Investimenti

Piccoli investitori crescono: grazie a Walliance, non è più una chimera investire sul mercato immobiliare con cifre minime che, comunque, consentono di ottenere un guadagno. L’aspetto sorprendente è dato dal fatto che basterebbero anche 500 euro per avviare un investimento del quale poi poter raccogliere i frutti auspicati. Scopriamo in questa guida che cos’è Walliance, come funziona, quali sono i vantaggi e le opinioni.

Cos’è Walliance?

Si tratta di una giovane Start up che, nata nel 2016 a Trento, approda sul mercato nazionale a partire dal settembre del 2017.

Se la data di nascita la rende fresca e nuova, è anche vero che Walliance vanta una esperienza notevole nel settore degli investimenti immobiliari e, per definizione, è una piattaforma di equity crowdfunding il cui obiettivo, principale e dichiarato, è quello di determinare un’impennata nel mondo economico del Real Estate, attraverso il rispetto del principio della sostenibilità ambientale, l’innovazione del prodotto e la semplificazione del sistema finanziario.

Walliance: cosa fa?

La piattaforma in questione, oltre a permettere agli imprenditori di accumulare capitali con l’obiettivo di realizzare progetti immobiliari (siano essi residenziali, turistici o commerciali), contestualmente offre loro possibilità di investimenti che vengono proposti direttamente sul sito.

Se ci si chiede quali possano essere i profitti, è bene sapere che – secondo le modalità di investimento nell’equity crowdfunding – ciò su cui si può puntare sono anche singole quote di partecipazione ad un determinato progetto.

Ma le intenzioni di sviluppo della piattaforma nell’ambito del crowdfunding sono veramente serie e, a conferma di ciò, sono state siglate due importanti Partnership: Banca Finint da un lato ed il business incubator di Trentino Sviluppo dall’altro hanno indotto Walliance a pensare in grande ed – attraverso questa collaborazione – a dichiarare l’obiettivo di poter aiutare le Start up che operano sul mercato immobiliare.

Real Estate o mercato immobiliare dovrebbero essere molto vicini dal punto di vista dei significati ma una precisazione è d’obbligo per capire la reale e sottile differenza che c’è tra i due.

Quando si parla di real estate, generalmente, si fa riferimento ai grandi costruttori o, addirittura, alle società di project management al contrario, invece, di quando ci si riferisce al settore immobiliare con il quale si tende ad includere i piccoli costruttori.

Obiettivi di Walliance ed il crowdfunding

Da piccola azienda del nord a potenziale nuova realtà europea, Walliance ha obiettivi di respiro internazionale tra cui quello di espandersi per facilitare gli investimenti nel settore immobiliare, attraverso la raccolta di fondi e la gestione sicura e veloce della burocrazia.

La sponsorizzazione dei progetti è un aspetto importante perché permette, grazie alla visibilità concessa, di indirizzare gli investitori verso una opzione di successo, assistendo alle varie fasi di raccolta dei finanziamenti e seguendo, passo passo, la loro evoluzione.

La piattaforma di Equity crowdfunding dà la possibilità di raccogliere denaro utile alla realizzazione di un progetto, fino ad un massimo di 5 milioni di euro ed ogni utente potrà partire da un investimento base di minimo 500 euro. Queste realtà hanno l’obiettivo di “sfruttare” le innovazioni ed applicarle al mondo della finanza e della tecnologia, nel tentativo di un investimento importante. In poche parole, il crowdfunding ha trasformato ciò che prima era inaccessibile, in una occasione anche per il piccolo investitore.

A conclusione, la definizione di crowdfunding è quella di un’operazione finanziaria collettiva di raccolta fondi che sfrutta i mezzi digitali e che si propone, attraverso l’abbattimento delle distanze tramite il web, di stimolare il real estate, al fine di permetterne un’esponenziale sviluppo.

Investimenti Real Estate: i vantaggi

Ecco i vantaggi derivanti dagli investimenti nel mercato immobiliare con la piattaforma di Walliance:

  • Trasparenza ed immediatezza
  • Minima quota investimento
  • Flessibilità e diversificazione di investimento
  • Importanza e stabilità del mercato immobiliare

Walliance: Tassazione profitti

La piattaforma Walliance, quindi, ha lo scopo di proporsi come strumento di intermediazione tra imprenditori che espongono un progetto ed eventuali finanziatori dello stesso, che possono partecipare alla realizzazione acquistando una più quote.

La tassazione è prevista ed applicabile, naturalmente, per i soli guadagni in misura diversa per la persona fisica e per quella giuridica. Infatti, nel primo caso è del 26%, nel secondo è pari al 5% e, nello specifico, é dovere precisare che anche le tasse sugli utili non saranno pagate dall‘investitore finale perché è la società che propone il progetto ad essere considerata sostituto di imposta.

Normativa di riferimento: Real Estate Crowdfunding

In Italia, parentesi giuridica fondamentale che riguarda il real estate crowdfunding e che ne ha consentito il suo sviluppo fondamentale, è stato l’articolo 50 del Decreto Legge del 24 aprile 2017 che ha esteso la possibilità di crowdfunding, oltre che alla Start up, anche alle Piccole e Medie Imprese.

Detto questo, però, è necessario focalizzare l’attenzione sull’equity crowdfunding e sul rapporto Massolution del 2012, specificando che esso su rifà anche a:

  • Donation: si tratta di una donazione che non impone alcuna ricompensa ma è intesa solo ed esclusivamente come sostegno al progetto.
  • Reward: la quota partecipativa prevede, a seconda del suo valore, una ricompensa che si concretizzi in prodotti e servizi.
  • Social lending: è un prestito diretto, senza nessuna intermediazione, concesso da privati o organizzazioni che decidono dove esso debba essere distribuito.

Quindi, in base al modello di crowdfunding applicato saranno percepibili differenze oggettive nel metodo di investimento.

Walliance, grazie all’equity, permette all’investitore l’acquisizione di quote in seno alla società che ha gestito l’iniziativa.

A differenza, il landing crowdfunding prevede un prestito concesso a qualcuno che intende dare vita ad un investimento immobiliare. Se dovesse andare a buon fine, chi ha finanziato avrà diritto ad una rendita annuale.

Rischi del Crowdfunding

Tutti gli investimenti sono soggetti ad andamenti differenti a seconda del periodo. Così come tutti i mercati, anche quello del crowdfunding non è esente dai rischi ed il suo successo è strettamente e direttamente collegato all’andamento della società che lo gestisce.

In ogni caso, i capitali vengono reperiti attraverso un portale sicuro, iscritto regolarmente al Registro dei Gestori dei Portali ed autorizzato da Consob.

Questo permette agli investitori, una volta effettuato l’accesso sul portale, di visualizzare nel dettaglio ogni possibilità di investimento e per ognuna vi è l’indicazione precisa della quota minima di partecipazione. La raccolta di denaro, così avviata, consente di comprendere (in tempo reale) quale sia lo stato del progetto e sapere quando esso raggiunge la quota che porta alla sua realizzazione.

Successivamente, nella fase della vendita, ogni investitore avrà un ROI proporzionale al finanziamento effettuato e, mediamente, su Walliance, le operazioni accettate stimano un rientro economico del 10%.

Opinioni su Walliance: quali sono?

La piattaforma Walliance, come già anticipato e ribadito, opera nel pieno rispetto delle regole e, tra l’altro, essa è sottoposta a serrati controlli che garantiscono la sua trasparenza e dispone di tutte le autorizzazioni necessarie per svolgere l’attività di Equity crowdfunding.

Tutto ciò che il cliente deve sapere è scritto in modo chiaro e fuga ogni dubbio.

Le opinioni degli utenti che si rintracciano sul web, per i motivi enunciati, sono per lo più positive ed esprimono soddisfazione. Anche la praticità e l’usabilità della piattaforma, rendono il suo utilizzo molto veloce, pure per il momento della sottoscrizione degli accordi che, con un click, viene resa effettiva ed alla quale segue il pagamento tramite bonifico o carta di credito. Pareri positivi sono anche riferiti al fatto che gli utilizzatori di Walliance ripongono fiducia nell’azienda e riconoscono la sua affidabilità anche per quanto riguarda la valutazione dello stato amministrativo degli immobili da realizzare e poi destinati alla vendita.

Prospettiva futura sul Crowdfunding

Lo sviluppo dei servizi di internet banking, attraverso il quale offrire i vari servizi, sembra essere obiettivo principale che Walliance si propone di raggiungere.

 

 

È davvero possibile guadagnare con il crowdfunding immobiliare? Si tratta di un’opportunità davvero interessante e promettente per il settore immobiliare e di un sistema di finanziamento veramente innovativo. Nell’ultimo anno hanno iniziato a proliferare le prime piattaforme di crowdfunding approvate dalla Consob che consentono sempre più di guadagnare un reddito extra o, addirittura, una rendita interessante, mediante la riscossione dei canoni di locazione. Dopo anni di crisi, grazie all’avvento ed al successo del crowdfunding, il campo immobiliare ha cominciato a “risollevarsi” dalla profonda stagnazione. Vediamo in questa guida che cos’è il crowdfunding immobiliare, come funziona e quali sono le Piattaforme più serie che consentono agli investitori e risparmiatori di introitare interessanti capital gains sul capitale investito.

Che cos’è e come funziona il crowdfunding immobiliare?

Il crowdfunding è entrato nel mondo del real estate con forme di investimento collettivo destinate a rivoluzionare il settore: esistono diversi modelli come il lending, dove l’investitore diventa titolare di un diritto di credito e l’equity, dove il risparmiatore acquisisce la proprietà di quote di una società. La differenza principale tra le due forme di finanziamento risiede nel fatto che con il lending non si diventa soci, ma si acquisisce il diritto di ricevere il capitale prestato con gli interessi. Con l’equity, invece, si acquisisce una quota della società che realizza il progetto. In buona sostanza, chi decide di iniziare a guadagnare con il crowdfunding immobiliare, deve iscriversi ad una Piattaforma ad hoc e deve trasferire il proprio denaro a società terze che si occupano di acquistare gli immobili, ristrutturarli e metterli a reddito o venderli o darli in locazione.

Piattaforme di crowdfunding immobiliare

Negli ultimi tempi sul web possiamo trovare diverse interessanti piattaforme specializzate nel crowdfunding immobiliare: “il settore real estate si è aperto al crowdfunding solo nell’ultimo anno: prima esistevano piattaforme generaliste che proponevano tra le altre cose, anche progetti immobiliari. Delle 19 piattaforme di equity crowdfunding iscritte alla Consob, solo una oggi è di equity crowdfunding immobiliare e si chiama Walliance”. L’importante è scegliere la giusta piattaforma per fare crowdfunding immobiliare in modo tale che garantisca la sicurezza e la trasparenza dell’operazione di investimento. Il consiglio degli Esperti è quello di iniziare con piccole cifre per poi arrivare ad investire maggiori capitali nel tempo e avere maggiore propensione ad accettare il rischio.

Housers.com: cos’è e come funziona

Housers.com è la piattaforma di crowdfunding immobiliare spagnola che dal modello equity si è trasformata nel tempo in una piattaforma di lending. Come funziona? Ogni investitore-risparmiatore ha la possibilità di prestare i propri capitali ad una società che si occupa di acquistare un immobile e di darlo ad una società fiduciaria che lo tiene come garanzia per i donatori. Nel caso in cui la società immobiliare incorra in seri problemi economici, la fiduciaria fa vendere l’immobile all’asta e fa distribuire i ricavi tra tutti i soggetti finanziatori. Il meccanismo di funzionamento è il seguente: Housers.com, dopo un’accurata ricerca, trova gli immobili in vendita che possono trasformarsi in un’ottima rendita, avvia la raccolta fondi e, al raggiungimento della cifra necessaria, procede all’acquisto dell’immobile. Per iniziare ad investire con Housers.com, è necessario iscriversi gratuitamente online, compilare il form, validare l’identità di investitore caricando una copia della carta d’identità o del passaporto. La registrazione non è vincolante e non ha nessun costo; l’account non ha commissioni e, non appena realizzato il processo di registrazione, si può accedere alla propria area privata e analizzare tutta la documentazione a supporto dei progetti immobiliari.

Per attivare il tuo conto Housers e iniziare ad investire si hanno due opzioni:

  • bonifico bancario
  • carta di credito.

Walliance: cos’è e come funziona

Affidandoti alla piattaforma di Walliance si ha la possibilità di diventare soci della società che porta avanti il progetto immobiliare (si tratta quindi di equity crowdfunding).

Per iniziare ad investire in immobili si deve:

  • accedere alla piattaforma e registrarsi o aderire anche tramite il proprio account Facebook o LinkedIn;
  • controllare tutti i progetti offerti, individuando quelli che sono i più interessanti e promettenti in termini di durata, rendimento atteso e tipologia di immobile;
  • selezionare l’ammontare del capitale di denaro da investire nel progetto che hai scelto.

La procedura è molto semplice e sbrigativa; ciò che conta è dedicare tutto il tempo necessario alla scelta dell’investimento che fa davvero al caso tuo, studiandolo nei minimi dettagli, onde evitare insoddisfazioni e fallimenti. Una volta selezionato il tuo investimento ideale, ti verrà richiesto di compilare un questionario come indicato dalla Consob per individuare il tuo profilo di investitore e la possibile propensione al rischio, tenendo conto della posizione lavorativa, del reddito, della situazione familiare.

Il crowdfunding immobiliare consente ad ogni investitore-risparmiatore di guadagnare mediante un processo collaborativo di raccolta fondi che avviene mediante l’utilizzo degli strumenti digitali e di sfruttare in modo trasparente il potenziale di contatto del web. Si tratta di una nuova modalità di finanziare direttamente l’economia reale, in particolare, il settore real estate.

Negli ultimi anni è cresciuta la sensibilizzazione degli investitori nazionali ed internazionali nell’investire capitali verso progetti di investimento sostenibili in grado di creare valore nel medio-lungo periodo.

Tra i vari strumenti di Finanza Sostenibile, i Fondi Etici rivestono sempre più rilevanza all’interno dell’industria del risparmio e degli investimenti.  Si tratta di fondi comuni di investimento che permettono ai piccoli risparmiatori di investire sui mercati con un approccio etico e socialmente responsabile.

Dagli anni 2000 e ad oggi i Fondi Etici rimangono uno degli strumenti di gestione del risparmio più diffuso tra gli investitori retail che sono sempre più attenti alle tematiche “green” e di finanza sostenibile.

Cosa sono i Fondi Etici?

Fondi etici” è il termine con cui sono più conosciuti i fondi socialmente responsabili (Sri) o che adottano criteri Esg (environmental, social and governance) nella selezione degli investimenti. A partire dalla seconda metà degli anni ’90, oggi i Fondi Etici costituiscono lo strumento più interessante di finanza etica per i piccoli risparmiatori.

La maggior parte dei Fondi Etici è accompagnata dalla sigla identificativa ISR, acronimo di Investimento Socialmente Responsabile

Il fondo etico ha una politica di investimento che vieta l’acquisto di un insieme di titoli e/o privilegia l’acquisto di titoli sulla scorta di determinati criteri che vanno oltre la mera logica del guadagno e della massimizzazione del rendimento atteso e del ritorno economico.

I fondi etici non debbono essere considerati fondi solidali dato che questi semplicemente devolvono parte dei rendimenti ad iniziative e progetti di solidarietà.

Come investono i Fondi etici?

Ciò che caratterizza maggiormente un fondo etico riguarda le scelte d’investimento ovvero come il fondo investe al fine ultimo di creare valore per l’investitore e per la società nel suo complesso.

Alcuni fondi etici si appoggiano a un indice etico di riferimento, come ad esempio gli indici Dow Jones Sustainability Index o Ftse4Good e l’indice Ftse Ecpi Italia Sri introdotto alla Borsa di Milano.

Altri fondi selezionano gli investimenti in base alle analisi condotte da società specializzate sui temi del “green” e della Corporate Social Responsability. Spesso le società di consulenza selezionano un pool di titoli che soddisfano determinati requisiti di carattere sociale ed ambientale.

Non possono essere oggetto di investimento da parte di un fondo etico i titoli di emittenti operanti nei seguenti settori: armi, pornografia, tabacco, test su animali. Questi sono i titoli esclusi dall’universo della cosiddetta “black list”.

Gli indici etici come ogni altro indice borsistico devono rispondere a determinati criteri di composizione e di calcolo al fine ultimo di garantire la comparazione di ogni indice etico con un indice tradizionale di riferimento.

Ad esempio, gli indici etici italiani Ftse Ecpi Italia Sri sono confrontabili con l’andamento dell’indice Ftse Italia All-Share e così via.

Tra le varie tipologie di indici etici possono essere focalizzati su determinate aree geografiche o essere fondi “tematici” o “settoriali” che investono solo in un unico comparto economico che abbia determinate caratteristiche di responsabilità sociale (energie rinnovabili, efficienza energetica, salute, riduzione degli sprechi, etc.).

L’approccio è quello di escludere dalla selezione tutti i titoli di emittenti operanti in determinati settori economici (armi, pornografia, tabacco, test su animali).

Comitato etico: che ruolo espleta in un Fondo etico?

Alcuni fondi etici si dotano di un Comitato etico che espleta il ruolo di supervisor sull’attività svolta ed esprime la propria opinione sull’universo di titoli su cui investire e sulla composizione della “black list”. Lo stesso Comitato etico può anche avere diritto di veto sull’ammissione di determinati titoli su cui investire.

Per garantire l’elevato profilo di responsabilità sociale dei fondi, il Comitato Etico è un organo indipendente, di terza parte ed autonomo, composto da membri scelti tra personalità dotate di un elevato profilo morale e di riconosciuta esperienza nel campo dell’ambiente, della socialità, dell’eticità, della qualità e dell’impegno civile.

Investire nei Fondi Etici: Banca Etica

Banca Etica si propone come il valido interlocutore e punto di riferimento nel panorama italiano per essere in grado di offrire vari prodotti e servizi bancari pensati per i privati, famiglie e imprese.

In Italia Banca Etica è l’unico istituto di credito che mostra in modo trasparente sul proprio sito tutti i finanziamenti erogati attraverso cui i risparmiatori possono partecipare ad un Fondo Etico per sostenere attività etiche, oltre che gestire i loro risparmi.

Banca Etica propone ai propri soci e clienti il fondo pensione etico Pensplan Plurifonds, che consente un utilizzo responsabile del denaro anche nel settore della previdenza integrativa.

Oltre al trattamento pensionistico di base, ogni investitore può decidere di versare i contributi per maturare una pensione complementare o integrativa socialmente responsabile.

Il Fondo pensione AequITAS nasce dalla partnership tra Banca Etica, Itas Vita Spa e Etica Sgr ed è ispirato ai principi della finanza etica grazie al possesso di tre caratteristiche innovative:

  • azionariato attivo per indirizzare le società verso pratiche più responsabili,
  • selezione socio-ambientale del pool di titoli in portafoglio;
  • sostegno alla microimpresa: 5,00 euro delle spese annuali sono destinate al fondo di garanzia per la microfinanza.

 

 

Come investire il risparmio? Bella domanda a cui cerchiamo di dare una valida risposta: sul mercato esistono tantissime valide strategie e progetti di investimento che un potenziale risparmiatore può decidere di sottoscrivere.

Per questo occorre sempre valutare bene tutte le offerte reperibili, il loro potenziale, i vantaggi derivanti dal rendimento ed il loro grado di diversificazione. Tra le diverse alternative presenti sul mercato, i PIR, acronimo di Piani Individuali di Risparmio rappresentano una validissima alternativa e forma di investimento di medio-lungo termine da prendere in debita considerazione.

I Piani individuali di risparmio (PIR) stanno sempre più “trainando” la Borsa italiana, che dal mese di gennaio è una delle più performanti del continente, è quanto hanno osservato Gilberto Bassi, Manager di Copernico Sim, Pierluigi Lotti, consulente finanziario e Mario Fumei, Private banker in occasione del quarto e ultimo appuntamento “Investire in un mondo che cambia fra crisi bancarie e crescita delle Pmi“, tenutosi al Beach Aurora di Lignano Pineta da Eo Ipso Comunicazione ed Eventi.
In questa guida cerchiamo di capire meglio che cosa sono i PIR, quali sono i soggetti che li offrono, come funzionano, i vantaggi, i rischi e la detassazione.

PIR: cosa sono e come funzionano

I PIR o Piani Individuali di Risparmio sono una forma di investimento a medio-lungo termine che assolvono ad una funzione di sostegno alla competitività del tessuto imprenditoriale italiano: si tratta di veicolare i risparmi dei nuclei familiari italiani verso le Piccole e Medie Imprese (PMI).

Infatti, i PIR possono essere sottoscritti solo dalle persone fisiche e non dalle persone giuridiche come le imprese e società; ogni singolo soggetto investitore può sottoscrivere un solo piano di risparmio.

In pratica, si tratta di una validissima e importantissima forma di investimento, di veri e propri “contenitori di strumenti finanziari” aventi l’obiettivo di rilanciare e sostenere la struttura portante dell’economia italiana: le imprese di dimensione “minore”.

Si tratta di fondi comuni di investimento che devono investire il 70% del loro capitale in strumenti sia azionari, sia obbligazionari di aziende italiane o con stabile organizzazione in Italia e di questo 70%, il 30 % deve essere investito in aziende medio piccole che sono, poi, la stragrande maggioranza delle imprese italiane e che fanno più fatica a trovare accesso al credito e a sostenere la competizione globale“, è quanto ha commentato Gilberto Bassi, Manager di Copernico Sim in occasione dell’appuntamento “Investire in un mondo che cambia fra crisi bancarie e crescita delle Pmi“, tenutosi al Beach Aurora di Lignano Pineta da Eo Ipso Comunicazione ed Eventi.

Una bella idea, dunque, tanto più che c’è l’aggiunta del ‘regalo’ dell’assenza di tassazione sui guadagni dopo cinque anni”. La capitalizzazione di Borsa in Italia infatti era di 418 miliardi nel 2016, e i Pir hanno raccolto circa 3 miliardi (con prospettive in netta crescita)” ha ulteriormente messo in evidenza lo stesso Bassi.

Per chi ha una disponibilità economica da investire nel medio-lungo termine può decidere di sottoscrivere i PIR per un lasso temporale di almeno 5 anni, con il vantaggio di azzerare l’imposta sui redditi generati dall’investimento dato che l’aliquota sarebbe al 26% e di beneficiare dell’esenzione delle imposte di successione e donazione.

Vantaggi dei Piani Individuali di Risparmio

I PIR sono strumenti finanziari che consentono ai risparmiatori di beneficiare della detassazione a patto di mantenerli per almeno cinque anni e fino ad un tetto massimo di 30 mila euro l’anno. In caso di estinzione anticipata, si deve fare attenzione dato che le tasse sono ugualmente dovute (e con gli interessi).

L’altro grande vantaggio e lato positivo derivante dalla disciplina dei PIR, contenuta nella legge di bilancio 2017, è quello di puntare a fornire un valido supporto e sostegno all’economia domestica costituita in prevalenza dal tessuto di piccole e medie imprese che oggi fanno fatica e hanno difficoltà rilevanti nell’accedere al credito bancario per via delle rules e standard sanciti a livello comunitario, i quali impongono requisiti stringenti nell’erogazione del credito.

Grazie alla sottoscrizione dei Pir, il soggetto risparmiatore può diversificare il rischio del portafoglio investimenti; infatti, è possibile investire in un’ampia gamma di strumenti finanziari: titoli azionari, bonds, conti correnti, fondi comuni, etc.

Infatti, almeno il 70% del portafoglio investimento deve essere destinato ad asset finanziari quali titoli azionari e bond emessi da aziende italiane e/o europee, aventi stabile organizzazione sul territorio nazionale e il rimanente 30% deve essere destinato ad un qualsiasi altro strumento finanziario quale conto corrente e/o deposito bancario.

Inoltre, la disciplina normativa consente che almeno il 21% del portafoglio sia investito in strumenti finanziari emessi da aziende diverse a quelle incluse nell’indice borsistico Ftse Mib. Grazie a questa previsione, ben si comprende che i risparmi si indirizzeranno verso le aziende di piccola dimensione come le listed companies quotate sul segmento STAR.

In tale modo, si viene a beneficiare di un portafoglio ben diversificato con differenti profili di rendimento/rischiosità e con la previsione che non più del 10% del portafoglio sia da destinare a strumenti finanziari emessi da uno stesso soggetto.

Prezzi giù nel 2017 per il mercato immobiliare, con un ribasso medio del 4 per cento. Un anno comunque positivo sul fronte delle compravendite anche se in rallentamento rispetto al 2016.

Immobiliare prezzi case 2017

I prezzi delle case usate scendono del 4 per cento nel 2017 secondo l’ultimo rapporto pubblicato da “Idealista”.

Una tendenza negativa che coinvolge tutte le regioni italiane, ad esclusione del Trentino Alto Adige per il quale si registra un incremento dello 0,7 per cento.

Il dato annuo peggiore è stato rilevato in Lombardia (-7,1 per cento), seguita dal Piemonte (-6,4 per cento) e dalla Sicilia (-5,6 per cento).

Ribassi consistenti nell’anno anche nelle Marche (-4,7 per cento) ed in Campania (-4,5 per cento).

Il valore medio per metro quadrato è risultato pari a 1.819 euro.

Con riferimento alle singole regioni, la Liguria si caratterizza per i prezzi più elevati, con una media pari a 2.614 euro al metro quadrato, seguita dalla Valle d’Aosta (2.460 euro) e dal Lazio (2.444 euro).

La Calabria (902 euro) e il Molise (1.018 euro) sono le regioni meno care.

Con riguardo alle grandi città italiane, Genova chiude l’anno con prezzi in calo del 7,7 per cento, Milano perde il 6,4 per cento, Torino in ribasso del 7,5 per cento e Firenze dell’1 per cento. Flessione anche per Napoli (-4,5 per cento) e Roma (-3,6 per cento).

Le previsioni degli esperti per il 2018 sono per una crescita moderata dei prezzi nelle metropoli e più in generale verso una stabilizzazione delle quotazioni.

Compravendite case in crescita nel 2017

Aumentano le compravendite immobiliari secondo un’analisi eseguita dall’Ufficio Studi del Gruppo Tecnocasa sui dati relativi al primo semestre del 2017.

Dall’indagine si evince che il 17,6 per cento degli acquisti immobiliari è stato portato a termine dagli investitori, con la tipologia più richiesta rappresentata dai bilocali.

Imprenditori, liberi professionisti e impiegati sono le categorie che comprano maggiormente per investimento (76,5 per cento). Nel corso dei primi 9 mesi del 2017 le compravendite sono cresciute del 4,5 per cento rispetto all’analogo periodo dello scorso anno. Da un punto di vista geografico, il Sud e le Isole hanno registrato un incremento del 5 per cento, seguite dai Comuni del Centro (+4 per cento) e del Nord (+4,5 per cento). Tra le grandi città, spicca Palermo che ha registrato il maggior progresso in termini di contrattazioni (+13,7 per cento).

Se sei alla ricerca di investimento i fondi immobiliari consentono di ottenere un buon rendimento nel medio-lungo termine. Ecco cosa e come funzionano i fondi immobiliari.

Il mercato immobiliare attrae sempre gli investimenti degli italiani: con l’evoluzione dei bisogni e una crescente domanda di prodotti finanziari e di strumenti di gestione del risparmio innovativi, i fondi immobiliari sono nati nel 1998 per consentire di investire il patrimonio dei risparmiatori in misura non inferiore ai due terzi in beni immobili, diritti reali immobiliari e partecipazioni in società immobiliari.

In questa guida approfondiamo la disciplina normativa dei fondi immobiliari, cosa sono, come funzionano, i vantaggi e quali sono i principali fondi su cui investire.

Cosa sono i fondi immobiliari

I fondi immobiliari sono prodotti che consentono di investire esclusivamente o prevalentemente in beni immobiliari, diritti reali immobiliari e partecipazioni in società immobiliari.

In sostanza, i fondi immobiliari non sono altro che fondi di tipo “chiuso”: i capitali dei soggetti risparmiatori che hanno a disposizione somme di liquidità anche esigue vengono investiti in beni immobili, oltre che in diritti reali immobiliari e in partecipazioni in società immobiliari.

Il patrimonio di ciascun fondo immobiliare è suddiviso in quote che possono essere negoziate nel Mercato Telematico degli Investment Vehicles (MIV) della Borsa Italiana, come se fosse un normale strumento finanziario mobiliare.

Classifica dei fondi immobiliari

I Fondi immobiliari possono essere classificati in base alle modalità di costituzione nei seguenti:

  • fondi ordinari: nei quali i beni immobili vengono acquistati successivamente alla sottoscrizione;
  • fondi ad apporto: in cui gli immobili vengono conferiti da un ente pubblico o da una società privata;
  • fondi misti: quando una parte dei beni viene conferita mediante apporto e l’altra parte viene acquistata successivamente all’emissione delle quote.

I Fondi Immobiliari possono essere classificati anche in base ai soggetti ai quali si rivolgono (retail o investitori qualificati) ed e alla politica di distribuzione dei dividendi (a distribuzione o ad accumulazione).

La durata minima prevista da queste particolari tipologie di investimento finanziario è pari a 10 anni e può raggiungere anche una durata massima di 25 anni.

Come funzionano?

I Fondi immobiliari nascono con una dotazione iniziale prestabilita di patrimonio, la quale subisce mutamenti e variazioni di quotazione dell’asset dovuti all’apprezzamento/deprezzamento dei beni immobiliari.

Il patrimonio iniziale è costituito da quote (si pensi ad una torta divisa in tante fette) che vengono sottoscritte da vari risparmiatori-investitori: in questa prima fase l’obiettivo è quello di raccogliere risorse presso i soggetti risparmiatori sottoscrittori.

Una volta raccolte le risorse dall’intermediario (SGR), il fondo seleziona gli immobili su cui investire: i beni immobiliari vengono selezionati secondo le diverse linee di gestione del fondo.

Alcuni fondi immobiliari selezionano solo immobili residenziali, altri immobili commerciali, altri zone da edificare.

I soggetti investitori, a seconda della diversa durata di investimento e di sottoscrizione, possono poi rientrare in possesso dei capitali investiti, maggiorati degli interessi maturati se il progetto di investimento si è rilevato proficuo.

Perché investire sui Fondi immobiliari?

Nonostante la crisi del mercato real estate, investire in Fondi Immobiliari rimane un’ottima strategia e, a nostro avviso, è sicuramente da preferire rispetto all’investimento in titoli azionari che sono maggiormente rischiosi ed il cui corso è soggetto a maggiore volatilità.

L’elemento che caratterizza principalmente il “fondo immobiliare” è quello di rendere maggiormente commercializzabili e liquidi gli investimenti per l’acquisto di asset immobili mediante la costituzione di quote che consentono di negoziare in Borsa valori mobiliari.

Ciò permette ad ogni singolo investitore di evitare le procedure di acquisto diretto di beni immobiliari e l’eccessiva onerosità inerente la gestione diretta degli stessi.

Altri interessanti vantaggi sono legati alla continua rivalutazione dei cespiti, al frazionamento del rischio su una diversa tipologia di immobili (commerciali, industriali, uffici, magazzini, ecc.) ubicati in zone diverse, maggiore competitività dei tassi per l’accesso al credito, oltre alla possibilità di diversificare il rischio.