Crowdfunding: come funziona e quali tipologie esistono?

Il crowdfunding è un sistema utilizzato dai privati, dalle aziende e anche dalle associazioni non a scopo di lucro per raccogliere denaro con lo scopo di finanziare i loro progetti oppure di acquistare dei macchinari molto costosi e che, da soli, non possono permettersi.

I finanziamenti, che in genere vengono ricevuti tramite una piattaforma di crowdfunding su cui viene pubblicato il progetto, possono provenire sia dai privati sia da altre aziende, che investono, o donano, perché invogliati dalle ricompense o dai premi messi in palio da chi richiede il finanziamento (esempio: “Se doni 50 euro per il nostro progetto, riceverai in cambio un buono regalo”).

Si tratta di una interessante modalità di investimento, anche parecchio rischiosa, in quanto i progetti, a meno che non si tratti di oggetti fisici come libri o dischi, possono anche non andare a buon fine, pertanto prima di fare qualsiasi mossa, è consigliabile non solo informarsi, ma anche pensarci bene.

Cos’è il crowdfunding?

Se un’azienda, un’associazione benefica o un privato decide di raccogliere denaro attraverso il crowdfunding, la prima azione che deve fare è quella di pubblicare un progetto su una piattaforma di crowdfunding.

Nel progetto dev’essere racchiusa non solo la spiegazione dell’obiettivo, ma anche la cifra che si intende raggiungere, le ricompense messe in palio per i donatori e le ore, o i giorni, entro cui bisogna raccoglierla per poter raggiungere il loro obiettivo.

La “crowd”, che spesso viene citata proprio in questi siti, è costituita principalmente da privati oppure da organizzazioni che elargiscono loro il denaro per il loro progetto.

Crowdfunding: quante tipologie esistono? 

Esistono diverse tipologiedi crowdfunding, ma le più conosciute sono quattro, che tra l’altro sono molto utilizzate dalle piattaforme di crowdfunding:

  • Investimento basato sul crowdfunding: in questo caso la persona effettua un investimento e, in cambio, riceve un bonus o un altro premio per la sua azione. Normalmente questo bonus viene condiviso anche con gli altri investitori.
  • Prestito basato sul crowdfunding: il privato, oppure l’azienda o l’associazione, presta denaro ad altri privati o compagnie e, in cambio, riceve un interesse già impostato. È chiamato anche peer-to-peer oppure peer-to-business lending (P2P o P2B).
  • Donazione basata sul crowdfunding: il privato, o l’azienda, dona una certa somma di denaro ad un altro privato o ad un ente di beneficenza (i due attori possono promettere in cambio una ricompensa, ma non sempre avviene).
  • Crowdfunding in cambio di un premio: è la forma di crowdfunding più diffusa e ampiamente utilizzata dalle piattaforme di crowdfunding. In questo caso il donatore dà una cifra prefissata di denaro e, in cambio, riceve un premio o una ricompensa dai promotori del progetto.

Come funziona il crowdfunding? 

Quando un donatore visita una piattaforma di crowdfunding, la prima cosa che dovrebbe essere in grado di vedere è una panoramica dei progetti presenti con la cifra richiesta per raggiungere l’obiettivo e il numero dei giorni che mancano alla conclusione della campagna di crowdfunding.

In alcuni casi è possibile che per vedere i progetti, i dettagli o per investire, debba effettuare dapprima la registrazione sul sito.

Non appena trova un progetto che reputa interessante, innanzitutto deve aprirlo e studiare bene tutti i dettagli.

Di solito l’azienda, il privato o l’ente sociale che organizza la campagna di crowdfunding dovrebbe fornire queste informazioni:

  • L’ammontare esatto della cifra che desiderano raccogliere.
  • La cifra che, nel frattempo, sono riusciti a raggiungere.
  • La fetta spettante a ciascun investitore del business (se richiesto).
  • L’obiettivo per cui sarà usato il denaro.
  • Il numero dei giorni, o l’ammontare delle ore, in cui la campagna sarà attiva.
  • Il numero delle persone che finora hanno investito nel progetto.
  • La ricompensa, o il premio, che il donatore riceverà in cambio per il suo investimento.

L’investimento andrà a buon fine soltanto se il progetto raggiungerà la cifra necessaria per partire. In caso contrario al donatore, salvo altre indicazioni, sarà restituito il 100% dell’ammontare della cifra investita.

Alcuni siti di crowdfunding, questo per permettere agli investitori di ripensarci, mettono a disposizione 14 giorni di “raffreddamento”, o cooling off, in cui, se lo desidera, soprattutto se non è più così sicuro di voler sostenere il progetto, il donatore può riavere i soldi investiti.

Quali sono i rischi del crowdfunding? 

Il crowdfunding è un concetto ancora nuovo e, neanche a dirlo, in certi casi l’investimento nelle start up o nelle idee altamente rivoluzionarie può rivelarsi molto rischioso.

I principali rischi che si possono incontrare nel crowdfunding sono i seguenti:

  • La start up può fallire: molte aziende piccole o giovani, soprattutto nei primi anni di attività, possono fallire, quindi in questo caso l’investitore perderebbe tutto il suo denaro.
  • I guadagni non sono garantiti: se i guadagni sono condivisi, potrebbe anche capitare che non si verifichi una crescita di valore degli stessi e che non avvenga il pagamento dei dividendi (la spartizione dei profitti).
  • Spesso le piattaforme di crowdfunding falliscono: ciò significa che non solo l’investitore potrebbe perdere i suoi soldi se ha già effettuato un pagamento sul sito, ma anche che i soldi non saranno investiti nel business di suo interesse.

Crowdfunding: come ridurre i rischi 

Prima di effettuare qualsiasi azione su una piattaforma di crowdfunding, l’investitore dovrebbe avere già un’idea chiara di quello che potrebbe permettersi di investire e del denaro che potrebbe perdere.

Inoltre, prima di fare qualsiasi investimento su un sito di crowdfunding, dovrebbe controllare il Registro dei Servizi Finanziari per assicurarsi che abbia ricevuto la relativa autorizzazione e che non si tratti di un tentativo da parte dei criminali informatici per estorcere denaro.

Da ultimo, ma non meno importante, il denaro che si intende impiegare su un sito di crowdfunding dovrebbe essere custodito su un conto a parte e non direttamente su un conto utente presente sul sito stesso: in questo modo, in caso di fallimento della piattaforma, l’utente non si confronterà con grandi perdite né tanto meno dovrà perdere tempo a sporgere reclami per avere indietro il denaro non investito.

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