Drop Shipping: guida utile, vantaggi e normativa fiscale

Che cos’è il Drop Shipping? Perché è sempre più rilevante nel mondo dell’E-Commerce? Ogni giorno milioni di persone nel mondo si connettono sul web, comunicano, si scambiano informazioni, creano blog, condividono contenuti multimediali e acquistano prodotti e servizi. In fin dei conti, non possiamo negare di essere nell’epoca del web e … siamo solo all’inizio.

Grazie alla tecnologia, l’E-commerce (commercio elettronico) è “esploso” e non conosce crisi: acquistare beni e servizi e concludere transazioni commerciali sul web fa parte oramai della nostra quotidianità e del nostro modo di vivere. Oggi, vendere online rappresenta una grande opportunità per tutta la platea di esercenti commerciali che vogliono ampliare il loro business o semplicemente beneficiare dei vantaggi legati al commercio online. In questa guida scopriamo che cos’è il drop shipping, quali sono i vantaggi per il venditore ed il drop shipper e la normativa fiscale vigente.

E-commerce e Drop shipping: un connubio perfetto nell’Era del web

Il sistema di vendita in “drop ship” affonda le sue origini in America e si è diffuso grazie alla crescita di siti di aste online, che hanno permesso alle Community di venditori di proporre quotidianamente un catalogo di prodotti messi a disposizione dai drop shipper, sui loro E-Store, guadagnando a provvigione. In un contesto sempre più evoluto si inserisce a pieno titolo il drop shipping, un pratico e vantaggioso metodo di vendita online senza avere necessità di avere uno store fisico o un magazzino di stoccaggio. In buona sostanza, l’esercente commerciale, una volta effettuata la vendita, trasmette l’ordine al fornitore (c.d. “dropshipper“), il quale spedisce il prodotto direttamente all’utente finale. Grazie a questo modello di vendita, l’esercente commerciale si preoccupa esclusivamente della promozione dei prodotti e delle referenze vendute, senza prestare attenzione alle relative incombenze legate ai processi di imballaggio e spedizione che sono oggetto di cura del fornitore.

Non c’è necessità di perdere tempo alla ricerca della location o del personale di vendita più adatto per il business (e di farsi carico delle relative spese): se si decide di avviare un’attività in drop shipping la cosa più importante da fare è ricercare un partner commerciale, ovvero un fornitore (o drop shipper) corretto e attendibile con cui instaurare un accordo strategicamente rilevante.

Grazie al modello di vendita del Drop shipping, come rappresentato nello schema sopra riportato, siamo di fronte ad una triplice interazione telematica tra venditore, fornitore e acquirente:

  • il consumatore finale (customer) ricerca su Internet il prodotto di suo interesse e conclude l’ordine sul sito E-Commerce;
  • il venditore (marketer) tramite il proprio sito E-Commerce raccoglie l’ordine e lo comunica al fornitore;
  • il fornitore (Drop Shipper) facendosi carico di tutte le attività (stoccaggio, imballaggio e spedizione della merce), prepara l’ordine e spedisce il prodotto al cliente finale.

I vantaggi per il venditore e per il Drop shipper

Da quanto si evince dallo schema esplicativo sopra riportato non possiamo negare che il Drop Shipping comporti innumerevoli vantaggi per l’esercente commerciale e per il soggetto fornitore o drop shipper. Per il venditore, ben si comprende come può beneficiare della possibilità di crearsi un’attività di vendita senza necessità di investire capitali; vendere personalmente o tramite siti web o aste online e senza avere necessità di avere magazzini fisici o dipendenti. Per il drop shipper i vantaggi sono ascrivibili alla maggiore capillarità di penetrazione dei mercati sia tradizionali che online e all’aumento della propria rete di vendita.

Drop shipping in Italia: normativa fiscale, rischi e costi connessi

Come già messo in evidenza tra i principali vantaggi del drop shipping c’è sicuramente la possibilità per i venditori online di ridurre i costi che accompagnano l’avvio di ogni attività. Con il metodo del drop shipping l’investimento iniziale è totalmente focalizzato sulle attività di social media marketing ovvero sulla realizzazione e la cura di un accattivante sito web per fare incetta di clienti.

Il secondo passo da compiere è affrontare l’iter burocratico, senza troppe novità rispetto all’apertura di un negozio fisico:

  • apertura Partita IVA;
  • richiesta di iscrizione alla Camera di Commercio competente;
  • presentazione della SCIA (Segnalazione Certificata di Inizio Attività).

E’ bene a questo punto fare chiarezza in termini di fiscalità quando venditore, fornitore e acquirente sono residenti in Paesi diversi: stiamo parlando di operazioni triangolari IVA. Se il passaggio dei beni avviene nel contesto nazionale o comunitario (triangolazioni nazionali o comunitarie), la normativa fiscale è piuttosto semplice prevedendo due contratti di cessione dei beni; uno dal fornitore al venditore e-commerce e l’altro dal venditore e-commerce al cliente finale, con relative fatture ai fini IVA. Quando, invece, ci troviamo di fronte ad una triangolazione extracomunitaria, e nell’interazione si inserisce un soggetto residente in un Paese non appartenente all’Unione Europea (ad esempio un fornitore cinese), siamo di fronte ad una operazione commerciale fuori campo IVA e sarà il cliente finale a farsi carico delle spese IVA per il bene importato in base a quanto previsto dell’articolo 7 del DPR 633/1972. Come tutte le attività commerciali anche il drop ship ha suoi rischi che i venditori devono valutare prima di avviare un’attività di vendita attraverso questo sistema. I rischi più comuni sono connessi:

  • rischio di esaurimento prodotti: accade quando viene venduto un prodotto non più disponibile nel magazzino del fornitore/dropshipper,
  • basse percentuali di guadagno: i prodotti venduti in drop ship garantiscono un margine di guadagno che non eccede il 20/30%,
  • elevata concorrenza sui siti di vendite online.

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