Oro
L’oro è l’elemento chimico di numero atomico 79. Il suo simbolo è Au (dal latino “aurum”). È un metallo di transizione tenero, pesante, duttile, malleabile di colore giallo, dovuto all’assorbimento delle lunghezze d’onda del blu dalla luce incidente.Viene usato per coniare monete ed è o è stato uno standard monetario per molte nazioni[senza fonte]. Si usa inoltre in gioielleria, odontoiatria e nell’industria elettronica. Il suo codice ISO come valuta è XAU (controvalore per oncia di metallo). L’oro è divenuto nel tempo il simbolo di purezza, valore e lealtà. Il prezzo dell’oro per quanto riguarda la sua quotazione è in dollari per oncia, simbolo Oz.

Prezzo e quotazione Oro in tempo reale

La scorsa settimana il prezzo dell’oro è gradualmente diminuito, arrivando gradualmente a dimenticare l’incursione verso i 1.350 dollari per oncia. Non è detto che il prezzo non vada a fare un nuovo test del massimo raggiunto intorno ai 1.345 dollari, ma difficilmente il trend avrebbe la forza per superare questo livello. Il fatto è che, come da sei mesi a questa parte, il valore del metallo prezioso segue in modo molto stretto le dichiarazioni di Donald Trump.

In un primo momento il presidente USA ha gettato il panico sui mercati: guerra commerciale alla Cina, diffidenza verso l’Europa, dazi verso il Messico. Un intero sistema economico è rimasto con il fiato sospeso ad attendere maggiori delucidazioni, mentre a poco a poco arrivavano i disinvestimenti sui titoli più rischiosi ed il prezzo dei beni rifugio aumentava. Adesso che le pressioni sono allentate, per lo meno sul breve termine, il grafico si flette verso il basso e l’oro ritorna verso il supporto psicologico dei 1.300 dollari.

Il problema principale per gli speculatori è che, in un contesto del genere, non è affatto semplice capire come muoversi. Trump è imprevedibile ed il legame tra le sue decisioni e la quotazione dei beni rifugio è troppo evidente per essere trascurata; prospettive un po’meno confuse sono quelle, invece, che riguardano gli investitori di lungo termine e coloro che stanno soltanto cercando di soppesare la quantità di metalli preziosi da includere nel proprio portafoglio di investimenti.

Breve termine: analisi tecnica e fondamentale

Quanto al breve termine, possiamo aspettarci che scosse significative arrivino soltanto da due fronti: Iran e Cina. In entrambi i casi, la chiave di volta è il modo con cui gli Stati Uniti decideranno di affrontare i propri dissapori con queste due economie. Quanto al fronte iraniano, si sa che Trump sta facendo di tutto per indebolire la posizione competitiva di una nazione ritenuta pericolosa ed eccessivamente avvantaggiata dalle decisioni della precedente amministrazione.

Quanto alla Cina, l’unica risposta concreta potremo averla soltanto quando dei nuovi negoziati porteranno al superamento degli accordi attuali. La speranza, per i listini azionari, è che si trovi un modo per superare questo stallo fatto di dazi e accuse, arrivando ad una soluzione che possa essere vantaggiosa per tutti. Il prezzo dell’oro, invece, sale al ritmo dell’aspro diverbio tra i rispettivi capi di Stato che si sta protraendo ormai dall’insediamento di Trump in poi.

Quanto all’analisi tecnica, siamo senza dubbio di fronte al ritracciamento di un trend rialzista di lungo termine. Se non dovessero esserci grandi novità, è probabile che il prezzo dell’oro andrà scendendo o al più ritestando il massimo della settimana scorsa; non c’è un supporto abbastanza vicino per essere definito credibile nel breve termine, ma la soglia psicologica a quota 1.3000 USD per oncia può essere un primo riferimento.

Il lungo termine non è di nessuno

Sul lungo termine Trump potrebbe non essere più presidente: molto dipende dai segnali che arriveranno quest’anno, quando incominceranno i 365 giorni di campagna verso le prossime elezioni. Per questo chi non guarda soltanto alla speculazione non dovrebbe premurarsi troppo di conoscere le eventuali implicazioni di una nuova dichiarazione della Casa Bianca.

Sul lungo termine ciò che conta è altro: in primo luogo, il fatto che le rivelazioni macroeconomiche continuino a risultare positive per USA, Cina ed Europa. In Italia continua a calare la produzione industriale, ma nel complesso l’economia UE è in buono stato e concluderà l’anno in crescita. Negli Stati Uniti, anche se con qualche difficoltà, il PIL concluderà comunque l’anno con una registrazione positiva. Sul fronte cinese è molto più difficile fare previsioni, perché l’effetto dei dazi si farà sentire e con questo anche una serie di problemi intrinseci dell’economia locale: la bolla speculativa edilizia, l’avanzamento dei diritti dei lavoratori e la necessità di aprirsi agli investimenti esteri senza che questo comporti una cessione gratuita di brevetti ed opere dell’ingegno.

Sul lungo termine, dunque, sembra molto più interessante quel che arriva da Pechino che non da Washington: se e quando l’economia vivrà un’altra recessione importante, è molto probabile che sarà la Cina il luogo dove comincerà. Per il momento possiamo cominciare ad inanellare dati e proiezioni macroeconomiche, in modo da monitorare lo stato di salute dell’economia cinese; ai primi eventuali segnali d’allarme, guardando la quotazione dell’oro troveremo le nostre risposte.

Secondo quanto riportato dalle analisi condotte sull’oro, si stima un leggero ribasso del prezzo dello stesso con una price action limitata. Questo viene scambiato all’interno di un range che suggerisce un’indecisione degli investitori e una possibile volatilità maggiore.

L’oro sicuramente rispecchia il trading dei titoli con il dollaro USA. Per investire su questo prezioso si devono tenere presente le incertezze relative al rischio dei titoli azionari statunitensi i quali contribuiscono alla price action vincolata.

Analizzando i titoli e la price action legata al metallo prezioso, si possono analizzare i catalizzatori di supporto che sono in grado di innescare un rialzo del bene rifugio. Questo potrebbe verificarsi solo nel caso in cui i trader lo riescono a percepire come tale.

Se ciò si venisse a verificare si dovrà ignorare la sua relazione negativa con l’aumento dei rendimenti dei titoli del Tesoro. Allo stesso tempo, un dollaro USA più solido potrebbe comportare una diversa direzione dei mercati rispetto a quella prevista. Una possibile mancanza di acquirenti potrebbe anche comportare una limitazione della domanda di oro da parte dei trader (investitori).

Se si sceglie di investire con il trading online su questo bene, sarebbe meglio optare per strategie di breve termine con i CFD e non con gli ETF, in modo da poter speculare al ribasso. Nel casso in cui invece si sceglie di investire su questo bene a lungo termine, sarebbe meglio occuparsi dell’acquisizione dei lingotti d’oro, in modo da poter guadagnare con strategie di lungo termine.

Da prendere in esame sono anche i rendimenti dei titoli che in caso di un forte indebolimento potrebbero influenzare il dollaro e di conseguenza il calo della domanda sarebbe aspettata; al contrario aumenta quella del bene rifugio, il quale attirerà risorse in quanto visto come alternativa alle altre attività definite sicure. Queste sono oggi rappresentate anche dai titoli, dallo Yen giapponese e dal Franco svizzero. Queste sono non solo disponibili ma anche maggiormente liquide e possono essere scelte come possibile alternativa all’oro e al dollaro, o anche come asset diversificativo per il proprio portafoglio d’investimento.

Piattaforme per investire in Oro

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Perché investire nell’oro?

Molti trader hanno scelto di investire sull’oro perché è un asset meno liquido rispetto ad altri asset e anche perché gli orari di trading sono abbastanza ridotti. Esso offre una stabilità maggiore tanto che viene scelto come investimento alternativo nei momenti di maggiore volatilità del mercato. un ottimo bene rifugio dunque!

Nota anche che il trading sull’oro è strettamente collegato al mercato delle valute ed in particolare al dollaro, in quanto il cambio e le quotazioni avvengono in dollari. L’oro è anche connesso ad altri mercati finanziari in generale.

Come investire nell’oro?

Per investire sul prezzo dell’oro puoi utilizzare le piattaforme di trading online, ma per farlo devi sapere che il prezzo dell’oro è influenzato da tre diversi fattori:

  1. Offerta, la quale può essere influenzata da:
    1. cali di rendita;
    1. instabilità politica;
    1. scoperte di nuovi giacimenti;
  2. Domanda, la quale deriva principalmente dai seguenti settori:
    1. Oreficeria;
    1. Produzione di articoli tecnologici;
  3. Volatilità del Mercato, spesso utilizzato come bene rifugio soprattutto nei momenti in cui il mercato è imprevedibile.

Trading CFD sull’oro: come investire?

Se le materie prime sono la tua passione, puoi scegliere di fare trading sull’oro. Fare trading sull’oro vuol dire investire sul bene rifugio per eccellenza. Oggi molti broker ti permettono di farlo, da eToro a 24Option, da Plus500 a XM. Tutto quello che devi fare è registrarti ed aprire un account di trading demo o reale su una di queste piattaforme.

Questi broker ti offrono un’ampia gamma di piattaforme adatte a te che vuoi investire su questo mercato. Sono molto intuitive e soprattutto sono personalizzabili. Puoi scegliere di seguire i segnali di trading gratuiti di 24Option o copiare i trader che investono sull’oro grazie al social trading eToro. Grazie a queste piattaforme troverai l’ambiente di trading più adatto al tuo stile.

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Le performance passate non sono indicatori di risultati futuri.
Questo contenuto è da intendersi per fine educativo e non dovrebbe essere considerato come alcun consiglio di investimento.

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Come investire con gli ETF sull’oro?

Se non vuoi scegliere di fare trading sull’oro con i CFD puoi scegliere di farlo con gli ETF. Per molti investitori l’oro viene considerato come un punto di riferimento finanziario, in grado di stabilizzare il portfolio contenente sia azionari che obbligazionari.

Investire tramite ETF in oro, permetterebbe d’investire indirettamente su questo asset senza però possederlo fisicamente, ovvero negoziandolo tramite prodotti finanziari che siano capaci di duplicare il prezzo dell’oro. Se scegli di investire con uno di questi strumenti, tieni presente non solo il tuo profilo di esigenze ma anche i fattori caratterizzanti dello strumento stesso come: sicurezza, costo, redditività e tassazione.

Perché investire nei metalli preziosi? Quali sono le reali opportunità di guadagno? L’interesse di molti investitori alle prime armi ricade spesso sul mercato dei metalli, considerato sicuro e senza tempo e, soprattutto, conveniente nel lungo periodo.

Attenzione, però: la conoscenza del mercato, dei suoi andamenti e dei suoi rischi è premessa necessaria per chi ha intenzione di creare un portafoglio basato sui metalli.

Sin dall’antichità i metalli preziosi sono sempre stati considerati un “bene rifugio”, in tempi moderni, dal punto di vista finanziario gli investimenti sull’oro, sull’argento, sul platino e su altri metalli preziosi hanno il pregio di proteggere il capitale dall’inflazione, ma per contro è abbastanza difficile che riescano ad offrire dei rendimenti davvero interessanti su un arco di tempo breve.

La valutazione dell’investimento deve passare per la considerazione del cambio euro/dollaro e – dato che per l’acquisto dei metalli preziosi si predilige la valuta americana – è necessario conoscere bene l’andamento della moneta unica europea per avere migliori margini di guadagno.

Nell’ultimo anno, la crescita del mercato dell’oro e dell’argento non è sfuggita ai più preparati investitori.

Ma quali sono i consigli per coloro che si affacciano al mondo finanziario per le prime volte?

Carta e penna saranno utili per fissare – anche visivamente – concetti guida da non perdere mai di vista, in quanto preliminari al raggiungimento degli obiettivi prefissati.

Piattaforme per investire in metalli preziosi

Con queste piattaforme regolamentate è possibile fare trading sul prezzo dei metalli preziosi:

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Metalli preziosi: ecco i consigli utili per investire scientemente

La buona idea di investire sul mercato dei metalli preziosi fa “a gomitate”, però, con la volatilità dei suoi prezzi che potrebbe comportare oscillazioni negative rilevanti.

“Non è oro tutto ciò che luccica” verrebbe da dire e, infatti, se quello dell’oro rimane il mercato sul quale si investe di più, è necessario guardare verso nuovi orizzonti finanziari con la convinzione che il luccichìo di altri metalli preziosi possa trasferirsi anche nel portafoglio degli investitori.

Ad ogni investitore la sua tecnica: non tutti investono allo stesso modo e, infatti, il consiglio per i principianti è quello di farsi affiancare, almeno all’inizio, da un broker che indirizzi nelle scelte più adeguate e che sappia come muoversi sui mercati, anche in base ai loro andamenti.

È ovvio che il primo investimento dovrà prevedere rischi minimi e riguardare mercati ben collaudati.

Per tutti coloro che sono interessati a questo mercato, la prima mossa consiste nell’affidarsi all’intermediazione online, con la contestuale valutazione della solidità delle compagnie minerarie.

Ma chi decide di investire deve anche valutare gli Exchange Traded Fund, ovvero fondi che – quotidianamente – vengono scambiati nel mercato dei metalli. Gli ETF operano al ribasso ed il loro valore si alza in maniera proporzionale al prezzo del metallo che scende e, quindi, è implicito che siano un buon modo per investire in un momento in cui il mercato è in calo.

Tra gli altri fondi da tenere sotto controllo, ci sono anche quelli comuni e quelli indicizzati ed investimenti che possono ricadere sulla scelta di metallo puro o, ancora, oggetti da collezione, da selezionare se meglio rispondono alle proprie esigenze.

L’importante è, sempre e comunque, avere analizzato le situazioni dei mercati finanziari e, sulla base di competenze specifiche, aver avviato un investimento consapevole.

Oro, Argento e Platino: perché investire più capitale?

Tra tutti i metalli, da sempre, quello che meglio tiene il mercato è l’oro, il cui valore è pressoché stabile, indipendentemente dal valore che assume la moneta.

Portabile, resistente ad ogni tempo e divisibile, l’oro è considerato anche un vero e proprio mezzo di pagamento.

Sul secondo gradino del podio dei metalli preziosi, c’è l’argento che – così come l’oro – nel lungo periodo, tende a tutelare il potere d’acquisto da eventuale inflazione e, ad oggi, ha un trend di crescita costante ed importante.

Terzo posto per il platino, protagonista di un periodo fortunato grazie alla sua diffusione anche nel settore industriale e la sua richiesta di impiego ha permesso a questo metallo prezioso di essere più accessibile economicamente e, quindi, conveniente dal punto di vista degli investimenti.

Metalli rari: rodio e palladio

Molto interessanti sono gli investimenti sui metalli rari, ovvero quelli prodotti in meno di 25.000 tonnellate all’anno, meno conosciuti e meno diffusi rispetto ai classificati sul podio dei preziosi.

Tra i metalli rari, ad esempio, prende quota il rodio che – secondo le stime di esperti – nei prossimi anni, sarà destinato ad un trend di crescita importante. Il rodio viene estratto in natura ed è caratterizzato da un mix di minerali di platino, oro, argento e palladio, motivo per il quale la sua produzione arriva a malapena a raggiungere le sette tonnellate all’anno.

Il palladio è un altro metallo prezioso protagonista assoluto di un aumento esponenziale di domanda, data la sua presenza in quantità non abbondanti.

Queste motivazioni dovrebbero portare, a lungo termine, ad un ulteriore aumento del suo valore.

La rarità, l’aumento della domanda e la loro stabilità sono gli ingredienti fondamentali del successo degli investimenti sui metalli preziosi che, ogni veterano del mondo finanziario già considera come importante scenario del futuro.

Con le aspettative di inflazione che spingono più in alto in un’economia in espansione e la Federal Reserve probabilmente aumenterà gli aumenti dei tassi, gli investitori potrebbero guardare ai metalli preziosi per proteggersi dall’incertezza e diversificare il proprio portafoglio tenendolo lontano dalle azioni tradizionali e dall’esposizione al reddito fisso. Come è stato sempre storicamente, non a caso vengono definiti “beni di rifugio”.

In questo dato momento, è il momento giusto per investire in oro? George Milling-Stanley, responsabile della strategia legata all’oro presso la Global Advisors di State Street, e Juan Carlos Artigas, direttore della ricerca sugli investimenti per il World Gold Council, considerano l’oro come un modo per mitigare i potenziali rischi e proteggersi dalle pressioni inflazionistiche.

Il ritorno prepotente dell’Oro

Le SPDR Gold Shares (NYSEArca: GLD) sono state un investimento “go-to” per gli investitori che cercavano l’esposizione all’oro come un modo per proteggere il loro potere di spesa in un contesto inflazionistico e come un gioco di sicurezza per proteggersi da potenziali rischi di mercato. GLD è il più grande ETF oro fisicamente supportato sul mercato, che offre agli investitori un’esposizione al movimento del prezzo dell’oro in un veicolo di investimento di facile utilizzo.

L’ETF è sostenuto da lingotti d’oro fisici conservati nei caveau di Londra. Il gold trust detiene attualmente circa 27,2 milioni di once d’oro, quindi ogni SDPR Gold Shares rappresenta la proprietà frazionata dell’oro sottostante.

I lingotti d’oro hanno mostrato tutta la loro forza nelle ultime settimane, scoppiando su base tecnica in parte a causa di una politica della politica federale più accomodante del previsto sulle politiche dei tassi d’interesse, per le speculazioni sulla guerra commerciale che hanno alimentato le scommesse “rifugio” e un dollaro USA relativamente debole che ha aiutato a sostenere la domanda di lingotti d’oro denominati in USD.

Inoltre, la domanda tra i paesi dei mercati emergenti rimane solida. Secondo il World Gold Council, la domanda in Cina e India, due dei maggiori paesi consumatori di oro del mondo, ha visto una forte domanda nel 2017.

Dunque, l’Oro è tornato protagonista e forse vale la pena crederci in questo dato momento storico.

In crescita le quotazioni dell’Euro sui mercati forex mentre proseguono gli acquisti degli investitori sull’oro. Rimane sempre molto debole il dollaro. Fra le materie prime, in lieve rialzo il prezzo del petrolio.

Mercato valute: come sta andando il cambio euro-dollaro?

Il mercato valutario evidenzia un Euro in forte crescita a 1,2093 sul dollaro. Prosegue dunque l’apprezzamento della moneta unica mentre il biglietto verde mostra la sua debolezza rispetto alle altre principali valute. Tra i motivi che spingono giù il dollaro, anche le incertezze sull’economia derivanti dall’impatto degli uragani nel Paese.

La moneta unica nel giro di trenta giorni è passata da 1,17 agli attuali 1,20 sul dollaro.

Biglietto verde in flessione anche nei confronti dello yen. Quest’ultimo viene scambiato su quotazioni massime dallo scorso novembre.

Da segnalare, sempre con riguardo al mercato forex, la moneta messicana, il peso, in forte calo dopo che il Paese è stato colpito nelle scorse ore da un terremoto.

Un ruolo di primo piano va dato anche ai bitcoin che hanno toccato un nuovo primato oltrepassando il prezzo di 4650 dollari.

Materie prime: oro e petrolio in rialzo

Il mercato delle materie prime ha registrato il forte rialzo dell’oro, salito nelle scorse ore ai massimi dell’anno, oltrepassando la soglia dei 1350 dollari. Al momento cresce ancora e si posiziona a 1354,27 dollari l’oncia, in progresso dello 0,33 per cento.

Nel dettaglio, il bene rifugio per eccellenza ha raggiunto nelle scorse ore livelli che non si verificavano da più di un anno, toccando il massimo di 1362 dollari l’oncia. Tra i motivi di questa repentina crescita, certamente l’acuirsi delle tensioni geopolitiche, con le recenti provocazioni provenienti dallo Stato della Corea del Nord.

A consolidare il prezzo dell’oro anche il rafforzamento registrato dal cambio Euro Dollaro, a cui si aggiungono le preoccupazioni per l’impatto degli uragani alla crescita degli Stati Uniti ed i negativi dati macro diffusi dalla Cina nelle scorse ore, con la bilancia commerciale del paese in agosto che ha registrato risultati più bassi del mese di luglio e inferiori a quanto stimato dagli esperti.
Per quanto riguarda il petrolio, le quotazioni del Brent risultano in rialzo al momento dello 0,53 per cento a quota 54,78 dollari al barile mentre il prezzo del WTI è in calo dello 0,24 per cento a 48,97 dollari.

Da segnalare anche la chiusura in positivo per la quotazione dell’Argento, in progresso dell’1,15 per cento a 18,12 dollari l’oncia.

L’euro continua a crescere sui mercati valutari e sembra ormai prossimo a oltrepassare la soglia di 1,20 sul dollaro. Sul biglietto verde pesa l’incertezza sulle politiche economiche adottate dal Presidente Usa, Donald Trump, e le aspettative deluse al meeting in Wyoming tra Janet Yellen e Mario Draghi. Petrolio stabile mentre l’oro prosegue la sua corsa.

Euro: le quotazioni in tempo reale

Le incertezze degli investitori sulle politiche economiche del presidente Donald Trump e l’incontro tra Janet Yellen e Mario Draghi in Wyoming che non ha soddisfatto i mercati (ribadito il “non ritorno” al protezionismo) hanno influito sulle quotazioni delle principali valute.
L’euro prosegue infatti la sua corsa e supera il livello di 1,19 sul dollaro, avvicinandosi sempre più alla soglia psicologica di 1,20.

La moneta unica è ai massimi dal 2015. Dopo essersi spinta a 1,1943, al momento ritraccia è viene scambiata a 1,1929.

Le parole di Janet Yellen a Jackson Hole hanno contribuito ad accelerare il trend rialzista del cambio Euro Dollaro. Nessun riferimento infatti sulla politica monetaria degli Stati Uniti è stata espressa della governatrice della Federal Reserve come invece veniva auspicato dagli analisti.

Gli esperti comunque ritengono che al momento il cross Euro Dollaro sia estremamente volatile anche per la mancata capacità del presidente americano di implementare quanto contenuto nella sua agenda economica.

Nel frattempo il petrolio risulta pressoché stabile sui principali mercati, con il Brent a Londra in lieve rialzo dello 0,04 per cento a 52,43 dollari al barile mentre il WTI viene scambiato in calo dello 0,84 per cento a quota 47,64 dollari al barile.

Oro: le ultime quotazioni

L’oro prosegue la sua corsa sui mercati valutari ed è prossimo oramai a raggiungere i 1300 dollari l’oncia. Chiusura in positivo per il metallo prezioso che nell’ultima seduta ha registrato una crescita di quasi mezzo punto percentuale archiviando le contrattazioni a quota 1297,90 l’oncia.

Una parte degli osservatori ritiene che, se dovessero verificarsi alcune condizioni geopolitiche, il prezzo potrebbe proseguire la sua corsa e salire oltre i 1400 dollari l’oncia entro la fine dell’anno.

Una previsione supportata nelle scorse settimane da alcuni analisti della seconda banca d’investimento più grande della Russia, VTB Group, in base a cui il prezzo del metallo prezioso dovrebbe portarsi fino a 1360 dollari l’oncia entro fine novembre, per poi proseguire la crescita nell’ultima parte dell’anno.

Stime che potrebbero avere un effettivo fondamento, come sottolineato esplicitamente dagli stessi analisti russi, soltanto se si acuirà la tensione tra Usa e Nord Corea.

Le quotazioni dell’oro sono stimate in crescita nel breve periodo ma i prezzi futuri sono strettamente legati al dollaro e alle nuove politiche che saranno adottate della Federal Reserve, la banca centrale degli Stati Uniti. È quanto sostengono gli analisti delle principali banche d’affari che si aspettano prezzi compresi nel range 1240-1260 dollari l’oncia anche nel corso delle prossime settimane, a meno che non sopravvengano mutate condizioni geopolitiche.

Oro trend in crescita

Il prezzo dell’oro prosegue la sua graduale risalita nel corso delle ultime sedute sui mercati internazionali. Le quotazioni del metallo giallo si assestano sopra quota 1240 dollari l’oncia, dopo aver più volte raggiunto i 1250 dollari l’oncia.

La valuta rifugio sembra dunque proiettarsi in un range di prezzi oltre quota 1250 dollari nel breve termine secondo una parte degli analisti delle principali banche d’affari, anche se viene messo in risalto che gli scenari futuri saranno influenzati strettamente dalle quotazioni del biglietto verde, e più in generale, dalle decisioni che verranno prese nel corso delle prossime settimane dai vertici della Federal Reserve, la banca centrale degli Stati Uniti.

Ricordiamo che di recente la stessa Fed aveva deciso di adottare politiche dirette a un aumento del costo del denaro, una disposizione che ha prodotto ripercussioni immediate sulle quotazioni dell’oro, in forte calo sui mercati.

In ogni caso la Federal Reserve ha annunciato che le politiche future saranno orientate verso una crescita progressiva dei tassi e, per tale motivo, una buona parte degli osservatori ritiene che il prezzo dell’oro, nel breve termine, registrerà una tendenza rialzista ma senza superare i 1260 dollari l’oncia.

Oro quotazioni analisi

Per tutta questa serie di motivi evidenziati finora, gli esperti stimano che nel breve termine l’oro manterrà un trend in crescita, almeno fino a quando il biglietto verde conserverà le posizioni attuali e rimarrà pressoché stabile.

Nella scorsa settimana in realtà l’oro ha registrato un marcato calo a seguito proprio delle dichiarazioni di alcuni componenti della Fed, in merito alla conferma che l’istituto centrale Usa assicurerà tutti i rialzi dei tassi programmati per l’anno in corso.

Il prezzo dell’oro nei giorni scorsi era sceso ai minimi dell’ultimo mese e mezzo, a quota 1.241 dollari l’oncia, per poi intraprendere un deciso trend in risalita che lo ha portato a toccare i 1.260 dollari l’oncia.

Attualmente sui mercati internazionali delle materie prime il prezzo dell’oro è in calo dell’1,18 per cento a quota 1242.11 dollari l’oncia.

Le materie prime preziose come l’oro, l’argento e il petrolio non sono solamente dei beni di rifugio, ma delle basi che vengono impiegate come comparatori. Si tratta, infatti, di materie prime che vengono impiegate come punto di partenza per valutare il valore di altri beni, di monete fisiche e virtuali. Un esempio dell’importanza delle materie prime preziose è dato dall’oro, da sempre inteso come bene di rifugio di eccellenza e come base per la comparazione del valore di altri beni o monete. Ecco nascere la comparazione che il mercato economico attendeva, quella con il bitcoin o moneta virtuale.

Bitcoin: cos’è e come funziona

Il bitcoin viene anche chiamato cripto valuta e viene commercializzato dal 2009 nei mercati online. Il bitcoin non ha una banca sulle spalle ed è recentemente arrivato a superare il valore dell’oro secondo quotazioni. Nel dettaglio, sulla piattaforma BitStamp la valuta telematica stata scambiata a 1.298 dollari, contro il valore di 1.233 dollari che l’oro aveva acquisito nella stessa giornata.

Perché il bitcoin vale così tanto? È innanzitutto importante considerare che il bitcoin è intesa da tutti i mercati come la valuta del domani e il suo corso è seguito con ottimismo dai mercati internazionali. L’ottimismo si propone crescente, alla luce della possibile approvazione da parte delle autorità statunitensi dell’Eft, ovvero dell’exchange traded fund realizzato in bitcoin. I titolari del fondo di investimento sono due fratelli, Cameron e Tyler Winkelvoss, che attendono per l’11 marzo una chiara risposta dalla Sec, autorità che può essere comparata alla Consob italiana. La riposta interessa l’ammissibilità del loro Eft e, se la riposta fosse positiva, si aprirebbero scenari di grande interesse non solo per la moneta criptata, ma anche per le quotazioni dell’oro e delle materie prime in generale.

Bitcoin: la quotazione

Bitcoin vs Oro

Quali le caratteristiche del bitcoin e la comparazione con l’oro? Il bitcoin è, innanzitutto, una moneta anonima che è diffusa soprattutto in Cina mediante delle piattaforme specializzate. Le più famose sono sicuramente la Btcc, la più grande della Cina, che ha sede a Shanghai e le società OkCoin e Huobi con sede a Pechino. Purtroppo la ragione dello sviluppo della moneta virtuale in Cina è strettamente legata all’aumento della domanda. Si tratta di un aumento legato a sua volta alle elusioni di capitali che vengono movimentati verso l’estero, quindi il successo e la notorietà del bitcoin in Cina non sono propriamente delle manovre pulite e alla luce del sole. A dimostrarlo ci ha pensato la banca cinese, che ha lanciato un’indagine che ha fatto scalpore sulla valuta telematica, ma che non ha intaccato il suo valore se non per un brevissimo arco di tempo.

I pagamenti realizzati in bitcoin vengono completati con sistemi chiamati blockchain, che avvengono alla luce del sole e che si rivelano molto sicuri e performanti. La new economy giura che il blockchain sarà il sistema di pagamento del futuro e si lega con soluzioni già conosciute e adottata anche nel resto del mondo quali la firma elettronica e le nuove tecnologie di contabilità.

Quale il rapporto fra oro e bitcoin? Il rapporto fra la moneta del futuro e il bene di rifugio più antico del mondo sembra proporsi come una sfida fra old e new economy. Nella realtà si tratta, ancora una volta, di una forte comparazione. L’oro resta la base fisica, solida e reale della definizione di valore di un bene, quindi anche i bitcoin devono passare per questa comparazione per dimostrare il loro valore nel nostro presente.

Le quotazioni dell’oro sono in rialzo e toccano il livello massimo delle ultime 5 settimane. Secondo gli analisti di Citigroup la crescita dei prezzi del metallo giallo è tuttavia soltanto transitoria e non continuerà a lungo.

Prezzo oro

Il prezzo dell’oro ha raggiunto nelle scorse ore il livello più alto delle ultime 5 settimane e gli investitori si domandano quale potrà essere il trend del metallo giallo nei prossimi mesi. Gli analisti di Citigroup hanno al riguardo le idee molto chiare.

Al momento l’oro con consegna nel mese di febbraio, al Comex di New York, è aumentato dello 0,6 per cento a 1.180 dollari l’oncia.

Ricordiamo che già nella scorsa settimana le quotazioni sono salite del 2 per cento dopo che sono stati diffusi i documenti redatti in occasione dell’ultimo vertice della Fed, da cui gli analisti hanno interpretato che è molto probabile che la banca centrale Usa non procederà ad un aumento per tre volte dei tassi di interesse nel 2017 ma si limiterà soltanto a due.

Quotazione Oro

Oro trend 2017

Le quotazione dell’oro sono dunque in crescita nelle ultime settimane ma secondo le stime degli analisti di Citigroup, il trend è destinato ad esaurirsi nel corso del 2017.

Le previsioni di un dollaro più debole sono tra i motivi alla base della crescita recente delle quotazioni del metallo giallo ma per Citigroup non sono destinate a persistere.

In base a quanto sostenuto dagli esperti della banca d’affari statunitense, i prezzi in rialzo dell’oro sono stati prodotti soprattutto da una serie di operazioni di ricopertura da parte degli investitori e per tale motivo il trend rialzista dovrebbe restare “in auge” soltanto in questa prima parte dell’anno.

Gli analisti di Citigroup sono piuttosto fiduciosi sulle prospettive più a lungo termine del dollaro Usa, pertanto ritengono che il consolidamento dei tassi di interesse ed un biglietto verde più debole spingerà in alto le quotazioni dell’oro nel primo trimestre del 2017, in un range compreso tra i 1.150 dollari ed i 1.200 dollari.

Nella seconda parte dell’anno il metallo giallo perderà terreno e tornerà in una fascia di prezzo compresa tra i 1.100 dollari ed i 1.140 dollari.

Per quanto riguarda gli altri principali metalli, da segnalare i future dell’argento con consegna nel mese di marzo, sempre sul Comex, in rialzo dello 0,5 per cento a 16,6 dollari l’oncia, ed il platino in progressione dello 0,9 per cento a 979 dollari. Il rame scende invece dello 0,3 per cento a quota 2,5 dollari per libbra.