mastercard nell’Eurozona. Tutto ciò garantisce la sicurezza dei fondi prepagati di carte di pagamento Mastercard di WestStein nonché elevati standard di servizio.

Carta Conto WestStein: come utilizzarla?

È possibile ricevere lo stipendio su questa carta? Sì certamente. Ogni carta è collegata all’account IBAN univoco, che può essere rilasciato al datore di lavoro che esegue gli accrediti spettanti al lavoratore.

Si può utilizzare la Carta Conto anche per noleggiare un’auto e con la Carta Conto WestStein Mastercard puoi pagare presso qualsiasi esercente commerciale convenzionato Mastercard: ci sono oltre 35 milioni di punti in tutto il mondo.

Inoltre, è possibile ritirare contanti da oltre 2 milioni di bancomat in tutto il mondo, dove viene visualizzato il logo Mastercard.

Se si è utenti verificati, chiunque può trasferire fondi Carta Conto: parenti, amici, datore di lavoro, ecc. In conformità con le normative vigenti e ai fini della prevenzione del riciclaggio di denaro, è possibile che vengano richieste ulteriori informazioni sulla provenienza dei fondi.

Carta Conto WestStein: è possibile prelevare contanti?

Sì certamente. È possibile prelevare contanti dalla Carta Conto WestStein presso qualsiasi sportello bancomat in cui è presente il logo Mastercard. Inoltre, in tutta l’Eurozona, indipendentemente dal fatto che un bancomat appartenga a uno specifico gruppo bancario, se viene visualizzato il logo Mastercard, si possono prelevare contanti con una commissione fissa – EUR 2,50.

Carta Conto WestStein: Conviene? Quali sono i vantaggi?

Dalle Recensioni ed Opinioni di chi ha una Carta Conto WestStein, è emerso che conviene dato che vanta diversi vantaggi:

  • può essere ricaricata da qualsiasi conto bancario;
  • può essere utilizzata per ricaricare conti gioco;
  • è accettata come mezzo di pagamento in Italia e all’estero;
  • non viene effettuato alcun controllo sulla storia creditizia del richiedente. Pertanto, può rappresentare un valido strumento per chi ha avuto disguidi finanziari con la propria banca (cattivi pagatori, protestati, etc.)