EUR/USD

Cambio Euro Dollaro in tempo reale

L’Euro scivola ai minimi da fine agosto sul dollaro. Le tensioni sulle politiche economiche dell’Italia influiscono negativamente sul valore della moneta unica che continua a perdere terreno sul biglietto verde.

Euro ai minimi da agosto sul dollaro

Il valore dell’Euro è stato registrato in ribasso sul dollaro nelle ultime sedute forex, a seguito dell’acuirsi delle tensioni intorno alla politica economica italiana ed alle possibili decisioni adottate dal governo giallo-verde. Crescono infatti i timori dei mercati sulla legge di bilancio che dovrà essere approvata dal nostro paese, traducendosi in ribassi diffusi a Piazza Affari ed un valore dello spread in aumento.

La moneta unica viene scambiata al momento a quota 1,15 dollari, il valore più basso registrato da fine agosto.In aggiunta alle tensioni politiche intorno al nostro paese, il dollaro si consolida anche per le previsioni di un nuovo rialzo dei tassi da parte della Fed nella riunione programmata per il mese di dicembre.

L’accordo sul nuovo patto commerciale NAFTA tra gli Stati Uniti, il Messico ed il Canada contribuisce inoltre a rafforzare il valore del biglietto verde.

Una serie di fattori che spiegano l’attuale apprezzamento del dollaro e, secondo gli analisti, andranno ad acuirsi anche nel corso delle prossime sedute.

Proprio per questi motivi, da qui alla fine dell’anno, sono sempre più gli esperti ritenere che il biglietto verde si rafforzerà ancora di più, a discapito di una moneta unica presa di mira da troppe problematiche interne dei singoli paesi membri, ad iniziare proprio dall’Italia.

 

Forex quotazioni

Un clima di apprensione per le questioni italiane spingono al ribasso la moneta unica, dopo gli “scontri” con l’Unione Europea per la proposta di bilancio del governo Lega-M5S, intenzionato ad aumentare le spese ed abbassare le imposte.

Alla chiusura della sessione borsistica degli Usa il valore dell’Euro ha perso terreno nei confronti del Dollaro Americano.La coppia EUR/USD è stata scambiata in flessione dello 0,2 per cento a quota 1,1546, con un supporto registrato a 1,1505, dopo essersi spinta fino ad un massimo di giornata di 1,179.

Per quanto riguarda i rapporti tra gli altri cross valutari, il valore dell’Euro è salito nei confronti della Sterlina Inglese, con la coppia EUR/GBP in rialzo dello 0,2 per cento a quota 0,8897.

La moneta unica perde terreno invece nei confronti dello Yen Giapponese, con la coppia EUR/JPY in ribasso dello 0,4 per cento a 131,27.

Le previsioni per il cambio euro dollaro al ribasso dopo le ultime decisioni delle banche centrali. Secondo gli analisti scenderà a quota 1,12 nel giro di qualche mese. Nel frattempo l’indice del dollaro nei confronti delle principali valute si porta ai massimi da luglio.

Cambio euro dollaro previsioni

L’euro accusa il colpo e scende a 1,15 mentre si consolidano le principali valute rifugio come yen e franco svizzero. La questione dei dazi nei confronti delle importazioni di Pechino, riprese nuovamente nelle ultime ore da Donald Trump, influenzano le quotazioni sui mercati valutari.

L’unica cosa certa al momento rimane la tendenza positiva del biglietto verde, accentuata dopo la diffusione degli ultimi dati sul mercato immobiliare americano, a maggio ai livelli massimi dell’ultimo decennio. Il cambio euro dollaro viene atteso in ulteriore ribasso, portandosi fino a quota 1,12 nei prossimi mesi, secondo le stime pubblicate da Rabobank.

Gli analisti ritengono che il biglietto verde continuerà in questa sua fase di apprezzamento, soprattutto dopo gli ultimi importanti eventi che la scorsa scorsa settimana hanno influito sulle oscillazioni del cambio. Da una parte la riunione della Fed, con il governatore Jerome Powell che ha annunciato un nuovo aumento dei tassi di interesse. Dall’altra il meeting della BCE, con Mario Draghi che ha lasciato invariato il costo del denaro ma ha indicato quali saranno le modalità di uscita dal programma del Quantitative Easing.

Il trend ribassista del cambio euro dollaro si è dunque accentuato e dopo essere sceso sotto quota 1.17 in poche sedute, al momento viene scambiato a 1.15. Sulla base di questi ultimi accadimenti, le previsioni sul cross sono orientate verso ulteriori ribassi che porteranno probabilmente entro la fine dell’anno il rapporto tra le due valute a 1,12. Nel frattempo l’indice del dollaro nei confronti delle principali divise sale ai massimi da luglio, in rialzo dello 0,16 per cento a quota 94,80.

Forex quotazioni Euro

EUR/USD in calo alla fine della sessione di Borsa a Wall Street. La coppia è stata scambiata in flessione dello 0,28 per cento a quota 1,1590.

Per quanto riguarda le quotazioni delle altre valute, il valore dell’Euro è aumentato rispetto alla Sterlina Inglese, con la coppia EUR/GBP in rialzo dello 0,26 per cento a 0,8796.

La moneta unica in calo invece rispetto allo Yen Giapponese, con la coppia EUR/JPY in discesa dello 0,73 per cento a quota 127,56.

Il cambio euro/dollaro sta proseguendo la sua discesa e nelle ultime sedute si è posizionato in area 1,18. Una parte degli analisti prevede sia l’inizio di una nuova fase laterale di assestamento prima di tentare la risalita al di sopra di quota 1,20. Da un lato c’è chi la ritiene soltanto una fase transitoria di debolezza, dall’altro chi la considera invece l’inizio di un consolidamento del biglietto verde. Le previsioni, sia nel breve che nel medio-lungo periodo, rimangono contrastanti.

Cambio euro-dollaro in calo

Il cambio euro dollaro è sceso al di sotto di quota 1,19 ma la recente fase di debolezza sarà soltanto passeggera. Sono le stime di una parte degli analisti che nonostante il rapporto tra le due valute sia diminuito in poche sedute al di sotto di quota 1,20, ritengono possibile un nuovo apprezzamento nel medio-lungo periodo.

Previsioni dunque contrarie al trend in atto sui mercati forex dove invece la debolezza del cross sembra farla da padrona. Il rapporto tra il biglietto verde e la moneta unica nel corso degli ultimi giorni è passato da quota 1,21 a 1,18, registrando un forte consolidamento del dollaro americano che in questo periodo sta attraversando un momento propizio sui mercati. Alcuni esperti però ritengono che l’Euro nel corso delle prossime settimane potrebbe beneficiare di di una serie di buoni dati fondamentali diretti a rafforzare la divisa della Ue.

Euro/dollaro previsioni contrastanti

L’area Euro è in crescita e la Bce proseguirà gradualmente con interventi diretti a ridurre gli stimoli di politica monetaria. Per tale ragione il cambio andrà a rafforzarsi.

Il Pil nel Vecchio Continente è in miglioramento, continua ad aumentare la domanda interna dell’UE e dunque si attende una superiore richiesta di euro da parte di investitori e gestori a discapito proprio del biglietto verde. Una serie di previsioni dunque a favore della moneta unica.

Non tutti sono però d’accordo con quanto finora prospettato. C’è infatti chi ritiene che il cambio euro dollaro proseguirà la sua fase di debolezza, poiché difficilmente la Bce interverrà con misure dirette a sostenere la divisa europea.

Stime dunque contrastanti anche se almeno tutti sembrano essere in sintonia che nell’attuale scenario appare difficile fare previsioni nel breve periodo.

Al momento il cambio euro dollaro sta comunque proseguendo nella sua fase di debolezza e viene scambiato in calo dello 0,31 per cento a quota 1,18280.

Nuova tendenza ribassista per il cambio Euro Dollaro che nelle ultime ore scende al di sotto di quota 1,20. Sembrano già lontani i tempi di inizio anno, quando a seguito di una forte spinta rialzista la moneta unica oltrepassava la soglia di 1,25 nei confronti del biglietto verde.

Euro/dollaro, nuovi scenari ribassisti

Prospettive ribassiste per il cambio Euro/dollaro dopo aver oscillato negli ultime mesi nel range 1,22-1,24 ed aver superato la quota di 1,25.

Sembra dunque ormai essersi conclusa una lunga fase di lateralità del cross, con l’inizio di una nuova tendenza al ribasso.

Nelle ultime ore il rapporto tra le due principali valute è sceso fino a toccare quota 1,19.
Il Dollaro si consolida e appare sempre più forte rispetto ad un Euro che al contrario rimane orientato su posizioni di debolezza.

Tra i motivi alla base di questo nuovo rapporto di forza tra le due monete, la decisione della Banca Centrale Europea di non intervenire sui tassi e lasciarli invariati nell’ultima riunione di aprile.

Da quel giorno ha avuto inizio una più marcata tendenza ribassista dell’Euro, anche in prospettiva di future azioni della Bce di lasciare ancora i tassi a zero.

Viceversa la banca centrale americana, la Federal Reserve, ha innalzato i tassi lo scorso marzo all’1,75 per cento, con l’intenzione di intervenire nuovamente entro la fine del 2018 e portarli al 2,25 per cento.

Gli investitori al momento scommettono sul dollaro e guardano con attenzione al vertice della Fed in svolgimento proprio in queste ore.

Gli analisti prevedono che la banca guidata da Jay Powell al momento lascerà tutto immutato e modificherà nuovamente i tassi probabilmente nel prossimo mese di giugno.
Le stime di mercato attualmente sono dunque orientate verso un nuovo consolidamento del Dollaro a discapito dell’Euro nel medio-lungo termine.

Euro dollaro previsioni

Nel breve l’Euro invece proverà a risalire ed oltrepassare la soglia di 1,21 ma la tendenza continuerà a mantenersi ribassista. Sono queste le stime di una parte degli analisti.
Gli esperti si spingono oltre nelle previsioni e ritengono che se la chiusura del prossimo trimestre sarà al di sotto di quota 1.20, sarà più probabile l’evolversi in scenari futuri che potrebbero riportare il cambio nuovamente a quota 1,05.


Al momento sui mercati forex il cambio EUR/USD è in lieve rialzo dello 0,27 per cento a quota 1.2024. Flessione per il cross USD/JPY dello 0,07 per cento a 109.76.

Il Cambio Euro Dollaro continua a far parlare di sé. Del resto, mentre scriviamo, ogni Euro vale 1,22785 Dollari Statunitensi. Dunque, la fatidica soglia 1,20 è ancora superata e secondo più previsioni lo sarà ancora di più nel corso di questo 2018. Per alcuni analisti sarà varcata anche soglia 1,3. Mentre qualcuno si spinge anche oltre, guardando alla soglia 1,4.

La svalutazione del Dollaro prosegue spedita soprattutto da quando alla Casa Bianca c’è il Tycoon Donald Trump, il quale si è da sempre auspicato che il Dollaro fosse debole al fine di stimolare gli investimenti verso gli States. Al punto che ora viene anche accusato di manipolarlo volutamente da un membro del Consiglio direttivo della Banca centrale europea Ewald Nowotny. Ecco le sue pesanti accuse.

Trump, le pesanti accuse di Ewald Nowotny

Ewald Nowotny è membro della Banca centrale europea e Governatore della banca centrale austriaca. Il quale si è spinto oltre il solito savoir faire del numero uno della Bce Mario Draghi. Il quale, seppur usando parole meno esplicite, nel corso della sua prima conferenza stampa del 2018 post decisione tassi, aveva accusato la strategia americana ribassista sul dollaro.

Nowotny ha rilasciato un’intervista al quotidiano austriaco Wiener Zeitung. Parole dette l’8 febbraio mentre il cambio si teneva sotto la soglia di $1,23, in lieve calo sul dollaro, con il rapporto eur-usd in flessione -0,03%, a $1,2260. Al Governatore della Banca centrale austriaca è stato chiesto se il Presidente americano fosse un fattore di incertezza per l’economia e la finanza globale. E qui Nowotny ha accusato sia Trump che i suoi collaboratori di tenere volutamente il dollaro basso. Ecco le sue parole:

“Da un lato, il fatto che il Tesoro Usa stia intenzionalmente mettendo sotto pressione il dollaro, e intenda mantenerne basso il valore. Dall’altro lato, non c’è stato nessuno tra quelli che sono vicini a Donald Trump – e di persone ragionevoli attorno al presidente ce ne sono – che abbia avuto su di lui e sulla sua politica un’influenza positiva”.

Il consigliere della Banca centrale europea si è così agganciato anche alle parole a fine gennaio in occasione del World Economic Forum tenutosi a Davos, dal segretario al Tesoro americano Steven Mnuchin. Quest’ultimo aveva infatti dichiarato che la debolezza del Dollaro non destava preoccupazioni, e che anzi fosse positiva per l’economia americana, soprattutto per il commercio ma anche per altre opportunità. Confermando dunque anche le parole di Trump che abbiamo prima accennato, di auspicio ad un “biglietto verde” che si tenesse debole.

Tali dichiarazioni non avevano certo lasciato indifferenti, con forti sell off sulla valuta Usa. Col sentore che gli americani volessero scatenare una autentica guerra valutaria. Sempre a Davos, Trump aveva poi rilasciato dichiarazioni controcorrente rispetto alla sua idea iniziale. Auspicandosi che “il dollaro sarebbe diventato sempre più forte”. Il Presidente americano ha poi aggiunto che Mnuchin sia stato pure frainteso.

Queste dichiarazioni contrastanti hanno finito per scatenare ancora di più il il caos sul mercato valutario del forex.

Ewald Nowotny chi

Chi è Ewald Nowotny? Ewald Nowotny è nato il 28 giugno 1944 a Vienna ed è un economista austriaco e politico socialdemocratico. Attualmente presidente (governatore) della Banca nazionale austriaca e membro del Consiglio della Banca centrale europea (BCE).

Nowotny si è laureato con un dottorato presso l’Università di Vienna nel 1966, ha ottenuto la sua abilitazione presso la Johannes Kepler University di Linz nel 1972 ed è stato professore ordinario presso l’Università di Economia e Commercio di Vienna dal 1982. Dal 1974, Nowotny ha ricoperto varie funzioni nel Partito socialdemocratico austriaco. Era un membro del Nationalrat, la camera più importante del parlamento austriaco, dal 1978 al 1999.

Dal 1999 al 2003, Nowotny è stato vicepresidente della Banca europea per gli investimenti a Lussemburgo. Dall’inizio del 2006 fino alla metà del 2008, è stato amministratore delegato della BAWAG PSK. Durante la sua permanenza in carica, ha gestito la vendita di BAWAG al fondo americano di acquisizione di Cerberus Capital. Da settembre 2008 Nowotny ha ricoperto il ruolo di Governatore della Austrian National Bank e membro del consiglio direttivo della BCE. Con la crisi finanziaria greca del 2011, Nowotny ha dato voce alla preoccupazione, dicendo “che le società di rating rendevano più difficile stabilizzare la situazione del debito greco. “Abbiamo una situazione alquanto strana: le banche stesse sono pronte perché hanno anche un interesse a stabilizzare la Grecia”, ha detto Nowotny a Vienna, al Dow Jones Newswires. Riteneva che in questa materia l’Ue doveva mostrarsi molto più severa e più aggressiva di, ad esempio, casi simili in Sud America.

“Nell’estate del 2011, Nowotny ha detto che è responsabilità della BCE decidere se accettare o meno il debito greco come garanzia in caso le agenzie di rating schiaffeggino il paese con un rating di default. “Alla fine della giornata deve essere la decisione della BCE, la BCE non dovrebbe essere totalmente dipendente dalle agenzie di rating”, ha detto Nowotny in un’intervista alla CNBC. La nostra responsabilità, la nostra decisione. Lo abbiamo dimostrato nel caso dell’Irlanda, della Grecia e del Portogallo, per quanto riguarda il tipo di garanzie che accettiamo”. Nel maggio 2015, con un nuovo round della crisi del debito pubblico greco, Nowotny ha detto che le discussioni “potrebbero essere rinfrescate introducendo nuove idee, ma alla fine della giornata devono concludersi in risultati concreti”.

Aggiungendo che le discussioni “non riguardano i giochi “e sono” più una questione politica che una questione economica”. Ha detto allo stesso tempo che “non vede il ruolo della BCE come creazione di un governo finanziario federalizzato all’interno della zona euro”.

Si è espresso anche sul Bitcoin, evidenziando il fatto che la criptovaluta vada regolamentata e urgano restrizioni legali. Insomma, è uno che si fa sentire e il commento sull’andamento del Dollaro ne è una conferma.

Tra le sue principali passioni troviamo la lettura, collezionare vecchi libri, andare in barca, l’archeologia e l’arte moderna.

Cambio Euro Dollaro, le frecciatine di Mario Draghi

Mr Quantitative easing, o SuperMario se preferite, Mario Draghi, Presidente italiano della Banca centrale europea, era stato come detto meno esplicito di Nowotny. Ma non ha risparmiato frecciatine all’America di Trump. Infatti, nella sua prima conferenza stampa dell’anno, aveva dichiarato che le oscillazioni sul Forex erano state provocate in gran parte dal miglioramento dei fondamentali dell’economia, ma in parte anche dai commenti rilasciati da “qualcuno al di fuori della Bce”. Riferendosi quindi alle dichiarazioni di Mnuchin prima dette, sulla positività di un Dollaro debole.

Intanto l’economia americana vola

Insomma, la guerra Euro Dollaro prosegue spedita e lo farà lungo tutto questo 2018. Almeno stando alle previsioni che riporteremo tra poco. Una cosa è certa: nel suo primo anno e passa da Presidente degli Usa, Donald Trump ha rotto tanti equilibri economici e diplomatici ormai solidi da tempo. I rapporti americani con Cina ed Europa non sono mai stati così tesi dal Dopoguerra, visto che con i cinesi gli Usa hanno sempre mantenuto una pace armata in chiave anti-sovietica. Mentre con l’Ue c’è sempre stato un atteggiamento collaborativo e di reciproca convenienza. Basta solo guardare il primo incontro avvenuto tra Trump e la Merkel. In Medioriente ancora saldo è il rapporto con l’Arabia Saudita, mentre il muslim ban ha inasprito il rapporto con altri Paesi. Su tutti l’Iran, con cui gli Usa non vivevano già rapporti idilliaci. La questione muro ha invece inasprito i rapporti col vicino Messico.

E’ un male tutto ciò? Per gli Usa sicuramente no, dato che l’economia sta volando. Con buona pace dei detrattori dell’imprenditore. Ciò anche grazie alla riforma fiscale del drastico taglio delle tasse, che sta portando nuovi investimenti in terra americana (ad esempio la Fiat aprirà una nuova sede con 250mila nuovi occupati) e un aumento di stipendi (la prima a farlo è stata la Walmart).

Cambio Euro Dollaro salirà ancora secondo tutti i più importanti analisti

Le previsioni sull’andamento del cross EUR/USD sono rialziste per tutto il 2018, stando alla previsione di un pool di celebri banche d’affari ripresa da Bloomberg. A dirlo infatti sono tutti i più importanti analisti: da Goldman Sachs a PMorgan Chase, passando per HSBC e ING Groep fino ad Unicredit.

Secondo questi colossi finanziari, l’andamento del cross, già come detto su livelli molto alti in questi ultimi mesi, dovrebbe consolidarsi ulteriormente nei prossimo mesi. In pratica, sul lungo periodo si intravede ancora un Dollaro debole e un Euro forte. Non solo reciprocamente, ma anche rispetto a tutte le altre valute mondiali. Pertanto, alla luce di ciò, la posizione long nel Forex Trading sul cross EUR/USD diventa scontata. Tuttavia, regna ancora incertezza sul livello che la coppia potrebbe raggiungere. E su questo punto gli analisti si dividono: mentre Goldman Sachs e ING prevedono che il cambio Euro/Dollaro possa raggiungere quota 1,3, JP Margan punta invece su un cross a 1,29. Mentre tra gli analisti meno ottimisti, troviamo Credit Agricol, il quale ritiene che il cross EUR/USD dovrebbe stabilizzarsi attorno a 1,12. Quindi scendere rispetto ai livelli odierni.

Le previsioni sul cambio Euro Dollaro sono dunque molto migliorate. Basta guardare il numero complessivo dei broker che hanno una view positiva. Ad inizio 2018 erano solo 2 a credere che entro fine anno il cambio sarebbe stato superiore a 1,28. Ora invece sono ben 18. E potrebbero ancora aumentare in queste settimane.

Cosa accadrà poi con un possibile aumento dei tassi da parte della FED? Gli stessi analisti citati da Bloomberg ritengono che se anche la Federal Reserve dovesse aumentare per 4 volte il costo del denaro, il dollaro non avrebbe alcun apprezzamento. Anche perchè l’effetto rialzista potenziale potrebbe essere frenato dalla possibile espansione fiscale finanziata dal debito dell’economia americana. Uno scenario questo che sembra trovare riscontro già oggi con l’aumento del deficit commerciale degli Stati Uniti, salito del +12% nel 2017 a quota 566 miliardi di dollari. Raggiungendo così il suo livello massimo nell’arco dell’ultimo decennio. Ossia dal 2008.

Nelle sedute d’inizio settimana, quando a crollare è stata tutta Wall Street, il cross EUR/USD ha fatto registrare un leggero calo, con l’Euro più debole rispetto al Dollaro. Ma già verso fine settimana il trend rialzista è ripreso. Alcuni analisti ritengono che l’area 1,22 e dintorni potrebbe essere quella mediamente definitiva del cross EUR/USD. Ossia leggermente sopra il livello 1,2 che tanto piace a Trump.

In crescita le quotazioni dell’Euro sui mercati forex mentre proseguono gli acquisti degli investitori sull’oro. Rimane sempre molto debole il dollaro. Fra le materie prime, in lieve rialzo il prezzo del petrolio.

Mercato valute: come sta andando il cambio euro-dollaro?

Il mercato valutario evidenzia un Euro in forte crescita a 1,2093 sul dollaro. Prosegue dunque l’apprezzamento della moneta unica mentre il biglietto verde mostra la sua debolezza rispetto alle altre principali valute. Tra i motivi che spingono giù il dollaro, anche le incertezze sull’economia derivanti dall’impatto degli uragani nel Paese.

La moneta unica nel giro di trenta giorni è passata da 1,17 agli attuali 1,20 sul dollaro.

Biglietto verde in flessione anche nei confronti dello yen. Quest’ultimo viene scambiato su quotazioni massime dallo scorso novembre.

Da segnalare, sempre con riguardo al mercato forex, la moneta messicana, il peso, in forte calo dopo che il Paese è stato colpito nelle scorse ore da un terremoto.

Un ruolo di primo piano va dato anche ai bitcoin che hanno toccato un nuovo primato oltrepassando il prezzo di 4650 dollari.

Materie prime: oro e petrolio in rialzo

Il mercato delle materie prime ha registrato il forte rialzo dell’oro, salito nelle scorse ore ai massimi dell’anno, oltrepassando la soglia dei 1350 dollari. Al momento cresce ancora e si posiziona a 1354,27 dollari l’oncia, in progresso dello 0,33 per cento.

Nel dettaglio, il bene rifugio per eccellenza ha raggiunto nelle scorse ore livelli che non si verificavano da più di un anno, toccando il massimo di 1362 dollari l’oncia. Tra i motivi di questa repentina crescita, certamente l’acuirsi delle tensioni geopolitiche, con le recenti provocazioni provenienti dallo Stato della Corea del Nord.

A consolidare il prezzo dell’oro anche il rafforzamento registrato dal cambio Euro Dollaro, a cui si aggiungono le preoccupazioni per l’impatto degli uragani alla crescita degli Stati Uniti ed i negativi dati macro diffusi dalla Cina nelle scorse ore, con la bilancia commerciale del paese in agosto che ha registrato risultati più bassi del mese di luglio e inferiori a quanto stimato dagli esperti.
Per quanto riguarda il petrolio, le quotazioni del Brent risultano in rialzo al momento dello 0,53 per cento a quota 54,78 dollari al barile mentre il prezzo del WTI è in calo dello 0,24 per cento a 48,97 dollari.

Da segnalare anche la chiusura in positivo per la quotazione dell’Argento, in progresso dell’1,15 per cento a 18,12 dollari l’oncia.

L’euro continua a crescere sui mercati valutari e sembra ormai prossimo a oltrepassare la soglia di 1,20 sul dollaro. Sul biglietto verde pesa l’incertezza sulle politiche economiche adottate dal Presidente Usa, Donald Trump, e le aspettative deluse al meeting in Wyoming tra Janet Yellen e Mario Draghi. Petrolio stabile mentre l’oro prosegue la sua corsa.

Euro: le quotazioni in tempo reale

Le incertezze degli investitori sulle politiche economiche del presidente Donald Trump e l’incontro tra Janet Yellen e Mario Draghi in Wyoming che non ha soddisfatto i mercati (ribadito il “non ritorno” al protezionismo) hanno influito sulle quotazioni delle principali valute.
L’euro prosegue infatti la sua corsa e supera il livello di 1,19 sul dollaro, avvicinandosi sempre più alla soglia psicologica di 1,20.

La moneta unica è ai massimi dal 2015. Dopo essersi spinta a 1,1943, al momento ritraccia è viene scambiata a 1,1929.

Le parole di Janet Yellen a Jackson Hole hanno contribuito ad accelerare il trend rialzista del cambio Euro Dollaro. Nessun riferimento infatti sulla politica monetaria degli Stati Uniti è stata espressa della governatrice della Federal Reserve come invece veniva auspicato dagli analisti.

Gli esperti comunque ritengono che al momento il cross Euro Dollaro sia estremamente volatile anche per la mancata capacità del presidente americano di implementare quanto contenuto nella sua agenda economica.

Nel frattempo il petrolio risulta pressoché stabile sui principali mercati, con il Brent a Londra in lieve rialzo dello 0,04 per cento a 52,43 dollari al barile mentre il WTI viene scambiato in calo dello 0,84 per cento a quota 47,64 dollari al barile.

Oro: le ultime quotazioni

L’oro prosegue la sua corsa sui mercati valutari ed è prossimo oramai a raggiungere i 1300 dollari l’oncia. Chiusura in positivo per il metallo prezioso che nell’ultima seduta ha registrato una crescita di quasi mezzo punto percentuale archiviando le contrattazioni a quota 1297,90 l’oncia.

Una parte degli osservatori ritiene che, se dovessero verificarsi alcune condizioni geopolitiche, il prezzo potrebbe proseguire la sua corsa e salire oltre i 1400 dollari l’oncia entro la fine dell’anno.

Una previsione supportata nelle scorse settimane da alcuni analisti della seconda banca d’investimento più grande della Russia, VTB Group, in base a cui il prezzo del metallo prezioso dovrebbe portarsi fino a 1360 dollari l’oncia entro fine novembre, per poi proseguire la crescita nell’ultima parte dell’anno.

Stime che potrebbero avere un effettivo fondamento, come sottolineato esplicitamente dagli stessi analisti russi, soltanto se si acuirà la tensione tra Usa e Nord Corea.

Il cambio euro-dollaro tende verso quota 1,10 e dunque la parità tra le due valute sembra essere sempre più lontana. Diversi i fattori che incidono sul rapporto tra il biglietto verde e la moneta unica. Analisi e prospettive.

Cambio euro dollaro: quotazione

Il cambio euro-dollaro ha superato quota 1,09, ritornando dunque ai massimi dallo scorso mese di novembre, precisamente dalle elezioni di Donald Trump, e al momento allontanandosi in modo deciso da una possibile parità stimata in passato da una parte cospicua di analisti.

Tra i fattori che hanno inciso sul rafforzamento della moneta unica sul dollaro, la possibile riduzione degli stimoli monetari della Bce nel corso della seconda parte dell’anno. Gli analisti infatti “scommettono” su un possibile rialzo dei tassi.

Il cambio euro-dollaro è stato influenzato negli ultimi tempi anche dagli interventi della Banca centrale statunitense, con la stretta monetaria già ampiamente prevista dal mercato anche se ancora senza avere la certezza su quanti saranno i rialzi dei tassi di interesse nel corso di quest’anno dopo quello deciso proprio in questo mese di marzo. Ricordiamo che a seguito dell’annuncio dell’aumento dei tassi Usa, il dollaro è crollato.

L’economia americana risulta essere comunque in salute e per tale motivo gli osservatori puntano su quattro rialzi dei tassi Usa da parte della Federal Reserve nel 2017 rispetto ai tre attesi precedentemente dal mercato. Una serie di elementi da monitorare con attenzione anche nei prossimi mesi per capire quale sarà il trend del cambio tra euro e dollaro.

Nel frattempo cresce il malcontento sui mercati dopo il fallimento della eliminazione dell’Obamacare ed aumentano i rischi che quanto promesso agli americani dall’amministrazione Trump (in primis la riforma fiscale) non venga portato a termine.

Euro Dollaro prospettive

Malgrado l’attuale tendenza di allontanamento dalla parità, una parte cospicua degli analisti si attende un trend differente nei prossimi mesi sul fronte euro-dollaro.

Fra questi, gli esperti di Deutsche Bank che stimano un rapporto sotto la parità entro la fine del 2017, esattamente a quota 0,95, a seguito delle tensioni geopolitiche in atto in Europa.

Al momento il cambio EUR/USD è in calo dello 0,1 per cento a quota 1.080285.

Per quanto riguarda il rapporto della moneta unica rispetto anche alle altre valute, EUR/GBP è in rialzo dello 0,46 per cento a 0.872015. L’Euro è in recupero anche sullo yen, con il cambio EUR/JPY in progresso dello 0,05 per cento a 120.156.