Migliori ETF 2018: come investire per diversificare il portafoglio

Che cos’è un ETF e perché è importante investire su questo asset? ETF è acronimo di Exchange Traded Fund e con tale termine si identifica una particolare tipologia di fondo d’investimento, il quale ha come unico obiettivo quello di replicare l’indice al quale si riferisce (benchmark) attraverso una gestione totalmente passiva. Come i titoli azionari, anche gli ETF sono oggetto di compravendita in Borsa e, date le loro caratteristiche, si prestano a varie modalità d’impiego: trading di tipo intraday e vendita allo scoperto al fine di prendere una posizione ribassista sull’indice benchmark e investimento di medio/lungo termine. Scopriamo in questa guida dedicata quali sono le caratteristiche distintive degli ETF e quali sono i migliori su cui investire per il 2018.

Migliori piattaforme 2018 per fare trading di ETF

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Investire in un ETF: cosa sono e quali sono le caratteristiche peculiari?

Un ETF è una tipologia di fondi d’investimento che appartengono agli ETP (Exchange Traded Products), ovvero alla famiglia di prodotti a indice quotati che riassume in sé le caratteristiche proprie di un titolo azionario o di un fondo di investimento, consentendo ai risparmiatori di sfruttare i punti di forza di entrambi gli asset:

  • flessibilità e trasparenza informativa della negoziazione in tempo reale delle azioni,
  • diversificazione e riduzione del rischio proprie dei fondi.

Gli ETF, rispetto ai titoli azionari ed ai fondi, sono molto più economici e più competitivi nei confronti dei fondi attivi: le spese sono inferiori al punto percentuale e l’ampia diversificazione, unita alla negoziazione borsistica, li rende più appetibili nei confronti dell’investimento in singole azioni e meno rischioso. Rispetto ai fondi attivi, la gestione degli ETF è passiva: ciò significa che il loro rendimento è legato alla quotazione di un indice borsistico e non all’abilità di compravendita del gestore del fondo. Infatti, il gestore si limita a controllare la coerenza del fondo con l’indice di riferimento e, nel caso di scostamenti, procede con la correzione delle differenze di valore fra la quotazione del fondo e quella dell’indice di riferimento. Grazie all’investimento in ETF è possibile puntare in molti settori dell’economia mondiale riguardanti: i mercati azionari geografici, mercati obbligazionari, materie prime, etc.

Differenze tra ETF e fondi comuni di investimento


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Come già precedentemente anticipato, gli ETF sono strumenti finanziari a gestione passiva: replicano un benchmark e, quando viene sostituito, anche l’asset all’interno del fondo viene sostituito. Chi investe attraverso un ETF non si deve preoccupare del ribilanciamento. Differentemente dai fondi comuni, gli ETF vengono scambiati in Borsa in negoziazione continua come per i titoli azionari e, di conseguenza, la loro quotazione varia continuativamente ed è soggetta a fluttuazioni all’interno di una stessa giornata di contrattazioni. Gli ETF possono, per alcuni aspetti, essere equiparati ai Fondi Comuni di Investimento: il patrimonio rimane autonomo e completamente separato da quello dell’emittente. Per questo, investire in ETF è molto più sicuro che investire in altri asset: se un’emittente fallisce non comporta alcun rischio patrimoniale per l’investitore che detiene ETF. Inoltre, la gestione passiva comporta l’applicazione di commissioni di gestione molto ridotte e nessuna commissione di ingresso, di uscita o performance. Come i fondi comuni d’investimenti, anche gli ETF possono distribuire dividendi; di conseguenza, si possono classificare gli ETF a distribuzione (con pagamento di dividendi periodici) o ad accumulazione (con il reinvestimento dei dividendi).

Linee guida per selezionare gli ETF migliori: tips da seguire

Quando si investe in ETF ogni consulente deve valutare il profilo di rischio del potenziale risparmiatore per capire il profilo dell’investitore ed arrivare alla soluzione “su misura”. Si deve selezionare gli ETF in maniera del tutto indipendente in base a diversi criteri, tra i quali i costi di gestione, la liquidità, il tracking error in modo da assicurare la migliore efficienza nel medio-lungo periodo, la massima flessibilità ed i minori costi di gestione.

Nel costruire un portafoglio di investimenti è fondamentale valutare lo studio dei mix di Asset Class corretti per il profilo e gli obiettivi del cliente (diversificazione); inoltre, è importante ottimizzare i costi che sono un fattore essenziale per non penalizzare la performance sul medio-lungo periodo. Infatti, nel breve periodo, i rendimenti dei mercati sono imprevedibili e distraggono l’investitore dall’obiettivo. Per proteggere il capitale del cliente ed ottenere una performance consistente nel tempo, occorre monitorare i mercati e l’andamento del portafoglio investimenti per apportare gli aggiustamenti necessari.

Migliori ETF 2018: su quali investire?

Quali migliori ETF 2018 acquistare? Ecco su quali investire Exchange Traded Fund nel 2018 per diversificare il proprio portafoglio investimenti:

  • ISE Cyber Security UCITS: permette un’esposizione a società che operano nel settore globale della sicurezza informatica. Il paniere è costituito da circa 30 titoli azionari di aziende incluse nell’indice ISE Cyber Security UCITS Total Return, ossia imprese che lavorano allo sviluppo dell’hardware o del software che salvaguarda l’accesso ai file, ai website o ai network o che forniscono servizi di cybersicurezza ai loro clienti,
  • Solactive Global Oil Equities: replica i titoli azionari quotati di società attive nel settore petrolifero con la più elevata correlazione con il prezzo del petrolio,
  • Amundi MSCI Europe UCITS: replica i principali titoli azionari di 15 paesi europei industrializzati,
  • Bloomberg Barclays Euro Corporate Bond: replica le obbligazioni societarie denominate in euro di aziende industriali, utility e finanziarie pubblicamente emesse nel mercato degli Eurobond e nei mercati domestici dell’Eurozona.

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