Solo la Germania ormai è contro l’accordo con la Grecia. Listini cautamente ottimisti

Il governo greco di Tsipras ha inviato al presidente dell’Eurogruppo Dijsselbloem, una lettera in cui si chiede ufficialmente di estendere i finanziamenti per altri 6 mesi. E già dal portavoce del presidente della Commissione Ue, Jean Claude Juncker, arriva un messaggio di distensione: “Un segno positivo che spiana la strada ad un compromesso ragionevole nell’interesse di tutta l’Eurozona”.

Il portavoce del ministro delle Finanze tedesco Schaeuble, Martin Jaeger, invece fredda ogni entusiasmo: “La lettera di Atene non presenta alcuna proposta di soluzione sostanziale”, facendo capire che la richiesta sarà sostanzialmente respinta dal governo tedesco. Una reazione secca che però crea problemi anche in Germania, visto che il vicecancelliere Sigmar Gabriel parla in tutt’altri termini della proposta della Grecia: “La proposta scritta del governo greco per le trattative sul prosieguo del programma di riforme è un primo passo nella direzione giusta”.

Quindi è rimasta solo la Germania, o meglio una parte della sua classe politica a voler fare muro contro muro con una Grecia ridotta alla fame dai provvedimenti dei suoi precedenti governi, imposti senza alcuna umanità o buon senso dalla Troika.

Domani l’Eurogruppo straordinario in cui si deciderà sulla richiesta appunto in merito all’estensione per altri 6 mesi degli aiuti alla Grecia, in attesa di rivedere in buona parte gli ex accordi presi con la Troika da rappresentanti greci a cui forse poco importava delle condizioni economiche della popolazione. Si torna quindi ad essere ottimisti sul buon esito della trattativa, Germania permettendo, Paese quello tedesco che è storicamente (responsabile in negativo di entrambe le guerre mondiali)colpevole di conflitti causati dal suo desiderio innato di imporre la propria volontà agli altri. Ma anche storicamente tale impulso l’ha sempre portata a sonore sconfitte, e se la Merkel non si deciderà di smetterla con la sua volontà di spremere l’Europa attraverso un‘Unione che fino ad oggi sembra esser stata messa su solo per far arricchire la Germania, in difficoltà con le esportazioni finchè c’era il marco forte, qualcuno farà saltare l’intero tavolo, e saranno proprio i tedeschi a rimetterci per primi.

Sulle possibilità di un accordo, le Borse chiudono positive, anche se dopo il “no” da Berlino, i listini avevano avuto una battuta di arresto, prima di chiudere col segno +: Milano + 0,6%, Parigi + 0,7%,  Francoforte + 0,3%, mentre Londra è rimasta stabile. Atene, la migliore, ha guadagnato l’1%.

La Grecia si impegnerà a mantenere l’equilibrio di bilancio nei sei mesi di estensione del programma di assistenza finanziaria. Nel frattempo partirà un negoziato per ridurre il debito e per avviare un programma a lungo termine di crescita economica. L’avvicinamento è arrivato dopo una serie di pressioni internazionali, a cominciare da quelle provenienti dagli Stati Uniti. Al di là di tutto si cercherà una soluzione, come in ogni trattativa politica, che consentirà da una parte a Tsipras di migliorare le condizioni in maniera sostanziale, senza far uscire però dall’altra parte l’Ue indebolita a livello di autorità internazionale.

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