Poletti: se l’Europa ed il bilancio ce lo permettono, faremo andare prima in pensione

Il Ministro del Lavoro Poletti è oggi tornano sulla spinosa questione delle pensioni. Ha aperto alla possibilità di modifiche, ma con molta cautela, sottolineando che le speranze non sono molte, perché bisogna rispettare le casse dello Stato e le regole europee.

In realtà ora una legge così ferrea sulle pensioni non ce l’ha nessuno in Europa, ed a tanta severità andrebbe posto immediato rimedio, vista anche l’enorme disoccupazione di oggi, incentivata com’è ovvio che sia anche dal ritardo nei pensionamenti.

In una conferenza stampa tenuta all’Inail Poletti è rimasto perciò molto sul vago sul tema, parlando di flessibilità in uscita esclusivamente come di una delle ipotesi al vaglio delle discussioni. Poletti ha preferito concentrarsi su un altro aspetto: “Ci sono anche specifiche condizioni che si riferiscono a chi perde il lavoro e non arriva a maturare i requisiti pensionistici. Per quest’ultimi, o si adotta un ammortizzatore specifico, o si individua una modalità ponte per poterli far andare in pensione, partendo sempre dalle situazioni socialmente più delicate”.

Gli fa eco Tito Boeri, nuovo Presidente dell’Inps, in un’intervista rilasciata al Corriere della Sera: “Finora il tema degli esodati è stato affrontato con sei decreti di salvaguardia che spesso però aiutano anche chi ha redditi elevati, mentre ci sono tante altre situazioni non protette. Bisognerebbe insomma spendere meglio le risorse pubbliche, prevedendo per esempio un reddito minimo per contrastare le situazioni di povertà, finanziato dalla fiscalità generale”.

Boeri si è detto poi felice di parlare di flessibilità in uscita in cambio di pensioni più leggere: con tali argomentazioni secondo lui si potranno convincere anche la Commissione Europea e chi in Italia parla di salvaguardia dei vincoli di bilancio: mandiamo in pensione prima la gente, ma la paghiamo di meno e così quindi risparmiamo comunque. Un triste ragionamento al quale cercheranno di porre rimedio i sindacati, che vantano tra i propri iscritti in larghissima maggioranza proprio i pensionati, ma il ministro Poletti ha ricordato che pur volendo incontrarli, a breve, sarà sempre e solo il Governo a decidere alla fine. Il solito aut aut insomma.

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