Fisco e tasse

Flat tax o tassa “piatta”: che cos’è e come funziona? A chi conviene e perché se ne parla? Si tratta di una novità che verrà introdotta nel 2019 in seguito alla Accordo-Contratto di Governo stipulato tra la Lega ed il Movimento 5 Stelle. Tra scontenti e confusione, c’è da domandarsi a chi converrà effettivamente la Flat Tax proposta da Salvini. Per comprenderlo, la Redazione di WebEconomia ha raccolto in questo articolo alcuni esempi utili e concreti, tenendo conto del numero di componenti del nucleo familiare e del reddito lordo annuo.

Critiche alla Flat Tax: che cos’è questo sistema fiscale?

Tutti noi abbiamo sentito parlare della Flat Tax, ma probabilmente in pochi sanno di che cosa si tratta esattamente. Si tratta di un sistema fiscale non progressivo, che prevede l’applicazione di una tassa “piatta” basata solo ed esclusivamente su un’unica aliquota per tutti, avente l’obiettivo di ridurre fortemente l’evasione fiscale e di aumentare il gettito delle entrate nelle Casse Erariali dello Stato.

In effetti, l’introduzione di un’imposta unica sui redditi, ha “sollevato” non poche critiche e dubbi sulla sua incostituzionalità: secondo l’articolo 53 della nostra carta fondamentale, tutti i contribuenti fiscali sono tenuti a contribuire alle spese pubbliche in base alla loro capacità contributiva ed utilizzando un criterio di progressività.

In quanto sistema di tassazione proporzionale ad aliquota unica, la tassa “piatta”, secondo gli autorevoli esperti di diritto fiscale, “dovrebbe risultare incostituzionale, anche se esistono scorciatoie che ne mascherano l’illecita ragion d’essere”. Infatti, le deduzioni fiscali per i redditi bassi lasciano presupporre una certa progressività.

Come funziona la tassa “piatta”?

Nell’accordo-contratto stato stipulato tra M5S e Lega si prevede l’introduzione dell’aliquota del 15% e del 20% per le persone fisiche, per le Partite IVA e per le famiglie, mentre l’aliquota del 15% sarà applicabile alle società. Sarà previsto, quindi, un doppio regime sarà applicabile alle famiglie, alle imprese e alle partite IVA, mentre per le società l’aliquota sarà fissa.

Con questo sistema fiscale il beneficio maggiore andrà a favore delle imprese che ad oggi pagano imposte IRES pari al 24% e potranno ottenere un notevole risparmio.

Per quanto concerne le deduzioni queste saranno forfettarie fino a 3.000 euro sulla base del reddito del nucleo familiare, al fine ultimo di garantire la progressività costituzionale. Ad oggi non si sa ancora se saranno previste o meno detrazioni o deduzioni per le imprese e per le Partite IVA. Inoltre, al fianco dell’imposta unica sui redditi con aliquota piatta e bassa, probabilmente ci sarà una “no tax area pensionati” e una “tax area lavoratori” a 13.000 euro annui: questo comporterebbe l’esenzione dal pagamento al di sotto della soglia.

Tutti questi elementi sono alla base dell’accordo preventivo tra Lega e Movimento 5 Stelle e non devono essere considerati, quindi, come dei principi certi e non modificabili. Per sapere con certezza come funzionerà la flat tax, infatti, occorrerà attendere prima di tutto la formazione del Governo, l’approvazione del contratto da parte degli elettorati di entrambe le parti politiche e l’approvazione del contratto da parte del Presidente della Repubblica.

Vantaggi e Svantaggi della Flat Tax: quali sono?

Secondo gli autorevoli sostenitori della Flat Tax, i vantaggi derivanti sono ascrivibili ai seguenti:

  • lotta all’evasione fiscale e dell’elusione,
  • maggiore semplificazione fiscale,
  • dialogo trasparente tra cittadini/aziende e Amministrazione fiscale,
  • aumento delle entrate nelle Casse dell’erario,
  • tutti i contribuenti italiani pagherebbero meno tasse,
  • le imprese, le Partite IVA e tutti coloro che creano ricchezza o investono non saranno più demotivati dall’alta tassazione,
  • tutti i contribuenti saranno stimolati a dichiarare i propri redditi e proventi e potranno compilare in modo autonomo la dichiarazione dei redditi.

Quali sono, invece, gli svantaggi della tassa “piatta”? Oltre ai vantaggi, occorre considerare anche i punti di debolezza che potranno derivare dall’introduzione della Flat Tax:

  • niente più detrazioni e deduzioni in base al numero dei figli, delle spese mediche, ristrutturazioni, etc.
  • numerosi vantaggi per chi percepisce redditi medio-alti. Infatti, se un lavoratore dipendente oggi guadagna 70.000 euro l’anno, con l’applicazione degli scaglioni Irpef, pagherebbe un’aliquota al 41% con la tassa “piatta”, pagherebbe il 15% o il 20%. Il risparmio è evidente!

Esempi concreti

Facciamo qualche esempio numerico per chiarire meglio le tasse alle quali potrà essere soggetta una determinata impresa sulla base dei guadagni ottenuti.

Se un’impresa guadagna 50.000 euro, con l’attuale sistema di deduzioni ha la possibilità di richiedere una deduzione complessiva pari a 22.000 euro, quindi il reddito soggetto ad imposta sarebbe pari a 28.000 euro. Con il sistema fiscale attuale, tale impresa pagherebbe 6.720 euro di tasse (IRES), mentre con la flat tax pagherebbe 4.200 euro, con un risparmio di 2.530 euro.

Non sappiamo ancora, però, se tutte le deduzioni saranno ancora presenti oppure no. In caso negativo, i costi deducibili saranno pari a 20.000 euro ed il reddito imponibile sarà di 30.000 euro. Con il sistema IRES l’impresa pagherebbe 6.720 euro di tasse, mentre con l’introduzione della flat tax pagherebbe 4.500 euro, con un risparmio di 2.220 euro.

Che cos’è la Tobin Tax e come funziona? La Redazione di WebEconomia ha approntato questa guida utile alla scoperta della Tobin Tax 2018: che cos’è, su quali transazioni si applica e le modalità di presentazione del Modello FTT da utilizzare per comunicare all’Agenzia delle Entrate i dati relativi all’imposta sulle transazioni finanziarie.

Meglio nota come Tobin Tax, questa imposta è stata introdotta dall’art. 1, commi da 491 a 500, della Legge n. 228/2012, le cui modalità di applicazione dell’imposta sono state stabilite dal decreto del Ministro dell’economia e delle finanze del 21 febbraio 2013, integrato dal decreto del Ministro dell’economia e delle finanze del 16 settembre 2013.

Tobin Tax: che cos’è

La Tobin Tax è la famosa imposta sulle transazioni finanziarie o FTT, che deve il suo nome all’economista James Tobin, premio Nobel per l’economia nel 1981, che l’aveva proposta sin dal lontano 1972 con la finalità di raggiungere la stabilità valutaria internazionale.

Nel nostro Paese la Tobin Tax è stata istituita dalla legge 228/2013 (legge stabilità 2013) ed è entrata definitivamente in vigore il primo marzo 2013.

Operazioni soggette all’applicazione della Tobin Tax

La Tobin Tax si applica:

  • ai trasferimenti di proprietà di azioni e di altri strumenti finanziari partecipativi emessi da società residenti nel territorio dello Stato, nonché di titoli rappresentativi di tali strumenti (comma 491);
  • alle operazioni su strumenti finanziari derivati e altri valori mobiliari (comma 492);
  • alle negoziazioni ad alta frequenza (comma 495).

Quali sono le aliquote da applicare?

Per quanto concerne le aliquote da applicare occorre considerare le diverse operazioni disciplinate dai sopra richiamati comma 491, 492 e 495.

Trasferimento proprietà titoli azionari

Per quanto concerne il trasferimento della proprietà di azioni e di altri strumenti finanziari partecipativi è soggetto a un’imposta sulle transazioni finanziarie con l’aliquota dello 0,2% (0,22% per il 2013) sul valore della transazione.

L’aliquota dell’imposta si dimezza per i trasferimenti che avvengono a seguito di operazioni concluse in mercati regolamentati e sistemi multilaterali di negoziazione.

Trasferimento strumenti finanziari derivati

Le operazioni su strumenti finanziari derivati (art. 1, comma 3, del Dlgs n. 58/1998 – Testo unico delle disposizioni in materia di intermediazione finanziaria, Tuf) sono soggette a imposta in misura fissa, determinata con riferimento alla tipologia di strumento e al valore del contratto, secondo la tabella 3 allegata alla Legge n. 228/2012. Si veda Tabella sotto riportata.

Sono soggette alla Tobin Tax “le operazioni che abbiano come sottostante prevalentemente uno o più strumenti finanziari indicati dal comma 491, o il cui valore dipenda prevalentemente da uno o più di tali strumenti finanziari, e le operazioni sui valori mobiliari indicati dall’art. 1, comma 1-bis, lettere c) e d), del Tuf, che permettano di acquisire o di vendere prevalentemente uno o più strumenti finanziari indicati dal comma 491 o che comportino un regolamento in contanti determinato con riferimento prevalentemente a uno o più strumenti finanziari indicati al medesimo comma, inclusi warrants, covered warrants e certificates”.

Si riduce ad 1/5 l’imposta sulle operazioni che avvengono in mercati regolamentati o sistemi multilaterali di negoziazione. L’imposta è dovuta indipendentemente dal luogo di conclusione della transazione e dallo Stato di residenza delle parti contraenti.

Operazioni ad alta frequenza

Si considera attività di negoziazione ad alta frequenza quella generata da un algoritmo informatico che determina in maniera

automatica le decisioni relative all’invio, alla modifica o alla cancellazione degli ordini e dei relativi parametri, quando l’invio, la modifica o la cancellazione degli ordini su strumenti finanziari della medesima specie sono effettuati con un intervallo non superiore al mezzo secondo.

L’imposta si applica con un’aliquota dello 0,02% sul controvalore degli ordini annullati o modificati che in una giornata di borsa superino la soglia numerica stabilita all’art. 13 del Dm del 21 febbraio 2013.

Modalità e termini di presentazione Modello FTT

La dichiarazione deve essere trasmessa annualmente all’Agenzia delle Entrate in via telematica, utilizzando il presente modello, entro il 31 marzo 2018.

La trasmissione della dichiarazione può essere effettuata:

  • direttamente, da parte dei soggetti abilitati dall’Agenzia delle Entrate
  • tramite i seguenti soggetti intermediari abilitati alla trasmissione tra cui una società del gruppo, se il soggetto tenuto a presentare la dichiarazione appartiene a un gruppo societario; uno dei soggetti incaricati indicati dall’art. 3, comma 3, del DPR n. 322/1998, e successive modificazioni (professionisti, associazioni di categoria, Caf, altri soggetti).

Elenco aggiornato Quotate esenti dalla “Tobin tax”

Come ogni anno, il Ministero dell’Economia e delle Finanze ha aggiornato l’elenco delle società quotate su Borsa Italiana che sono esenti dalla “Italian financial transaction tax”, c.d. “Tobin tax” per l’anno 2018. Le azioni delle società quotate su Borsa Italiana esentate dalla Tobin tax nel corso del 2018 in virtù della loro sede estera sono:

  • BB Biotech
  • FCA (Fiat)
  • Ferrari
  • Exor
  • Cnh industrial
  • STMicroelectronics
  • Tenaris.

Le azioni delle quotate su Borsa Italiana Azioni, esentate dalla Tobin Tax in virtù di una capitalizzazione inferiore ai 500 milioni di euro sono ascrivibili alle seguenti:

SocietàMercato di quotazione
4AIM SICAFAIMMA
ABITARE INAIMMA
ACOTEL GROUPMTA
ACSM-AGAMMTA
AEDESMTA
AEFFEMTA
AGATOSAIMMA
ALERION CLEANPOWERMTA
ALFIO BARDOLLAAIMMA
AMBIENTHESISMTA
AMBROMOBILIAREAIMMA
ASSITECAAIMMA
ASTALDIMTA
AUTOSTRADE MERIDIONALIMTA
AVIOMTA
AXELEROAIMMA
B&C SPEAKERSMTA
B.F.MTA
BANCA APULIAHI-MTF
BANCA CARIGEMTA
BANCA DI IMOLAHI-MTF
BANCA FINNATMTA
BANCA INTERMOBILIAREMTA
BANCA POPOLARE CIVIDALEHI-MTF
BANCA POPOLARE LAJATICOHI-MTF
BANCA POPOLARE PUGLIESEHI-MTF
BANCA POPOLARE VALCONCAHI-MTF
BANCA PROFILOMTA
BANCA REGIONALE DI SVILUPPOHI-MTF
BANCA SELLAHI-MTF
BANCA SISTEMAMTA
BANCA VALSABBINAHI-MTF
BANCO DI DESIO E BRIANZAMTA
BANCO DI SARDEGNAMTA
BASICNETMTA
BASTOGIMTA
BEMTA
BEGHELLIMTA
BEST UNION COMPANYMTA
BIALETTI INDUSTRIEMTA
BIANCAMANOMTA
BIODUEAIMMA
BIOERAMTA
BLUE FINANCIAL COMMUNICATIONAIMMA
BOERO BARTOLOMEOMTA
BOMI ITALIAAIMMA
BORGOSESIAMTA
BRIOSCHIMTA
CAD ITMTA
CALEFFIMTA
CALEIDO GROUPAIMMA
CALTAGIRONEMTA
CALTAGIRONE EDITOREMTA
CAPITAL FOR PROGRESS 2AIMMA
CARRAROMTA
CASSA DI RISPARMIO DI CENTOHI-MTF
CASSA DI RISPARMIO DI RAVENNAHI-MTF
CASTA DIVA GROUPAIMMA
CDR ADVANCE CAPITALAIMMA
CEMBREMTA
CENTRALE DEL LATTE D’ITALIAMTA
CHLMTA
CLABOAIMMA
CLASS EDITORIMTA
COFIDEMTA
COIMA RESMTA
COMPAGNIA IMMOBILIARE AZIONARIAMTA
CONAFI PRESTITO’MTA
COVER 50AIMMA
CREDITO VALTELLINESEMTA
CRESCITAAIMMA
CSP INTERNATIONALMTA
CULTI MILANOAIMMA
DADAMTA
DAMIANIMTA
DEA CAPITALMTA
DIGITAL BROSMTA
DIGITAL MAGICSAIMMA
DIGITAL360AIMMA
DIGITOUCHAIMMA
DOMINION HOSTING HOLDINGAIMMA
ECOSUNTEKAIMMA
EDISON RSPMTA
EEMSMTA
EL ENMTA
ELETTRA INVESTIMENTIAIMMA
ELICAMTA
EMAKMTA
ENERGICA MOTOR COMPANYAIMMA
ENERGY LABAIMMA
ENERTRONICAAIMMA
ENERVITMTA
EPRICEMTA
EPS EQUITA PEPAIMMA
EQUITA GROUPAIMMA
ERGYCAPITALMTA
ESPRINETMTA
EUKEDOSMTA
EUROTECHMTA
EXPERT SYSTEMAIMMA
EXPRIVIAMTA
FALCK RENEWABLESMTA
FIDIAMTA
FIERA MILANOMTA
FINLOGICAIMMA
FINTEL ENERGIA GROUPAIMMA
FIRST CAPITALAIMMA
FNMMTA
FOPEAIMMA
FRENDY ENERGYAIMMA
FULLSIXMTA
GABETTI PROPERTY SOLUTIONSMTA
GALAAIMMA
GAMBERO ROSSOAIMMA
GAS PLUSMTA
GEDI GRUPPO EDITORIALEMTA
GEFRANMTA
GEQUITYMTA
GIGLIO GROUPAIMMA
GIORGIO FEDONAIMMA
GLENALTAAIMMA
GO INTERNETAIMMA
GPIAIMMA
GRUPPO CERAMICHE RICCHETTIMTA
GRUPPO GREEN POWERAIMMA
GRUPPO WASTE ITALIAMTA
HEALTH ITALIAAIMMA
H-FARMAIMMA
I GRANDI VIAGGIMTA
IL SOLE 24 OREMTA
IMMSIMTA
IMVESTAIMMA
INDEL BMTA
INDUSTRIA E INNOVAZIONEMTA
INDUSTRIAL STARS OF ITALY 3AIMMA
INIZIATIVE BRESCIANEAIMMA
INNOVA ITALY 1AIMMA
INNOVATECAIMMA
INTEK GROUPMTA
IRCEMTA
ISAGROMTA
IT WAYMTA
ITALIA INDEPENDENTAIMMA
ITALIAN WINE BRANDSAIMMA
ITALIAONLINEMTA
K.R.ENERGYMTA
KI GROUPAIMMA
LANDI RENZOMTA
LAZIOMTA
LEONE FILM GROUPAIMMA
LUCISANO MEDIA GROUPAIMMA
LUVEMTA
LVENTURE GROUPMTA
M&CMTA
MAILUPAIMMA
MASI AGRICOLAAIMMA
MASSIMO ZANETTI BEVERAGEMTA
MEDIACONTECHMTA
MID INDUSTRY CAPITALMTA
MITTELMTA
MODELLERIA BRAMBILLAAIMMA
MOLMEDMTA
MONDO TVMTA
MONRIFMTA
MUTUIONLINEMTA
NEODECORTECHAIMMA
NET INSURANCEAIMMA
NETWEEKMTA
NICEMTA
NOTORIOUS PICTURESAIMMA
NOVA REMTA
OLIDATAMTA
OPENJOBMETISMTA
ORSEROAIMMA
PANARIAGROUP INDUSTRIE CERAMICHEMTA
PHARMANUTRAAIMMA
PIERRELMTA
PININFARINAMTA
PIQUADROMTA
PITECOAIMMA
PLT ENERGIAAIMMA
POLIGRAFICA S FAUSTINOMTA
POLIGRAFICI EDITORIALEMTA
POLIGRAFICI PRINTINGAIMMA
PORTALE SARDEGNAAIMMA
PRELIOSMTA
PRIMA INDUSTRIEMTA
PRISMIAIMMA
RATTIMTA
RENO DE MEDICIMTA
RETELITMTA
RISANAMENTOMTA
ROMAMTA
ROSETTI MARINOAIMMA
ROSSSMTA
SABAFMTA
SAES GETTERSMTA
SAFE BAGAIMMA
SAFILO GROUPMTA
SERVIZI ITALIAMTA
SESAMTA
SINTESIMTA
SITAIMMA
SITI – B&TAIMMA
SMREAIMMA
SNAITECHMTA
SOFTECAIMMA
SOGEFIMTA
SOLUTIONS CAPITAL MANAGEMENT SIMAIMMA
SPACE3MTA
SPACTIVAIMMA
SPRINTITALYAIMMA
STEFANELMTA
TASMTA
TECH-VALUEAIMMA
TECNOINVESTIM ENTIMTA
TELESIAAIMMA
TERNIENERGIAMTA
TESMECMTA
TISCALIMTA
TOSCANA AEROPORTIMTA
TPSAIMMA
TREVI FIN INDUSTRIALEMTA
TRIBOOAIMMA
TXTMTA
UNIEUROMTA
VALSOIAMTA
VETRYAAIMMA
VIANINIMTA
VISIBILIA EDITOREAIMMA
WIITAIMMA
WM CAPITALAIMMA
ZEPHYROAIMMA
ZUCCHIMTA

Chi presenta la dichiarazione dei redditi tramite modello 730 o modello Redditi ex Unico può anche presentare la dichiarazione figli a carico. Vale a dire per tutte quelle spese che il contribuente ha sostenuto nel corso dell’anno precedente per i figli a carico, anche portatori di handicap. Vediamo dunque di seguito come funziona la detrazione dei figli a carico e come calcolarla.

Cos’è la detrazione figli a carico

La detrazione figli a carico viene regola dall’articolo 12 del TIUR e dispone tutto quanto riguarda i termini e le condizioni per il riconoscimento della detrazione figli a carico. Per questi ultimi si intende i figli considerati fiscalmente a carico dei genitori, purché il proprio reddito complessivo IRPEF non superi 2.840,51 euro lordi.

Non incidono pertanto età, livello di istruzione, tirocini gratuiti, se convive coi genitori o sia domiciliato all’estero. o dal fatto che conviva o meno con i genitori o se si trova all’estero. Nei 2.840,51 euro vengono presi in considerazione i redditi che concorrono alla formazione del reddito complessivo IRPEF, soggetto a tassazione ordinaria. Pertanto, si escludono quelli a tassazione separata, soggettati a ritenuta a titolo d’imposta o ad imposta sostitutiva.

Le detrazioni saranno calcolate in base a 4 fattori:

  • Ammontare del reddito del genitore;
  • Età del figlio;
  • Presenza di figli con handicap;
  • Numero dei figli.

Detrazione figli a carico: quali sono gli importi 2017

Per quanto concerne l’anno in corso, la detrazione figli a carico 2017 è la seguente a seconda dei casi:

  • dagli 800 ai 950 euro, per ogni figlio che abbia 3 o più anni
  • dai 900 ai 1.220 euro, per ogni figlio che abbia meno dei 3 anni;
  • dai 220 ai 400 euro, per ogni figlio portatore di handicap.

Con le nuove disposizioni, la privacy sarà garantita anche per i figli affidati, inserendo solo il loro quantitativo e non il loro codice fiscale.

Come si calcola detrazione figli a carico

Il calcolo della detrazione figli a carico avviene in base all’importo della detrazione base moltiplicata per il quoziente tra 95 mila euro reddito teorico, meno il reddito complessivo. Il risultato finale viene diviso per 95 mila euro. Qualora vi siano più figli presenti, i 95 mila euro sono aumentati di 15 mila euro per ogni figlio ulteriore. Indi per cui, la detrazione fiscale per i figli a carico è da considerarsi inversamente proporzionale al reddito complessivo. L’ultimo livello è pari a zero per i redditi più alti.

Facciamo un esempio:

Il contribuente ha un figlio a carico di 2 anni con un reddito complessivo IRPEF di 25.000 mila euro. Avremo così 1220,00 euro moltiplicato per la differenza tra 95 mila e 25 mila euro, diviso per 95 mila euro. La detrazione figlio a carico sarà di 898,94 euro.

Detrazione figli a carico, la situazione nel 2017

Quest’anno è previsto un aumento per le detrazioni Irpef per i figli a carico, di genitori dipendenti e pensionati. Ma anche una modifica al decreto legge numero 70 del 2011, riguardante l’eliminazione dell’obbligo da parte dei contribuenti che vogliono beneficiare delle detrazioni di dover comunicare ogni anno al sostituto d’imposta i dati relativi alle detrazioni. Infatti, i dati sono validi anche per le dichiarazioni successive, tranne i casi nei quali si verifichino cambiamenti che rendono necessarie nuove presentazioni della comunicazione. Si pensi ad eventi come la nascita o la morte di un figlio, o che un figlio abbia cambiato la propria situazione reddituale. Per cui abbia superato la suddetta soglia e sia considerato non più a carico. In caso di mancata comunicazione, sono previste per il contribuente multe che possono andare dai 258 euro ai 2065 euro. Così come previsto dal decreto legislativo n. 471 del 1997.

In questi anni, sono stati introdotti nuovi meccanismi per controllare e verificare la veridicità delle dichiarazioni sulle detrazioni come la nascita del modello 730 precompilato.

Detrazione figli a carico: come si calcola per genitori separati

Dato l’alto numero di separati e divorziati, diventa anche utile chiedersi come funziona la detrazione figli a carico per i genitori divorziati o separati. Vediamo le varie casistiche:

  • Genitori non legalmente ed effettivamente separati: la detrazione in questo caso viene divisa per metà ciascuno, o assegnata del tutto al partner che gode del reddito complessivo più elevato
  • Separazione legale ed effettiva, annullamento del matrimonio o divorzio: in questo caso viene attribuita al genitore affidatario, almeno che non si sia raggiunto un accordo differente tra le parti
  • Genitori separati con affidamento congiunto o condiviso: la detrazione viene ripartita a entrambi per metà ciascuno, almeno che non venga raggiunto un accordo differente che dia la detrazione al genitore che beneficia del reddito più alto
  • Genitori ancora coniugati: anche in questo caso, metà per genitore o il totale a chi gode del reddito complessivo più alto
  • Genitori Separati: totale al genitore che ha avuto l’affidamento del figlio, o metà ciascuno tra i genitori nel caso in cui sia stato attribuito un affidamento congiunto o condiviso. O, ancora, anche in questo caso il totale della detrazione va al genitore che gode del reddito complessivo più alto tra i due. E infine, qualora sia presente un genitore incapiente, la detrazione spetta completamente ad egli a prescindere dalla sua situazione reddituale
  • Genitori Non Sposati: in questa casistica, si procede con quanto previsto nei casi di genitori separati. Qualora manchi un provvedimento per l’affidamento dei figli, si applica in automatico quanto previsto per i coniugi coniugati

Il governo ha approvato il decreto per la proroga dal 31 marzo al 21 aprile della scadenza della domanda di rottamazione delle cartelle esattoriali. Equitalia e agli altri enti di riscossione avranno più tempo per rispondere ai contribuenti: non più il 31 maggio ma entro il 15 giugno.

Equitalia rottamazione cartelle 2017

Il consiglio dei ministri ha approvato il decreto che proroga dal 31 marzo al 21 aprile 2017 la scadenza della domanda di rottamazione per le cartelle esattoriali.

In questo modo vengono spostati anche i termini entro cui Equitalia e gli altri enti di riscossione dovranno rispondere ai contribuenti: non più il 31 maggio ma il prossimo 15 giugno.

Chi decide di aderire alla rottamazione delle cartelle dovrà sborsare l’ammontare residuo del debito senza né sanzioni né interessi di mora.

In generale la rottamazione può essere richiesta per tutti i debiti che sono stati affidati all’ente di riscossione entro il 31 dicembre 2016. Imposte e tasse come Iva, Irpef, bolli auto, tributi locali, (Imu, Ici, tassa rifiuti, etc), multe stradali, contributi previdenziali Inps.

Sanatoria Equitalia: numeri

Una sanatoria che può portare a risparmi anche fino al 50%. Si tratta di una definizione agevolata che ha avuto inizio il 4 novembre 2016. Dallo scorso dicembre rappresenta una opportunità per tutti i contribuenti in seguito alla pubblicazione del testo definitivo in Gazzetta ufficiale.

È possibile sanare anche i debiti che si hanno nei confronti del fisco e affidati agli enti di riscossione nel corso del 2016. In base ai numeri forniti dalla stessa Equitalia, dall’avvio della procedura agevolata sono state circa 600mila le istanze presentate all’ente di riscossione.

Come sottolineato dalla società tramite una nota ufficiale, si tratta di una operazione straordinaria che impegna tutte le strutture del gruppo ed i 200 sportelli sparsi sul territorio nazionale. Numerose infatti le richieste dei contribuenti in questi mesi e per tale motivo sono state assegnate altre 500 risorse al personale addetto alle relazioni con il pubblico, in particolar modo nelle grandi città.

Delle circa 600mila domande presentate ad Equitalia, quasi la metà dei contribuenti (il 49,6 per cento) ha fatto uso dei servizi online del portale Equitalia, di e-mail o posta elettronica certificata. Il 48,9 per cento ha invece preferito rivolgersi personalmente alla rete degli sportelli fisici mentre il restante 1,5 per cento ha scelto canali di comunicazione più tradizionali (posta ordinaria, raccomandata). I dati sono aggiornati al 23 marzo 2016 su un totale di 598.988 domande presentate all’ente di riscossione.