FinecoBank (FBK)
FinecoBank S.p.A. è la banca diretta multicanale del gruppo UniCredit, con 1.101.500 clienti e una delle maggiori Reti di consulenza in Italia, con oltre 2.600 Personal Financial Advisor, una raccolta netta di 3,6 miliardi di euro e circa 21 miliardi di patrimonio nel segmento Private al 30 settembre 2016. Dal 1º aprile 2016 è quotata nell’indice FTSE MIB della Borsa di Milano.

Azioni FinecoBank (FBK) in tempo reale

Ancora una volta la quotazione del titolo UniCredit balza in borsa. Questa volta ribasso a seguito della scissione di Fineco.  Il tutto avviene a conclusione della vendita legata alla partecipazione residua di FinecoBank.

Questo annuncio avviene nel momento in cui tutti i mercati sono chiusi e segna l’uscita dall’azionariato di Unicredit da FinecoBanck. Essa fino ad oggi possedeva il 18,3%, detenuto all’interno del capitale della banca Unicredit, che al momento resta sotto la guida del CEO Alessandro Foti.

Il gruppo non ha fatto altro che prefigurare un’operazione di accelerated bookbuilding destinato per altro a investitori istituzionali. La stessa UniCredit è stata interessata, per oltre 30 giorni, alla trattativa per la cessione definitiva di Fineco.

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Unicredit lascia definitivamente FinecoBank?

Purtroppo, l’uscita definitiva di Unicredit da Fineco, porta con se un rapido lancio del collocamento del residuo (18,3%) che al momento era attestato a Fineco.

Quest’operazione viene letta come una misura finanziaria già messa in atto dallo stesso istituto milanese lo scorso 7 maggio. L’obbiettivo, da allora, è stato sempre quello di raggiungere la parte più alta del buffer di 200-250 pb del Cet1 entro la fine 2019. Ci riesce oggi tramite la vendita di specifici asset.

E’ la compagnia guidata da Jean Pierre Mustier a far sapere di aver dato mandato alla stessa JpMorgan, Ubs e Unicredit Cib per il collocamento della quota di FinecoBank; si tratterebbe di un collocamento riservato a determinati investitori istituzionali. In pratica l’operazione messa in campo ieri sera segue l’accelerated bookbuilding dello scorso maggio sul 17% del capitale di Fineco. Lo scopo è stato quello di rendere il colosso UniCredit ancora più forte.

La reazione del Titolo Fineco Bank in Borsa la vediamo nekl grafico

UniCredit – incasso da 1,1 miliardi per la vendita di partecipazioni FinecoBank

Alla data odierna possiamo affermare che il corrispettivo di tutta quest’operazione ammonta a ben 1.099 milioni, legati alla vendita di 111,6 milioni di azioni ordinarie di FinecoBank. La quotazione è stata trattata ad un prezzo di + 9,85 euro per azione. Si deve attendere, però, l’11 luglio prossimo per regolamentare l’Offerta.

Al momento sappiamo anche che lo stesso prezzo incorpora lo sconto del 4,4 % rispetto all’ultimo prezzo di chiusura di Fineco pre-annuncio. Dall’impatto patrimoniale viene stimato complessivamente in aumento di circa 30 punti base per CET1 capital ratio legato al Gruppo UniCredit nel 3° trimestre 2019.

Il piano di Jean Pierre Mustier

Questa vendita era già stata annunciata lo scorso 7 maggio quando la stessa Unicredit rese pubblica la volontà di vendere l’intero 17% di Finecobank, al fine realizzare e basi per un nuovo piano industriale. Lo stesso Jean Pierre Mustier presenta il piano di ridimensionamento il prossimo 3 dicembre a Londra.

La cessione legata alla prima parte si sta realizzando in queste ore con un introito di oltre un miliardo di euro, destinato al rafforzamento patrimoniale della banca milanese.

Già nel mese di maggio scorso, la stessa Unicredit indicò un periodo di lock-up come termine massimo di 120 giorni, durante il quale non avrebbe disposto delle restanti azioni Fineco. Queste, infatti, sono state cedute 60 giorni prima dell’operazione.

Per molti Unicredit ha preparato l’operazione in accordo con atre banche interessante all’acquisizione di azioni Fineco.

In Borsa, poco dopo le ore 11, con un indicatore del listino in flessione dello 0,60 %, la stessa Unicredit ha perso l’1,18 % portandosi a 11,212 euro.

La stessa Finecobank invece perde il 2,91 % portandosi a 10 euro netti, fino ad arrivare alla conversione del prezzo riconosciuto dall’operazione accelerated bookbuilding.

Lo stesso Jean Pierre Mustier possiamo notare come si sia gradualmente liberato di fette del capitale della controllata; tale operazione prese il via nel Luglio 2016 con la cessione del 10% delle prime quote per poi passare progressivamente alla cessione del 20% nell’ottobre del 2016.

Sulla base delle cessioni effettuate oggi, aumenta il flottante delle azioni Fineco a Piazza Affari e in relazione dell’offerta, la JP Morgan e la Ubs, hanno rinunciato all’impegno di lock-up assunto da Unicredit stessa nell’ambito della prima offerta.

Per quest’operazione di cessione, la stessa Unicredit si avvale della JP Morgan, della Ubs e dell’Unicredit Cib in qualità di joint bookrunners.

FinecoBank ha anche annunciato di aver autorizzato l’eventuale aumento dell’emissione Additional Tier 1 in euro e destinato agli investitori qualificati per importi complessivi di 300 milioni di euro rispetto invece a quanto era stato indicato lo scorso 4 luglio. Ad oggi, però, è ancora in corso il roadshow del bond.

UniCredit VS Fineco: rimane in vigore la licenza del marchio?

Nonostante la vendita del 17% di Finecobank, la stessa Unicredit mantiene in vigore il contratto di licenza del marchio. L’intesa deriva da un’operazione che include l’opzione per Fineco che permette di acquistare il marchio in futura sulla base di una serie di opzioni d’acquisto che sono stabilite sino al 2032.

Lo steso consiglio di amministrazione dell’Unicredit si impegna, nel caso in cui Fineco in futuro esca dal gruppo, di rinunciare a qualsiasi diritto amministrativo per la revoca del board. L’operazione effettuata da Unicredit ha portato dei vantaggi per il titolo Fineco, il quale raggiunge il doppio del valore delle sue azioni toccando quota 11 euro per azione.

Infine, dalle analisi in possesso degli analisti, la stessa Fineco ha chiuso il primo trimestre con un utile netto pari a 62,6 milioni con il più 6,1% annuo.

Tutti i ricavi di Fineco ammontano oggi a ben 158,2 milioni che in termini percentuali vuol dire +1,8%.

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Nel mese di maggio raccolta record per FinecoBank a 464 milioni di euro. Da inizio anno sfiora i 2,44 miliardi. Bene anche Banca Mediolanum a 311 milioni di euro grazie ai Piani Individuali di Risparmio (Pir).

Finecobank risultati

Finecobank ha archiviato il mese di maggio con una raccolta netta totale in crescita del 9 per cento a quota 464 milioni di euro. Di questi, 308 milioni di euro sono stati ottenuti grazie ai prodotti del risparmio gestito che hanno registrato un incremento del 159 per cento rispetto all’analogo mese dello scorso anno.

Nel dettaglio, nel periodo gennaio-maggio, la raccolta registrata attraverso la rete dei consulenti finanziari è risultata in rialzo del 15 per cento sfiorando i 2,2 miliardi di euro.

Per quanto riguarda la clientela, da inizio anno sono stati 52.378 i nuovi clienti, di cui 10.851 riferiti a maggio, in progresso del 12 per cento nei dodici mesi. Complessivamente il numero di clienti totali ha raggiunto 1.155.000 unità, pari ad un incremento del 7 per cento sul 2016.

Dal primo gennaio 2017 la raccolta netta complessiva di Finecobank è aumentata del 9 per cento a quasi 2,44 miliardi di euro, con la raccolta gestita pari a 1,46 miliardi di euro.

La raccolta amministrata è stata di 478 milioni di euro mentre quella diretta è salita a 496 milioni.

Il patrimonio totale di Finecobank è aumentato del 13 per cento su base annua a 63,4 miliardi di euro.

Alessandro Foti, amministratore delegato di Finecobank, commentando i risultati di maggio, ha messo in risalto la solidità della raccolta e la crescita organica della rete di consulenti finanziari.

Alla Borsa di Milano il titolo Finecobank è in rialzo dello 0,48 per cento a 7,185 euro.

Banca Mediolanum raccolta maggio

Banca Mediolanum ha chiuso il mese di maggio con una raccolta netta totale di 311 milioni di euro. Una spinta al rialzo dovuta soprattutto al contributo fornito dai Piani Individuali di Risparmio (Pir).

Il saldo dal primo gennaio 2017 sale a quota 1,998 miliardi di euro.

La raccolta in fondi comuni e in fondi di gestione è risultata pari a 617 milioni di euro, per un ammontare totale, nel periodo gennaio-maggio, di 2,385 miliardi di euro.

Massimo Doris, amministratore delegato di Banca Mediolanum, ha sottolineato che i buoni risultati dei flussi sono stati supportati dal riscontro estremamente positivo registrato dai Piani Individuali di Risparmio (Pir). Finora è stato superato il miliardo di euro.

A Piazza Affari il titolo di Banca Mediolanum è in progresso dello 0,73 per cento a quota 7,53 euro.