Fisco e tasse

Eccoci giunti al mese di dicembre 2018! Le tredicesime degli italiani saranno assorbite dalle spese per lo shopping dei regali di Natale, per il Cenone di Capodanno e, soprattutto, dalle tasse e imposte da versare all’amministrazione tributaria.

Ecco il Calendario fiscale per il mese di dicembre 2018 con tutte le scadenze e gli appuntamenti con l’Agenzia delle Entrate da segnarsi in agenda.

Appuntamento con il Fisco: Scadenziario mese di dicembre 2018

3 dicembre

I contraenti dei contratti di locazione e affitto che non abbiano optato per il regime della “cedolare secca” sono tenuti al versamento dell’imposta di registro sui contratti stipulati in data 01/11/2018 o rinnovati tacitamente con decorrenza dal 01/11/2018.

Per procedere al versamento dell’imposta, è necessario utilizzare il Modello “F24 versamenti con elementi identificativi” (F24 ELIDE) con modalità telematica (per i titolari i Partita IVA) o, anche, presso Banche, Agenzie Postali, Agenti della riscossione (per i non titolari di Partita IVA).

7 dicembre

I contribuenti che sono stati ammessi alla definizione agevolata dei carichi tributari affidati agli agenti della riscossione dal 2000 al 30 settembre 2017 ai sensi dell’art. 1, commi 6 e 8, lettera b), numero 2), del D.L. 148/2017 (c.d. rottamazione-bis), ma che non sono riusciti a saldare le rate in scadenza nei mesi di luglio, settembre e ottobre 2018 e intendono regolarizzare aderendo alla definizione agevolata prevista dall’art. 3, comma 21, del D.L. 119/2018 (c.d. Rottamazione-ter) devono procedere all’adempimento entro il 7 dicembre 2018.

Si ricorda che il pagamento delle somme dovute per la definizione agevolata può essere effettuato:

  • mediante bollettini precompilati relativi alle rate scadute nei mesi di luglio, settembre e ottobre 2018;
  • presso gli sportelli dell’agente della riscossione.

17 dicembre ’18

Entro il 17 dicembre i soggetti che esercitano attività di intrattenimento o altre attività indicate nella Tariffa allegata al D.P.R. n. 640/1972 devono procedere con il versamento dell’imposta sugli intrattenimenti relativi alle attività svolte con carattere di continuità nel mese precedente.

I soggetti contribuenti che corrispondono redditi di pensione di cui all’art. 49, comma 2, lett. a) del D.P.R. n. 917/1986 di importo non superiore a euro 18.000,00 annui sono tenuti al versamento della rata relativa al canone TV trattenuta ai pensionati.

I contribuenti che pongono in essere transazioni finanziarie senza l’intervento di intermediari né di notai sono tenuti al versamento dell’imposta sulle transazioni finanziarie (c.d. Tobin Tax).

I Sostituti d’imposta dovranno procedere con il versamento delle ritenute alla fonte su indennità di cessazione del rapporto di agenzia corrisposte nel mese precedente.

I contribuenti Iva mensili devono procedere alla liquidazione e versamento dell’Iva relativa al mese precedente.

Ultimo giorno utile per i contribuenti tenuti al versamento unitario di imposte e contributi per la regolarizzazione dei versamenti di imposte e ritenute non effettuati o effettuati in misura insufficiente entro il 16 novembre 2018, con maggiorazione degli interessi legali e della sanzione ridotta a un decimo del minimo (ravvedimento breve).

I soggetti IVA sono tenuti all’emissione ed alla registrazione delle fatture differite relative a beni consegnati o spediti nel mese solare precedente.

I soggetti esercenti il commercio al minuto e assimilati devono provvedere alla registrazione, anche cumulativa, delle operazioni per le quali è rilasciato lo scontrino fiscale o la ricevuta fiscale, effettuate nel mese solare precedente.

20 dicembre ’18

I condomini in qualità di sostituti d’imposta che hanno operato ritenute a titolo di acconto sui corrispettivi pagati nel periodo giugno 2018 – novembre 2018 per prestazioni relative a contratti d’appalto, di opere o servizi effettuate nell’esercizio d’impresa il cui importo cumulato mensilmente non abbia raggiunto la soglia di EUR 500,00 al 30 novembre 2018 sono tenuti al versamento delle stesse ritenute.

27 dicembre

I contribuenti IVA soggetti agli obblighi di liquidazione e versamento sia mensili sia trimestrali sono tenuti al versamento dell’acconto IVA relativo all’anno 2018

Gli operatori intracomunitari con obbligo mensile sono tenuti alla presentazione degli elenchi riepilogativi (INTRASTAT) delle cessioni di beni e delle prestazioni di servizi rese nel mese precedente nei confronti di soggetti UE.

31 dicembre ’18

Gli eredi delle persone decedute in data successiva al 28 febbraio 2018 che presentano la dichiarazione dei redditi per conto del de cuius sono tenuti al versamento dell’IRPEF dovuta, a titolo di saldo per il 2017, in base alla dichiarazione dei redditi 2018, dal soggetto deceduto, senza alcuna maggiorazione.

I soggetti autorizzati a corrispondere l’imposta di bollo in maniera virtuale sono tenuti al versamento della 6° rata bimestrale dell’imposta di bollo assolta in modo virtuale relativa alla dichiarazione presentata entro il 31 gennaio 2018.

I contribuenti tenuti ad effettuare i versamenti risultanti dalle dichiarazioni dei redditi annuali delle persone fisiche, delle società di persone e degli enti ad esse equiparati e dell’Irap (Modelli 730/2018, REDDITI Persone Fisiche 2018 e REDDITI SP-Società di persone ed equiparate 2018 e dichiarazione IRAP 2018) sono tenuti a regolarizzare, mediante ravvedimento, il versamento della 2^ o unica rata dell’imposta sul valore degli immobili situati all’estero.

Gli eredi delle persone decedute tra il 1° marzo 2018 e il 30 giugno 2018 sono tenute alla presentazione in formato cartaceo, della dichiarazione dei redditi del contribuente deceduto e della scheda contenente la scelta per la destinazione dell’otto, del cinque e del due per mille dell’IRPEF.

I soggetti che effettuano le operazioni di cui all’art. 22 del D.P.R. n. 633/1972 (commercio al minuto e attività assimilate) che intendono optare, a partire dal 1° gennaio 2019, per la memorizzazione elettronica e la trasmissione telematica all’Agenzia delle Entrate dei dati dei corrispettivi giornalieri delle cessioni di beni e prestazioni di servizi di cui agli articoli 2 e 3 del D.P.R. n. 633/1972 sono tenuti all’esercizio dell’opzione tramite un apposito servizio on-line presente sul sito www.agenziaentrate.gov.it.

Le persone fisiche esercenti attività d’impresa, arti o professioni che applicano il regime forfetario agevolato di cui all’art. 1, commi da 54 a 89, della legge 23 dicembre 2014, n. 190 devono procedere con la regolarizzazione, mediante ravvedimento, del versamento della 2° o unica rata dell’imposta sostitutiva dell’IRPEF e delle addizionali regionali e comunali e dell’IRAP dovuta a titolo di acconto per l’anno 2018.

Settembre 2018: i professionisti e le imprese sono tenuti ad adempiere alle scadenze fiscali. Ecco lo scadenzario da appuntarsi.

17 settembre

Per il 17 settembre ci sono diverse scadenze che si “accavallano” nella stessa giornata.

I contribuenti titolari di Partita IVA tenuti ad effettuare i versamenti risultanti dalle dichiarazioni dei redditi annuali delle persone fisiche, delle società di persone e degli enti ad esse equiparati e dell’Irap che hanno scelto il pagamento rateale ed hanno effettuato il primo versamento entro il 2 luglio 2018, devono procedere con il versamento della 4° rata dell’Irpef risultante dalle dichiarazioni annuali, a titolo di saldo per l’anno 2017 e di primo acconto per l’anno 2018, con applicazione degli interessi nella misura dello 0,82%.

I contribuenti titolari di Partita IVA tenuti ad effettuare i versamenti risultanti dalle dichiarazioni dei redditi annuali delle persone fisiche, delle società di persone e degli enti ad esse equiparati e dell’Irap che hanno scelto il pagamento rateale ed hanno effettuato il primo versamento entro il 20 agosto 2018 avvalendosi della facoltà prevista dall’art. 17, comma 2, del D.P.R. n. 435/2001, devono procedere con il versamento della terza rata dell’Irpef risultante dalle dichiarazioni annuali, a titolo di saldo per l’anno 2017 e di primo acconto per l’anno 2018, maggiorando preventivamente l’intero importo da rateizzare dello 0,40% a titolo di interesse corrispettivo, con applicazione degli interessi nella misura dello 0,33%.

I soggetti IRES che esercitano attività di produzione, distribuzione, vendita e rappresentazione di materiale pornografico e di incitamento alla violenza che hanno scelto il pagamento rateale ed hanno effettuato il primo versamento entro il 2 luglio 2018, devono versare la quarta rata dell’addizionale IRES nella misura del 25% sulla produzione e vendita di materiale pornografico o di incitamento alla violenza (c.d. tassa etica), a titolo di saldo per l’anno 2017 e di primo acconto per l’anno 2018, con applicazione degli interessi nella misura dello 0,82%.

I contribuenti titolari di Partita IVA tenuti ad effettuare i versamenti risultanti dalle dichiarazioni dei redditi annuali delle persone fisiche, delle società di persone e degli enti ad esse equiparati e dell’Irap che hanno scelto il pagamento rateale ed hanno effettuato il primo versamento entro il 2 luglio 2018, sono tenuti a versare la quarta rata dell’imposta sostitutiva operata nella forma della “cedolare secca“, a titolo di saldo per l’anno 2017 e di primo acconto per l’anno 2018, con applicazione degli interessi nella misura dello 0,82%.

I sostituti d’imposta sono tenuti al versamento delle ritenute alla fonte su indennità di cessazione del rapporto di agenzia corrisposte nel mese precedente mediante modello F24 con modalità telematiche, direttamente oppure tramite intermediario abilitato.

I contribuenti Iva mensili sono tenuti alla liquidazione e versamento dell’Iva relativa al mese precedente mediante modello F24 con modalità telematiche, direttamente oppure tramite intermediario abilitato.

Le Pubbliche amministrazioni, autorizzate a detenere un conto corrente presso una banca convenzionata con l’Agenzia delle entrate ovvero presso Poste italiane nonché società indicate nell’art. 17-ter, comma 1-bis, del D.P.R. n. 633 del 1972, sono tenute al versamento dell’IVA, a seguito di “scissione dei pagamenti“, ai sensi dell’articolo 17-ter del decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633.

I sostituti d’imposta sono tenuti al versamento dell’imposta sostitutiva dell’Irpef e delle addizionali regionali e comunali sulle somme erogate ai dipendenti, nel mese precedente, in relazione a incrementi di produttività, redditività, qualità, efficienza ed innovazione.

I soggetti Iva sono tenuti ad emettere e registrare le fatture differite relative a beni consegnati o spediti nel mese solare precedente e risultanti da documento di trasporto o da idonea documentazione.

19 settembre

I contribuenti tenuti al versamento unitario di imposte e contributi devono procedere con la regolarizzazione dei versamenti di imposte e ritenute non effettuati o effettuati in misura insufficiente entro il 20 agosto 2018, con maggiorazione degli interessi legali e della sanzione ridotta a un decimo del minimo (ravvedimento breve).

20 settembre

Le Associazioni senza fini di lucro che realizzano o partecipano a manifestazioni di particolare interesse storico, artistico e culturale, che sono inserite tra i soggetti beneficiari delle disposizioni previste dall’art. 1, comma 185, della legge 27 dicembre 2006, n. 296 (legge finanziaria 2007), devono presentare telematicamente la domanda di ammissione ai benefici fiscali.

25 settembre

Gli operatori intracomunitari con obbligo mensile devono presentare gli elenchi riepilogativi (INTRASTAT) delle cessioni di beni e delle prestazioni di servizi rese nel mese precedente nei confronti di soggetti UE.

30 settembre

I soggetti passivi Iva stabiliti nel territorio dello Stato devono procedere alla presentazione dell’istanza per il rimborso dell’Iva assolta in un altro Stato membro in relazione a beni e servizi ivi acquistati o importati.

Anche i soggetti passivi Iva stabiliti in Stati non appartenenti all’Unione Europea con cui esistono accordi di reciprocità devono procedere con la presentazione dell’istanza per il rimborso dell’Iva assolta nello Stato italiano in relazione a beni e servizi ivi acquistati e importati.

Di condono fiscale in questi giorni se ne sente continuamente parlare in lungo ed in largo: la maxi sanatoria fiscale sarebbe quasi pronta e si starebbe “allargando” sempre più con una pace fiscale che comprende sia le cartelle Equitalia che le liti fiscali. Sarebbe questo il Piano del Governo che riguarderebbe almeno 100 miliardi totali di tasse non pagate o contestate davanti ai giudici dai contribuenti italiani. Il tutto nasce dalle dichiarazioni di Matteo Salvini che ha ribadito, ancora una volta, come in questo paese sia necessaria una pace fiscale. Non solo, anche Di Maio ha fatto le medesime dichiarazioni: segno che i due vicepremier dell’attuale Governo vogliano effettivamente muoversi in tal senso. Cosa si intende per Pace o Condono fiscale? Vediamo in questa guida di capire meglio alla luce delle ultimissime novità.

Pace fiscale: che cos’è?

Per Pace fiscale si intende, almeno stando alle dichiarazioni della Maggioranza e al patto di Governo fra Movimento 5 Stelle e Lega, una rottamazione delle cartelle esattoriali fino ad un tetto massimo di 100.000€. Proprio in occasione del 244esimo anniversario della fondazione della Guardia di Finanza, Matteo Salvini ha annunciato di voler introdurre un “condono” per le cartelle fino a 100.000 euro, per chiudere i debiti di tanti imprenditori, commercianti e professionisti. Secondo le intenzioni dei promotori e, in particolar modo del Ministro dell’Interno Salvini, il provvedimento punta da una parte a “riappacificare” i contribuenti con il Fisco italiano. Inoltre, l’altro obiettivo della Pace fiscale è quello di incassare dai 30 ai 60 miliardi di euro in 2 anni attraverso la rottamazione e il contributo parziale del quantum debeatur. Di pace fiscale se ne era già parlato anche durante la fase di formazione del nuovo Governo: una delle novità inserite all’interno del programma di Lega e M5S.

Come funziona il Condono fiscale?

Secondo quanto dichiarato in più interviste da Salvini e Di Maio, così come trascritto all’interno del Contratto di Governo: la pace fiscale non sarà un condono, ma una sorta di “maxi rottamazione delle cartelle Equitalia per i contribuenti falliti che non hanno potuto pagare Irpef, Iva, contributi Inps e altre imposte”. Il provvedimento è molto ambizioso e intende facilitare i pagamenti per tutti quegli imprenditori e contribuenti che, a causa della crisi o per altre ragioni di difficoltà, si sono trovati morosi rispetto alle richieste fiscali avanzate dallo Stato. Il provvedimento prevede però dei limiti: innanzitutto vengono esclusi da questa possibilità di rottamazione esattoriale tutti i grandi contribuenti morosi. Anzi, su questo il Governo ha sottolineato più volte di essere irremovibile, soprattutto, nei confronti dei grandi evasori “scoperti” dalla Guardia di Finanza. Inoltre, il pagamento minimo ammesso per lo stralcio va dal 6% del totale dovuto al 25% dell’ammontare complessivo, con un’aliquota intermedia del 10%. In buona sostanza, possono aderire alla pace fiscale i contribuenti con cartelle emesse fino al 2014, pari ad un massimo di 200.000 euro e l’importo da pagare è pari al 25%, al 10% e al 6%, in base al reddito del debitore.

Le aliquote sopra indicate vengono applicate in base alla grandezza, alla solidità e alla posizione finanziaria delle imprese coinvolte o alla capacità fiscale, nonchè alla posizione personale del contribuente. Alcune indicazioni su come funzionerà la maxi rottamazione delle cartelle sono state fornite da Armando Siri, Senatore e Consigliere economico della Lega. “La pace fiscale è definita all’interno del Contratto di Governo Lega e M5S come un saldo e stralcio delle somme dovute e non pagate al fisco”, ha sottolineato e ribadito Siri. La misura intende agevolare i contribuenti che, pur volendo, non potrebbero pagare i proprio debiti a causa di problemi economici. “Per questo la somma che bisognerà pagare in relazione alla singola cartella Equitalia non sarà uguale per tutti ma il calcolo verrà effettuato in base al reddito dichiarato e alle difficoltà economiche del contribuente”.

Ulteriori parametri che potrebbero essere presi in considerazione per l’applicazione delle tre aliquote sopra indicate potrebbero essere la presenza di figli minori, il possesso o meno dell’abitazione o anche lo stato di disoccupazione. Il pagamento secondo l’aliquota di pertinenza consentirà di stralciare definitivamente l’intero debito. L’intervento mira inoltre a diminuire le liti giudiziali in ambito fiscale che, soprattutto in ambito civile, rappresentano una cospicua parte dei giudizi in atto. La pace fiscale è inserita in un contesto più ampio mirante a limitare l’incidenza del peso delle imposte sul reddito dei cittadini e delle imprese, cercando di evitare quelle situazioni ove, per un modesto debito con lo Stato, un’impresa debba fallire a causa della morosità e degli interessi sulle obbligazioni tributarie inadempiute. Gli introiti previsti dalla cosiddetta pace fiscale dovrebbero poi servire a finanziare un altro provvedimento, successivo e complementare, quello relativo alla flat tax, che garantirebbe uno “snellimento” del sistema impositivo italiano con due sole aliquote.

La pace fiscale è già in vigore?

Ad oggi la pace fiscale è soltanto un punto del programma di Lega e M5S, in quanto il Governo Conte non ha formalmente ancora avviato la propria attività legislativa. Matteo Salvini ha ribadito che sarà il primo intervento del nuovo Governo perché “le maggiori entrate previste con la nuova rottamazione delle cartelle serviranno anche per l’avvio della flat tax, inizialmente rivolta alle partite IVA e alle imprese dal 2019 e dal 2020 estesa alle famiglie”.

 

Che cos’è la Tax Credit 2018? la Legge di Bilancio ha istituito nuove risorse economiche per il settore ricettivo da destinare al credito di imposta per la riqualificazione degli alberghi, agriturismi e strutture termali. La Tax Credit 2018 è una “facilitazione” fiscale molto utile ed importante che riguarda qualsiasi tipo di intervento di ristrutturazione che viene effettuato da alberghi o da agriturismi italiani nel corso del 2017 e del 2018 per migliorare l’accoglienza dei clienti e, più in generale, la propria competitività sul mercato. Si tratta di un’agevolazione fiscale molto interessante che è stata introdotta con la legge di bilancio 2017-2018 e nasce con lo specifico obiettivo di favorire il rilancio e l’aumento della competitività di queste specifiche strutture. Quali sono le caratteristiche della Tax Credit 2018? A chi spetta? Come si richiede il credito d’imposta? Scopriamolo in questa guida dedicata.

Tax Credit 2018: che cos’è e quali sono le caratteristiche distintive

La Tax Credit 2018 prevede la possibilità di detrarre, sotto forma di credito d’imposta, il 65% delle spese che sono state sostenute in ristrutturazioni volte a rinnovare o a sostituire parti strutturali degli edifici o a favorire il frazionamento o l’accorpamento di unità immobiliari, in opere di riqualificazione antisismica o di miglioramento dell’efficacia energetica oppure nell’acquisto di mobili o di altre componenti d’arredo. In precedenza, tale detrazione era nettamente più ridotta perché riguardava il 30% delle spese che erano state sostenute. La detrazione, inoltre, ora può essere resa fruibile in forma di credito d’imposta attraverso l’utilizzo di 2 quote annuali invece che 3, come era precedentemente.

Il Credito di imposta per il settore turistico fu introdotto dal D.L. 83/2014, la cui finalità era quella di sostenere le seguenti tipologie di investimento:

  • eliminazione delle barriere architettoniche;
  • ristrutturazione edilizia;
  • miglioramento dell’efficienza energetica;
  • spese per l’acquisto di mobili e componenti d’arredo.

Nel 2017 il Tax Credit Alberghi è stato potenziato dalla precedente legge di Bilancio ed esteso anche agli agriturismi: la soglia del credito riconosciuto è stata così innalzata dal 30% al 65% delle spese sostenute. Dunque, tra le spese relative alla ristrutturazione edilizia è possibile far rientrare, ad esempio, i lavori per la realizzazione di servizi igienici e tutto ciò che riguarda le ricostruzioni e le demolizioni, purchè venga mantenuto il volume complessivo della struttura, la realizzazione di balconi e logge o la trasformazione di balconi in verande, il recupero delle aree sottotetto, la sostituzione di serramenti sia interni che esterni, l’installazione o sostituzione della pavimentazione o degli impianti, le opere di abbattimento delle barriere architettoniche.

Il limite massimo sul quale calcolare la percentuale di detrazione ammonta a 200.000 euro, limite che è stato innalzato rispetto a quanto previsto dalle norme precedenti.

A chi spetta il Tax Credit 2018?

Il bonus per il Tax Credit 2018 è destinato a tutte quelle strutture che svolgono attività di agriturismo in base a quanto previsto dalla Legge n. 96 del 2006, ovvero a tutte quelle strutture alberghiere tra le quali rientrano: gli alberghi e gli alberghi diffusi, le residenze turistico-alberghiere, i villaggi-albergo, le strutture considerate di tipo alberghiero, sulla base di quanto stabilito dalle specifiche leggi regionali. Per poter ottenere la detrazione, tutte queste strutture devono risultare già esistenti alla data del 1˚ gennaio 2012. 

Come si richiede il credito d’imposta?

È possibile richiedere il Tax Credit 2018 dal 1˚ gennaio al 28 febbraio 2018 per le spese che sostenute dal 1˚ gennaio 2018 fino al 31 dicembre 2018. Il credito d’imposta si può richiedere attraverso la presentazione di una domanda che deve essere redatta dai rappresentanti legali delle imprese e che deve inoltrata per via telematica al Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo. A tale domanda devono essere allegati tutti i documenti che attestano le spese che sono state sostenute.

Il beneficio fiscale verrà mantenuto anche per gli anni successivi: infatti, nel 2018 lo Stato ha deciso di stanziare ben 60 milioni di euro per far fronte a questa misura, nel 2019 verranno stanziati 120 milioni e nel 2020 saranno previsti 60 milioni, per un totale complessivo di 240 milioni in 3 anni. Il credito d’imposta verrà ripartito in due quote annuali di pari importo e sarà utilizzabile (entro 10 anni, ai sensi dell’art. 2946 c.c.) in compensazione mediante modello F24 usando il codice tributo 6850 secondo la risoluzione n. 5/E del 20 gennaio 2016 dell’Agenzia delle Entrate.

Da un punto di vista tributario, il credito d’imposta ottenuto:

  • non concorre alla formazione del reddito ai fini delle imposte sui redditi e del valore della produzione ai fini IRAP;
  • deve essere indicato nella dichiarazione dei redditi relativa al periodo d’imposta per il quale è concesso;
  • non rileva ai fini della determinazione della quota di spese e altri componenti negativi diversi dagli interessi passivi, deducibile dal reddito d’impresa, ai sensi dell’art. 109 co. 5 del TUIR;
  • non rileva ai fini della determinazione della quota di interessi passivi deducibile dal reddito d’impresa, ai sensi dell’art. 61 del TUIR.

 

 

Anche per il caldo mese di luglio 2018 i contribuenti italiani saranno chiamati a rispettare tutte le scadenze fissate dal calendario fiscale: il primo appuntamento con l’Agenzia delle Entrate è il 2 luglio. Vediamo in questa guida fiscale tutte le scadenze in dettaglio.

2 luglio

Ultimo giorno utile per il versamento dell’Irpef relativa ai maggiori ricavi o compensi indicati nella dichiarazione dei redditi, senza alcuna maggiorazione e regolarizzazione dei versamenti di imposte e ritenute non effettuati o effettuati in misura insufficiente entro il 16 giugno 2017, con maggiorazione degli interessi legali e della sanzione ridotta a un ottavo del minimo (ravvedimento). Pagamento della terza ed ultima rata, pari al residuo 20% dell’importo netto dovuto sulle controversie tributarie per le quali ci si è avvalsi della definizione agevolata di cui all’art.11 del D.L. 24 aprile 2017, n. 50. Presentazione, in formato cartaceo, della dichiarazione dei redditi del contribuente deceduto e della scelta per la destinazione dell’otto per mille, del cinque per mille e del due per mille dell’Irpef. Versamento, in unica soluzione o come prima rata, dell’Irpef risultante dalle dichiarazioni annuali, a titolo di saldo per l’anno 2017 e di primo acconto per l’anno 2018, senza alcuna maggiorazione. Inoltre, si deve procedere con la presentazione, in formato cartaceo, della dichiarazione dei redditi modello “REDDITI Persone Fisiche 2018” e della scelta per la destinazione dell’otto per mille, del cinque per mille e del due per mille dell’Irpef.

9 luglio

Presentazione al datore di lavoro o ente pensionistico del modello 730/2018 e della busta contenente il modello 730-1 per la scelta della destinazione dell’otto, del cinque e del due per mille dell’Irpef e trasmissione in via telematica all’Agenzia delle Entrate delle dichiarazioni elaborate (modelli 730/2018); dei relativi prospetti di liquidazione (mod. 730-3); del risultato contabile delle dichiarazioni (mod. 730-4). Per quanto concerne le dichiarazioni dei redditi (modello 730/2018) presentate dai contribuenti dal 23 al 30 giugno 2018, i CAF e i professionisti abilitati devono trasmettere, in via telematica, all’Agenzia delle Entrate: le dichiarazioni elaborate (modelli 730/2018); i relativi prospetti di liquidazione (mod. 730-3); il risultato contabile delle dichiarazioni (mod. 730-4).

16 luglio

Versamento 2° rata dell’Irpef risultante dalle dichiarazioni annuali, a titolo di saldo per l’anno 2017 e di primo acconto per l’anno 2018, con applicazione degli interessi nella misura dello 0,16% e versamento 2° rata dell’acconto d’imposta in misura pari al 20% dei redditi sottoposti a tassazione separata da indicare in dichiarazione e non soggetti a ritenuta alla fonte, con applicazione degli interessi nella misura dello 0,16%. Lo stesso giorno si deve emettere e registrare le fatture differite relative a beni consegnati o spediti nel mese di giugno, risultanti da documento di trasporto o da altro documento idoneo ad identificare i soggetti tra i quali è effettuata l’operazione. I soggetti che operano nel commercio al minuto e coloro che operano nella grande distribuzione possono adottare facoltativamente la trasmissione telematica dei corrispettivi (cfr. Circolare 23/02/2006 n. 8/E).

18 luglio

Ultimo giorno utile per la regolarizzazione dei versamenti di imposte e ritenute non effettuati o effettuati in misura insufficiente entro il 18 giugno 2018, con maggiorazione degli interessi legali e della sanzione ridotta a un decimo del minimo (ravvedimento breve).

23 luglio

Con riferimento alle dichiarazioni dei redditi (modello 730/2018) presentate dai contribuenti dal 1° al 23 luglio 2018, i CAF e i professionisti abilitati devono trasmettere, in via telematica, all’Agenzia delle Entrate: le dichiarazioni elaborate (modelli 730/2018); i relativi prospetti di liquidazione (mod. 730-3); il risultato contabile delle dichiarazioni (mod. 730-4). Inoltre, deve essere trasmessa in via telematica all’Agenzia delle Entrate la dichiarazione modello 730/2018 e modello 730-1 per la scelta della destinazione dell’otto, del cinque e del due per mille dell’Irpef.

25 luglio

Presentazione degli elenchi riepilogativi (INTRASTAT) delle cessioni di beni e delle prestazioni di servizi rese nel mese precedente e nel secondo trimestre del 2018 nei confronti di soggetti UE.

30 luglio

Ultimo giorno utile per la regolarizzazione, mediante ravvedimento, della presentazione della dichiarazione IVA 2018 relativa all’anno d’imposta 2017. Lo stesso giorno Istituti di credito, Sim, altri intermediari finanziari, società fiduciarie devono presentare la dichiarazione relativa all’ammontare complessivo degli assegni in circolazione alla fine del trimestre solare precedente, per la liquidazione dell’imposta di bollo sugli assegni circolari.

31 luglio

Data da appuntarsi bene sul calendario fiscale per gli innumerevoli adempimenti a cui sono tenuti i contribuenti prima di andare in vacanza. Versamento 2° rata dell’Irpef risultante dalle dichiarazioni annuali, a titolo di saldo per l’anno 2017 e di primo acconto per l’anno 2018, con applicazione degli interessi nella misura dello 0,31%. Presentazione della dichiarazione sostitutiva ai sensi degli artt. 46 e 47 del D.P.R. n. 445 del 2000 ai fini dell’esenzione del pagamento del canone RAI ai sensi dell’art. 1, comma 132, della legge n. 244 del 2007 (per gli ultrasettantacinquenni). Società di capitali ed enti commerciali, SpA, Srl, Soc. Cooperative, Sapa, Enti pubblici e privati diversi dalle società, Istituti di credito, Sim, altri intermediari finanziari, società fiduciarie devono comunicare all’Anagrafe Tributaria i dati relativi ai soggetti con i quali sono stati intrattenuti rapporti di natura finanziaria. Imprenditori artigiani e commercianti, professionisti titolari di partita Iva iscritti o non iscritti in albi professionali, Società di persone, Società di capitali ed enti commerciali, Istituti di credito, Sim ed altri intermediari finanziari sono tenuti a presentare la richiesta di rimborso o utilizzo in compensazione del credito Iva trimestrale (Modello IVA TR). Infine, tutte le fisiche che risultano fiscalmente residenti in Italia, ma in precedenza sono state fiscalmente residenti all’estero e iscritte all’Anagrafe degli Italiani Residenti all’Estero (AIRE) o che abbiano prestato la propria attività lavorativa in via continuativa all’estero, per sanare le violazioni degli obblighi dichiarativi ai fini delle imposte sui redditi e/o dell’IVAFE relative alle attività depositate ed alle somme detenute sui conti correnti e sui libretti di risparmio all’estero devono procedere con la presentazione del modello “Richiesta di accesso alla procedura di regolarizzazione delle attività depositate e delle somme detenute all’estero“.

Segui la nostra prossima guida dedicata alla presentazione del modello “Richiesta di accesso alla procedura di regolarizzazione delle attività depositate e delle somme detenute all’estero”.

Introdotta a partire dal 1996 con la Legge 335 del 1995 al fine di assicurare una tutela previdenziale a categorie di lavoratori fino ad allora escluse, i liberi professionisti devono iscriversi alla Gestione Separata, un fondo pensionistico finanziato con i contributi previdenziali obbligatori dei lavoratori assicurati. Infatti, la Gestione Separata raccoglie i contributi previdenziali dei professionisti che non hanno una cassa previdenziale di riferimento (lavoratori autonomi, incaricati alla vendita a domicilio, lavoratori con rapporto di collaborazione coordinata e continuativa, lavoratori autonomi occasionali). Ad oggi sono attive quasi un milione di posizioni, di cui circa 350.000 professionisti con Partita Iva ed il numero è in costante crescita ogni anno. Vediamo che cos’è e come funziona la Gestione Separata.

Gestione Separata: chi si può iscrivere?

L’iscrizione alla Gestione Separata è rivolta ai liberi professionisti senza cassa titolari di Partita IVA e a quelli con albo o cassa che, contemporaneamente all’attività professionale, svolgono anche un’altra attività di lavoro coperta da contribuzione. Inoltre, sono tenuti ad iscriversi anche:

  • i venditori a domicilio con contratto di lavoro autonomo, ma con una soglia di esenzione di 5.000 euro annui
  • i beneficiari di borse di studio per la frequenza dei corsi di dottorato di ricerca,
  • gli spedizionieri doganali non dipendenti
  • i beneficiari di assegni per attività di tutorato, didattico-integrative, propedeutiche e di recupero
  • coloro che esercitano una collaborazione coordinata e continuativa, se il reddito professionale è inferiore a 5.000 euro e se la durata della prestazione occasionale è inferiore a 30 giorni l’anno
  • i lavoratori autonomi occasionali che non hanno l’obbligo di iscriversi ad un’autonoma Cassa di previdenza e il cui reddito imponibile abbia superato la soglia di 5.000 euro nell’anno solare
  • i pensionati che svolgono collaborazioni coordinate e continuative.

Coloro che percepiscono compensi derivanti da diritti d’autore e indennità per cessazione di rapporti di agenzia non sono tenuti ad iscriversi alla Gestione Separata.

Iscrizione Gestione Separata: requisiti professionali

Liberi Professionisti e Autonomi senza Cassa di Previdenza e senza Albo sono tenuti ad iscriversi alla Gestione Separata. Ulteriori requisiti professionali richiesti per iscriversi alla Gestione Separata sono ascrivibili allo svolgimento di un’attività a contenuto artistico o professionale, autonoma, abituale e professionale, senza natura di impresa e senza vincoli di subordinazione e in modo abituale.

Come iscriversi alla Gestione Separata

L’iscrizione alla Gestione Separata deve essere effettuata, entro 30 giorni dall’inizio dell’attività, compilando l’apposito modulo (modello SC04) disponibile sul sito www.inps.it, nella sezione “Modulistica“.

Oltre ai dati anagrafici ed eventuali recapiti sono richieste le seguenti informazioni:

data di inizio dell’attività;

tipologia dell’attività che si intende svolgere, ovvero in qualità di:

  • professionista: in tal caso sono richieste alcune informazioni aggiuntive (tipo di attività, partita Iva, codice ATECO 2007, eventuale qualifica di socio di studio associato);
  • collaboratore o figure assimilate, per la cui attività l’obbligo contributivo è assolto dal committente o associante.

Ciascun lavoratore deve presentare la domanda di iscrizione:

  • per consegna diretta presso gli sportelli delle Sedi o Agenzie;
  • con invio per posta;
  • telefonando al Contact Center ai numeri 803164 gratuito da rete fissa, o 06164164 da rete mobile a pagamento secondo la tariffa del proprio gestore telefonico;
  • mediante invio telematico, collegandosi al sito www.inps.it/Servizi per il cittadino, click su:

Il professionista deve provvedere sempre e comunque e per l’intero importo al versamento alla Gestione Separata, salva la facoltà di addebitare al cliente in fattura, a titolo di rivalsa, un’aliquota pari al 4% dei compensi lordi.

Gestione Separata: Rivalsa INPS Fattura Professionisti

Come già messo in evidenza i Professionisti titolari di Partita IVA Forfettaria che esercitano una attività di lavoro autonomo per la quale non è prevista una Cassa di previdenza, sono tenuti all’iscrizione alla Gestione separata INPS. Questa, prevede il versamento annuo dei contributi su un forfait del fatturato e chi è iscritto alla Gestione separata ha la facoltà (e non l’obbligo) di addebitare in fattura al proprio committente una maggiorazione del 4% del compenso concordato tenendo sempre a mente che saranno loro stessi a versare i contributi ogni anno. Data la facoltà del potere addebitare la rivalsa INPS o meno, è anche possibile inserire la rivalsa INPS del 4% soltanto su alcune fatture di vendita mentre su altre no. La rivalsa del 4%, laddove venga applicata in fattura, rappresenta un reddito per il professionista e non viene trattata come un contributo previdenziale, ma concorre all’aumento dell’imponibile soggetto a tassazione.

Versamento e termini di pagamento Contribuzione Gestione Separata

Il versamento dei contributi va eseguito, tramite compilazione del modello F24, alle scadenze fiscali previste per il pagamento delle imposte sui redditi. I contributi previdenziali sono pagati in base al reddito effettivamente percepito nell’anno di imposta di riferimento e vengono accreditati nell’estratto conto del lavoratore nell’anno in cui sono stati pagati i compensi cui si riferiscono. I versamenti degli acconti e del saldo devono essere effettuati entro gli stessi termini previsti per il pagamento dell’IRPEF: entro il 30 giugno per il saldo precedente e il primo acconto dell’anno in corso; entro il 30 novembre per il secondo acconto dell’anno in corso. Come per l’IRPEF, il versamento del 16 giugno, relativo sia al saldo che al primo acconto, può essere differito fino al 16 luglio (maggiorando le somme da versare dello 0,40% a titolo di interesse) e può essere rateizzato (aggiungendo una “R” alla causale contributi correnti P10 o PXX). Sia in caso di rateizzazione che di differimento, la maggiorazione per interessi deve essere esposta nel modello di pagamento separatamente dal contributo, utilizzando la causale contributo “DPPI” e compilando nella relativa riga di F24 tutti i campi previsti per il versamento dei contributi a cui gli interessi si riferiscono.

Causali di Versamento F24

Contributi correnti
Descrizione causale Causale fino al 31 dicembre 2000 Causale dal 1° gennaio 2001
Contributo per saldo o acconto a debito del professionista (o a credito se posto in compensazione), così come risultante dal quadro RR del .
La causale va utilizzata per i versamenti in unica soluzione dei professionisti iscritti alla Gestione Separata non titolari di pensione (diretta o indiretta) e non titolari di ulteriori contemporanei rapporti assicurativi.
DPP PXX
Contributo per saldo o acconto a debito del professionista (o a credito se posto in compensazione), così come risultante dal quadro RR del modello Unico.
La causale va utilizzata per i versamenti in unica soluzione dei professionisti iscritti alla Gestione Separata titolari di pensione (diretta o indiretta) e/o di ulteriori contemporanei rapporti assicurativi.
  P10
Interesse dello 0,40% per eventuale differimento del versamento del saldo e del primo acconto. DPPI DPPI
Contributi correnti rateizzati
Descrizione causale Causale fino al 31 dicembre 2000 Causale dal 1° gennaio 2001
Contributo per saldo o acconto a debito del professionista, così come risultante dal quadro RR del modello Unico.
La causale va utilizzata per i versamenti rateali dei professionisti iscritti alla Gestione Separata non titolari di pensione (diretta o indiretta) e non titolari di ulteriori contemporanei rapporti assicurativi.
DPPR PXXR
Contributo per saldo o acconto a debito del professionista, così come risultante dal quadro RR del modello Unico.
La causale va utilizzata per i versamenti rateali dei professionisti iscritti alla Gestione Separata titolari di pensione (diretta o indiretta) e/o di ulteriori contemporanei rapporti assicurativi.
  P10R
Interessi di rateizzazione DPPI DPPI

 

Con la pubblicazione della Risoluzione n.40/E l’Agenzia delle Entrate ha fornito chiarimenti in merito alla tassazione della capogruppo (holding) neocostituita. L’amministrazione fiscale ha chiarito che la holding neocostituita può optare, a partire dall’esercizio in cui ne è avvenuta la costituzione, per il regime di tassazione di gruppo con la società controllata. Per capire meglio ripercorriamo quanto precisato dall’Amministrazione fiscale alla luce della fattispecie presentata dall’istante nella Risoluzione n. 40/E riguardante un’operazione di riorganizzazione aziendale.

Consolidato fiscale dopo riorganizzazione del gruppo aziendale: chiarimenti Agenzia delle Entrate

Chiarimenti sulla tassazione di gruppo con la Risoluzione 40/E del 17 maggio 2018, contenente le risposte a due differenti interpelli.

Il caso

Il caso vede Alfa Srl, Beta SpA, Gamma Srl e Delta Srl, società costituenti il “Gruppo”, che redigono il bilancio in conformità ai principi contabili nazionali e “solo Delta Srl ha un esercizio non coincidente con l’anno solare che termina il 30 giugno di ogni anno”, come riportato sulla stessa Risoluzione.

Le quote del capitale sociale di Alfa Srl (“Holding”) ovvero la capogruppo, di Beta SpA, di Gamma Srl e di Delta Srl sono interamente detenute da persone fisiche, appartenenti al medesimo nucleo familiare. L’istante fa presente che è stata decisa una riorganizzazione del Gruppo, con la costituzione, nel mese di giugno 2017, della società Alfa Srl destinata a svolgere il ruolo di holding alla quale verrà conferito dagli attuali soci, l’intero capitale sociale di Beta SpA, Gamma Srl. e Delta Srl.

I quesiti posti dall’istante all’Amministrazione fiscale

L’istante con due interpelli differenti chiede esplicitamente:

  • se è possibile per la holding neocostituita optare per la tassazione di gruppo comprendendo tutte le società
  • se si realizza un indebito vantaggio fiscale che crei abuso.

Agenzia dell’Entrate: il Parere

Nel rispondere al soggetto istante, l’Agenzia delle Entrate ha ricordato che ai sensi dell’articolo 117, comma 1, del TUIR l’esercizio dell’opzione per la tassazione di gruppo esige che la holding possegga nelle società che intende consolidare una partecipazione che sia espressiva di un rapporto di “controllo rilevante”. La norma recita, a tal proposito: “la società o l’ente controllante e ciascuna società controllata rientranti fra i soggetti di cui all’articolo 73, comma 1, lettere a) e b), fra i quali sussiste il rapporto di controllo di cui all’articolo 2359, comma 1, numero 1), del codice civile, con i requisiti di cui all’articolo 120, possono congiuntamente esercitare l’opzione per la tassazione di gruppo”.

Per quanto concerne il requisito del “controllo rilevante”, esso deve sussistere sin dal periodo d’imposta per il quale la controllante e la controllata optano per il consolidato. Un’eccezione alla regola contenuta nel citato comma 2 dell’articolo 120 del TUIR è quella prevista dall’articolo 2 del decreto ministeriale 9 giugno 2004, che consente alle holding neocostituite di optare in qualità di consolidate, per il regime della tassazione di gruppo, a partire dall’esercizio di costituzione.

La Circolare n. 40/E del 26 settembre 2016, con riferimento alla partecipazione delle società neocostituite al consolidato fiscale aveva chiarito che il legislatore reputa sufficiente la sussistenza del requisito del controllo rilevante a partire dall’inizio del loro esercizio, senza guardare invece all’inizio dell’esercizio della controllante.

In buona sostanza, se “il controllo rilevante dovesse essere verificato tanto con riferimento all’inizio dell’esercizio della consolidante quanto con riferimento all’inizio dell’esercizio delle consolidate, le società neocostituite non potrebbero optare, in qualità di consolidate, per il regime della tassazione di gruppo già a partire dall’esercizio di costituzione”.

La soluzione interpretativa contenuta nella Circolare n.40/E è stata estesa alla fattispecie del delle società che siano state acquisite dalla controllante in corso d’esercizio (cd. “società neo acquisite”) che abbiano fatto coincidere:

  1. a) la data della loro acquisizione da parte della controllante con la data di chiusura dell’esercizio in corso al momento dell’acquisizione;
  2. b) la data di chiusura del primo esercizio successivo alla loro acquisizione da parte della controllante con la data di chiusura dell’esercizio della controllante.

Rimane ferma la condizione che la loro acquisizione da parte della controllante sia avvenuta entro il termine utile per esercitare l’opzione per il consolidato fiscale e che sussistano gli altri requisiti richiesti dalla normativa vigente.

Analogamente a quanto accade per le società neocostituite, la controllante può immediatamente consolidare i risultati fiscali prodotti dalle controllate/neo acquisite durante un periodo d’imposta “interamente controllato” dalla stessa e che si chiude nella stessa data in cui è prevista la chiusura del periodo d’imposta della controllante.

Alla luce della fattispecie presentata dall’istante:

  • la Holding, costituita in data 26 giugno 2017, ha acquisito, in data 28 giugno 2017, la partecipazione totalitaria al capitale sociale della società Delta S.r.l.;
  • Delta S.r.l. modificherà la durata del proprio esercizio sociale allineandolo, in coerenza con la Holding e le altre società del Gruppo, all’anno solare, sicché l’esercizio che ha avuto inizio il 1° luglio 2017 si chiuderà il 31 dicembre 2017 mentre gli esercizi successivi avranno durata 1° gennaio – 31 dicembre.

Il caso è riconducibile a quello contemplato dalla Circolare n. 53/E del 2004 (paragrafo n. 3), pertanto, la Holding può optare, già a partire dall’esercizio in cui ne è avvenuta la costituzione, per il regime della tassazione di gruppo con la società Delta S.r.l., consolidando i redditi prodotti da quest’ultima nel periodo d’imposta 1° luglio 2017 – 31 dicembre 2017.

Come sottolineato nella Risoluzione n.40/E, la tassazione consolidata facente capo alla Holding includerà:

  • i redditi relativi al periodo d’imposta della Holding compreso tra la data di costituzione della Holding e il 31 dicembre 2017,
  • i redditi relativi al periodo d’imposta di Delta S.r.l. che va dal 1° luglio 2017 al 31 dicembre 2017.

La Holding dovrà comunicare mediante il Modello “Comunicazioni per i Regimi di Tonnage Tax, Consolidato, Trasparenza e per l’Opzione IRAP” l’opzione per il consolidato fiscale all’Agenzia delle Entrate entro il termine di presentazione del Modello Redditi SC 2017, ovvero entro il 31 ottobre 2017.

Flat tax o tassa “piatta”: che cos’è e come funziona? A chi conviene e perché se ne parla? Si tratta di una novità che verrà introdotta nel 2019 in seguito alla Accordo-Contratto di Governo stipulato tra la Lega ed il Movimento 5 Stelle. Tra scontenti e confusione, c’è da domandarsi a chi converrà effettivamente la Flat Tax proposta da Salvini. Per comprenderlo, la Redazione di WebEconomia ha raccolto in questo articolo alcuni esempi utili e concreti, tenendo conto del numero di componenti del nucleo familiare e del reddito lordo annuo.

Critiche alla Flat Tax: che cos’è questo sistema fiscale?

Tutti noi abbiamo sentito parlare della Flat Tax, ma probabilmente in pochi sanno di che cosa si tratta esattamente. Si tratta di un sistema fiscale non progressivo, che prevede l’applicazione di una tassa “piatta” basata solo ed esclusivamente su un’unica aliquota per tutti, avente l’obiettivo di ridurre fortemente l’evasione fiscale e di aumentare il gettito delle entrate nelle Casse Erariali dello Stato.

In effetti, l’introduzione di un’imposta unica sui redditi, ha “sollevato” non poche critiche e dubbi sulla sua incostituzionalità: secondo l’articolo 53 della nostra carta fondamentale, tutti i contribuenti fiscali sono tenuti a contribuire alle spese pubbliche in base alla loro capacità contributiva ed utilizzando un criterio di progressività.

In quanto sistema di tassazione proporzionale ad aliquota unica, la tassa “piatta”, secondo gli autorevoli esperti di diritto fiscale, “dovrebbe risultare incostituzionale, anche se esistono scorciatoie che ne mascherano l’illecita ragion d’essere”. Infatti, le deduzioni fiscali per i redditi bassi lasciano presupporre una certa progressività.

Come funziona la tassa “piatta”?

Nell’accordo-contratto stato stipulato tra M5S e Lega si prevede l’introduzione dell’aliquota del 15% e del 20% per le persone fisiche, per le Partite IVA e per le famiglie, mentre l’aliquota del 15% sarà applicabile alle società. Sarà previsto, quindi, un doppio regime sarà applicabile alle famiglie, alle imprese e alle partite IVA, mentre per le società l’aliquota sarà fissa.

Con questo sistema fiscale il beneficio maggiore andrà a favore delle imprese che ad oggi pagano imposte IRES pari al 24% e potranno ottenere un notevole risparmio.

Per quanto concerne le deduzioni queste saranno forfettarie fino a 3.000 euro sulla base del reddito del nucleo familiare, al fine ultimo di garantire la progressività costituzionale. Ad oggi non si sa ancora se saranno previste o meno detrazioni o deduzioni per le imprese e per le Partite IVA. Inoltre, al fianco dell’imposta unica sui redditi con aliquota piatta e bassa, probabilmente ci sarà una “no tax area pensionati” e una “tax area lavoratori” a 13.000 euro annui: questo comporterebbe l’esenzione dal pagamento al di sotto della soglia.

Tutti questi elementi sono alla base dell’accordo preventivo tra Lega e Movimento 5 Stelle e non devono essere considerati, quindi, come dei principi certi e non modificabili. Per sapere con certezza come funzionerà la flat tax, infatti, occorrerà attendere prima di tutto la formazione del Governo, l’approvazione del contratto da parte degli elettorati di entrambe le parti politiche e l’approvazione del contratto da parte del Presidente della Repubblica.

Vantaggi e Svantaggi della Flat Tax: quali sono?

Secondo gli autorevoli sostenitori della Flat Tax, i vantaggi derivanti sono ascrivibili ai seguenti:

  • lotta all’evasione fiscale e dell’elusione,
  • maggiore semplificazione fiscale,
  • dialogo trasparente tra cittadini/aziende e Amministrazione fiscale,
  • aumento delle entrate nelle Casse dell’erario,
  • tutti i contribuenti italiani pagherebbero meno tasse,
  • le imprese, le Partite IVA e tutti coloro che creano ricchezza o investono non saranno più demotivati dall’alta tassazione,
  • tutti i contribuenti saranno stimolati a dichiarare i propri redditi e proventi e potranno compilare in modo autonomo la dichiarazione dei redditi.

Quali sono, invece, gli svantaggi della tassa “piatta”? Oltre ai vantaggi, occorre considerare anche i punti di debolezza che potranno derivare dall’introduzione della Flat Tax:

  • niente più detrazioni e deduzioni in base al numero dei figli, delle spese mediche, ristrutturazioni, etc.
  • numerosi vantaggi per chi percepisce redditi medio-alti. Infatti, se un lavoratore dipendente oggi guadagna 70.000 euro l’anno, con l’applicazione degli scaglioni Irpef, pagherebbe un’aliquota al 41% con la tassa “piatta”, pagherebbe il 15% o il 20%. Il risparmio è evidente!

Esempi concreti

Facciamo qualche esempio numerico per chiarire meglio le tasse alle quali potrà essere soggetta una determinata impresa sulla base dei guadagni ottenuti.

Se un’impresa guadagna 50.000 euro, con l’attuale sistema di deduzioni ha la possibilità di richiedere una deduzione complessiva pari a 22.000 euro, quindi il reddito soggetto ad imposta sarebbe pari a 28.000 euro. Con il sistema fiscale attuale, tale impresa pagherebbe 6.720 euro di tasse (IRES), mentre con la flat tax pagherebbe 4.200 euro, con un risparmio di 2.530 euro.

Non sappiamo ancora, però, se tutte le deduzioni saranno ancora presenti oppure no. In caso negativo, i costi deducibili saranno pari a 20.000 euro ed il reddito imponibile sarà di 30.000 euro. Con il sistema IRES l’impresa pagherebbe 6.720 euro di tasse, mentre con l’introduzione della flat tax pagherebbe 4.500 euro, con un risparmio di 2.220 euro.

Che cos’è la Tobin Tax e come funziona? La Redazione di WebEconomia ha approntato questa guida utile alla scoperta della Tobin Tax 2018: che cos’è, su quali transazioni si applica e le modalità di presentazione del Modello FTT da utilizzare per comunicare all’Agenzia delle Entrate i dati relativi all’imposta sulle transazioni finanziarie.

Meglio nota come Tobin Tax, questa imposta è stata introdotta dall’art. 1, commi da 491 a 500, della Legge n. 228/2012, le cui modalità di applicazione dell’imposta sono state stabilite dal decreto del Ministro dell’economia e delle finanze del 21 febbraio 2013, integrato dal decreto del Ministro dell’economia e delle finanze del 16 settembre 2013.

Tobin Tax: che cos’è

La Tobin Tax è la famosa imposta sulle transazioni finanziarie o FTT, che deve il suo nome all’economista James Tobin, premio Nobel per l’economia nel 1981, che l’aveva proposta sin dal lontano 1972 con la finalità di raggiungere la stabilità valutaria internazionale.

Nel nostro Paese la Tobin Tax è stata istituita dalla legge 228/2013 (legge stabilità 2013) ed è entrata definitivamente in vigore il primo marzo 2013.

Operazioni soggette all’applicazione della Tobin Tax

La Tobin Tax si applica:

  • ai trasferimenti di proprietà di azioni e di altri strumenti finanziari partecipativi emessi da società residenti nel territorio dello Stato, nonché di titoli rappresentativi di tali strumenti (comma 491);
  • alle operazioni su strumenti finanziari derivati e altri valori mobiliari (comma 492);
  • alle negoziazioni ad alta frequenza (comma 495).

Quali sono le aliquote da applicare?

Per quanto concerne le aliquote da applicare occorre considerare le diverse operazioni disciplinate dai sopra richiamati comma 491, 492 e 495.

Trasferimento proprietà titoli azionari

Per quanto concerne il trasferimento della proprietà di azioni e di altri strumenti finanziari partecipativi è soggetto a un’imposta sulle transazioni finanziarie con l’aliquota dello 0,2% (0,22% per il 2013) sul valore della transazione.

L’aliquota dell’imposta si dimezza per i trasferimenti che avvengono a seguito di operazioni concluse in mercati regolamentati e sistemi multilaterali di negoziazione.

Trasferimento strumenti finanziari derivati

Le operazioni su strumenti finanziari derivati (art. 1, comma 3, del Dlgs n. 58/1998 – Testo unico delle disposizioni in materia di intermediazione finanziaria, Tuf) sono soggette a imposta in misura fissa, determinata con riferimento alla tipologia di strumento e al valore del contratto, secondo la tabella 3 allegata alla Legge n. 228/2012. Si veda Tabella sotto riportata.

Sono soggette alla Tobin Tax “le operazioni che abbiano come sottostante prevalentemente uno o più strumenti finanziari indicati dal comma 491, o il cui valore dipenda prevalentemente da uno o più di tali strumenti finanziari, e le operazioni sui valori mobiliari indicati dall’art. 1, comma 1-bis, lettere c) e d), del Tuf, che permettano di acquisire o di vendere prevalentemente uno o più strumenti finanziari indicati dal comma 491 o che comportino un regolamento in contanti determinato con riferimento prevalentemente a uno o più strumenti finanziari indicati al medesimo comma, inclusi warrants, covered warrants e certificates”.

Si riduce ad 1/5 l’imposta sulle operazioni che avvengono in mercati regolamentati o sistemi multilaterali di negoziazione. L’imposta è dovuta indipendentemente dal luogo di conclusione della transazione e dallo Stato di residenza delle parti contraenti.

Operazioni ad alta frequenza

Si considera attività di negoziazione ad alta frequenza quella generata da un algoritmo informatico che determina in maniera

automatica le decisioni relative all’invio, alla modifica o alla cancellazione degli ordini e dei relativi parametri, quando l’invio, la modifica o la cancellazione degli ordini su strumenti finanziari della medesima specie sono effettuati con un intervallo non superiore al mezzo secondo.

L’imposta si applica con un’aliquota dello 0,02% sul controvalore degli ordini annullati o modificati che in una giornata di borsa superino la soglia numerica stabilita all’art. 13 del Dm del 21 febbraio 2013.

Modalità e termini di presentazione Modello FTT

La dichiarazione deve essere trasmessa annualmente all’Agenzia delle Entrate in via telematica, utilizzando il presente modello, entro il 31 marzo 2018.

La trasmissione della dichiarazione può essere effettuata:

  • direttamente, da parte dei soggetti abilitati dall’Agenzia delle Entrate
  • tramite i seguenti soggetti intermediari abilitati alla trasmissione tra cui una società del gruppo, se il soggetto tenuto a presentare la dichiarazione appartiene a un gruppo societario; uno dei soggetti incaricati indicati dall’art. 3, comma 3, del DPR n. 322/1998, e successive modificazioni (professionisti, associazioni di categoria, Caf, altri soggetti).

Elenco aggiornato Quotate esenti dalla “Tobin tax”

Come ogni anno, il Ministero dell’Economia e delle Finanze ha aggiornato l’elenco delle società quotate su Borsa Italiana che sono esenti dalla “Italian financial transaction tax”, c.d. “Tobin tax” per l’anno 2018. Le azioni delle società quotate su Borsa Italiana esentate dalla Tobin tax nel corso del 2018 in virtù della loro sede estera sono:

  • BB Biotech
  • FCA (Fiat)
  • Ferrari
  • Exor
  • Cnh industrial
  • STMicroelectronics
  • Tenaris.

Le azioni delle quotate su Borsa Italiana Azioni, esentate dalla Tobin Tax in virtù di una capitalizzazione inferiore ai 500 milioni di euro sono ascrivibili alle seguenti:

Società Mercato di quotazione
4AIM SICAF AIMMA
ABITARE IN AIMMA
ACOTEL GROUP MTA
ACSM-AGAM MTA
AEDES MTA
AEFFE MTA
AGATOS AIMMA
ALERION CLEANPOWER MTA
ALFIO BARDOLLA AIMMA
AMBIENTHESIS MTA
AMBROMOBILIARE AIMMA
ASSITECA AIMMA
ASTALDI MTA
AUTOSTRADE MERIDIONALI MTA
AVIO MTA
AXELERO AIMMA
B&C SPEAKERS MTA
B.F. MTA
BANCA APULIA HI-MTF
BANCA CARIGE MTA
BANCA DI IMOLA HI-MTF
BANCA FINNAT MTA
BANCA INTERMOBILIARE MTA
BANCA POPOLARE CIVIDALE HI-MTF
BANCA POPOLARE LAJATICO HI-MTF
BANCA POPOLARE PUGLIESE HI-MTF
BANCA POPOLARE VALCONCA HI-MTF
BANCA PROFILO MTA
BANCA REGIONALE DI SVILUPPO HI-MTF
BANCA SELLA HI-MTF
BANCA SISTEMA MTA
BANCA VALSABBINA HI-MTF
BANCO DI DESIO E BRIANZA MTA
BANCO DI SARDEGNA MTA
BASICNET MTA
BASTOGI MTA
BE MTA
BEGHELLI MTA
BEST UNION COMPANY MTA
BIALETTI INDUSTRIE MTA
BIANCAMANO MTA
BIODUE AIMMA
BIOERA MTA
BLUE FINANCIAL COMMUNICATION AIMMA
BOERO BARTOLOMEO MTA
BOMI ITALIA AIMMA
BORGOSESIA MTA
BRIOSCHI MTA
CAD IT MTA
CALEFFI MTA
CALEIDO GROUP AIMMA
CALTAGIRONE MTA
CALTAGIRONE EDITORE MTA
CAPITAL FOR PROGRESS 2 AIMMA
CARRARO MTA
CASSA DI RISPARMIO DI CENTO HI-MTF
CASSA DI RISPARMIO DI RAVENNA HI-MTF
CASTA DIVA GROUP AIMMA
CDR ADVANCE CAPITAL AIMMA
CEMBRE MTA
CENTRALE DEL LATTE D’ITALIA MTA
CHL MTA
CLABO AIMMA
CLASS EDITORI MTA
COFIDE MTA
COIMA RES MTA
COMPAGNIA IMMOBILIARE AZIONARIA MTA
CONAFI PRESTITO’ MTA
COVER 50 AIMMA
CREDITO VALTELLINESE MTA
CRESCITA AIMMA
CSP INTERNATIONAL MTA
CULTI MILANO AIMMA
DADA MTA
DAMIANI MTA
DEA CAPITAL MTA
DIGITAL BROS MTA
DIGITAL MAGICS AIMMA
DIGITAL360 AIMMA
DIGITOUCH AIMMA
DOMINION HOSTING HOLDING AIMMA
ECOSUNTEK AIMMA
EDISON RSP MTA
EEMS MTA
EL EN MTA
ELETTRA INVESTIMENTI AIMMA
ELICA MTA
EMAK MTA
ENERGICA MOTOR COMPANY AIMMA
ENERGY LAB AIMMA
ENERTRONICA AIMMA
ENERVIT MTA
EPRICE MTA
EPS EQUITA PEP AIMMA
EQUITA GROUP AIMMA
ERGYCAPITAL MTA
ESPRINET MTA
EUKEDOS MTA
EUROTECH MTA
EXPERT SYSTEM AIMMA
EXPRIVIA MTA
FALCK RENEWABLES MTA
FIDIA MTA
FIERA MILANO MTA
FINLOGIC AIMMA
FINTEL ENERGIA GROUP AIMMA
FIRST CAPITAL AIMMA
FNM MTA
FOPE AIMMA
FRENDY ENERGY AIMMA
FULLSIX MTA
GABETTI PROPERTY SOLUTIONS MTA
GALA AIMMA
GAMBERO ROSSO AIMMA
GAS PLUS MTA
GEDI GRUPPO EDITORIALE MTA
GEFRAN MTA
GEQUITY MTA
GIGLIO GROUP AIMMA
GIORGIO FEDON AIMMA
GLENALTA AIMMA
GO INTERNET AIMMA
GPI AIMMA
GRUPPO CERAMICHE RICCHETTI MTA
GRUPPO GREEN POWER AIMMA
GRUPPO WASTE ITALIA MTA
HEALTH ITALIA AIMMA
H-FARM AIMMA
I GRANDI VIAGGI MTA
IL SOLE 24 ORE MTA
IMMSI MTA
IMVEST AIMMA
INDEL B MTA
INDUSTRIA E INNOVAZIONE MTA
INDUSTRIAL STARS OF ITALY 3 AIMMA
INIZIATIVE BRESCIANE AIMMA
INNOVA ITALY 1 AIMMA
INNOVATEC AIMMA
INTEK GROUP MTA
IRCE MTA
ISAGRO MTA
IT WAY MTA
ITALIA INDEPENDENT AIMMA
ITALIAN WINE BRANDS AIMMA
ITALIAONLINE MTA
K.R.ENERGY MTA
KI GROUP AIMMA
LANDI RENZO MTA
LAZIO MTA
LEONE FILM GROUP AIMMA
LUCISANO MEDIA GROUP AIMMA
LUVE MTA
LVENTURE GROUP MTA
M&C MTA
MAILUP AIMMA
MASI AGRICOLA AIMMA
MASSIMO ZANETTI BEVERAGE MTA
MEDIACONTECH MTA
MID INDUSTRY CAPITAL MTA
MITTEL MTA
MODELLERIA BRAMBILLA AIMMA
MOLMED MTA
MONDO TV MTA
MONRIF MTA
MUTUIONLINE MTA
NEODECORTECH AIMMA
NET INSURANCE AIMMA
NETWEEK MTA
NICE MTA
NOTORIOUS PICTURES AIMMA
NOVA RE MTA
OLIDATA MTA
OPENJOBMETIS MTA
ORSERO AIMMA
PANARIAGROUP INDUSTRIE CERAMICHE MTA
PHARMANUTRA AIMMA
PIERREL MTA
PININFARINA MTA
PIQUADRO MTA
PITECO AIMMA
PLT ENERGIA AIMMA
POLIGRAFICA S FAUSTINO MTA
POLIGRAFICI EDITORIALE MTA
POLIGRAFICI PRINTING AIMMA
PORTALE SARDEGNA AIMMA
PRELIOS MTA
PRIMA INDUSTRIE MTA
PRISMI AIMMA
RATTI MTA
RENO DE MEDICI MTA
RETELIT MTA
RISANAMENTO MTA
ROMA MTA
ROSETTI MARINO AIMMA
ROSSS MTA
SABAF MTA
SAES GETTERS MTA
SAFE BAG AIMMA
SAFILO GROUP MTA
SERVIZI ITALIA MTA
SESA MTA
SINTESI MTA
SIT AIMMA
SITI – B&T AIMMA
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Chi presenta la dichiarazione dei redditi tramite modello 730 o modello Redditi ex Unico può anche presentare la dichiarazione figli a carico. Vale a dire per tutte quelle spese che il contribuente ha sostenuto nel corso dell’anno precedente per i figli a carico, anche portatori di handicap. Vediamo dunque di seguito come funziona la detrazione dei figli a carico e come calcolarla.

Cos’è la detrazione figli a carico

La detrazione figli a carico viene regola dall’articolo 12 del TIUR e dispone tutto quanto riguarda i termini e le condizioni per il riconoscimento della detrazione figli a carico. Per questi ultimi si intende i figli considerati fiscalmente a carico dei genitori, purché il proprio reddito complessivo IRPEF non superi 2.840,51 euro lordi.

Non incidono pertanto età, livello di istruzione, tirocini gratuiti, se convive coi genitori o sia domiciliato all’estero. o dal fatto che conviva o meno con i genitori o se si trova all’estero. Nei 2.840,51 euro vengono presi in considerazione i redditi che concorrono alla formazione del reddito complessivo IRPEF, soggetto a tassazione ordinaria. Pertanto, si escludono quelli a tassazione separata, soggettati a ritenuta a titolo d’imposta o ad imposta sostitutiva.

Le detrazioni saranno calcolate in base a 4 fattori:

  • Ammontare del reddito del genitore;
  • Età del figlio;
  • Presenza di figli con handicap;
  • Numero dei figli.

Detrazione figli a carico: quali sono gli importi 2017

Per quanto concerne l’anno in corso, la detrazione figli a carico 2017 è la seguente a seconda dei casi:

  • dagli 800 ai 950 euro, per ogni figlio che abbia 3 o più anni
  • dai 900 ai 1.220 euro, per ogni figlio che abbia meno dei 3 anni;
  • dai 220 ai 400 euro, per ogni figlio portatore di handicap.

Con le nuove disposizioni, la privacy sarà garantita anche per i figli affidati, inserendo solo il loro quantitativo e non il loro codice fiscale.

Come si calcola detrazione figli a carico

Il calcolo della detrazione figli a carico avviene in base all’importo della detrazione base moltiplicata per il quoziente tra 95 mila euro reddito teorico, meno il reddito complessivo. Il risultato finale viene diviso per 95 mila euro. Qualora vi siano più figli presenti, i 95 mila euro sono aumentati di 15 mila euro per ogni figlio ulteriore. Indi per cui, la detrazione fiscale per i figli a carico è da considerarsi inversamente proporzionale al reddito complessivo. L’ultimo livello è pari a zero per i redditi più alti.

Facciamo un esempio:

Il contribuente ha un figlio a carico di 2 anni con un reddito complessivo IRPEF di 25.000 mila euro. Avremo così 1220,00 euro moltiplicato per la differenza tra 95 mila e 25 mila euro, diviso per 95 mila euro. La detrazione figlio a carico sarà di 898,94 euro.

Detrazione figli a carico, la situazione nel 2017

Quest’anno è previsto un aumento per le detrazioni Irpef per i figli a carico, di genitori dipendenti e pensionati. Ma anche una modifica al decreto legge numero 70 del 2011, riguardante l’eliminazione dell’obbligo da parte dei contribuenti che vogliono beneficiare delle detrazioni di dover comunicare ogni anno al sostituto d’imposta i dati relativi alle detrazioni. Infatti, i dati sono validi anche per le dichiarazioni successive, tranne i casi nei quali si verifichino cambiamenti che rendono necessarie nuove presentazioni della comunicazione. Si pensi ad eventi come la nascita o la morte di un figlio, o che un figlio abbia cambiato la propria situazione reddituale. Per cui abbia superato la suddetta soglia e sia considerato non più a carico. In caso di mancata comunicazione, sono previste per il contribuente multe che possono andare dai 258 euro ai 2065 euro. Così come previsto dal decreto legislativo n. 471 del 1997.

In questi anni, sono stati introdotti nuovi meccanismi per controllare e verificare la veridicità delle dichiarazioni sulle detrazioni come la nascita del modello 730 precompilato.

Detrazione figli a carico: come si calcola per genitori separati

Dato l’alto numero di separati e divorziati, diventa anche utile chiedersi come funziona la detrazione figli a carico per i genitori divorziati o separati. Vediamo le varie casistiche:

  • Genitori non legalmente ed effettivamente separati: la detrazione in questo caso viene divisa per metà ciascuno, o assegnata del tutto al partner che gode del reddito complessivo più elevato
  • Separazione legale ed effettiva, annullamento del matrimonio o divorzio: in questo caso viene attribuita al genitore affidatario, almeno che non si sia raggiunto un accordo differente tra le parti
  • Genitori separati con affidamento congiunto o condiviso: la detrazione viene ripartita a entrambi per metà ciascuno, almeno che non venga raggiunto un accordo differente che dia la detrazione al genitore che beneficia del reddito più alto
  • Genitori ancora coniugati: anche in questo caso, metà per genitore o il totale a chi gode del reddito complessivo più alto
  • Genitori Separati: totale al genitore che ha avuto l’affidamento del figlio, o metà ciascuno tra i genitori nel caso in cui sia stato attribuito un affidamento congiunto o condiviso. O, ancora, anche in questo caso il totale della detrazione va al genitore che gode del reddito complessivo più alto tra i due. E infine, qualora sia presente un genitore incapiente, la detrazione spetta completamente ad egli a prescindere dalla sua situazione reddituale
  • Genitori Non Sposati: in questa casistica, si procede con quanto previsto nei casi di genitori separati. Qualora manchi un provvedimento per l’affidamento dei figli, si applica in automatico quanto previsto per i coniugi coniugati