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I mercati emergenti sorprendono ancora una volta i listini del secondo semestre, mentre i tassi posti a zero spingono gli asset illiquidi del Vecchio Continente.

Dall’ultima conferenza ne esce fuori un rapporto annualeAlternatives in Europe”, che viene realizzato in partnership con Amundi. La stessa industria degli asset alternativi continua a crescere con una massa complessiva per 1.620 miliardi di euro con una crescita di 300 miliardi in 3 anni.

Questo mondo non è semplice e allo stesso tempo è molto variegato; al suo interno sono compresi anche gli hedge funds e le infrastrutture come anche le immobiliari, passando per il private dept.

Cos’è il private equity?

Si tratta di un sistema di investimento proposto a larghe mani dall’industria finanziaria; in breve rappresenta l’attività mediante la quale un soggetto (solitamente investitore istituzionale) rileva delle quote di una società definita “obiettivo”.

Di questa acquisisce azioni da terzi o sottoscrive azioni di nuova emissione. In pratica si tratta di apportare capitali senza una quotazione in Borsa.

La corsa del private equity

Sono gli hedge fund ancora oggi che continuano a rappresentare la parte più ampia del mercato degli investimenti. Essi si presentano come alternative a quelli legati al vecchio continente, dove contano 608 miliardi di euro.

Allo stesso tempo, però, si deve registrare una diminuzione dell’industria degli ultimi 12 mesi lasciando spazio al private equity che potrebbe diventare l’asset class più consistente dell’area con ben 559 miliardi di euro.  Si conta che ad oggi l’obiettivo della strategia intrapresa è senza dubbio quella di portare nuove aziende sui listini.

Il net cash flow degli investimenti in private equity continua a essere positivo dall’ormai lontano 2013. Il buy out rappresenta invece la voce preponderante delle operazioni di questo segmento.

Lo scorso anno, ha fato registrare un anno di vero record con la conclusione di accordi di private capital, con transazioni che hanno superato i 374 miliardi di euro.

Il private debt, cresce ancora?

Tutti i segmenti legati al private debt mostrano  segni di dinamismo. Se analizziamo il 2018, possiamo notare come esso si riflette nei primi mesi del 2019 con un segno positivo, superando i 13 miliardi di euro e una netta preponderanza del Regno Unito. In termini aggregati il canale più utilizzato è quello del direct lending, ovvero di erogazione diretta di credito alle aziende da parte di soggetti non bancari.

Anche se oggi essi fanno registrare una chiusura con segno positivo, i fondi degli alternative stanno rallentando e stanno facendo registrare un calo delle loro performance. In questo primo semestre del 2019 tutti i fondi sono stati nettamente battuti dall’indice Eurostoxx 50.

I fondi con sede in Europa, stanno facendo registrare pesanti deflussi con un “meno 22 miliardi” di dollari nell’ultimo trimestre del 2018.

Infine, non possiamo non notare come le prospettive per il settore immobiliare europeo restano positive, anche se al momento tutto il settore ha risentito dell’effetto Brexit e del drastico ridimensionamento del mercato.

Qual è il ruolo dell’Uk e dell’Italia?

Purtroppo il mercato degli asset alternative ha il suo epicentro in Gran Bretagna, anche se da qualche tempo deve fare i conti con la Brexit. Oggi, con ben mille miliardi di euro, Londra rappresenta il 54%  di tutti gli asset gestiti in Europa.

L’Italia invece si trova a debita distanza, con 27 miliardi di asset, dove si registra un private equity e un venture capital che fa da padrona.

Perché cresce l’appeal degli investimenti alternativi?

Purtroppo non è difficile comprenderlo; di fronte alle incertezze delle Borse e del mercato obbligazionario, non può che crescere l’appeal degli investimenti alternativi in Europa, i quali hanno raggiunto asset per ben 1.620 miliardi di euro nel mese di giugno 2018.

Possiamo quindi dire che gli hedge fund rappresentare ancora oggi la fetta più grossa del mercato degli investimenti alternativi europei. Lo stesso mercato si concentra nella maggior parte dei casi in Gran Bretagna, dove si contano quasi 1000 miliardi di euro.

Ovviamente non possiamo non segnalare che ci sono dei segni di dinamismo che arrivano dal segmento del private debt, dove il valore delle operazioni nel 2018 e nel primo trimestre del 2019 ha superato ben 13 miliardi e i fondi hedge, nonostante il rallentamento degli ultimi trimestri, restano ancora oggi in vetta alla classifica e dominano su tutte le categorie degli investimenti alternativi.

Secondo Blackrock, leader nella gestione del risparmio, ben il 47% della clientela oggi si ritrova a voler ridurre l’esposizione all’azionario e quindi rifugiarsi nel “private equity”. I motivi sono differenti e vanno dalla bassa volatilità ai rendimenti maggiori e costanti nel tempo alle minori operatività.

Certamente si potrebbe trattare un entusiasmo eccessivo, perché no, ma resta il fatto che essi possiedono una forte competitività soprattutto quando si tratta di acquisire società di “private equity” rispetto alle classiche quotate in Borsa.

Ecco che ne deriva anche il fenomeno della fuga dai listini; si tratta di un trend inequivocabile negli Usa che sta cominciando a verificarsi anche da noi, per motivi soprattutto legati all’instabilità delle quotazioni e di riduzione dei costi.

Novità in vista per il Bonus Assunzioni Sud 2019 nel Decreto Crescita: sono stati stanziati i fondi da destinare agli incentivi per le assunzioni nelle regioni del Mezzogiorno per il periodo che va dal 1° gennaio 2019 al 30 aprile 2019. Scopriamo in questa guida quali sono le principali novità e a chi sono destinate le risorse economiche rifinanziate con il Decreto Crescita 2019.

Bonus Assunzioni Sud 2019 rifinanziato con il Decreto Crescita: quali sono le novità?

Ai sensi dell’articolo 1, comma 247, della Legge 145/2018 (Legge di Bilancio 2019), l’articolo 39 ter della Legge 58/2019 di conversione del Decreto-Legge 34/2019 ha sancito lo stanziamento di duecento milioni di euro da destinare alle assunzioni effettuate dal 1° gennaio 2019 al 30 aprile 2019.

Il rifinanziamento dello sgravio per le aziende meridionali è stato ufficializzato con il Decreto Crescita.

Ex ante, il decreto ANPAL n. 178 del 19 aprile 2019 aveva previsto l’impossibilità di beneficiare del Bonus Occupazione Sud per le assunzioni effettuate nel primo quadrimestre 2019.

Grazie a questa importante previsione normativa si è finalmente superato il disordine che aveva creato il decreto ANPAL n. 178 del 19 aprile 2019, il quale faceva decorrere lo sgravio a partire dal 1° maggio 2019 ed escludeva dal beneficio tutte le imprese meridionali che avevano assunto personale dal primo gennaio al 30 aprile 2019.

Ma facciamo il punto sul Bonus Assunzioni Sud 2019: come funziona, importi e condizioni necessarie per beneficare dello sgravio contributivo.

Bonus Assunzioni Sud 2019 rifinanziato nel Decreto Crescita: prorogati gli sgravi contribuitivi per le aziende del Meridione

La Legge di Bilancio 2019 ha rifinanziato gli sgravi contributivi per le assunzioni nel Meridione italiano.

Le aziende del Sud che hanno assunto personale possono beneficiare dell’esonero dal versamento dei contributi previdenziali per un anno e fino ad un limite massimo di 8.060 euro nel caso di assunzione di:

  • giovani di età compresa tra i 16 ed i 34 anni;
  • giovani disoccupati (da almeno 6 mesi) di età superiore ai 35 anni.

Per quanto concerne la tipologia di contratti, sono agevolati i contratti a tempo indeterminato, le trasformazioni dei contratti a termine in contratti a tempo indeterminato e i contratti di apprendistato.

Se l’assunzione avviene a tempo parziale il beneficio subisce una riduzione “pro-quota”.

Le aziende che possono beneficiare dello sgravio contributivo devono essere geolocalizzate in una delle regioni del Sud Italia (Basilicata, Sicilia, Abruzzo, Molise, Sardegna, Calabria, Campania, Puglia).

Nel caso di trasferimento del dipendente presso un’altra unità produttiva ubicata “fuori” dalle Regioni sopra citate, lo sgravio contributivo cessa a partire dal mese successivo a quello in cui è avvenuto il trasferimento.

Bonus Assunzioni Sud: le esclusioni previste dal decreto ANPAL

Prima dell’ufficializzazione del Decreto Crescita, a causa delle scarse risorse disponibili, lo sgravio era riconosciuto alle imprese meridionali che assumevano personale dal 1° maggio al 31 dicembre 2019.

Il caos e la carenza normativa affondavano le radici anche nella scarsa comunicazione tra ANPAL e Ministero del Lavoro.

Finalmente, dopo continue proteste e moniti sollevati dalle imprese del Meridione italiano su una norma iniqua e penalizzante, il Decreto Crescita ha previsto lo stanziamento delle risorse finanziarie necessarie per prorogare il Bonus Assunzioni Sud 2019.

Bonus Assunzioni Sud 2019: condizioni da rispettare

Come già anticipato per poter beneficiare del Bonus Assunzioni Sud 2019 rifinanziato anche per il primo quadrimestre 2019, occorre rispettare determinate alcune condizioni.

Innanzitutto, come già sottolineato, l’impresa deve essere geolocalizzata in una delle regioni incluse nella lista delle “beneficiarie”.

Inoltre, nei sei mesi precedenti l’assunzione, il lavoratore assunto non deve aver avuto un rapporto di lavoro subordinato con lo stesso datore di lavoro.

Il beneficio previsto è subordinato al rispetto delle regole sulla sicurezza sul lavoro e del DURC regolare.

Bonus Assunzioni Sud 2019: importi

Per quanto concerne gli importi, la misura dell’esonero contributivo è pari al 100% dei contributi dovuti all’INPS, con esclusione dei premi e contributi dovuti all’INAIL, nel limite massimo fissato pari a 8.060 euro.

Ogni datore di lavoro può porre datore di lavoro potrà porre a conguaglio mensilmente euro 671,66 (8.060 euro diviso 12 mesi).

La fruizione del Bonus Assunzioni Sud si basa su 12 quote mensili dalla data di assunzione/trasformazione del lavoratore e terminerà il 28 febbraio 2021.

Sono sempre di più coloro che hanno intenzione di riscattare la propria laurea: ecco tutto quello che serve sapere: le novità proposte nella Legge di Bilancio e le agevolazioni previste per il corrente 2019. Inoltre, è necessario conoscere quando e a chi conviene riscattare i propri anni di studio, come fare domanda, guida al calcolo ed esempi di riscatto della laurea.

Riscatto laurea agevolato 2019: è boom di domande!

Dopo l’introduzione del Decreto pensioni-reddito (4/2019) non si arresta la richiesta di riscatto agevolato della laurea. Si pensi che dal mese di marzo a maggio 2019 sono pervenuto ben 21mila istanze, circa la metà delle quali con riscatto low cost.

Per il triennio 2019-2021 è stato introdotto, in via sperimentale, un nuovo istituto di riscatto dei periodi di studi universitari, da valutare nel sistema contributivo (cfr. circolare Inps 5 marzo 2019, n. 36).

Il riscatto agevolato può essere richiesto dagli iscritti all’Assicurazione Generale Obbligatoria per l’invalidità e la vecchiaia, da coloro che sono privi di anzianità contributiva al 31 dicembre 1995 e non titolari di pensione, dai superstiti dei lavoratori dipendenti e dalle forme sostitutive ed esclusive della medesima, oltre che dai lavoratori iscritti alla Gestione Separata.

Quanti anni si possono riscattare? Il periodo scoperto di contribuzione può essere ammesso a riscatto nella misura massima di cinque anni.

La base di calcolo è costituita dalla retribuzione assoggettata a contribuzione nei 12 mesi recenti rispetto alla data dell’istanza ed è rapportata al periodo oggetto di riscatto.

Riscattare la laurea: cosa si intende?

Quando si parla di riscatto della laurea si intende la possibilità di valorizzare ai fini previdenziali il proprio percorso di studi. In questo modo si può dire, a tutti gli effetti, che il titolo di studio può ricoprire un ruolo chiave per quanto concerne i contributi e la pensione futura. Ovviamente è fondamentale che i soggetti istanti abbiano conseguito con successo il titolo di studio.

Riscatto della laurea: chi può farlo?

Tutti coloro che abbiano conseguito un diploma di laurea o un titolo equipollente possono accedere senza problemi a questo istituto. Senza dimenticare che possono farlo anche gli inoccupati, ovvero coloro che ancora non hanno versato alcun tipo di contributo di lavoro dipendente. In tal caso si parla di attività lavorativa non ancora iniziata sia in Italia che all’estero.

Riscatto laurea: Come funziona?

Ci sono alcuni titoli che si possono riscattare senza problemi. Essi sono:

– i diplomi universitari, purché non superiori a due o tre anni;
– i diplomi di laurea i cui corsi non siano inferiori ai quattro anni e superiori ai sei;
– i diplomi di specializzazione successivi alle lauree e che abbiano avuto almeno durata di due anni;
– i dottorati di ricerca regolarmente riconosciuti;
– i corsi di laurea 3+2.

Non possono essere calcolati ai fini del riscatto della laurea i periodi di studio fuori corso.

Inoltre, il riscatto può riguardare l’intero periodo o anche dei singoli periodi, oltre a dover ricordare che dal 12 luglio 1997 si possono riscattare anche due o più corsi di laurea anche antecedenti a tale data.

Riscatto di laurea per gli inoccupati

La normativa vigente prevede la possibilità di riscattare la laurea anche da parte di coloro che ancora non hanno trovato un’occupazione e non sono iscritti a nessuna forma di previdenza.

E, soprattutto, questo istituto è accessibile solo a coloro che nel momento in cui presentano la domanda non abbiano ancora versato contributi previdenziali.

L’onere in tal caso coincide con il versamento di un contributo per ogni anno da riscattare: esso è pari al minimo livello imponibile ad artigiani e commercianti, moltiplicato per l’aliquota di computo per le prestazioni pensionistiche dell’Assicurazione Generale Obbligatoria.

Riscatto laurea e calcolo dell’onere

Come viene calcolato l’onere da versare per il riscatto del titolo di studio? Nel caso di riscatto nel periodo retributivo l’onere varia a seconda di vari fattori quali età, sesso, retribuzioni.

Invece per quel che concerne il riscatto della laurea nel periodo contributivo, si parla di computo in base all’aliquota contributiva vigente nel periodo in cui viene presentata la domanda.

Essa viene applicata al periodo contributivo nei 12 mesi più vicini rispetto alla data di presentazione della domanda di riscatto.

La retribuzione che viene presa come riferimento è accreditata sulla posizione contributiva del soggetto richiedente collocandola temporalmente nel periodo degli studi.

Riscatto Laurea: come fare la domanda?

Ecco le modalità attraverso le quali è possibile presentare la domanda:

  • Contact Center multicanale, chiamando da telefono fisso il numero verde gratuito 803 164 o da telefono cellulare il numero 06 164164, a pagamento in base al piano tariffario del gestore telefonico, se in possesso di PIN;
  • WEB, tramite i servizi on-line dedicati, accessibili dal sito Internet dell’INPS attraverso i seguenti percorsi – per i riscatti da esercitarsi nelle gestioni dei dipendenti pubblici: “Prestazioni e servizi” > “Tutti i servizi” > “Gestione dipendenti pubblici: servizi per Lavoratori e Pensionati”; – per i riscatti da esercitarsi nelle gestioni dei dipendenti privati: “Prestazioni e servizi” > “Tutti i servizi” > “Riscatto di periodi contributivi”;
  • Patronati e intermediari, attraverso i servizi telematici offerti dagli stessi, anche se non in possesso di PIN.

Si ricorda che le domande devono essere presentate utilizzando il modulo reperibile sul sito istituzionale al seguente percorso: “Prestazioni e Servizi” > “Tutti i moduli” > “Assicurato/Pensionato”.

Cos’è il modello ISEE 2019 e quali sono le novità più importanti?

In questa guida analizzeremo il modello ISEE 2019, la sua scadenza e la sua composizione e quelle che sono le novità con le istruzioni dettate dall’INPS legate ai nuovi termini di validità della DSU.

Possiamo affermare prima di tutto che il modello ISEE è quel modello rilasciato dall’INPS che serve a tutti i contribuenti per accedere alle prestazioni sociali agevolate, compreso anche il reddito di cittadinanza o altri aiuto come bonus bebè ecc.

Il calcolo dell’ISEE 2019, non ha subito delle modifiche rispetto a quello dello scorso anno; esse sono effettuate dall’INPS partendo dalle informazioni contenute all’interno della DSU, la quale deve essere compilata prendendo come punto di riferimento tutti i documenti relativi ai redditi percepiti e al patrimonio posseduto. Infine esso tiene presente anche della composizione del nucleo familiare.

La novità riguarda invece la DSU, ovvero la Dichiarazione Sostitutiva Unica e la sua validità. Per tale motivo segnaliamo le nove scadenze:

  • Scadenza del modello ISEE richiesto dal 1° gennaio al 31 agosto 2019: fissata al 31 dicembre 2019;
  • Scadenza del modello ISEE richiesto dal 1° settembre 2019: fissata al 31 agosto 2022.

Modello ISEE 2019: come presentare la DSU

Al fine di richiedere il nuovo modello ISEE 2019 è necessario presentare la Dichiarazione Sostitutiva Unica (DSU), ovvero il documento che contiene:

  • dati anagrafici;
  • redditi;
  • patrimonio;
  • componenti del nucleo familiare.

La DSU serve poi per il calcolo del modello ISEE 2019.

Essa deve essere presentata:

  • all’Ente che eroga la prestazione sociale agevolata;
  • presso il proprio comune di residenza;
  • Centro di Assistenza Fiscale (Caf);
  • direttamente per via telematica all’INPS.

Al fine di compilare la DSU occorrono i seguenti documenti:

  • stato di famiglia;
  • codice fiscale;
  • documento d’identità valido;
  • ultima dichiarazione dei redditi (modello UNICO o modello 730);
  • certificazione dei redditi (Certificazione Unica, ex CUD);
  • contratto d’affitto e copia dell’ultimo canone versato;
  • saldo contabile dei depositi bancari e postali;
  • estratti conto con giacenza media annuale dei depositi bancari e postali al 31/12/2018;
  • azioni o quote detenute presso società od organismi di investimento collettivo di risparmio;
  • dati patrimonio immobiliare così come risultanti da visura catastale;
  • contratto di assicurazione sulla vita.

Calcolo modello ISEE 2019

Tutti questi documenti servono poi all’INPS al fine di effettuare il calcolo del modello ISEE per l’anno di richiesta. In pratica, le indicazioni su come viene calcolato il valore dell’attestazione, sono dettate dallo stesso INPS, il quale dopo aver ricevuto la DSU compilata dal contribuente, attinge alla propria banca dati e alle informazioni in proprio possesso.

Sulla base di questi dati, determina il valore dell’ISEE effettuando un rapporto tra l’Indicatore della Situazione Economica (ISE) e il parametro desunto dalla scala di equivalenza come di seguito riportato:

Numero dei componentiParametro
11.00
21.57
32.04
42.46
52.85

 

Sulla base di questa tabella, poi, viene effettuato il calcolo ISEE prevedendo le seguenti maggiorazioni:

  • 0,35 per ogni ulteriore componente;
  • 0,5 per ogni componente con disabilità media, grave o non autosufficiente;
  • 0,2 in caso di presenza nel nucleo di tre figli, 0,35 in caso di quattro figli, 0,5 in caso di almeno cinque figli;
  • 0,2 per nuclei familiari con figli minori, elevata a 0,3 in presenza di almeno un figlio di età inferiore a tre anni compiuti, in cui entrambi i genitori o l’unico presente abbiano svolto attività di lavoro o di impresa per almeno sei mesi nell’anno di riferimento dei redditi dichiarati.

Scadenza modello ISEE 2019: le novità sul termine di validità

Il modello ISEE come visto in precedenza prevede delle differenti date di scadenza. Queste sono state stabilite dall’articolo 10, comma 4, del decreto legislativo 15 settembre 2017, n. 147, che ha modificato la validità delle DSU ai fini ISEE, stabilendo che dal 1° gennaio 2019, la dichiarazione sia valida dalla data di presentazione fino al successivo 31 agosto.

Ancora, lo stesso decreto ha introdotto il reddito di cittadinanza (DL n. 4 del 28 gennaio 2019) e allo stesso tempo ha ulteriormente modificato il comma, prorogando al 31 dicembre 2019 tutto il periodo di validità e di scadenza delle sole DSU presentate dal 1° gennaio 2019 al 31 agosto 2019.

Nowbanking! È l’app mobile di Cariparma, facile e sicura che permette di pagare utenze, inviare bonifici ed effettuare ricariche telefoniche, o semplicemente consultare il conto corrente con un semplice “click”.

Tutto quello che devi fare è possedere un dispositivo mobile e una connessione dati.

Come vedrai si tratta di un nuovo competitivo servizio Banking di Cariparma da molto considerata come la perfetta soluzione Nowbanking innovativa che permetterà di effettuare per mezzo di internet l’accesso al tuo corrente in modo immediato e ancora più sicuro.

In pratica Nowbanking Cariparma sintetizza il concetto stesso di fruibilità della banca e dei suoi servizi a prescindere che si tratti di formula Private o Business Banking.

Per mezzo di questa app, oggi è possibile sfruttare le oltre 60 tipologie di funzionalità diverse, pensate su misura per te, solo per mezzo del collegamento diretto tra il dispositivo mobile e il tuo conto corrente al  fine di effettuare tutte le operazioni sul tuo patrimonio.

L’obiettivo di Nowbanking Cariparma è valorizzare e proteggere il portafoglio economico e allo stesso tempo sfruttare una sinergia di soluzioni online innovative ed efficaci le quali rispondono alle reali esigenze da correntista individuale o membro della famiglia.

E’ possibile attivare il servizio Nowbanking, collegandoti direttamente a Cariparma, compilare il form e poi attendere la chiamata da parte dell’operatore che ti guiderà passo dopo passo all’apertura del conto.

Questo conto sarà accessibile da qualunque pc, tablet o smartphone. Per acceder al servizio, a seguito di avvenuta registrazione, basta effettuare il login all’interno della sezione “Accesso clienti“. Da qui si deve poi selezionare la banca e “Nowbanking Privati”.

Per mezzo del sistema automatico, ti viene assegnato un One time Password (acr. O.T.P.) per offrirti una garanzia migliore.

COSA FARE PER AVERE NOWBANKING CARIPARMA?

Se non possiedi un conto corrente e vorresti aprirne uno, ti basta collegarti al sito Cariparma e richiedere l’apertura di un conto corrente. Puoi scegliere ad esempio “Conto Adesso” ovvero il conto a zero spese e zero canone mensile che ti offre:

  • Internet Banking;
  • ATM;
  • Nowbanking;

il conto lo puoi aprire direttamente online.

per mezzo del servizio Cariparma NowBanking Privati, del gruppo Credit Agricole, è possibile effettuare tutte le principali transazioni senza doversi necessariamente recare presso una filiale bancaria.

COME RICHIEDERE CARIPARMA NOWBANKING PRIVATI

Per poter usare il servizio Cariparma NowBanking Privati bisogna ottenere l’abilitazione contrattuale presso la propria filiale di riferimento.

Ad ogni modo, l’abilitazione è molto semplice, e in pochi minuti sarete in grado di utilizzare proficuamente questo servizio, grazie alle credenziali che vi saranno concesse direttamente dalla stessa filiale.

Codice Utente / Atlas e Data

Si tratta di un codice alfanumerico di 9 cifre univoco e non modificabile. Questo vi viene assegnato dalla banca nel momento in cui stipulate un contratto di apertura del conto corrente.

L’Alias è invece il nickname, il quale si compone di un numero di cifre compreso tra 6 e 20 caratteri alfanumerici che si possono utilizzare in fase di accesso.

E’ possibile in alternativa al Codice Utente impostare “Pin e Password” dell’Internet Banking.Per quanto riguarda invece la data di primo accesso, essa corrisponde alla tua data di nascita.

Assistenza clienti

In caso di problemi all’accesso o nel caso di necessità inerenti ad informazioni di qualsiasi natura, potete contattare il centro di assistenza Credit Agricole chiamando il numero verde 800.77.55.44 dal lunedì al venerdì dalle 8.00 alle 20.00. Il servizio è disponibile il sabato dalle ore 9.00 alle ore 13.00 e dalle ore 14.00 alle ore 18.00.

Recupero dati di accesso

Nel caso di problemi all’accesso, derivanti dalla difficoltà di ricordare le proprie credenziali, potete eseguire il reset e recuperare i dati attraverso la pagina “Reset credenziali” le quali possono essere raggiunte dalla sezione iniziale della banca.

Nella nuova pagina che si aprirà, non devi fare altro che inserire il codice fiscale e la partita Iva, l’indirizzo di posta elettronica comunicato in precedenza all’istituto di credito.

Nel caso in cui sei in possesso del cellulare SecureCall e del PIN dispositivo, allora devi cliccare su Conferma e seguite le ultime istruzioni a video per poter regolarizzare il recupero dei dati di accesso.

Altre funzionalità di NowBanking

  • Disattivazione di una carta bancomat;
  • Accedere all’estratto conto;
  • Modificare i dati personali;
  • Attivare le funzioni SecureCode;
  • Transazioni attraverso codice Token temporaneo,

CONCLUSIONI

A ben vedere sui tratta di un sistema adatto a privati e imprese.

Cariparma NowBanking è molto apprezzato anche per via del suo sistema semplice e facile da utilizzare.

Grazie all’app intuitiva, tutti possono aprire d effettuare operazioni sul conto corrente online. a ben vedere si tratta certamente di un’ottima app mobile, apprezzata da Giovani e meno giovani di livello tecnologico.

Clarisbanca è una banca online nata da Veneto Banca e Banca Apulia, con accesso illimitato ed attiva 24 ore su 24, tutti i giorni. Si tratta di una piattaforma che la si può utilizzare per mezzo di un qualsiasi dispositivo fisso o mobile e dunque anche tramite App.

Al momento è possibile accedere ai servizi tramite due differenti profili di servizi digitali:

  1. Stella;

Si tratta di servizi che permettono di sfruttare alcune importanti funzionalità informative, come:

  • lista movimenti;
  • saldo corrente.
  • operazioni di bonifico bancario:
    • singolo;
    • periodico;
    • gira conto;
    • pagamento tasse;
    • bollettini;
    • ricariche telefoniche.

Grazie a questa app mobile è possibile anche compiere operazioni di trading sui principali mercati italiani ed esteri. Questo vuol dire disporre anche di un portafoglio titoli. Vedremo, per completezza, un confronto con una delle piattaforme migliori per fare trading senza commissioni che è invece 24option (clicca qui per visitare il sito ufficiale).

Il secondo servizio, invece, quello Mito, consente di effettuare le operazioni in precedenza elencate, ma anche:

  • quotazioni dei titoli degli Indici di Borsa Italiani;
  • configurazione personalizzata dei propri investimenti;
  • analisi finanziarie professionali;
  • operazioni di acquisto e vendita;
  • analizzare gli storici degli andamenti della Borsa;
  • ottenere notizie dalle agenzie di stampa;
  • esaminare l’andamento delle principali società quotate.
  • ebook periodico ed aggiornato sugli studi di mercato delle cinque società considerate le migliore del momento;
  • analisi degli storici del bilancio ed altre rilevanti informazioni.

Cos’è ClarisBanca

ClarisBanca Home Mobile Banking è il servizio offerto da Veneto Banca, a seguito della fusione nel 2018 con il gruppo Intesa San paolo.

Grazie a Claris Banca è possibile eseguire classiche operazioni che si svolgono in banca, tramite una semplice app mobile, anche se ci si trova all’estero. Tutto quello che serve è un computer con una connessione internet o uno smartphone collegato ad internet.

Qui basta inserire il codice cliente e la password per utilizzare il servizio, a prescindere da dove ci si trova; lo si potrà fare per mezzo di una semplice postazione internet funzionante.

Clarisbanca: come funzionano i servizi offerti?

Per mezzo dell’interfaccia utente è possibile sfruttare una grafica dall’aspetto gradevole, strutturata in maniera semplice che permette di agevolare l’uso da parte del cliente.

La funzionalità è molto ben integrata con il sistema e permette dalla homepage costituita da blocchi, di eseguire tramite appositi widget la differenziazione dei servizi offerti da Clarisbanca.

Ad esempio, la parte centrale della schermata permette d’individuare le operazioni principali, come trading online, messaggi, sms banking. Nella seconda parte, invece, sono indicati i collegamenti inerenti a:

  • dati personali;
  • impostazioni di sicurezza;
  • agenda;

A prescindere dal profilo utilizzato, è possibile gestire direttamente il proprio conto corrente; qui sono presenti anche le operazioni principali, che permettono di controllare le informazioni sui movimenti, il saldo e le specifiche spese che sono state effettuare durante un determinato periodi di tempo.

Al suo interno è presente anche la funzione bilancio familiare. Da qui si possono consultare statistiche e grafici inerenti alla gestione e alle spese effettuate tramite il conto corrente. Infine si possono anche eseguire bonifici bancari e pagamenti online legati alle utenze domestiche. Nello specifico puoi acceder ad effettuare il pagamento di:

  • Bollettini postali;
  • moduli F24, RAV e MAV.

Il tutto avviene online, senza necessità di recarsi in filiale.

Altre funzioni aggiuntive

Per mezzo dell’app si potrà anche accedere alla verifica di:

  • movimenti legato al libretto degli assegni;
  • attivare la carte prepagata ONE di Veneto Banca;
  • controllare la situazione dei finanziamenti eseguiti ed attivati.

Si tratta di operazioni e funzioni studiate nei minimi dettagli, con il solo scopo di concedere al cliente una gestione completa del conto corrente ed eliminando allo stesso tempo il fastidio di doversi necessariamente recare presso la filiale.

Trading online con Clarisbanca

ClarisBanca offre anche il servizio di trading online offerto da Veneto Banca. Essa si pone come scopo quello di effettuare ordini di acquisto e di vendita sui principali mercati borsistici italiani ed esteri. È possibile effettuare degli ordini anche quando le Borse sono chiuse. Lo si può fare sfruttando il servizio di registrazione che conferma l’operazione al momento dell’apertura.

È possibile acquistare e vendere durante lo stesso giorno tutte le operazioni tramite servizio di trading intraday, programmando in anticipo le azioni da compiere. Ci sono anche dei limiti all’operatività del trading online, collegati ai fondi presenti sul conto corrente, oppure alla disponibilità concessa grazie ad un fido di cassa.

Al momento è possibile operare sia sui mercati interni come sui mercati esteri, effettuando operazioni di compravendita inerenti ad azioni, covered, obbligazioni e warrant sulle più importanti Borse Europee e Mondiali come:

  • Parigi;
  • Francoforte;
  • New York;
  • Madrid;

Quando si effettuano operazioni di trading online con questo servizi, non avete nessun limite per accedere al servizio. Potete scegliere d’investire ed operare 24 ore su 24 e 7 giorni settimanali su 7.

Tutti gli ordini saranno eseguiti negli orari di apertura dei mercati e si può operare sui titoli azionari nei mercati abilitati e nel mercato italiano.

Come tutte le piattaforme di trading online, anche per questa si deve necessariamente possedere un computer, un modem e una connessione internet.

tutte le operazioni sono eseguite in tempo reale e tutti gli ordini immessi al di fuori degli orari di apertura dei mercati, sono messi in memoria. Come tale saranno eseguiti alla riapertura successiva del mercato. Tuttavia permane il nodo delle commissioni che è poco chiaro, su piattaforme come 24option (trovi i dettagli cliccando qui) si ha la certezza di non avere alcuna commissione o costo nascosto.

Claris Banca o 24option per fare trading?

Abbiamo visto quali sono le caratteristiche principali di ClarisBanca. Ora vogliamo cercare di capire come se la cava la piattaforma di trading a confronto con quelle che sono le migliori del panorama italiano.

Ad esempio prendiamo il caso di 24option, una delle piattaforme migliori per negoziare sui mercati. Si tratta di un broker che offre innanzitutto il massimo della sicurezza grazie alle certificazioni di cui gode a livello internazionale. Inoltre offre un valido aiuto a chi inizia grazie all’aiuto che viene dato ai principianti. Ad esempio ci sono degli ebook a disposizione di tutti gli iscritti (qui trovi maggiori dettagli) ed un servizio di segnali di trading gratuito. Ciò significa che esperti ogni giorno inviano analisi gratis a tutti i clienti in modo da prendere spunto per le operazioni giornaliere, un bel vantaggio per chi non vuole perdere tempo con le analisi e vuole essere operativo subito. Per saperne di più sui segnali di trading visita questa pagina.

Claris Banca: accesso e sicurezza online

Per utilizzare la banca online si deve innanzitutto attivare il servizio richiedendolo direttamente presso una filiale della banca oppure online dal sito.

Se lsi sceglie di operare tramite l’aiuto di un operatore, si devono seguire le informazioni che l’assistente ti offre.  In questo caso riceverete a casa i dati del primo accesso.

Si tratta del PIN che ti permette di accadere per la prima volta all’app e successivamente di cambiarlo. Diversamente, se vi rivolgete alla filiale di Veneto Banca, dovete seguire le indicazioni e le direttive che ti saranno fornite.

A prescindere dalla funzione utilizzata, al primo accesso ricordati sempre di inserire:

  • Codice Cliente;

Se opti per effettuare la registrazione online le credenziali le riceverai tramite email. Queste devono essere inserite all’interno dell’apposito spazio e successivamente si deve confermare e modificare tutte le credenziali. Lo scopo è quello di aumentare la sicurezza per l’accesso al profilo.

Infine potete scegliere anche di personalizzare l’interfaccia sulla base di quelle che sono le esigenze personali.

Notate bene che la banca detiene di un servizio di certificati SSL, del tipo Extended Validation ed EV che prevede in entrambi i casi, l’utilizzo di una crittografia particolarmente efficace per la protezione dei propri dati ed operazioni online.

Veneto Banca infine offre la One Time Password, ovvero una chiavetta Token che genera automaticamente una PW ogni volta che si effettua l’accesso. Questa viene effettuata in forma automatizzata nel caso in cui si adopera l’app BankUp Mobile Banking.

Attenzione perché, al fine di attivare il Token Software presente su BankUp Mobile Banking si deve effettuare l’accesso a BankUp Mobile Banking. Da qui si deve aprire il menù presente nella parte bassa a sinistra e premere su genera codice.

Basta premere su attiva subito e attendere che si riceva un SMS o un codice di attivazione che si userà per attivare il servizio voluto inserendolo su ClarisBanca Online Banking.

Tutti i bonifici possono essere effettuati anche per mezzo di una semplice foto del codice IBAN del conto di accredito e anche se non si conosce il codice IBAN, basta indicare il numero di telefono o l’indirizzo e-mail del beneficiario.

Se invece si possiedi un dispositivo iPhone 5s-6-6plus o Samsung S5-S6-Alpha-Note 4 è possibile anche provvedere a confermare le operazioni dispositive con il riconoscimento dell’impronta digitale.

Recupero dati per l’accesso

Con l’intento di fornire una costante assistenza alla propria clientela, Veneto Banca ha disposto un servizio clienti tramite numero verde 800 807 080, attivo dal lunedì al venerdì grazie al quale è possibile anche recuperare tutti i dati di accesso legati al proprio profilo online.

Sul sito istituzionale è presente anche la sezione – supporto tecnico, all’interno della quale puoi trovare informazioni sulla documentazione legata alla sicurezza, alla politica della privacy, alle guide che agevolano l’utilizzo dei servizi online, come anche dei consigli per rendere la propria password migliore ed efficiente tecnicamente a difesa delle tante procedure fraudolente del pishing e malware.

Prestate attenzione poi perché, nel caso di smarrimento o di perdita dei dati di accesso ai servizi digitali di Clarisbanca, potete recuperarli e provvedere alla sostituzione contattando il numero verde o anche scrivendo una email al servizio clienti posta@venetobanca.it.

Qui basta inserire:

  • codice cliente;
  • banca, o filiale dove si ha il conto corrente;
  • dati anagrafici base;
  • indirizzo email.

A seguito di ricezione di questi dati, la banca procede immediatamente al bloccaggio della piattaforma e ad impedire l’accesso ricorrendo alle credenziali perse o rubate.

Il servizio online di Veneto Banca è dunque interamente studiato per consentire un efficiente e costante sicurezza, evitando la possibilità di danni derivati dall’uso improprio e soprattutto illegale.

Clarisbanca: i conti

Al momento i conti di Veneto Banca offerti sono volti a soddisfare le differenti esigenze dei clienti.

Conto base

Consente a tutti i soggetti con ISEE inferiore o uguale a 7.500 euro di non versare il canone annuo e di ricevere l’accredito della pensione o dello stipendio.

Conto amministrazioni condominiali

Si tratta di un conto unicamente necessario a soddisfare le esigenze relative a questo tipo di professione. Esso si distingue in:

  • conto Base da 3€;
  • conto Plus da 10 €;
  • conto Full da 15 €.

Conto libero di benvenuto

Conto giovane, introdotto per la prima volta nel 2015 prevede un canone mensile di 2 euro.

Conto libero easy

Conto interamente pensato per gestire le piccole transizione di denaro giornaliere e non prevede nessun canone mensile.

Conto libero internazionale

Prevede un costo di 3€ al mese ed è rivolto ai cittadini con nazionalità straniera che sono residenti in Italia.

Conto libero primus

Il conto in oggetto prevede la maturazione di interessi pari allo 0,25% sulle giacenze di almeno 50.000 euro. Il canone mensile è posto pari a 12 euro.

Conto libero turbo

Pensato e studiato per i clienti di età compresa tra i 18 e i 30 anni anche se non prevede un canone mensile. Esso offre l’opportunità di prelevare ovunque senza commissioni.

Opinioni finali su Clarisbanca

Infine, possiamo dire che questa banca è molto apprezzata per via delle operazioni di trading online 24 ore su 24 e tutti i giorni della settimana. Molti trader amano questo strumento e anche le commissioni applicate che sono abbastanza ridotte e abbastanza ragionevoli, soprattutto se paragonate a quelle presenti sul web.

La piattaforma presente è molto intuitiva ed è stata pensata per essere facilmente accessibile e presenta un grado di sicurezza alto. Tuttavia rimane il vincolo di apertura conto e sappiamo benissimo che i trader non sono molto contenti di dover aprire un ulteriore conto bancario. Per questo motivo noi riteniamo che siano ancora una volta da preferire piattaforme come 24option (clicca qui per visitare il sito) o eToro (clicca qui per visitare il sito) che non hanno vincoli e offrono servizi e strumenti molto utili senza applicare alcuna commissione.

Non tutti sanno che Widiba Maxi è la carta prepagata emessa da banca Widiba solo se si possiede un conto corrente presso la banca online del gruppo Monte dei Paschi di Siena S.p.a.

Tra le più importanti caratteristiche della carta ricaricabile, analizzeremo costi e limiti imposti, come anche vantaggi  e i piccoli svantaggi ad essa connessa. In pratica analizzeremo in modo abbastanza approfondito della prepagata Widiba Maxi per scoprirne quelli che sono gli svantaggi e quelli che invece possiamo definire vantaggi rispetto alle altre carte presenti sul mercato.

Questa prepagata è nominativa e allo stesso tempo ricaricabile; essendo tale permette di effettuare diverse operazioni finanziarie come ad esempio acquisti e pagamenti di prodotti e servizi online, ma anche di prelevare contante da tutti gli sportelli abilitati al servizio Bancomat per mezzo del circuito Visa sia in Italia che all’estero.

Si potranno eseguire anche pagamenti presso tutti gli esercizi commerciali convenzionati per mezzo del circuito Visa Electron. Questo vuol dire anche poter prelevare da tutti gli sportelli ATM presenti sul territorio nazionale attraverso il circuito PagoBancomat ed effettuare anche ricariche telefoniche, o pagamento delle utenze domestiche, o anche  visualizzazione del saldo e degli ultimi movimenti.

La carta Maxi Widiba è dotata di codice IBAN che permette di accreditare lo stipendio io la pensione direttamente sulla carta. A questo si aggiunge anche la possibilità di inoltrare e ricevere pagamenti tramite bonifico bancario.

Prepagata Widiba Maxi: caratteristiche

  • Tipologia di carta: prepagata;
  • Emittente: Widiba;
  • Circuito di emissione: Visa;
  • Canone annuale: 10 €;
  • Limite di spesa: 10.000 € / giorno;
  • Limite di prelievo: 1.000 € / giorno;
  • Uso: personale;
  • Contactless: no;
  • Quota di rilascio: GRATIS;
  • Plafond: 10.000 €;
  • Google Pay e Apple Pay Compatibile;

Prepagata Widiba Maxi: Vantaggi

  • Limiti elevati anche se il canone annuo è veramente basso;
  • Carta adatta soprattutto ad un pubblico giovane;
  • Possibilità di spendere 10.000 euro in un solo giorno;
  • Costi abbastanza ridotti e per certi versi veramente bassi;
  • Costo di emissione: gratis!

Come detto all’inizio di questa nostra recensione, carta Maxi è la carta bancaria prepagata Widiba, ovvero dell’istituto bancario che fa capo al gruppo MPS.

Come elencato sono tante e tutte diverse le caratteristiche, come anche i vantaggi che la contraddistinguono; per altro la carta prepagata widiba è definita un’ottima soluzione di carta prepagata.

Essa è legata al circuito Visa; per tale è utilizzabile in qualsiasi parte del mondo senza nessun problema considerando che la rete Visa la si ritrova in ogni dove nel mondo. Infatti essa è uno dei più grandi circuiti di livello internazionale.

Come potrete vedere in seguito anche i costi sono abbastanza ridotti, di molto inferiori alla media, con dei limiti massimi di spesa giornaliera pari a € 10.000.

Limiti della carta prepagata Widiba maxi 2019

A questo punto non ci resta che analizzare i limiti della prepagata Widiba Maxi che sono decisamente migliori rispetto alla media delle altre carte prepagate ma che comunque esistono e sono:

  • Plafond: Importo massimo di denaro presente all’interno della carta da poter utilizzare poi in viaggio per effettuare acquisti, per chi viaggia all’estero. Esso è posto pari a € 10.000, che non deve essere in nessun modo considerato come un elemento negativo.
  • In merito al limite di prelievo contanti giornaliero esso è posto pari a €1.000 in contanti ogni giorno, anche dall’estero, considerando che il circuito Visa permette il ritiro in un numero impressionante di paesi del mondo.

Dove si acquista la carta prepagata Widiba?

E’ possibile acquistare e attivare la carta prepagata Widiba direttamente online tramite sito ufficiale della banca. Questo avviene a seguito della compilazione del formati di richiesta e una volta inviato i documenti richiesti. La carta vi viene inviata in un tempo massimo di 4-5 giorni lavorativi presso il proprio domicilio.

A chi è rivolta Widiba maxi??

Questa carta solitamente viene preferita dai giovani, anche se da diverso tempo viene apprezzata anche dia meno giovani. Infatti la carta Widiba è ottime per un gran numero di figure differenti.

Grazie anche ai costi contenuti, ai limiti alti, e alla flessibilità, essa è resa perfetta per tutti i giovani che potranno controllare anche tramite l’app smartphone. Per via del circuito Visa essa è ideale per tutti i trader che vogliono viaggiare o anche pagare comodamente tramite carta in viaggio.

Infine è ideale anche per i disoccupati e i protestati in quanto la carta prepagata richiede garanzie nettamente inferiori rispetto a quelle di credito. Ecco il motivo per il quale Widiba Maxi è un’ottima scelta anche per disoccupati, cattivi pagatori, protestati, ecc.

Contatti Widiba – Servizio clienti

Tutti i clienti del conto widiba o anche solo della carta prepagata possono scegliere di parlare con l’assistenza direttamente dal sito online tramite chat o anche chiamando al n° 800225577. Dal sito potete scaricare anche tutti i fogli informativi inerenti alla carta ricaricabile ma anche al conto corrente e al conto deposito widiba.

Come richiedere la carta prepagata Widiba?

Per richiedere la carta prepagata Maxi Widiba si deve essere già titolare di un conto corrente presso la stessa banca, ovvero di essere titolari del Conto Widiba e aver un’età non inferiore ai 18 anni.

Nel caso possedete già un Conto Widiba è possibile richiedere la carta direttamente online, tramite le modalità su descritte, ovvero tramite pagina ufficiale.

Da qui dovete dapprima effettuare la registrazione (se ancora non lo avete fatto) ed effettuare il login con il vostro username e la vostra password. Una volta effettuato l’accesso, potete accedere alla pagina personale dove è presente la sezione “richiesta carte”.

Nota anche che i dati inseriti sono gli stessi di quelli già inseriti per l’apertura del conto corrente online. Per tale motivo vi basta  scegliere solo il tipo di carta che volete ottenere. Ovviamente potete scegliere una carta differente rispetto alla prepagata Maxi Widiba.

La prepagata è al momento disponibile in diversi layout come anche in diverse opzioni. Potete scegliere colori, dandy, gourmet e tante altre caratteristiche al fine di personalizzarla.

Secondo quanto affermato da Widiba, al fine di completare l’operazione richiesta e quindi entrare in possesso della carta prepagata, si deve inserire la firma digitale. Solo al termine di questa procedura, si deve attendere 3-4 giorni affinché la carta arrivi a casa tramite corriere espresso. L’invio della prepagata non comporta nessun costo aggiuntivo per voi clienti.

Se non possedete un conto Widiba è possibile aprirne uno direttamente online, fornendo tutti i dati personali tramite l’apposito sito della banca e da qui poi associare la carta Maxi.

Come ricaricarla la prepagata?

Nel momento in cui la carta viene recapitata presso il vostro indirizzo di residenza, essa è immediatamente operativa. Per utilizzarla dovete solo effettuare una prima ricarica. Per effettuare le modalità di ricarica previste per la prepagata di Widiba si hanno a disposizione diverse opzioni. Potete scegliere ad esempio di effettuare la ricarica tramite:

  • internet banking;
  • mobile banking;
  • bonifico bancario;
  • ATM “evoluti” del gruppo Monte Paschi di Siena;
  • bonifici e ordini permanenti:
    • accredito stipendio;
    • accredito pensione.

Come verificare il saldo e lista movimenti?

Tramite la carta Maxi Widiba è possibile verificare sia il saldo sia anche la lista movimenti. Questo vuol dire anche tenere sotto controllo il conto, verificando il saldo e la lista movimenti. Lo potete fare direttamente online, o anche tramite ATM o tramite servizio SMS.

Al fine di effettuare i controlli del saldo e visualizzare gli ultimi movimenti eseguiti sulla carta prepagata vi basta entrare all’interno della sezione personale e da qui effettuare il login. La verifica potrà essere effettuata tramite smartphone o tablet e tramite l’applicazione per dispositivi ios o android di Widiba.

La procedura è semplicissima; basta inserire il vostro nome utente e la vostra password personale.

In alternativa alle precedenti opzioni è possibile visualizzare il saldo dal menu self-service direttamente dagli sportelli ATM o via SMS.

E’ possibile anche effettuare e richiedere la verifica del saldo tramite il servizio SMS; per far questo si deve inviare un messaggio con la dicitura “SALDO” al n°: 339 998200 nel caso di utenze TIM o altri gestori; al n°: 342 4120697 per le utenze Vodafone.

Al fine di attivare il servizio SMS è necessario collegare il proprio numero telefonico alla propria carta al momento della richiesta.

Quanto Costa attivare Widiba?

La prepagata Widiba al momento non presenta costi di gestione elevati. Si riscontrano al momento solo dei costi legati alla richiesta di emissione della carta; non sono previsti dei costi di mantenimento. Si riscontra solo un canone annuo di 10,00 €. La carta ha una validità di 3 anni e alla scadenza è possibile richiederne il rinnovo senza costi aggiuntivi.

E’ possibile effettuare la ricarica della carta direttamente da sportello ATM e non sono previsti costi fissi. La ricarica tramite sportello ATM evoluto di MPS prevede un costi di ricarica di appena 1,00 €.

Per effettuare i prelievi presso il Bancomat invece non ci sono costi, essi sono gratuiti presso gli sportelli ATM di proprietà del gruppo Monte Paschi di Siena. Nel caso di prelievo presso altri ATM il costo è pari a 2,00 €.

Nel caso di prelievo all’interno dell’area Euro per mezzo del circuito Visa Electron su ATM il costo per ogni operazione è pari a 2,00 €. Se invece i prelievi vengono effettuati fuori dall’area Euro, il costo  è di 4,00 €. Tutti i pagamenti eseguiti per mezzo del circuito Visa Electron o PagoBancomat in Italia e all’estero sono gratuiti.

Per quanto riguarda il servizio di blocco della carta per furto o smarrimento, esso viene concesso in forma completamente gratuita.

Hai mai sentito parlare di equity crowdfunding e lending crowdfunding? E d’investimenti immobiliari?

Se almeno una volta nella vita hai pensato di comprare una casa per metterla a rendita ma ancora oggi non trovi il denaro necessario per questo investimento, allora non perderti quanto di seguito ti diremo.

Oggi puoi investire nel settore immobiliare con piccole somme di denaro anche non possedendo un immobile. Come far questo?  Per mezzo del sistema di crowdfunding, che ti permette di investire con equity crowdfunding e lending crowdfunding sui mercati immobiliari.

In questa guida cercheremo di spiegarti quelle che sono le differenze tra l’equity crowdfunding e la lending crowdfunding.

L’unico punto in comune tra le due categorie, riguarda la raccolta di fondi. Ancora, entrambe fanno parte della macro categoria area del crowdinvesting, ovvero della finanza alternativa. A parte questo, equity crowdfunding e lending crowdfunding hanno scopi e obiettivi differenti completamente.

Equity Crowdfunding o lending crowdfunding? Quali sono le differenze?

Analizzando entrambi i sistemi possiamo notare come le aziende o le startup possono ottenere dei finanziamenti per proseguire nel loro scopo senza, però chiedere soldi alle banche.

A prescindere da tutto, queste nascono con due obiettivi diversi; allo stesso tempo, il rapporto che si viene a creare tra l’investitore e l’azienda è completamente differente.

Cos’è il lending crowdfunding?

Il lending crowdfunding, conosciuto anche con il nome di social lending o P2P lending, è nato come una valida soluzione e il chiaro intento di arginare il credit crunch.

Lo scopo che si prefigge è quello di aiutare le aziende ma anche gli investitori ad ottenere dei finanziamenti. Questo vuol dire evitare di chiedere soldi in prestito alle banche. Anche per questo motivo differisce dall’invoice trading.

Analizzando le sue caratteristiche, puoi notare come l’equity crowdfunding o crowdfunding azionario, è lo strumento per mezzo del quale sempre più persone finanziano il progetto e/o la raccolta di capitale. Le società in cambio, a seconda della tipologia, rilasciano quote societarie, azioni, o azioni dematerializzate.

Il lending crowdfunding è un sistema dove vengono prestati dei soldi a persone o imprese. Il suo obbiettivo è ricercare fondi da destinare a progetti di crescita personale o professionale, a fronte anche del rimborso del capitale da investire e dell’interesse maturato.

In questo caso, si viene ad instaurare un rapporto tra azienda e investitore tipico dei prestiti. Qui, da una parte abbiamo il debitore ovvero l’azienda, mentre dall’altra abbiamo il creditore che rappresenta il finanziatore.

Cos’è l’Equity crowdfunding?

Nel caso invece dell’equity crowdfunding il rapporto che si viene ad instaurare tra i due soggetti, è completamente differente. Solitamente si parla di equity crowdfunding quanto i soggetti decidono di finanziare un’azienda o una startup e allo stesso tempo ricevere in cambio quote societarie o delle azioni.

Si viene a creare, dunque un rapporto tra azienda e finanziatore non tipico del prestito, ma totalmente differente e molto più inclusivo. In pratica, il prestito concede a chi investe il diritto di voto, la possibilità di ricevere dei dividendi e allo stesso tempo di effettuare degli investimenti in una fase successiva.

Queste sono le principali differenze che vertono tra le due tipologie di crowdfunding e di raccolta di finanziamenti. Con il tempo, se sceglierete di utilizzare questo strumento per i vostri investimenti, vi accorgerete che anche le piattaforme online di equity crowdfunding e lending crowdfunding sono completamente differenti.

Vi è poi un aspetto che accomuna entrambe le forme di investimento. In pratica non solo fanno parte del mondo del crowdfunding, ma entrambi hanno in comune un aspetto: il rischio.

Il lending e l’equity crowdfunding sono, come tutte le forme d’investimento online, altamente rischiose e si potrebbe incorrere nel pericolo di perdere il capitale investito. Attenzione perché questo pericolo non deriva da truffe legate a piattaforme poco serie, ma solo dai mercati immobiliari che potrebbero non rendere quanto ci si aspettava.

Consigli d’investimento

A questo punto, analizzate brevemente quelle che sono le caratteristiche del crowdfunding e le diverse tipologie d’investimento, non possiamo non prendere in considerazione una suddivisione del capitale di investimento.

A prescindere dalla forma d’investimento utilizzata, in quanto investitore, devi prestare particolare attenzione a non esagerare con gli investimenti e soprattutto a suddividere il tuo portafoglio in vista di una migliore pianificazione degli investimenti.

Questo è molto importante, anche perché, se l’azienda o la startup fallisce, potresti incappare in una perdita completa del denaro prestato/investito.

Il crowdfunding è un sistema utilizzato dai privati, dalle aziende e anche dalle associazioni non a scopo di lucro per raccogliere denaro con lo scopo di finanziare i loro progetti oppure di acquistare dei macchinari molto costosi e che, da soli, non possono permettersi.

I finanziamenti, che in genere vengono ricevuti tramite una piattaforma di crowdfunding su cui viene pubblicato il progetto, possono provenire sia dai privati sia da altre aziende, che investono, o donano, perché invogliati dalle ricompense o dai premi messi in palio da chi richiede il finanziamento (esempio: “Se doni 50 euro per il nostro progetto, riceverai in cambio un buono regalo”).

Si tratta di una interessante modalità di investimento, anche parecchio rischiosa, in quanto i progetti, a meno che non si tratti di oggetti fisici come libri o dischi, possono anche non andare a buon fine, pertanto prima di fare qualsiasi mossa, è consigliabile non solo informarsi, ma anche pensarci bene.

Cos’è il crowdfunding?

Se un’azienda, un’associazione benefica o un privato decide di raccogliere denaro attraverso il crowdfunding, la prima azione che deve fare è quella di pubblicare un progetto su una piattaforma di crowdfunding.

Nel progetto dev’essere racchiusa non solo la spiegazione dell’obiettivo, ma anche la cifra che si intende raggiungere, le ricompense messe in palio per i donatori e le ore, o i giorni, entro cui bisogna raccoglierla per poter raggiungere il loro obiettivo.

La “crowd”, che spesso viene citata proprio in questi siti, è costituita principalmente da privati oppure da organizzazioni che elargiscono loro il denaro per il loro progetto.

Crowdfunding: quante tipologie esistono? 

Esistono diverse tipologiedi crowdfunding, ma le più conosciute sono quattro, che tra l’altro sono molto utilizzate dalle piattaforme di crowdfunding:

  • Investimento basato sul crowdfunding: in questo caso la persona effettua un investimento e, in cambio, riceve un bonus o un altro premio per la sua azione. Normalmente questo bonus viene condiviso anche con gli altri investitori.
  • Prestito basato sul crowdfunding: il privato, oppure l’azienda o l’associazione, presta denaro ad altri privati o compagnie e, in cambio, riceve un interesse già impostato. È chiamato anche peer-to-peer oppure peer-to-business lending (P2P o P2B).
  • Donazione basata sul crowdfunding: il privato, o l’azienda, dona una certa somma di denaro ad un altro privato o ad un ente di beneficenza (i due attori possono promettere in cambio una ricompensa, ma non sempre avviene).
  • Crowdfunding in cambio di un premio: è la forma di crowdfunding più diffusa e ampiamente utilizzata dalle piattaforme di crowdfunding. In questo caso il donatore dà una cifra prefissata di denaro e, in cambio, riceve un premio o una ricompensa dai promotori del progetto.

Come funziona il crowdfunding? 

Quando un donatore visita una piattaforma di crowdfunding, la prima cosa che dovrebbe essere in grado di vedere è una panoramica dei progetti presenti con la cifra richiesta per raggiungere l’obiettivo e il numero dei giorni che mancano alla conclusione della campagna di crowdfunding.

In alcuni casi è possibile che per vedere i progetti, i dettagli o per investire, debba effettuare dapprima la registrazione sul sito.

Non appena trova un progetto che reputa interessante, innanzitutto deve aprirlo e studiare bene tutti i dettagli.

Di solito l’azienda, il privato o l’ente sociale che organizza la campagna di crowdfunding dovrebbe fornire queste informazioni:

  • L’ammontare esatto della cifra che desiderano raccogliere.
  • La cifra che, nel frattempo, sono riusciti a raggiungere.
  • La fetta spettante a ciascun investitore del business (se richiesto).
  • L’obiettivo per cui sarà usato il denaro.
  • Il numero dei giorni, o l’ammontare delle ore, in cui la campagna sarà attiva.
  • Il numero delle persone che finora hanno investito nel progetto.
  • La ricompensa, o il premio, che il donatore riceverà in cambio per il suo investimento.

L’investimento andrà a buon fine soltanto se il progetto raggiungerà la cifra necessaria per partire. In caso contrario al donatore, salvo altre indicazioni, sarà restituito il 100% dell’ammontare della cifra investita.

Alcuni siti di crowdfunding, questo per permettere agli investitori di ripensarci, mettono a disposizione 14 giorni di “raffreddamento”, o cooling off, in cui, se lo desidera, soprattutto se non è più così sicuro di voler sostenere il progetto, il donatore può riavere i soldi investiti.

Quali sono i rischi del crowdfunding? 

Il crowdfunding è un concetto ancora nuovo e, neanche a dirlo, in certi casi l’investimento nelle start up o nelle idee altamente rivoluzionarie può rivelarsi molto rischioso.

I principali rischi che si possono incontrare nel crowdfunding sono i seguenti:

  • La start up può fallire: molte aziende piccole o giovani, soprattutto nei primi anni di attività, possono fallire, quindi in questo caso l’investitore perderebbe tutto il suo denaro.
  • I guadagni non sono garantiti: se i guadagni sono condivisi, potrebbe anche capitare che non si verifichi una crescita di valore degli stessi e che non avvenga il pagamento dei dividendi (la spartizione dei profitti).
  • Spesso le piattaforme di crowdfunding falliscono: ciò significa che non solo l’investitore potrebbe perdere i suoi soldi se ha già effettuato un pagamento sul sito, ma anche che i soldi non saranno investiti nel business di suo interesse.

Crowdfunding: come ridurre i rischi 

Prima di effettuare qualsiasi azione su una piattaforma di crowdfunding, l’investitore dovrebbe avere già un’idea chiara di quello che potrebbe permettersi di investire e del denaro che potrebbe perdere.

Inoltre, prima di fare qualsiasi investimento su un sito di crowdfunding, dovrebbe controllare il Registro dei Servizi Finanziari per assicurarsi che abbia ricevuto la relativa autorizzazione e che non si tratti di un tentativo da parte dei criminali informatici per estorcere denaro.

Da ultimo, ma non meno importante, il denaro che si intende impiegare su un sito di crowdfunding dovrebbe essere custodito su un conto a parte e non direttamente su un conto utente presente sul sito stesso: in questo modo, in caso di fallimento della piattaforma, l’utente non si confronterà con grandi perdite né tanto meno dovrà perdere tempo a sporgere reclami per avere indietro il denaro non investito.

Il ruolo degli intermediari finanziari è imprescindibile in un sistema capitalista in cui ognuno è libero di investire il proprio denaro come meglio crede. Fortunatamente, nelle economie sviluppate occidentali come la nostra, abbiamo il diritto di scegliere come impiegare il nostro patrimonio in modo da proteggerlo e farlo rendere; per questo nel corso del tempo sono nati diversi tipi di intermediazione finanziaria.

In questa guida vogliamo fare luce su tutti i tipi di intermediari finanziari, specificando il loro scopo ed il modo in cui ci possono essere utili. Sarà anche molto interessante analizzare il modo con cui internet ha cambiato il volto di questo mercato, che di fatto oggi si presenta molto diverso da dieci anni fa. Lo faremo in un modo chiaro e completo, ma senza scendere eccessivamente in tecnicismi: anche se non sei esperto in questo campo, vedrai che riuscirai a seguire facilmente tutto il discorso.

Vedremo anche un particolare tipo di intermediario finanziario che è il più conveniente da usare per fare profitti: ovvero i broker online. Oggi piattaforme come 24option (qui trovi il sito ufficiale) o eToro (qui per il sito ufficiale) hanno rivoluzionato il modo di fare investimenti su vari asset finanziari e costituiscono la scelta migliore, ma lo vedremo con calma, prima un po’ di teoria.

Cosa sono gli intermediari finanziari

Per capire bene che cosa siano gli intermediari finanziari dobbiamo fare un piccolo passo indietro, tornando ad un principio di base di ogni sistema economico. In un’economia di libero mercato ci sono due tipi di attori:

  • I soggetti in deficit, tipicamente le aziende e la pubblica amministrazione, che hanno sempre bisogno di capitali per poter fare investimenti, pagare le spese e ampliarsi;
  • Soggetti in surplus, tipicamente le famiglie e i lavoratori, che invece mettono dei soldi da parte e vogliono evitare che questi si svalutino per effetto dell’inflazione.

Da qui nasce il mercato dei capitali, ovvero quella tendenza dei soggetti in surplus a prestare denaro ai soggetti in deficit. Questo denaro può essere prestato in cambio di un interesse (obbligazioni, conti deposito, ecc.) o in cambio di una parte dei profitti (azioni). In questo modo i soggetti in deficit possono trovare fondi con cui finanziare le proprie operazioni ed i soggetti in surplus possono investire e far fruttare i propri capitali nel tempo.

Gli intermediari finanziari sono tutte quelle aziende, quei professionisti e quelle istituzioni che permettono alla domanda di capitali (i soggetti in deficit) di incontrare l’offerta (i soggetti in surplus). Dal momento in cui la domanda e l’offerta possono assumere forme molto diverse, esistono diversi tipi di intermediari finanziari.

Tipologie di intermediari finanziari

Come abbiamo accennato, esistono diversi tipi di intermediazione dei capitali; analizziamoli più da vicino, in modo da ricollegarci alle aziende che già conosciamo. Anche se non li hai mai chiamati in questo modo, siamo sicuri che conosci già tutti (o quasi) i tipi di intermediario.

Intermediari finanziari creditizi

Gli intermediari finanziari creditizi sono, tipicamente, le banche e le finanziarie. Questi si occupano di raccogliere capitali dai risparmiatori, ad esempio tramite i loro depositi su conti correnti, e di utilizzarli per concedere prestiti e/o mutui. Dal momento in cui è molto improbabile che tutti i correntisti di una banca si presentino nello stesso momento, nello stesso giorno, a richiedere il prelievo di tutti i soldi che hanno depositato, la banca sa di poter lasciare una parte della liquidità in cassa e investire la restante parte.

Normalmente le banche tengono il 10% dell’intera liquidità dei correntisti a disposizione, in modo che questa possa essere facilmente prelevata da chiunque lo richieda. Il restante 90% viene utilizzato per concedere prestiti, e la differenza tra il tasso applicato sui prestiti ed il tasso applicato sui conti correnti rappresenta il guadagno dell’intermediario.

La legge italiana prevede che gli intermediari finanziari creditizi non possano occuparsi anche di investimenti sui mercati finanziari in proprio conto. Questo per evitare che nascano conflitti di interesse qualora una banca fosse azionista di un’azienda che intende richiedere un prestito presso quella stessa banca. Questo significa che le banche, in Italia, possono essere solo commerciali (intermediari creditizi) o di investimento, ma mai entrambe le cose.

Rientrano in questo tipo di intermediazione:

  • Banche commerciali
  • Finanziarie
  • Società di leasing, factoring e smobilizzo crediti
  • Compagnie assicurative

Intermediari finanziari mobiliari

La seconda macrocategoria di intermediari finanziari non si occupa di prestare denaro, ma di investirlo in senso stretto. Parliamo di tutti quegli intermediari finanziari che i clienti possono chiamare per investire denaro sui mercati, per fare operazioni di Forex trading, per speculare o acquistare quote di un fondo.

In questo caso il guadagno dell’intermediario è costituito, di solito, da una certa percentuale di commissioni sulle transazioni eseguite dai clienti. Nel corso del tempo questo tipo di intermediazione è diventato sempre più sofisticato: oggi possiamo ottenere consulenza gratuita per i nostri investimenti, prospetti informativi di vario genere, informazioni in diretta sui nostri investimenti che arrivano direttamente sui nostri smartphone e via discorrendo.

I principali intermediari finanziari mobiliari sono:

  • SIM (Società di Intermediazione Mobiliare)
  • Sicav (Società di Investimento a CApitale Variabile)
  • SGR (Società di Gestione del Risparmio)
  • Banche di investimento
  • Broker per il trading online
  • Exchange di criptovalute, de facto, anche se non ancora ufficialmente riconosciuti

Ci sono poi delle forme ambigue, come le società che si occupano di promozione degli investimenti e quelle che trattano metalli preziosi per gioielleria; possiamo considerarle degli intermediari indiretti.

Il web: la rivoluzione dell’intermediazione finanziaria

Internet ha dato un impulso incredibile all’intermediazione finanziaria. Prima di tutto ha permesso a domanda ed offerta di incontrarsi in un luogo virtuale dove tutte le informazioni possono essere veicolate in un solo istante da una parte all’altra del mondo. Questo ha permesso la nascita di forme di investimento mai esistite prima, con conseguente sviluppo di intermediari finanziari mai visti prima: è il caso delle finanziarie che concedono prestiti online, dei conti correnti online, delle società di crowdfunding e dei broker online

In particolar modo, i broker per il trading online hanno cambiato gli equilibri del mercato degli investimenti. Parliamo di intermediari mobiliari, che si sono opposti al predominio delle banche e delle SIM nella gestione degli investimenti dei privati. Per molto tempo, infatti, l’unica soluzione per giocare in Borsa come privati è stata la lunga trafila tradizionale: telefonare alla banca, farsi passare un broker, trasmettergli il nostro ordine e attendere che questo lo trasmettesse alla SIM di competenza per poterlo eseguire. Tempi d’attesa lunghissimi e soprattutto costi molto elevati, che fondamentalmente rendevano questo tipo di operazione un’esclusiva per persone cassettiste e molto abbienti.

Oggi chiunque può investire sui mercati finanziari: bastano un PC ed una connessione a internet. Grazie a servizi come eToro(qui trovi il sito ufficiale), il broker preferito dalla nostra redazione, adesso le commissioni sugli strumenti finanziari sono di pochi centesimi. Abbiamo a disposizione piattaforme professionali per il trading a costo zero, abbiamo informazioni in quantità che ci aiutano a prevedere l’andamento dei mercati ed abbiamo tutto questo gratuitamente. Un netto passo avanti per il mondo dell’intermediazione finanziaria, che gradualmente sta coinvolgendo sempre più investitori.

Perché gli intermediari finanziari sono indispensabili

Gli intermediari finanziari svolgono un ruolo molto importante all’interno del nostro tessuto economico: non è solo quello che vediamo, ma anche e soprattutto quel che avviene lontano dagli occhi dei clienti a fare la differenza. Ecco alcune mansioni importanti:

  • Sottoscrizione dei titoli: normalmente le obbligazioni delle aziende e i titoli di Stato non vengono venduti direttamente ai risparmiatori, in quanto sarebbe fonte di eccessiva incertezza, costi e attesa.
  • Intermediazione dei tagli: in molti casi gli intermediari permettono di investire piccole somme anche dove la natura del prodotto non lo permetterebbe, perché aggregando la domanda dei vari investitori riescono a fare massa critica. Un tipico esempio sono i lingotti d’oro bullion, cioè da investimento, che hanno un valore di mercato intorno al mezzo milione di euro per ciascun lingotto.
  • Consulenza: banche e SIM, in molti casi, mettono a disposizione dei clienti dei consulenti con cui potersi confrontare gratuitamente prima di investire.
  • Deposito: i conti correnti e i conti deposito sono l’esempio più tipico di come gli intermediari non servano solo a investire i nostri soldi, ma anche a tenerli al sicuro.

Quale futuro per gli intermediari finanziari?

Fino alla nascita di internet è chiaro che non si potesse fare a meno degli intermediari: per fare incontrare domanda e offerta era assolutamente necessario avere dei professionisti che se ne occupassero a tempo pieno. Questo implica anche avere sedi adeguate, come le filiali bancarie e le Borse valori. Oggi tutto ciò sembra acqua passata, ma anche nell’era dell’informazione possiamo comunque aspettarci che gli intermediari finanziari non scompariranno.

Sicuramente è fondamentale che tutte le tipologie di intermediario si adattino alle nuove tecnologie. Ormai anche le banche più piccole dispongono di funzioni per l’internet banking, ed in molti casi anche per il trading online. Rimane comunque chiaro che questo non sarà che il primo passo verso un’evoluzione sempre più marcata, con costi sempre più bassi per l’intermediazione e sempre più automatismi a gestire i processi degli intermediari. Non stiamo parlando soltanto di internet banking, ma di una quasi totale scomparsa di tutto ciò che non sarà abbastanza “digital”.

Rimane comunque fondamentale osservare che internet ha aumentato i rischi per gli investitori. Le truffe sono all’ordine del giorno: società che si fingono broker seri quando sono in realtà dei truffatori, criptovalute farlocche, schemi Ponzi mascherati da soluzioni geniali per investire online, e tante altre cose che purtroppo grazie al web riescono ad espandersi rapidamente. Per questo non possiamo che prospettarci un futuro in cui il ruolo degli intermediari sarà sempre più legato alla tutela e alla sicurezza dei risparmiatori, quasi in una commistione tra queste realtà e gli organismi di vigilanza come Consob e Banca d’Italia.