Le pulizie rendono, lo dimostra il caso Helpling

Può una start up concentrarsi sull’incrocio fra domanda e offerte di pulizie per la casa? La riposta è sicuramente sì e i dati dimostrano che può riscuotere anche un grande successo. Stiamo parlando Helpling, un marketplace che si propone leader in Europa nella prenotazione dei servi per la casa online. La start up ha annunciato di avere ricevuto un finanziamento del valore di dieci milioni di euro da parte della joint venture Apagic. È il sogno di ogni start up che si avvera, quello di essere creduta e riconosciuta nel valore dagli investitori, di crescere di trasformarsi a sua volta in una grande impresa, o di essere acquistata da una superpotenza per poter proseguire indisturbata la sua esistenza.

A cosa serviranno i dieci milioni di finanziamento? Helpling impiegherà il finanziamento per estendere il suo marketplace e per includere ancora più servizi domestici a quelli che già contempla. Si tratta di risorse importanti, che si aggiungono ai 67 milioni di euro che la start up era riuscita ‘racimolare’ fin dagli esordi, avvenuti nel 2014. Sono finora tante le case e gli appartamenti che sono stati tirati a lucido dai lavoratori di Helpling ed è interessante notare che i clienti sono affezionati. L’85% degli utenti della piattaforma fa infatti ordini continuativi e acquista sistemi a pacchetto della durata di una settimana o di un mese.

Quali saranno i nuovi servizi della piattaforma? Helpling ha lanciato all’inizio del 2017 dei servizi aggiuntivi in venti città tedesche e le nuove soluzioni guardano alla pulizia dei vetri e delle vetrate, all’imbiancatura e al montaggio dei mobili solo per citare i più notevoli. I feedback che l’azienda riceve ogni giorno sono ottimi e l’investimento di dieci milioni di euro servirà anche per spingere questi nuovi servizi anche in tutto il resto dell’Europa.

Al contempo, l’espansione del marchio e quindi della piattaforma, serviranno per rendere il brand sempre più grande e riconoscibile, fino a diventare un vero e proprio punto di riferimento per chi ricerca bravi lavoratori, che puliscono casa e che svolgono le faccende domestiche.

La domanda sorge quindi spontanea, ovvero riuscirà ad attecchire in Italia una piattaforma che si occupa di lavori domestici? La realtà è più che attiva in Italia e si propone bella, accattivante e semplice da usare. In realtà si tratta di una bella sfida, perché non bisogna dimenticare che il lavoro sommerso in questo campo è fra i più diffusi e inarrestabili del paese.

Ma il caso Helpling dimostra che si può mettere ordine anche in una terra di nessuno come le pulizie di casa, dove amici di amiche e amiche di amici vengono a pulire la cucina per cinque euro all’ora e meno, senza assicurazioni sugli infortuni di sorta e senza la minima prospettiva di contribuzione. I voucher potevano sicuramente rappresentare una risposta, ma si sono purtroppo rivelati una speranza mal riposta. Ecco che la nuova tecnologia può scendere in campo, per cambiare le carte in tavola e per rendere anche questo settore un po’ più pulito e controllato.

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