Fed sfida Trump e alza i tassi

La banca centrale americana ha aumentato i tassi di interesse di un quarto di punto. Il costo del denaro sale fra il 2,25 per cento e il 2,50 per cento. Previsti altri due rialzi nel corso del 2019. La Fed non si è fatta influenzare dalle pressioni della vigilia di Donald Trump, nettamente contrario al nuovo ritocco all’insù dell’istituzione guidata dal governatore Powell.

Fed alza i Tassi di 25 punti base

La Federal Reserve ha aumentato i tassi d’interesse, noncurante delle dichiarazioni avverse della vigilia del presidente Donald Trump.  La banca centrale Usa ha alzato di 25 punti il livello a 2,25-2,5 per cento. Una nuova stretta monetaria ampiamente prevista dai mercati, la quarta di questo 2018.

La Fed ha sottolineato che un ulteriore aumento dei tassi è l’ovvia conseguenza ad una espansione dell’attività economica e un’inflazione vicina al target del 2 per cento. Al momento sono previsti altri due rialzi nel 2019, uno in meno dei tre programmati lo scorso mese di settembre dall’istituzione governata da Powell.


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Nel report si legge che i tassi si attendono a un valore medio del 2,9 per cento a fine 2019 e al 3,1 per cento nel 2020. La banca centrale americana ha inoltre comunicato una revisione al ribasso delle stime sulla crescita per il 2018. Nel dettaglio, per l’anno in corso si prevede un prodotto interno lordo al 3 per cento, un tasso di disoccupazione al 3,5 per cento ed una inflazione al 2,4 per cento.

Il governatore Powell si attende una riduzione della crescita anche nel corso del prossimo anno a causa dell’indebolimento dell’economia globale. Il numero 1 della Fed ha anche commentato gli attacchi del presidente Trump, evidenziando che le decisioni della banca centrale Usa si basano su dati economici e non politici.

Fed, l’attacco di Trump

Alla vigilia dell’importante meeting della Federal Reserve, Donald Trump aveva duramente attaccato gli interventi di politica monetaria dell’istituzione guidata da Powell.

In un tweet il presidente Usa aveva sottolineato come a fronte di un dollaro forte, una Francia in difficoltà, una Cina in rallentamento e nessuna inflazione, fosse “incredibile” decidere per un altro aumento dei tassi di interesse.Un rialzo di un quarto di punto era comunque dato per scontato dagli osservatori, anche per dimostrare l’indipendenza totale della Fed dalla politica.

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