Ubi: è accelerazione sulla banca unica

Il 20 febbraio sarà una data storica per Ubi Banca, che ha deciso di accelerare il progetto di integrazione delle banche che apparterranno alla sua rete, inglobando per questa data il Banco di Brescia, la Banca della Valle Camonica, Banca Carime, Popolare di Bergamo e Popolare di Ancona. La notizia è stata comunicata dai vertici dell’Istituto di Credito assieme ai risultati raggiunti nel corso del 2016, che hanno rivelato una perdita di 830 milioni di euro al termine dell’esercizio, in particolare al termine del quarto trimestre che è stato definito dallo stesso ceo Victor Massiah alquanto ‘vivace’.

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L’istituto di credito ha quindi chiuso l’anno 2016 con una perdita complessiva di 830.2 milioni di euro a fronte di un utile registrato di 116.8 milioni di euro conseguito nel 2015. La banca ha sottolineato che la forte perdita è frutto degli impatti degli oneri previsti per completare il piano industriale che sono stati contabilizzati a partire dal mese di giugno 2016 e che ammontano a circa 850 milioni di euro netti. Il totale include i contributi straordinari al Fondo di Risoluzione e la dichiarata svalutazione del Fondo Atlante del valore di 52.9 milioni di euro netti.

Il portavoce Ubi ha quindi sottolineato che, al netto di queste voci dalla natura più che straordinaria, i conti di banca si sarebbero chiusi con un canonico utile di 111.6 milioni di euro. Per l’esercizio, il consiglio di amministrazione ha proposto di attuare un dividendo cash del valore di 11 centesimi per azione, accompagnando la comunicazione del valore con una nota che sottolinea le ottime prospettive di valore che la banca intende raggiungere nel corso del 2017. Ottime perché, secondo le parole dello stesso Massiah, l’accorpamento di tre delle quattro good bank previsto dal piano è stato condotto con precisione e ha dimostrato una buona accoglienza da parte del mercato.

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