Italia: un dipendente che guadagna 16mila euro ne costa 31mila al datore di lavoro

Gli ultimi dati dell’Istat tornano a mostrare la situazione paradossale protagonista assoluta nel mondo del lavoro italiano: un lavoratore che incassa 16mila euro all’anno grazie al proprio lavoro, costa all’azienda o al suo datore di lavoro quasi il doppio, circa 31mila euro.

Questo perché in media i contributi sociali dei datori di lavoro ammontano al 25,6% ed il restante 21,1% rimane a carico dei lavoratori in termini di imposte e contributi: in media quindi quasi il 47% del reddito potenziale dei lavoratori finisce in mano dello Stato e dell’Inps.

Questi dati ovviamente non tengono conto delle ultime riforme adottate dal Governo Renzi, e ci dicono comunque che al 2012 il il costo medio del lavoro dipendente, al lordo delle imposte e dei contributi sociali, era di 30.953 euro all’anno. Il lavoratore, sotto forma di retribuzione netta, ne percepiva appena poco più della metà (il 53,3%), ovvero 16.498 euro. Ed allora se diverse volte avete sentito i politici riempirsi la bocca in tv del termine “cuneo fiscale” da abbattere, sappiate che esso è proprie questo: sta ad indicare cioè il costo del lavoro che incide sul 46,7% degli stipendi dei lavoratori dipendenti.


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Il reddito medio da lavoro autonomo invece è pari a 23.432 euro lordi annui, mentre il corrispettivo reddito netto scende a 16.237 euro. Se si include anche la stima dell’Irap, le imposte sul reddito da lavoro autonomo rappresentano quindi il 14,3% sul reddito lordo, ed in più vanno aggiunti nel conteggio i contributi sociali che incidono invece per il 16,4%. Il 69,3% resta per fortuna in mano ai lavoratori.

Dati interessanti anche quelli che l’Istat ci fornisce in ambito di fasce di reddito degli italiani: il 54% della popolazione si colloca tra 10.001 e 30.000 euro annui, il 25,8% è al di sotto dei 10.001 euro ed il 17,6% risulta tra 30.001 e 70.000. Appena il 2,4% supera i 70.000 euro di guadagni lordi all’anno (senza contare ovviamente gli evasori fiscali).
Andando infine ad analizzare i dati su base geografica, costatiamo dei risultati piuttosto prevedibili: nel Sud i redditi sono più bassi e le famiglie più numerose (numero di familiari a carico di chi lavora), e di conseguenza la tassazione media è meno importante(16,3%) rispetto che al resto d’Italia: in particolare al Centro le imposte sono del 20,1%, nel Nord Est del 19,9% e nel Nord Ovest infine, del 21%.

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