Petrolio quotazioni al top dal 2015

Le crescenti tensioni in Medio Oriente spingono al rialzo le quotazioni del petrolio a livelli che non si registravano dal 2015. L’arresto di uomini d’affari, sceicchi e ministri in Arabia Saudita nei giorni scorsi ha accelerato la spinta dell’oro nero che guadagna più di 3 punti percentuali soltanto nell’ultima seduta. Nel frattempo cresce l’attesa per la riunione dell’Opec fissata per il prossimo 30 novembre.

Petrolio: tensioni geopolitiche

In Arabia Saudita lo scorso fine settimana sono stati arrestati diversi ministri, sceicchi e uomini d’affari, una notizia che ha influito sulla crescita delle quotazioni di greggio, ai massimi dal 2015.

Nella seduta di ieri il Brent ha oltrepassato quota 64 dollari mentre il WTI americano ha toccato i 57 dollari al barile.


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In 5 mesi le quotazioni del petrolio si sono apprezzate di circa il 40 per cento.
Naturalmente a spingere al rialzo i prezzi dell’oro nero anche la riduzione delle scorte globali e la possibile estensione dei tagli alle quote di produzione dei paesi dell’Opec.

Nel frattempo crescono oltremisura le tensioni geopolitiche in Medio Oriente, con le dimissioni del primo ministro libanese Saad Hariri, gli attriti tra la stessa Arabia Saudita e l’Iran, le preoccupazioni crescenti in Nigeria dove si temono nuovi attacchi alle piattaforme petrolifere da parte dei gruppi armati dei “Delta Avengers”.

Critica sembra ormai essere la situazione economica in Venezuela, dove ormai si attende il quasi certo default del paese che potrebbe generare una serie di disordini anche sul mercato del greggio.

Quotazioni e previsioni greggio

L’OPEC si riunirà il prossimo 30 novembre e cresce l’attesa per un incontro ufficiale tra i paesi produttori che probabilmente porterà ad un prolungamento del taglio delle quote di petrolio anche nel 2018.
Cresce la fiducia intorno all’OPEC per il raggiungimento di un accordo anche con gli altri grandi Paesi esterni al cartello, fra cui in primis la Russia. È comunque quasi certa l’estensione oltre la scadenza del marzo del prossimo anno.

A sostenere le quotazioni attuali del petrolio anche la riduzione delle scorte di greggio americane e la conseguente diminuzione dei pozzi attivi negli USA.

Le prossime settimane saranno cruciali per capire quali potranno essere i possibili futuri scenari sul petrolio.

Al momento il prezzo del Brent sui mercati internazionali è in rialzo dello 0,05 per cento a quota 64,3 dollari al barile mentre il WTI è in lieve calo dello 0,12 per cento a 57,28 dollari.

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