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Nel mese di Giugno tutti i lavoratori dipendenti devono fare i conto con la dichiarazione dei redditi tramite modello 730. Essi sono chiamati a certificare i redditi percepiti al fine di comunicare al fisco le spese sostenute durante l’intero anno solare e i redditi percepiti.

In questo approfondimento analizzeremo la guida dell’Agenzia delle Entrate inerente al modello 730 e quelle che sono le principali novità, ma anche le istruzioni da seguire per detrazioni e deduzioni dell’anno precedente.

La circolare omnibus dell’Agenzia delle Entrate racchiude al sui interno tutte le istruzioni inerenti alla compilazione del modello 730/2019 per i lavoratori dipendenti, con e senza sostituto di imposta. Al suo  interno sono contenute tutte le regole su:

  • Ritenute;
  • Oneri detraibili;
  • Oneri deducibili;
  • Crediti d’imposta.

La circolare precisare e a trascrivere un elenco completo e dettagliato dei documenti necessari al fine di presentare la dichiarazione dei redditi 2019. All’interno vengono anche precisate e conservate le richieste da parte dell’Agenzia delle Entrate. In sostanza, la circolare da prendere in esame è la n. 13/E del 31 maggio 2019 al cui interno riepiloga tutte le novità introdotte per l’anno in corso.

La circolare racchiuse anche le spese detraibili, come anche la normativa che ha interamente cambiato la disciplina sanzionatoria prevista nel caso di visto di conformità infedele sul 730 da parte di CAF ed intermediari.

Dichiarazione dei redditi 2019: guida completa alla circolare 13/E dell’Agenzia delle Entrate

La circolare in oggetto è per certi versi considerata come la guida completa alla dichiarazione dei redditi. All’interno delle sue 390 pagine sono inserite tutte le istruzioni.

E’ la circolare n. 13/E del 31 maggio 2019 che fornisce nel dettaglio le regole da seguire su detrazioni e deduzioni o anche crediti d’imposta e documenti da conservare.

Il documento rappresenta un vademecum davvero utile sia per chi presenta la dichiarazione dei redditi con il modello 730/2019, sia anche per coloro che optano per il precompilato ordinario.

La circolare n. 13/E è stata per altro aggiornata, partendo da quella che è stata pubblicata lo scorso anno (circ. n. 7/E del 27 aprile 2018), con le novità legislative ed interpretative le quali riguardano la dichiarazione dei redditi 2019.

Dichiarazione dei redditi 2019: novità della circolare n. 13/E

All’interno del modello 730/2019 ci sono diverse novità. Ad esempio, una tra tutte è quella inerente alla nuova detrazione per gli abbonamenti dei mezzi pubblici.

Nel caso specifico, la detrazione è prevista solo per le spese a sostenute dal 2018. Queste sono oggetto di rimborso Irpef per un valore massimo pari a 50 euro (19% di max. 250 euro).

Il limite max. di 250 euro secondo quanto riportato dalla guida, non lasciano spazio ad interpretazioni. Infatti è messo in evidenza che la detrazione spetta per le spese sostenute a prescindere che siano per se stessi o per i familiari a carico. Quindi il limite massimo di 250 euro deve intendersi come spesa complessiva, cumulabile.

Tra le altre novità compaiono anche il bonus verde inerente ai lavori effettuati in casa e la detrazione per l’acquisto di strumenti didattici per studenti con DSA.

Per quanto riguarda il bonus verde, la detrazione spettante è del 36% legata ai lavori effettuati su giardini e terrazzi per un limite max. di 5.000 euro di spesa per unità immobiliare.

Il bonus spetta solo a condizione che i pagamenti siano effettuati con strumenti tracciabili, ovvero:

  • assegni bancari;
  • assegni postali;
  • circolare non trasferibili;
  • carte di credito;
  • bancomat;

Al fine di fruire della detrazione fiscale all’interno della dichiarazione dei redditi sarà necessario che i documento di spesa riportino il codice fiscale del soggetto beneficiario della detrazione come anche la descrizione dell’intervento, la quale deve consentire di ricondurre la spesa sostenuta tra quelle agevolabili.

Viene confermato al suo interno che la mancata comunicazione ENEA relativa ai lavori di ristrutturazione che comportano anche un risparmio energetico non compromette per nulla il diritto a beneficiare della detrazione fiscale, per un importo pari al 50% della spesa sostenuta fino ad un massimo di 96.000 euro.

Un’altra novità riguarda le regole per CAF e gli intermediari abilitati, i quali da quest’anno sono soggetti ad una nuova disciplina sanzionatoria prevista nei casi di visto di conformità infedele sul modello 730. Questa prevede un versamento dell’importo pari al 30 per cento della maggiore imposta riscontrata al contribuente.

Anche se pubblicata con netto ritardo, la guida dell’Agenzia delle Entrate sulla dichiarazione dei redditi 2019 è molto utile al fine di riepilogare quelle che sono le novità principali.

Dichiarazione dei redditi 2019: quali documenti conservare?

E’ sempre la circolare n. 13/E dell’agenzia dell’Entrate ad affermare quelli che sono i documenti da conservare dopo aver presentato la dichiarazione dei redditi. In pratica, i documenti da conservare per un eventuale controllo (richiesto dal medesimo ente) sono solo ed esclusivamente quelli esplicitati all’interno della circolare, anche per quel che riguarda la documentazione relativa alla prova del pagamento.

L’Agenzia delle Entrate potrà effettuare dei controlli anche in merito ai requisiti soggettivi richiesti per fruire delle diverse agevolazioni fiscali, come anche le dichiarazioni sostitutive presentate dal contribuente per alcune tipologie di detrazioni.

Infine, ricordiamo che sarà possibile annullare il 730 già inviato (mediante la modalità precompilata) fino al 20 giugno 2019. Si potrà dunque procedere con un nuovo invio autonomo della dichiarazione dei redditi.

Il termine di presentazione del modello 730/2019 è fissato all’8 luglio 2019 (il 7 luglio cade di domenica) ma solo nel caso in cui il contribuente decida di presentare la dichiarazione tramite il sostituto d’imposta. Se invece, la presentazione del modello 730 avviene per mezzo di CAF o intermediari, allora la scadenza è fissata al 23 luglio 2019.

L’assegno bancario è un titolo di credito utilizzato per il trasferimento di denaro precedentemente depositato dal titolare di un conto corrente presso un istituto bancario di propria fiducia.

Con questo documento prestampato dall’istituto di credito, il correntista ordina alla banca di pagare a vista, per suo conto, al beneficiario.

L’assegno bancario può essere al portatore se non è indicato il nome del beneficiario, oppure all’ordine quando è indicato il nome del beneficiario che dovrà procedere all’apposizione della firma per trasferirlo ad un’altra persona o per la riscossione.

Differenza tra assegno bancario e assegno circolare

L’assegno bancario si distingue dall’assegno circolare: quest’ultimo viene emesso direttamente dalla banca solo se sono disponibili i fondi monetari sul conto corrente fornendo, in questo caso, una garanzia di pagamento al beneficiario.

Nel caso dell’assegno bancario, invece, la banca (trattario) autorizza l’intestatario del conto corrente (traente) tramite il rilascio di un blocchetto di assegni, ad effettuare pagamenti ad un terzo soggetto (beneficiario).

Questo tipo di titolo di credito non fornisce una garanzia al beneficiario in quanto il titolare del conto corrente potrebbe perdere di vista l’entità dei suoi depositi bancari emettendo assegni senza copertura.

Il caso dell’emissione di assegni a vuoto è considerato illecito amministrativo e viene punito. Inoltre, la banca che non ha potuto effettuare il pagamento, richiederà la restituzione del blocchetto degli assegni non utilizzati, revocando l’autorizzazione ad emettere assegni dai due ai cinque anni.

A tutela dei soggetti coinvolti nella transazione, si consiglia di indicare sempre il nome del beneficiario perché, in caso di smarrimento del titolo di credito, a meno che lo stesso non fosse bloccato dal traente, la banca non potrebbe negare il pagamento a chiunque ne chiedesse la riscossione.

Compilazione dell’assegno bancario

L’assegno bancario, prestampato dalla banca, è generalmente parte di un blocchetto composto da 10 assegni e altrettante matrici riportanti i dati relativi all’intestazione della banca e al numero progressivo.

I campi dell’assegno bancario da compilare sono di seguito indicati:

    1. Il luogo di compilazione che determina se l’assegno è su piazza, se è stato emesso nello stesso Comune dove è ubicata la banca del traente o fuori piazza se è stato emesso in altro Comune. Questa differenza limita i termini di riscossione che per gli assegni su piazza sono 8 giorni dall’emissione mentre per gli assegni emessi fuori piazza sono 15 giorni dall’emissione se emesso fuori comune, 20 giorni se emesso in altro Stato, 60 giorni se emesso in uno Stato di un altro Continente.
    2. La data di compilazione che, dal punto di vista normativo, deve coincidere con quella in cui è stato effettivamente emesso l’assegno. Il termine di riscossione nei confronti del beneficiario è una scadenza molto importante perché l’assegno bancario potrebbe non essere coperto (cosiddetto “assegno a vuoto”) nel caso in cui l’importo indicato superi i depositi disponibili sul conto corrente. Nel caso il conto fosse scoperto, il creditore potrebbe rivalersi sul traente solo se il tentativo di incasso fosse stato fatto prima della scadenza dei termini.
      A volte, si tende a post-datare l’assegno bancario per garantirne la copertura, ma è consentita una post-datazione di massimo 4 giorni solo per gli assegni fuori piazza.
    3. L’importo in cifre e in lettere per evitare errori di interpretazione.
    4. Il nome del beneficiario del credito.
  1. La firma del traente.
    f. La clausola di non trasferibilità, obbligatoria per la vigente normativa antiriciclaggio, è consigliata per importi pari o superiori ai 1.000,00 euro ma spesso è prestampata direttamente sull’assegno.
  2. La girata è un campo da compilare nel caso in cui il beneficiario volesse trasferire l’assegno ad altri beneficiari. Alla fine dei vari step, tutto il credito sarà riscosso dall’ultimo beneficiario indicato sull’assegno.

Nel caso in cui lo spazio dedicato alle girate sul retro dell’assegno non sia sufficiente, è possibile allegare un foglio di allungamento.

L’assegno può essere trasferito tramite girata piena quando viene indicato il nome del giratario oppure girata in bianco quando non viene indicato il nome del giratario.

In questo caso, il portatore potrà procedere all’incasso dell’importo indicato apponendo sul retro dell’assegno il proprio nome e la firma.

Con la clausola di non trasferibilità non è più possibile compiere questa operazione, ma la normativa vigente ha stabilito che è possibile richiedere il rilascio di un assegno senza la clausola della non trasferibilità, pagando un’imposta di bollo di 1,50 euro.

Modalità di riscossione dell’assegno bancario

L’assegno bancario può essere riscosso dal beneficiario direttamente allo sportello dell’istituto di credito del soggetto che ha emesso l’assegno, apponendo la firma per la riscossione sul retro del titolo di credito nello spazio della girata oppure versando direttamente l’assegno sul proprio conto corrente bancario.

Come diventare un fashion blogger di successo? Avere un blog è un duro lavoro che richiede tempo e dedizione per farlo funzionare, perché è necessario postare ogni giorno nuove notizie per ottenere l’interesse del pubblico e iniziare a rimanere aggiornati.  

È importante notare che non tutti hanno la capacità di interagire con un pubblico: il primo passo per diventare fashion blogger di successo è essere creativi e avere la capacità di comunicare contenuti interessanti e sempre aggiornati.

Prenditi il ​​tuo tempo e visita alcuni dei blog di moda che sono già un successo, trova i punti di forza e il valore che offrono ai loro lettori.

In questa guida troverai diversi consigli su come diventare fashion Blogger di successo e quale regime fiscale scegliere per l’anno 2019.

Diventare Fashion Blogger: Conosci il pubblico

Conoscere il pubblico è essenziale, in quanto puoi progettare il tuo blog, scegliere un tema e iniziare a scrivere per attirare il pubblico e trascinarlo sulla tua pagina.

È imperativo che tu sappia come attirare l’attenzione: puoi pubblicare fotografie di alta qualità di articoli di abbigliamento, scrivere contenuti interessanti sulle ultime tendenze stilistiche. Inoltre, puoi scrivere recensioni sui capi e promuovere prodotti. In questo modo puoi iniziare a guadagnare dalle affiliazioni.

Diventare Fashion Blogger: Be Social!

Utilizza Instagram e altre piattaforme Social per promuovere le foto con il link del tuo blog. Fare uso dei social media, ti aiuterà a coinvolgere i lettori e a raggiungere un pubblico più ampio. L’obiettivo principale è aumentare il traffico del tuo blog e incentivare gli utenti a registrarsi per ricevere aggiornamenti.
Scrivi contenuti di alta qualità

Assicurati di scrivere sempre contenuti di alta qualità. Non puoi avere un blog pieno di errori di ortografia, grammatica e di punteggiatura.

Prenditi tutto il tempo necessario per scrivere con calma, fai molta attenzione ai dettagli per assicurarti che i tuoi lettori abbiano un’esperienza di lettura piacevole.

Il contenuto di alta qualità comporta anche la scrittura di pezzi interessanti e informativi su cui i tuoi lettori troveranno un valore aggiunto.

Assicurati di scrivere post interessanti che vuoi condividere con il tuo target di lettori, utilizza delle frasi per creare un impatto e dell’interesse. Converti i tuoi lead in clienti veri!

Diventare Fashion Blogger: Sii te stesso

Lascia trasparire la tua personalità: scrivere contenuti di alta qualità richiede molta competenza ed impegno, ma renderla interessante e far trasparire la tua personalità è ciò che attirerà maggiormente l’interesse del tuo pubblico. Gli utenti amano informarsi, vogliono condividere i pensieri e adorano rivisitare il blog per rimanere aggiornati.

Lista di controllo del fashion blog

Accertati che il tuo brand o il nome di dominio non siano già utilizzati un’altra azienda.  Scegli un tema adatto ai tuoi scopi, aggiungi un plug-in SEO e imposta le basi.

Scrivi una pagina sulla tua biografia, descrivi chi sei e crea una pagina di contatto con un indirizzo email dove le persone possono raggiungerti e comunicare con te,

Unisci i link ai social network, se preferisci essere contattato direttamente su Facebook, Instagram, Twitter, etc.
Aggiungi una foto di alta qualità per contribuire a creare il riconoscimento del tuo marchio e per migliorare la Personal Reputation.

Aggiungi alcuni link del blog ai tuoi profili social nella pagina Informazioni e / o nella tua barra laterale in modo tale che le persone sappiano come rintracciarti al di fuori del sito.

Scrivi il tuo primo post di almeno 1.500 parole e registrati ad un pacchetto di analisi come Google Analytics, in modo tale da poter monitorare i visitatori e tenere sotto controllo come si comportano.

Lavora sul design del tuo fashion blog

I blogger sottolineano l’importanza del design del sito che deve essere curato nei minimi dettagli: dalla grafica ai colori che utilizzerai, dalla posizione dei pulsanti all’interazione tra l’utente e il web, ecc.

Diventare Fashion Blogger: l’importanza del Marketing

Non puoi aspettarti di scrivere un blog e generare automaticamente traffico: il marketing è ciò che ti aiuterà a raggiungere l’audience, puoi aumentare il numero di lettori e trasformare la tua passione per la moda in un blog di moda di successo.

Partecipa al maggior numero possibile di eventi di moda, parla con i designer o gli specialisti della materia e non smettere di relazionarti con i tuoi lettori.

Partita IVA Fashion Blogger: quale conviene aprire?

Devi sapere che se vuoi aprire la Partita IVA per diventare Fashion Blogger dovrai utilizzare il Modello AA9/12 reperibile sul sito dell’Agenzia delle Entrate.

Poi, dovrai comunicare il Codice ATECO per inquadrare correttamente la tua attività:

  • Codice ATECO 73.11.02 – Conduzione di campagne marketing e altri servizi pubblicitari
  • Codice ATECO 74.10.10 – Attività di design di moda e design industriale.

Dovrai optare per il regime fiscale a te più conveniente! Devi sapere che dal primo gennaio 2019, il Regime Forfettario consente di beneficiare di interessanti vantaggi fiscali.

Ma, attenzione a rispettare il seguente requisito: non eccedere i 65.000 euro di fatturato.

Inoltre, potrai beneficiare dell’applicazione di una Flat Tax al 15% o al 5% per i primi 5 anni di attività.

Altri vantaggi? Nessuna ritenuta d’acconto, nessuna fattura elettronica ed esenzione dall’IVA.

E, allora, ti senti pronta a diventare una Fashion Blogger di successo? Segui i nostri consigli e trasforma la tua passione in una vera fonte di business. In bocca al lupo!

Lidl è tra i discount più importanti a livello nazionale in continua crescita ed evoluzione. Perciò sono molte le opportunità di essere assunti per svolgere diverse mansioni all’interno dell’azienda. Le opportunità di lavoro al momento ricoprono solamente alcune delle regioni d’Italia; Piemonte, Sicilia, Abruzzo, Molise, Campagna, Veneto e Lombardia.

Lidl è una catena di supermercati tedesca che sta riscontrando in Italia sempre più successo perché offre ai suoi clienti un ottimo rapporto qualità-prezzo. Ha circa 600 punti vendita in tutta la penisola e questo consente di dare lavoro a 15.000 mila persone.

Considera anche che il discount in un anno apre anche fino a 40 punti vendita, e ciò significa ovviamente più posti di lavoro disponibili.

Se vuoi entrar a far parte della realtà di questo discount, ti diamo qui tutte le informazioni che ti servono!

Lidl Lavora con noi: quali sono i requisiti?

Lidl richiede prevalentemente personale che abbia già avuto esperienza nel settore per garantire sempre la massima efficienza al cliente.

Ben graditi i giovani neo-laureati che possono essere assunti come apprendisti, con la possibilità di fare tirocinio, magari per poter esser essere assunti come dipendenti, in un secondo momento. E’ raro che assuma personale senza alcuna esperienza precedente.

Se vuoi conseguire una laurea triennale riconosciuta a livello internazionale e contemporaneamente guadagnare il tuo primo stipendio? Con Lidl puoi!

Potrai conseguire una laurea triennale riconosciuta a livello europeo e avrai l’opportunità di fare una concreta esperienza di lavoro in un contesto internazionale.

Chi ricerca LIDL? Per l’Edizione di Ottobre 2019, il discounter tedesco è alla ricerca di brillanti diplomandi o neodiplomati con un’ottima padronanza del tedesco (livello minimo B2) e una buona conoscenza dell’inglese (livello minimo B1).

Inoltre, si richiedere ottime doti comunicative, empatia, intraprendenza e predisposizione ai contatti sociali.

Che aspetti? Grazie al percorso di laurea triennale Lidl, durante i periodi di training on the job, l’azienda tedesca si farà carico delle tue spese di alloggio.

Inoltre, avrai la possibilità di ricevere fin da subito uno stipendio mensile!

Che aspetti? Se vuoi partecipare a questo interessante progetto rivolto agli studenti, candidati qui!

Posizioni aperte Lidl 2019

Ti ricordiamo, prima di continuare, cosa s’intende per posizione aperta. Non è altro che un’operazione in grado di produrre guadagni o perdite. Nel momento in cui una posizione viene chiusa, non c’è più possibilità di ottenere profitti e quindi l’operazione viene chiusa in maniera definitiva.

All’interno dell’azienda potrai ricoprire diverse posizioni aperte. Quelle disponibili per quest’anno sono diverse. Ora in dettaglio ne vediamo una per una.

-Addetto alle vendite

Questa figura professionale ha il compito di dare al cliente un servizio eccellente e, soprattutto, soddisfacente. Cercando di risolvere eventuali problemi del cliente laddove è possibile, mantenere sempre ordinata e pulita l’area dove vengono posizionati i prodotti. Gli addetti alle vendite sono ricercati in particolar modo al nord, e vengono presi in considerazione sia apprendisti che non.

-Responsabile di logistica

E’ colui che organizza al meglio lo smistamento e lo stoccaggio delle merci. Può programmare acquisti e vendite nelle varie filiali insieme ai responsabili delle vendite. Prepara il carico da destinare nei vari punti vendita, gestisce il magazzino e coordina l’attività dei magazzinieri.

-Real Estate Developer

Lavora in una delle 10 Direzioni Regionali di Lidl. Gestisce i documenti, le varie pratiche amministrative e le autorizzazioni necessarie per l’apertura di nuovi Punti Vendita o delle ristrutturazioni di filiali già esistenti. Il candidato dovrà possedere capacità analitiche ed organizzative, nonché un titolo di studi adeguato.

-Project Manager Impianti

Il Project Manager elabora e gestisce un progetto, e ne risulta responsabile fino a che non viene portato a termine. E’ un po’ come il punto di incontro tra colui che finanzia il progetto e coloro che poi lo dovranno realizzare. In Lidl questa figura professionale avrà come compito principale quello di ottimizzare gli immobili già esistenti.

Lidl ricerca anche collaboratori in settori diversi, come dell’amministrazione, delle risorse umane e della direzione regionale.

Lidl Lavora con noi 2019: Come farti assumere?

Le assunzioni per l’anno in corso sono aperte. Lidl sta cercando nuovi collaboratori dinamici e con buona volontà.

Per inviare la tua richiesta non devi fare altro che registrarti sul sito ufficiale del discount; dovrai inserire i tuoi dati personali quali nome, cognome, e-mail e dovrai poi pensare ad una password per il tuo nuovo profilo.

Dopodiché dovrai capire quale sia la posizione più adatta a te, quella in cui ti senti più portato e nella quale sai di poter eccellere. In seguito, dovrai compilare dei moduli online per poterti candidare. Ti verrà chiesto di allegare il Curriculum Vitae (CV); dove richiesto allega anche una buona lettera di presentazione, che ti farà spiccare tra tutti gli altri canditati.

Ricorda che questo noto brand tedesco di caratterizza per la capacità di offrire un ambiente lavorativo caratterizzato dal clima sereno e corretto, ma anche piuttosto competitivo, con effettive opportunità di crescita professionale e personale.

Qual è la differenza tra l’assegno bancario e l’assegno circolare? Anche se si tratta di titoli di credito, la differenza sta nella definizione delle tipologie di assegno e nelle regole di emissione ed utilizzo.

Scopriamo in questa guida quali sono le differenze che intercorrono tra assegno circolare e assegno bancario.

Assegno bancario: che cos’è e come funziona?

L’assegno non è altro che un titolo di credito ossia un documento che incorpora il diritto di ricevere una determinata prestazione in denaro.

L’assegno è uno degli strumenti di pagamento alternativi al denaro contante di gran lunga più sicuro; tuttavia non sempre questo rappresenta una garanzia per il creditore delle somme, ma dipende dal tipo di assegno emesso.

In particolare, l’assegno bancario consente a chi possiede la titolarità di un conto corrente bancario di erogare una somma di denaro a se stesso e verso soggetti terzi.

Si tratta di un titolo pagabile a vista e come presupposto per l’emissione vi deve essere l’autorizzazione della banca e la presenza di somme disponibili sul conto.

Gli assegni bancari sono moduli standardizzati contenuti in appositi libretti che la banca mette a disposizione del singolo correntista.

L’assegno contiene già alcuni dati prestampati tra cui la denominazione di assegno bancario, il nome della banca che effettua il pagamento ed il luogo, le coordinate bancarie e la clausola non trasferibile.

Il correntista che emette l’assegno deve obbligatoriamente indicare l’importo, la data e il luogo di emissione, il nome del beneficiario e la firma del titolare del conto.

Assegno bancario: la girata

Attraverso la tecnica della girata il correntista può trasferire l’assegno compilato in modo corretto al beneficiario.

Occorre distinguere tra la girata piena che comprende il nome ben specificato del beneficiario e la girata in bianco dove è prevista solo la firma del titolare del conto.

Assegni bancari: quando non sono trasferibili?

Gli assegni bancari superiori ai 1.000 euro devono essere per legge non trasferibili per evitare il possibile riciclaggio di denaro.

Per importi inferiori ai 1.000 euro l’obbligo della trasferibilità dell’assegno bancario viene meno.

Quando si parla di non trasferibilità significa che con quel titolo di credito può essere pagato solo il beneficiario specificato nell’assegno ed è una condizione obbligatoria per tutti gli assegni di importo pari o superiore a 12.500 euro.

Il beneficiario ha diritto alla riscossione di un assegno bancario entro 8 giorni dalla sua emissione quando risiede nello stesso comune della banca che lo ha erogato mentre diventa di 15 giorni se il suo comune di residenza è differente.

Qualora il correntista desidera che l’assegno sia pagato solamente ad una banca o a un determinato cliente appone due sbarre parallele sulla facciata anteriore dell’assegno scrivendo all’interno il nome specifico del beneficiario.

Assegno a “vuoto”

In alcuni casi può accadere sussista l’emissione di un assegno a vuoto per via della mancanza totale o parziale di fondi e qui la banca è costretta a revocare l’autorizzazione ad emettere assegni e imporre la restituzione dei moduli di assegno non utilizzati.

Assegno post datato

Un altro tipo di assegno bancario è l’assegno post datato che riporta una data posteriore al giorno di rilascio in quanto, al momento dell’emissione, il correntista sa che sussiste una mancanza di fondi e rimanda l’adempimento ad una data futura.

Carnet di assegni bancari

Ricordiamo che per poter sottoscrivere un assegno bancario è necessario essere in possesso del carnet o libretto che può essere richiesto facoltativamente alla banca di riferimento e di norma può contenere tra i 10 e i 20 assegni numerati progressivamente.

Assegno circolare: che cos’è e come funziona?

L’assegno circolare è un titolo di credito che consente di effettuare pagamenti senza produrre la circolazione di denaro contante e, con la sua emissione, la banca si impegna a pagare al beneficiario una determinata somma di denaro.

Per ottenere questo tipo di assegno occorre effettuare una specifica richiesta presso un istituto di credito che lo rilascia dopo che sia stata depositata una somma di denaro pari all’importo dell’assegno.

Questo tipo di assegno può essere rilasciato sia verso chi dispone di un conto corrente e sia verso chi ne sia sprovvisto.

L’assegno circolare va compilato dalla banca e deve contenere dei dati predeterminati tra cui la denominazione di assegno circolare, l’indicazione del pagamento a vista, data e luogo di emissione, l’importo, il beneficiario e la firma della banca che lo emette.

Una forma particolare di assegno circolare è quello postale che differisce per il fatto che la sua emissione può avvenire tramite uno sportello di Poste Italiane anziché da un istituto bancario.

Le differenze tra assegno bancario e circolare
La principale differenza tra assegno bancario e circolare consiste essenzialmente nel tipo di garanzia offerta.

Infatti, l’assegno circolare viene emesso dalla banca solo se, chi lo richiede, ha la disponibilità delle somme necessarie e deve avere sempre l’indicazione del beneficiario che non può essere dunque modificato.

Assegno circolare: clausola “salvo buon fine”

L’assegno bancario è invece emesso con la clausola “salvo buon fine” e quindi non offre al beneficiario la certezza di essere soddisfatto.

Differenza assegno bancario e circolare: considerazioni conclusive

Dunque, possiamo affermare che l’assegno circolare comporta una maggiore sicurezza per il beneficiario di riscuotere una somma di denaro a lui destinata, mentre l’assegno bancario incorpora i rischi di un’eventuale insufficienza di fondi.

Di conseguenza, il suo destinatario potrebbe avere un impedimento nella riscossione delle somme dovute dal correntista.

La figura del promotore finanziario come l’abbiamo conosciuta in quei primi anni Novanta, dove il suo ruolo, la fiducia e il prestigio di cui godeva questa categoria professionale è sicuramente venuta meno. Da allora tutto è cambiato.

L’avvento di Internet e la digitalizzazione che ha investito i servizi finanziari e l’industria del risparmio hanno aperto le porte ad un nuovo mercato e a nuovi modi di investire, ma ha creato una grande confusione spesso sfociata in diffidenza da parte dei risparmiatori. Ancora di più ha contribuito la crisi economica degli ultimi decenni.

Quello che veniva considerato in famiglia con la stessa autorevolezza di un medico, è stato scambiato e diluito in un mare di professionisti e nuove professioni che predicano la finanza ma che poco hanno a che vedere con la figura del promotore finanziario.

In questa guida proveremo a fare un po’ di chiarezza cercando di rispondere alla domanda: è ancora conveniente fare il promotore finanziario? Scopriamolo in questa guida dedicata!

Promotore finanziario: chi è e di cosa si occupa?

Il promotore finanziario è quella figura professionale che vende e promuove prodotti finanziari ed assicurativi proposti da una banca, da una società di gestione del risparmio (SGR) o da una società di intermediazione mobiliare (SIM) al pubblico dei risparmiatori.

Ben si comprende che il Promotore finanziario è un intermediario che svolge questa attività presso la sede della banca o della società presso la quale lavora o recandosi al domicilio dei potenziali clienti.

Con i clienti (sia famiglie che aziende) instaura un rapporto diretto suggerendo soluzioni di investimento azionario (equity) o obbligazionario, polizze vita, fondi pensione, etc.  

La sua attività consiste nel procacciare affari redditizi per conto di entità finanziarie quali Banche, Compagnie assicurative, SIM, SGR, etc.

Il promotore finanziario, in qualità di intermediario, promuove la stipulazione di contratti di prodotti o servizi a soggetti privati o a società che hanno risorse economiche da investire e da destinare al mercato del risparmio.

La sottoscrizione di questi contratti genera un profitto per il committente, il quale riconosce una commissione al promotore finanziario per la sua funzione di procacciatore d’affari e di intermediario.

La commissione viene espressa in percentuale in base al fatturato, come pattuito tra le parti al momento della stipula di un contratto che disciplina gli accordi tra il promotore finanziario e il committente.

Il guadagno del promotore finanziario viene definito dalle dimensioni del suo portafoglio clienti e dal volume del fatturato generato nel ciclo di un anno.

Promotore finanziario: il sistema delle provvigioni

Le provvigioni, tramite il quale il promotore finanziario viene retribuito per il lavoro svolto, possono essere di due tipi: dirette, come previste dal management fee o indirette, denominate Over.

Promotore finanziario: è una professione conveniente?

Come abbiamo già accennato, la figura professionale del promotore finanziario è cambiata notevolmente rispetto a un ventennio fa, in cui la sua persona e il suo lavoro godeva di una certa considerazione e prestigio da parte delle famiglie, dei privati e delle imprese.

Cos’è cambiato? É cambiato molto, quasi tutto. É cambiata la società e il suo potere di acquisto in generale e, in particolare, sono cambiati i prodotti ed i servizi finanziari offerti alla clientela.

Ciò si traduce in meno contratti stipulati, di minore qualità e, quindi, meno fatturato e meno provvigioni per i promotori finanziari.

Questa situazione si protrae da molto tempo e non sembra esserci per il momento un considerevole cambio di tendenza. Quindi, lo spazio di manovra dei promotori finanziari si è ridotto moltissimo e la categoria si è impoverita sempre più.

A causa di quanto detto, molti professionisti sono stati costretti a un cambio di prospettive per il loro futuro e, nei migliori dei casi, si è trattato di affiancare la professione del promotore con altre attività collaterali e, nel peggiore dei casi, si è preferito abbandonare la professione.

La Advisor Professional ha pubblicato recentemente una ricerca per mezzo della quale è stato possibile fare il quadro dello stato di salute della professione del promotore finanziario.

Secondo l’analisi di questo studio risulta che un terzo dei promotori finanziari ha generato un giro d’affari piuttosto deludente, al di sotto dei 30.000 euro lordi l’anno.

Il 5% circa dei professionisti attualmente attivi guadagna meno di 9.000 euro lordi l’anno trovandosi così costretto a dedicarsi ad attività secondarie.

Abbiamo detto lordi, ciò significa che a questi importi vanno sottratti i contributi INPS da considerarsi in regime minimale di circa 3200 euro annui.

Inoltre, ci sono da tenere debitamente conto anche i costi di gestione dell’attività come il mezzo proprio per gli spostamenti, le spese dell’affitto di un ufficio, le spese per l’abbigliamento che deve essere curato nei minimi particolari e tutte le altre spese accessorie come, ad esempio, lo stipendio di un dipendente regolarmente assunto e per finire il commercialista e le tasse.

Questo studio ci suggerisce la risposta alla domanda iniziale: può ancora essere considerato conveniente fare il promotore finanziario?

Possiamo dire, dati alla mano, che sicuramente i promotori finanziari che attualmente operano nel mercato sono professionisti di vecchia data e vecchia scuola che hanno saputo mantenere vivo, per quanto ridimensionato, il loro portafoglio.

Per chi volesse intraprendere questa carriera da zero, in questo particolare momento storico, i dati parlano da sé, e forse, non è così conveniente.

Eccoci giunti al mese di dicembre 2018! Le tredicesime degli italiani saranno assorbite dalle spese per lo shopping dei regali di Natale, per il Cenone di Capodanno e, soprattutto, dalle tasse e imposte da versare all’amministrazione tributaria.

Ecco il Calendario fiscale per il mese di dicembre 2018 con tutte le scadenze e gli appuntamenti con l’Agenzia delle Entrate da segnarsi in agenda.

Appuntamento con il Fisco: Scadenziario mese di dicembre 2018

3 dicembre

I contraenti dei contratti di locazione e affitto che non abbiano optato per il regime della “cedolare secca” sono tenuti al versamento dell’imposta di registro sui contratti stipulati in data 01/11/2018 o rinnovati tacitamente con decorrenza dal 01/11/2018.

Per procedere al versamento dell’imposta, è necessario utilizzare il Modello “F24 versamenti con elementi identificativi” (F24 ELIDE) con modalità telematica (per i titolari i Partita IVA) o, anche, presso Banche, Agenzie Postali, Agenti della riscossione (per i non titolari di Partita IVA).

7 dicembre

I contribuenti che sono stati ammessi alla definizione agevolata dei carichi tributari affidati agli agenti della riscossione dal 2000 al 30 settembre 2017 ai sensi dell’art. 1, commi 6 e 8, lettera b), numero 2), del D.L. 148/2017 (c.d. rottamazione-bis), ma che non sono riusciti a saldare le rate in scadenza nei mesi di luglio, settembre e ottobre 2018 e intendono regolarizzare aderendo alla definizione agevolata prevista dall’art. 3, comma 21, del D.L. 119/2018 (c.d. Rottamazione-ter) devono procedere all’adempimento entro il 7 dicembre 2018.

Si ricorda che il pagamento delle somme dovute per la definizione agevolata può essere effettuato:

  • mediante bollettini precompilati relativi alle rate scadute nei mesi di luglio, settembre e ottobre 2018;
  • presso gli sportelli dell’agente della riscossione.

17 dicembre ’18

Entro il 17 dicembre i soggetti che esercitano attività di intrattenimento o altre attività indicate nella Tariffa allegata al D.P.R. n. 640/1972 devono procedere con il versamento dell’imposta sugli intrattenimenti relativi alle attività svolte con carattere di continuità nel mese precedente.

I soggetti contribuenti che corrispondono redditi di pensione di cui all’art. 49, comma 2, lett. a) del D.P.R. n. 917/1986 di importo non superiore a euro 18.000,00 annui sono tenuti al versamento della rata relativa al canone TV trattenuta ai pensionati.

I contribuenti che pongono in essere transazioni finanziarie senza l’intervento di intermediari né di notai sono tenuti al versamento dell’imposta sulle transazioni finanziarie (c.d. Tobin Tax).

I Sostituti d’imposta dovranno procedere con il versamento delle ritenute alla fonte su indennità di cessazione del rapporto di agenzia corrisposte nel mese precedente.

I contribuenti Iva mensili devono procedere alla liquidazione e versamento dell’Iva relativa al mese precedente.

Ultimo giorno utile per i contribuenti tenuti al versamento unitario di imposte e contributi per la regolarizzazione dei versamenti di imposte e ritenute non effettuati o effettuati in misura insufficiente entro il 16 novembre 2018, con maggiorazione degli interessi legali e della sanzione ridotta a un decimo del minimo (ravvedimento breve).

I soggetti IVA sono tenuti all’emissione ed alla registrazione delle fatture differite relative a beni consegnati o spediti nel mese solare precedente.

I soggetti esercenti il commercio al minuto e assimilati devono provvedere alla registrazione, anche cumulativa, delle operazioni per le quali è rilasciato lo scontrino fiscale o la ricevuta fiscale, effettuate nel mese solare precedente.

20 dicembre ’18

I condomini in qualità di sostituti d’imposta che hanno operato ritenute a titolo di acconto sui corrispettivi pagati nel periodo giugno 2018 – novembre 2018 per prestazioni relative a contratti d’appalto, di opere o servizi effettuate nell’esercizio d’impresa il cui importo cumulato mensilmente non abbia raggiunto la soglia di EUR 500,00 al 30 novembre 2018 sono tenuti al versamento delle stesse ritenute.

27 dicembre

I contribuenti IVA soggetti agli obblighi di liquidazione e versamento sia mensili sia trimestrali sono tenuti al versamento dell’acconto IVA relativo all’anno 2018

Gli operatori intracomunitari con obbligo mensile sono tenuti alla presentazione degli elenchi riepilogativi (INTRASTAT) delle cessioni di beni e delle prestazioni di servizi rese nel mese precedente nei confronti di soggetti UE.

31 dicembre ’18

Gli eredi delle persone decedute in data successiva al 28 febbraio 2018 che presentano la dichiarazione dei redditi per conto del de cuius sono tenuti al versamento dell’IRPEF dovuta, a titolo di saldo per il 2017, in base alla dichiarazione dei redditi 2018, dal soggetto deceduto, senza alcuna maggiorazione.

I soggetti autorizzati a corrispondere l’imposta di bollo in maniera virtuale sono tenuti al versamento della 6° rata bimestrale dell’imposta di bollo assolta in modo virtuale relativa alla dichiarazione presentata entro il 31 gennaio 2018.

I contribuenti tenuti ad effettuare i versamenti risultanti dalle dichiarazioni dei redditi annuali delle persone fisiche, delle società di persone e degli enti ad esse equiparati e dell’Irap (Modelli 730/2018, REDDITI Persone Fisiche 2018 e REDDITI SP-Società di persone ed equiparate 2018 e dichiarazione IRAP 2018) sono tenuti a regolarizzare, mediante ravvedimento, il versamento della 2^ o unica rata dell’imposta sul valore degli immobili situati all’estero.

Gli eredi delle persone decedute tra il 1° marzo 2018 e il 30 giugno 2018 sono tenute alla presentazione in formato cartaceo, della dichiarazione dei redditi del contribuente deceduto e della scheda contenente la scelta per la destinazione dell’otto, del cinque e del due per mille dell’IRPEF.

I soggetti che effettuano le operazioni di cui all’art. 22 del D.P.R. n. 633/1972 (commercio al minuto e attività assimilate) che intendono optare, a partire dal 1° gennaio 2019, per la memorizzazione elettronica e la trasmissione telematica all’Agenzia delle Entrate dei dati dei corrispettivi giornalieri delle cessioni di beni e prestazioni di servizi di cui agli articoli 2 e 3 del D.P.R. n. 633/1972 sono tenuti all’esercizio dell’opzione tramite un apposito servizio on-line presente sul sito www.agenziaentrate.gov.it.

Le persone fisiche esercenti attività d’impresa, arti o professioni che applicano il regime forfetario agevolato di cui all’art. 1, commi da 54 a 89, della legge 23 dicembre 2014, n. 190 devono procedere con la regolarizzazione, mediante ravvedimento, del versamento della 2° o unica rata dell’imposta sostitutiva dell’IRPEF e delle addizionali regionali e comunali e dell’IRAP dovuta a titolo di acconto per l’anno 2018.

Che cos’è Carta Conto WestStein e come funziona? Avere a disposizione una Carta Conto consente di eseguire tutte le principali operazioni legate al conto corrente senza però la necessità di sottoscriverne uno. Infatti, le carte conto funzionano come conti correnti, ma tutto in una carta, senza necessità di dover aprire un c/c presso una banca.

La carta conto è una semplice carta ricaricabile che consente di compiere tutte le operazioni di accredito e di addebito utilizzando la moneta elettronica dotata di IBAN: ciò fa sì che si possa utilizzare in sostituzione di un classico conto corrente per la gestione dei bonifici in entrata e in uscita.

In questa guida scopriamo tutti i dettagli su come funziona, quali sono i vantaggi e la Recensione completa della Carta Conto WestStein Mastercard.

Carta Conto WestStein: Caratteristiche e condizioni economiche

QUOTA RILASCIO CARTAGratuita
CANONE1€/mese
DISPONIBILITÀ MASSIMA CARTA35000€
RICARICA IN CONTANTIn.d.
RICARICA TRAMITE BONIFICO BANCARIO0,55€
RICARICA TRAMITE SPORTELLO ATMn.d.
RICARICA TRAMITE CARTA DI PAGAMENTOn.d.
PRELIEVI PRESSO GLI ATM ITALIA2,50€
PRELIEVI PRESSO GLI ATM ALTRE BANCHE IN EURO2,50€
PRELIEVI PRESSO GLI ATM AREA NON-EUROn.d.
MAGGIORAZIONE SU CAMBIO ZONA EXTRA EUROn.d.

 

Carta Conto WestStein: che cos’è

Carta Conto WestStein è una delle migliori carte conto con IBAN che consente ad ogni soggetto titolare di espletare tutte le operazioni di accredito/addebito come se fosse un vero e proprio conto corrente, senza essere agganciata ad alcun prodotto bancario.

Si tratta di uno strumento di pagamento assolutamente smart, multifunzionale, economico e vantaggioso, è richiedibile online e può essere utilizzata per prelevare in euro contante presso gli ATM di tutto il mondo e per fare shopping online in tutto il mondo in estrema sicurezza.

Carta Conto WestStein: come richiederla?

È possibile richiedere la Carta Conto WestStein Mastercard direttamente dal sito ed è necessario compilare il modulo di richiesta e ricevere un’e-mail con il numero di riferimento per l’ordine della carta e la data approssimativa di consegna della carta.

Riceverai la tua Carta Conto WestStein entro 10 giorni lavorativi a partire dal giorno in cui la domanda è confermata.

Come caricare Carta Conto WestStein?

Si può caricare la Carta Conto WestStein MasterCard tramite un trasferimento dal proprio conto bancario al proprio conto della carta Mastercard prepagata WestStein. Per effettuare il bonifico SEPA in euro sul tuo conto della carta di WestStein, è necessario fornire i seguenti dettagli di pagamento al mittente del denaro:

  • Nome del beneficiario: nome e cognome
  • Conto: il tuo numero di conto IBAN che puoi trovare nella tua banca online sotto la sezione la mia carta
  • Banca: servizi finanziari prepagati
  • BIC: PFSRIE21
  • Indirizzo bancario: Fifth Floor, Langham House, 302-308 Regent Street, Londra, W1B 3AT.

Carta Conto WestStein: attivazione online

Per prima cosa, bisogna procedere all’attivazione della carta. Dopo l’attivazione della carta accedi alla tua banca online e trova il tuo numero di conto IBAN della carta di WestStein nella sezione “La mia carta”. Se vuoi aumentare i limiti, carica i documenti di verifica nella sezione “Il mio profilo”. La procedura di attivazione è molto semplice e intuitiva, anche per chi ha poca dimestichezza con gli strumenti informatici.

Non essendo una carta di credito; non è richiesto alcun controllo sulla storia creditizia del cliente che può spendere i fondi disponibili sulla carta. I singoli clienti, quando inoltrano la domanda di richiesta della carta online, forniscono all’emittente della carta, tutte le informazioni di identificazione personale, come previsto dalle disposizioni normative vigenti.

Chi emette le carte di pagamento Mastercard prepagate di WestStein?

L’emittente della Carta Conto WestStein Mastercard è l’istituto di moneta elettronica “Prepaid Financial Services” (PFS), registrato sia presso la Financial Conduct Authority del Regno Unito che presso la Lettone Financial and Capital and Market Commission (FCMC).

PFS detiene la licenza “Mastercard International” per l’introduzione del programma prepagato di carte di pagamento Mastercard nell’Eurozona. Tutto ciò garantisce la sicurezza dei fondi prepagati di carte di pagamento Mastercard di WestStein nonché elevati standard di servizio.

Carta Conto WestStein: come utilizzarla?

È possibile ricevere lo stipendio su questa carta? Sì certamente. Ogni carta è collegata all’account IBAN univoco, che può essere rilasciato al datore di lavoro che esegue gli accrediti spettanti al lavoratore.

Si può utilizzare la Carta Conto anche per noleggiare un’auto e con la Carta Conto WestStein Mastercard puoi pagare presso qualsiasi esercente commerciale convenzionato Mastercard: ci sono oltre 35 milioni di punti in tutto il mondo.

Inoltre, è possibile ritirare contanti da oltre 2 milioni di bancomat in tutto il mondo, dove viene visualizzato il logo Mastercard.

Se si è utenti verificati, chiunque può trasferire fondi Carta Conto: parenti, amici, datore di lavoro, ecc. In conformità con le normative vigenti e ai fini della prevenzione del riciclaggio di denaro, è possibile che vengano richieste ulteriori informazioni sulla provenienza dei fondi.

Carta Conto WestStein: è possibile prelevare contanti?

Sì certamente. È possibile prelevare contanti dalla Carta Conto WestStein presso qualsiasi sportello bancomat in cui è presente il logo Mastercard. Inoltre, in tutta l’Eurozona, indipendentemente dal fatto che un bancomat appartenga a uno specifico gruppo bancario, se viene visualizzato il logo Mastercard, si possono prelevare contanti con una commissione fissa – EUR 2,50.

Carta Conto WestStein: Conviene? Quali sono i vantaggi?

Dalle Recensioni ed Opinioni di chi ha una Carta Conto WestStein, è emerso che conviene dato che vanta diversi vantaggi:

  • può essere ricaricata da qualsiasi conto bancario;
  • può essere utilizzata per ricaricare conti gioco;
  • è accettata come mezzo di pagamento in Italia e all’estero;
  • non viene effettuato alcun controllo sulla storia creditizia del richiedente. Pertanto, può rappresentare un valido strumento per chi ha avuto disguidi finanziari con la propria banca (cattivi pagatori, protestati, etc.)

Piccoli investitori crescono: grazie a Walliance, non è più una chimera investire sul mercato immobiliare con cifre minime che, comunque, consentono di ottenere un guadagno. L’aspetto sorprendente è dato dal fatto che basterebbero anche 500 euro per avviare un investimento del quale poi poter raccogliere i frutti auspicati. Scopriamo in questa guida che cos’è Walliance, come funziona, quali sono i vantaggi e le opinioni.

Cos’è Walliance?

Si tratta di una giovane Start up che, nata nel 2016 a Trento, approda sul mercato nazionale a partire dal settembre del 2017.

Se la data di nascita la rende fresca e nuova, è anche vero che Walliance vanta una esperienza notevole nel settore degli investimenti immobiliari e, per definizione, è una piattaforma di equity crowdfunding il cui obiettivo, principale e dichiarato, è quello di determinare un’impennata nel mondo economico del Real Estate, attraverso il rispetto del principio della sostenibilità ambientale, l’innovazione del prodotto e la semplificazione del sistema finanziario.

Walliance: cosa fa?

La piattaforma in questione, oltre a permettere agli imprenditori di accumulare capitali con l’obiettivo di realizzare progetti immobiliari (siano essi residenziali, turistici o commerciali), contestualmente offre loro possibilità di investimenti che vengono proposti direttamente sul sito.

Se ci si chiede quali possano essere i profitti, è bene sapere che – secondo le modalità di investimento nell’equity crowdfunding – ciò su cui si può puntare sono anche singole quote di partecipazione ad un determinato progetto.

Ma le intenzioni di sviluppo della piattaforma nell’ambito del crowdfunding sono veramente serie e, a conferma di ciò, sono state siglate due importanti Partnership: Banca Finint da un lato ed il business incubator di Trentino Sviluppo dall’altro hanno indotto Walliance a pensare in grande ed – attraverso questa collaborazione – a dichiarare l’obiettivo di poter aiutare le Start up che operano sul mercato immobiliare.

Real Estate o mercato immobiliare dovrebbero essere molto vicini dal punto di vista dei significati ma una precisazione è d’obbligo per capire la reale e sottile differenza che c’è tra i due.

Quando si parla di real estate, generalmente, si fa riferimento ai grandi costruttori o, addirittura, alle società di project management al contrario, invece, di quando ci si riferisce al settore immobiliare con il quale si tende ad includere i piccoli costruttori.

Obiettivi di Walliance ed il crowdfunding

Da piccola azienda del nord a potenziale nuova realtà europea, Walliance ha obiettivi di respiro internazionale tra cui quello di espandersi per facilitare gli investimenti nel settore immobiliare, attraverso la raccolta di fondi e la gestione sicura e veloce della burocrazia.

La sponsorizzazione dei progetti è un aspetto importante perché permette, grazie alla visibilità concessa, di indirizzare gli investitori verso una opzione di successo, assistendo alle varie fasi di raccolta dei finanziamenti e seguendo, passo passo, la loro evoluzione.

La piattaforma di Equity crowdfunding dà la possibilità di raccogliere denaro utile alla realizzazione di un progetto, fino ad un massimo di 5 milioni di euro ed ogni utente potrà partire da un investimento base di minimo 500 euro. Queste realtà hanno l’obiettivo di “sfruttare” le innovazioni ed applicarle al mondo della finanza e della tecnologia, nel tentativo di un investimento importante. In poche parole, il crowdfunding ha trasformato ciò che prima era inaccessibile, in una occasione anche per il piccolo investitore.

A conclusione, la definizione di crowdfunding è quella di un’operazione finanziaria collettiva di raccolta fondi che sfrutta i mezzi digitali e che si propone, attraverso l’abbattimento delle distanze tramite il web, di stimolare il real estate, al fine di permetterne un’esponenziale sviluppo.

Investimenti Real Estate: i vantaggi

Ecco i vantaggi derivanti dagli investimenti nel mercato immobiliare con la piattaforma di Walliance:

  • Trasparenza ed immediatezza
  • Minima quota investimento
  • Flessibilità e diversificazione di investimento
  • Importanza e stabilità del mercato immobiliare

Walliance: Tassazione profitti

La piattaforma Walliance, quindi, ha lo scopo di proporsi come strumento di intermediazione tra imprenditori che espongono un progetto ed eventuali finanziatori dello stesso, che possono partecipare alla realizzazione acquistando una più quote.

La tassazione è prevista ed applicabile, naturalmente, per i soli guadagni in misura diversa per la persona fisica e per quella giuridica. Infatti, nel primo caso è del 26%, nel secondo è pari al 5% e, nello specifico, é dovere precisare che anche le tasse sugli utili non saranno pagate dall‘investitore finale perché è la società che propone il progetto ad essere considerata sostituto di imposta.

Normativa di riferimento: Real Estate Crowdfunding

In Italia, parentesi giuridica fondamentale che riguarda il real estate crowdfunding e che ne ha consentito il suo sviluppo fondamentale, è stato l’articolo 50 del Decreto Legge del 24 aprile 2017 che ha esteso la possibilità di crowdfunding, oltre che alla Start up, anche alle Piccole e Medie Imprese.

Detto questo, però, è necessario focalizzare l’attenzione sull’equity crowdfunding e sul rapporto Massolution del 2012, specificando che esso su rifà anche a:

  • Donation: si tratta di una donazione che non impone alcuna ricompensa ma è intesa solo ed esclusivamente come sostegno al progetto.
  • Reward: la quota partecipativa prevede, a seconda del suo valore, una ricompensa che si concretizzi in prodotti e servizi.
  • Social lending: è un prestito diretto, senza nessuna intermediazione, concesso da privati o organizzazioni che decidono dove esso debba essere distribuito.

Quindi, in base al modello di crowdfunding applicato saranno percepibili differenze oggettive nel metodo di investimento.

Walliance, grazie all’equity, permette all’investitore l’acquisizione di quote in seno alla società che ha gestito l’iniziativa.

A differenza, il landing crowdfunding prevede un prestito concesso a qualcuno che intende dare vita ad un investimento immobiliare. Se dovesse andare a buon fine, chi ha finanziato avrà diritto ad una rendita annuale.

Rischi del Crowdfunding

Tutti gli investimenti sono soggetti ad andamenti differenti a seconda del periodo. Così come tutti i mercati, anche quello del crowdfunding non è esente dai rischi ed il suo successo è strettamente e direttamente collegato all’andamento della società che lo gestisce.

In ogni caso, i capitali vengono reperiti attraverso un portale sicuro, iscritto regolarmente al Registro dei Gestori dei Portali ed autorizzato da Consob.

Questo permette agli investitori, una volta effettuato l’accesso sul portale, di visualizzare nel dettaglio ogni possibilità di investimento e per ognuna vi è l’indicazione precisa della quota minima di partecipazione. La raccolta di denaro, così avviata, consente di comprendere (in tempo reale) quale sia lo stato del progetto e sapere quando esso raggiunge la quota che porta alla sua realizzazione.

Successivamente, nella fase della vendita, ogni investitore avrà un ROI proporzionale al finanziamento effettuato e, mediamente, su Walliance, le operazioni accettate stimano un rientro economico del 10%.

Opinioni su Walliance: quali sono?

La piattaforma Walliance, come già anticipato e ribadito, opera nel pieno rispetto delle regole e, tra l’altro, essa è sottoposta a serrati controlli che garantiscono la sua trasparenza e dispone di tutte le autorizzazioni necessarie per svolgere l’attività di Equity crowdfunding.

Tutto ciò che il cliente deve sapere è scritto in modo chiaro e fuga ogni dubbio.

Le opinioni degli utenti che si rintracciano sul web, per i motivi enunciati, sono per lo più positive ed esprimono soddisfazione. Anche la praticità e l’usabilità della piattaforma, rendono il suo utilizzo molto veloce, pure per il momento della sottoscrizione degli accordi che, con un click, viene resa effettiva ed alla quale segue il pagamento tramite bonifico o carta di credito. Pareri positivi sono anche riferiti al fatto che gli utilizzatori di Walliance ripongono fiducia nell’azienda e riconoscono la sua affidabilità anche per quanto riguarda la valutazione dello stato amministrativo degli immobili da realizzare e poi destinati alla vendita.

Prospettiva futura sul Crowdfunding

Lo sviluppo dei servizi di internet banking, attraverso il quale offrire i vari servizi, sembra essere obiettivo principale che Walliance si propone di raggiungere.

 

 

ProntoPro è il portale che incrocia le richieste di domande ed offerte di lavoro, mettendo in contatto diretto clienti che richiedono un servizio con professionisti competenti a disposizione degli utenti.

L’idea sofisticata ed importante di ProntoPro nasce in Italia, ad opera di Silvia Wang e Marco Ogliengo, e la sua concretizzazione permette di allargare esponenzialmente le opportunità di lavoro dei servizi professionali.

Ma, chiedersi se vale veramente la pena iscriversi a ProntoPro, oppure quali siano i modi per guadagnare e quali garanzie offra il servizio sono tutte domande lecite a cui è necessario rispondere ancora prima di utilizzare ProntoPro.

Infatti, questo sistema se – da un lato – ha molto vantaggi, è anche vero che – dall’altro lato – presenta numerosi difetti per come rilevato dalle opinioni espresse in merito al servizio.

Leggendo questa guida, si potrà capire più ne dettaglio come funziona ProntoPro, e come ci siano opinioni contrastanti che permettono all’utente di ricevere informazioni importanti per la sua personale valutazione del servizio.

Com’è ProntoPro? Opinioni Negative

C’è chi lo ritiene una piattaforma da evitare, chi lo apprezza perché permette di lavorare, chi è stato costretto a revocare la propria iscrizione perché non soddisfatto.

Partiamo dal fatto che ProntoPro è, sicuramente, un’ottima “vetrina” per coloro che vogliono far vedere il proprio valore professionale ma, di contro, tra le opinioni negative, c’è anche quella concernente il pagamento che i professionisti devono effettuare per rispondere alle richieste di contatto.

C’è chi lamenta questo aspetto e chi, addirittura, sospetta la presenza di alcuni contatti falsi creati ad hoc, per garantire un guadagno fisso a ProntoPro.

Alcuni utenti hanno sottolineato che il mancato controllo delle competenze di chi lavora, è una carenza grave che potrebbe esporre i clienti a rischi di vario genere, tra cui quello di affidarsi a gente incompetente, in quanto la mancanza di un filtro permette a chiunque di registrarsi, pur non possedendo alcuna qualifica.

Un altro punto di svantaggio è relativo alle non chiare modalità di pagamento: infatti, essa è stabilita privatamente tra le parti ed in fase di iscrizione, invece, non viene richiesta neanche l’eventuale partita Iva, in tal modo rendendo più facile l’evasione fiscale.

In questo senso, però, ProntoPro ha lasciato agli utenti la possibilità di indicare la professionalità e la validità di un lavoratore, sviluppando un sistema di Rating che permette di individuare facilmente i lavoratori più affidabili.

Tra le opinioni negative, infine, c’è anche quella di chi considera ProntoPro un sito che attira i clienti che pensano di risparmiare o di fiutare affari e che, in un certo senso, arrivano a proporre retribuzioni minime o comunque non sufficienti per il lavoro da svolgere. È anche vero, però, che questo dipenderà anche dal professionista che potrà decidere se lavorare o meno a seguito del contatto con il cliente per il quale, comunque, è previsto il pagamento senza garanzia di impegno concreto.

ProntoPro: costi e il problema dei crediti

I professionisti maturano crediti, tramite i quali possono rispondere ad una richiesta di lavoro e mettersi in contatto, in chat privata, con i potenziali clienti.

Ma come si possono ottenere i crediti?

In linea di massima, si acquistano a pacchetti e, quindi, per fare un preventivo bisogna pagare una certa somma. Sono previsti, però, anche crediti omaggio alcuni dei quali si ottengono, ad esempio, compilando il proprio profilo su ProntoPro, che regala, in questo modo, 10 crediti.

  • Costo di una richiesta

Il professionista che risponde ad una richiesta di contatto su ProntoPro paga 2, 3 o 5 crediti a seconda dell’offerta e, considerando che non c’è sicurezza che la commissione del lavoro vada a buon fine, è chiaro che può diventare un investimento a perdere.

Ma gli utenti hanno lamentato anche la pubblicità “aggressiva” da parte dell’azienda che – ad ogni pacchetto di crediti acquistato – chiama per suggerire strategie di marketing al fine di aumentare guadagni e visibilità.

ProntoPro: come funziona per chi cerca un professionista?

Se si è alla ricerca di un professionista, sicuramente ProntoPro può rappresentare un valido aiuto, in quanto basta collegarsi alla piattaforma ed utilizzare la barra di ricerca per selezionare tra le opzioni a disposizione quella che meglio risponde alle proprie esigenze.

A questa fase segue quella della compilazione di un breve questionario a cui si deve rispondere a domande per focalizzare la ricerca su professionisti che possano soddisfare le vostre esigenze.

Nella pratica, su ProntoPro, se si dovesse cercare un Personal Trainer basterà selezionare la professione nella barra di ricerca e – di conseguenza – si risponderà ad alcune domande filtrate opportunamente con richiesta di informazioni aggiuntive – è, nel giro di qualche ora si verrà ricontattati da coloro che rispondono ai nostri criteri di selezione.

Come guadagnare con ProntoPro?

Per quanto riguarda i professionisti, ProntoPro offre la possibilità di compilare un profilo gratuito grazie al quale gestire, in modo pratico e veloce, tutte le richieste su lavoro, con particolare riferimento alla propria zona. Il profilo ProntoPro, consente anche di selezionare i clienti a cui rispondere e, come abbiamo già detto, l’accettazione di richieste di contatto ha un costo preciso.

Così come è facile per il cliente accedere al sito, allo stesso modo i professionisti che vogliono candidarsi non devono fare altro che accedere alla piattaforma, registrarsi ed inserire le informazioni sul lavoro che si intende svolgere. Attenzione però, perché per la stessa ricerca, si può rispondere fino ad un massimo di cinque richieste.

Accanto al più famoso LinkedIn, quindi, ProntoPro può essere un’alternativa valida per chi sta cercando lavoro o per chi è in attesa di una proposta concreta.

Il sistema prevede che la classificazione degli utenti avvenga attraverso il Rating al fine di garantire ai clienti la possibilità di consultare un profilo professionale e vederne le valutazioni.

Infatti, i professionisti occuperanno la classifica in base ai voti ricevuti dagli altri utenti su una scala da 1 a 5 stelle ed il cliente potrà vedere, inoltre, quali siano stati i lavori eseguiti precedentemente e le foto che ne certificano l’esecuzione in modo da avere conferma della competenza e professionalità.