Intesa Sanpaolo (ISP)
Intesa Sanpaolo è un istituto bancario italiano attivo dal 2 gennaio 2007, nato dalla fusione per incorporazione di Sanpaolo IMI in Banca Intesa. Ha sede legale a Torino. Azioni Intesa Sanpaolo in tempo reale

Azioni Intesa Sanpaolo in tempo reale

Il gruppo Intesa Sanpaolo si colloca al primo posto per la raccolta netta nel mese di febbraio in Italia. Particolarmente positivi i contributi forniti da parte di Eurizon e Fideuram. È quanto emerge dagli ultimi dati diffusi per il comparto del risparmio gestito da Assogestioni. Intesa Sanpaolo Private Banking ha chiuso il 2017 in forte crescita.

Intesa Sanpaolo risparmio gestito

Intesa Sanpaolo occupa la prima posizione in Italia a febbraio con riguardo alla raccolta netta per un ammontare di 2.351 milioni di euro. In evidenza i dati di Eurizon saliti a 1.751 milioni di euro e di Fideuram a quota 599 milioni di euro.

I risultati sono stati diffusi nelle scorse ore da Assogestioni, numeri dai quale emerge che il gruppo di Intesa Sanpaolo si colloca al secondo posto nel Belpaese con riguardo al patrimonio gestito a fine febbraio, oltrepassando la soglia dei 400 miliardi di euro, pari a quasi un quinto del totale (19,7 per cento).

Nel dettaglio, Eurizon ha registrato un patrimonio gestito di 310,8 miliardi di euro mentre Fideuram è salito a quota 90,1 miliardi.

Intesa Sanpaolo Private Banking risultati esercizio 2017

Intesa Sanpaolo Private Banking ha archiviato il 2017 con dati in crescita rispetto al precedente esercizio.

Il gruppo ha chiuso l’anno con una raccolta netta totale di 6,7 miliardi di euro. Di questi, 5,4 miliardi di euro sono stati generati nel comparto del risparmio gestito (soprattutto fondi e assicurazioni).

Una serie di risultati positivi che la società guidata da Saverio Perissinotto è riuscita a conseguire nello scorso esercizio anche grazie alla maggiore offerta di prodotti rispetto al passato.

L’azienda ha messo inoltre in risalto come la buona performance nel periodo è dovuta al consolidamento della partnership con Fideuram Vita.

Nel dettaglio, le masse gestite in totale hanno oltrepassato la soglia dei 101 miliardi di euro, con un rialzo di 8,4 miliardi rispetto all’esercizio 2016.

L’utile netto consolidato della società è salito al livello record di 259,8 milioni di euro, il migliore risultato di sempre, con un incremento del 10 per cento sui dati del 2016, superando anche i target prefissati di circa il 4 per cento.

Nel periodo da segnalare anche la crescita dei ricavi ricorrenti del 16 per cento rispetto al precedente esercizio ed un maggior contenimento dei costi.

Al momento il titolo Intesa Sanpaolo a Piazza Affari è in progresso dello 0,20 per cento a quota 2,959 euro.

Intesa Sanpaolo rompe gli induci e si propone per il salvataggio delle banche venete. La decisione dell’istituto di credito guidato dall’AD Carlo Messina è stata resa nota alla fine del consiglio di amministrazione che a maggioranza ha votato per un intervento che prevede l’acquisto di “certe attività e passività e certi rapporti giuridici” di Banca Popolare di Vicenza e Veneto Banca, al prezzo simbolico di 1 euro ed a determinate condizioni.

I paletti fissati dal CDA di Intesa, infatti, prevedono innanzitutto che lo Stato o qualche altro soggetto si facciano carico della “pulizia“ di tutti i crediti deteriorati o ritenuti ad alto rischio in pancia ai soggetti in questione. La proposta di acquisto inoltre è subordinata anche all’approvazione da parte del Parlamento di alcuni provvedimenti che possano permettere ad Intesa SanPaolo l’integrazione delle due banche senza che l’operazione vada a deteriorare la solidità patrimoniale Cet1 e la politica dividendi.

La banca torinese, quindi, risponde all’appello lanciato dal governo che nei giorni scorsi aveva spronato gli istituti di credito più capitalizzati come Intesa o Unicredit ad assumersi la responsabilità di intervenire per salvare dalla catastrofe una fetta importante del patrimonio bancario italiano, ma lo ha fatto cercando innanzitutto di tutelare i propri azionisti e non rendere vani i recenti sforzi per mantenere la propria compattezza patrimoniale tra le migliori in Europa (Cet1, pari al 12,5% al 31 Marzo).

Viene quindi del tutto esclusa l’eventualità di un aumento di capitale nel caso in cui le autorità diano il via libera al piano varato da Intesa. Il mercato per ora ha reagito euforicamente, l’indice del settore bancario italiano ha messo a segno un rialzo di oltre 2 punti e mezzo percentuali, mentre il titolo INTESA SANPAOLO si è messo in evidenza con un rialzo del 2,45%.

Andamento titolo Intesa Sanpaolo sul breve-medio periodo


Bel colpo di reni per le azioni INTESA SANPAOLO che dopo essere scivolate sui minimi degli ultimi 2 mesi, a 2,496 euro, in uno scenario di breve periodo alquanto debole, provano a reagire mettendo a segno un deciso rialzo che ha condotto le quotazioni verso il primo test delle medie mobili di breve-medio periodo a 25 e 50 giorni (rispettivamente la linea di colore rosso e la linea verde sul grafico con time-frame giornaliero, in alto). Le EMA a 25 e 50 periodi ex supporti, fungono adesso da resistenze di brevissimo che se superate in chiusura giornaliera o meglio ancora settimanale, potrebbero fornire ulteriore slancio al recupero del titolo, favorendo un ritorno in prima battuta in area 2,70 euro e successivamente in area 2,80 euro, livello su cui è rimasto aperto un gap dovuto allo stacco della cedola, distribuita lo scorso 19 Maggio.

Al ribasso, invece, possibile un ritorno sulla media mobile a 10 periodi (linea di colore azzurro sul grafico), transitante in area 2,55-2,57 euro, persa la quale le quotazioni potrebbero effettuare un test di doppio minimo in area 2,50 euro circa, la cui mancata tenuta potrebbe spianare la strada ad ulteriori discese con target in area 2,40-2,35 euro.

Strategia di trading sul titolo Intesa Sanpaolo (ISP.MI): validità 1-5 giorni

Lo scenario rialzista si attiva in caso di break-out orario di 2,63€ e pronostica i primi due target price in area 2,646 e 2,656 euro; stop loss in caso di ritorno sotto 2,568 € in close orario. Mantenere o incrementare le operazioni lunghe in caso di chiusura oraria oltre 2,656€, per cercare di prendere profitto in prima battuta a 2,674€ e successivamente a 2,70€; stop loss in caso di close orario minore di 2,61€.

Lecito aprire nuove posizioni rialziste in caso di balzo oltre 2,70€ in chiusura di candela oraria, per sfruttare eventuali allunghi in area 2,716 e 2,724 euro, estesa a 2,754€. Long sulla debolezza in caso di affondo in area 2,418€, in ottica di rimbalzo in primo luogo a 2,438€ ed in un secondo momento a 2,46€; stop loss in caso di ulteriori cali sotto 2,388€ in chiusura oraria o daily.

Lo scenario ribassista, invece, prende quota in caso di discesa sotto 2,568€ in close orario e fissa i primi due obiettivi in area 2,552 e 2,522 euro; stop loss in caso di recupero oltre 2,63€ in chiusura oraria. Mantenere o aumentare le posizioni corte in caso di rottura del supporto orario a 2,522€, per tentare di ricoprirsi prima a 2,496€ e successivamente a 2,478€; stop loss in caso di ritorno sopra 2,568€ in close orario.

Insistere con ulteriori posizioni al ribasso in caso di ulteriori flessioni sotto 2,478€ in chiusura oraria, per cercare di prendere profitto in area 2,46e 2,438 euro, estesa a 2,418€; stoppare le operazioni in caso di ritorno oltre 2,496€ in chiusura oraria.Suggeriti Short speculativi in caso di allungo in area 2,754€ per approfittare di eventuali pull-back di prezzo in area 2,724 e 2,70 euro; stop loss in caso di ulteriori estensioni rialziste oltre 2,782€ in close di candela oraria o giornaliera.

Intesa Sanpaolo ha archiviato il primo trimestre dell’anno con un utile netto in crescita e superiore al consenso del mercato. Per l’intero esercizio i ricavi sono attesi in aumento. Confermata la distribuzione annuale di dividendi per 10 miliardi di euro.

Intesa Sanpaolo risultati trimestrali

Il gruppo Intesa Sanpaolo ha chiuso il primo trimestre dell’anno con un utile netto in rialzo dell’11,78 per cento a quota 901 milioni di euro a fronte degli 806 milioni di euro dell’analogo periodo del 2016.
Nel dettaglio, i proventi operativi netti sono risultati in progresso dello 0,6 per cento a quota 4,2 miliardi di euro e il margine di interesse è cresciuto del 3,3 per cento a 1,8 miliardi di euro.

In flessione le commissioni passate da 2 miliardi di euro del quarto trimestre a 1,85 miliardi. Buone notizie per quanto concerne i crediti deteriorati, diminuiti del 20 per cento a 1,2 miliardi di euro, il miglior risultato nella storia del gruppo bancario.

Il flusso netto di cassa è sceso del 25 per cento a 0,7 miliardi di euro e le rettifiche su crediti sono risultate in calo a 695 milioni da 1,174 miliardi di euro del quarto trimestre dello scorso anno.
Dal punto di vista patrimoniale, si segnala il common equity ratio pro-forma al 12,9 per cento, un dato superiore ai livelli minimi stabiliti dalla Banca centrale europea per l’anno in corso.

L’erogazione di credito a medio-lungo termine verso le famiglie e le imprese è risultato in progresso del 22 per cento a quota 12,5 miliardi di euro.

Intesa Sanpaolo stime 2017

I vertici della banca stimano per l’intero esercizio 2017 una crescita sia del risultato della gestione operativa sia dei ricavi. È stata inoltre confermata la distribuzione di dividendi complessivi per 10 miliardi di euro come riportato dal piano strategico quadriennale 2014-2017.

L’amministratore delegato della banca, Carlo Messina, a commento dei conti trimestrali, ha sottolineato che l’utile netto raggiunto nel 2016 è il risultato più elevato tra le società quotate a Piazza Affari, malgrado un contesto economico non favorevole.

Il numero uno di Intesa ha messo in risalto la buona solidità della banca anche dal lato patrimoniale, grazie ad un common equity (12,9 per cento) che porta l’istituto a disporre di un capitale in eccesso tra i più alti nel Vecchio Continente rispetto ai requisiti fissati dalla Bce.


A Milano il titolo Intesa Sanpaolo ha aperto la settimana borsistica in rialzo dello 0,77 per cento a quota 2,864 euro.

È stato varato il maxi aumento di capitale da parte di Unicredit Banca e ora i mercati economici e finanziari riveleranno il loro ‘stato d’animo’, in una settimana che si propone alquanto movimentata per il sistema bancario.

Tutto può iniziare con la visita del presidente della Banca Centrale Europea Mario Draghi a Bruxelles, atteso per una conferenza-audizione presso la Commissione degli Affari Economici del Parlamento Europeo. Giovedì si terrà invece l’incontro del direttore con Angela Merkel, un meeting che fa seguito alle dichiarazioni del premier teutonico di essere favorevole a un’integrazione a ‘due velocità’, come dichiarato presso l’incontro di Malta tenutosi la settimana scorsa.

Le banche si apprestano a vivere una settimana di forte movimentazione, con la decisione di Moody’s attesa per la data 10 febbraio, in merito alla revisione del rating sovrano italiano, che si trova attualmente allo stato Baa2 e dimostra un outlook negativo. Il tema dei conti pubblici resta quindi il più seguito e a discuterlo ci penserà il Ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan nel corso della settimana, quando si appresterà a parlarne in un’audizione. Si tratterà, molto probabilmente, di una audizione incentrata sulla rassicurazione di poter procedere all’aggiustamento di 3.4 miliardi di euro richiesti dall’Europa, ma anche del preludio alla diffusione delle previsioni economiche invernali da parte della Commissione, prevista per la data del 13 febbraio. In questo frangente potrebbero rivelarsi tutti gli scostamenti fra quanto è stato stimato dal Tesoro e l’esecutivo dell’Unione Europea, in un confronto da tanti definito come decisivo ai fini dell’ammontare del debito che l’Italia dovrà sanare in Europa.

Per quanto riguarda i mercati finanziari, la settimana che si apre vede protagonista la scalata di Banca Intesa al gruppo assicurativo Generali, ma il fermento si concentrerà più che sicuramente sul maxi aumento di capitale Unicredit, una tappa che segna storicamente un record, perché si tratta di un aumento di ampio livello, di uno dei più corposi e della quarta ricapitalizzazione dell’istituto dopo quelle effettuate nel 2008. nel 2009 e nel 2012.

Sarà Franco Moscetti, vertice di Amplifon a guidare il gruppo 24 Ore. La scelta è tata fatta da Confindustria con l’avvallo delle banche creditrici, su tutte Intesa Sanpaolo e con il consenso dell’azionista di maggioranza, che ha dichiarato recentemente di non escludere azioni di responsabilità nei confronti dell’ex dirigenza del gruppo, capitanato finora da Gabriele Del Torchio.

Il lavoro da fare è tanto e impegnativo, alla luce dello sciopero indetto dai giornalisti del Sole24Ore e dell’agenzia Radiocor. Lo sciopero è stato indetto per varie ragioni, fra le quali spicca la superficialità delle comunicazioni dei tagli al personale, esposte a seguito della gestione deficitaria che il gruppo ha dovuto subire negli ultimi tempi.

La nomina di Moscetti dovrebbe essere ratificata a breve dal nuovo consiglio di amministrazione, attualmente presieduto da Giorgio Fossa. Il manager vanta una solida carriera iniziando nel 2004 con Air Liquide ed è attualmente amministratore unico della società di consulenza Axel, una glocal business da lui stesso fondata. Moscietti arriva dalla direzione di Amplifon ed è anche amministratore indipendente della società Diasorin e del gruppo Fideuram. Il suo nome era circolato anche per la direzione della Fiera di Milano, ma sembra che il gruppo 24 Ore si sia accreditato la sua presenza con l’avvallo di tutti gli attori coinvolti in questa spinosa situazione. La sua candidatura è infatti chiara e pressoché decisa, quindi il manager sarà chiamato ad operare in un clima molto particolare, sia dal punto di vista della direzione che della gestione dei dipendenti.

Lo stesso consiglio ha dichiarato che bisogna guardare al futuro senza dimenticare i temi che hanno portato la società al collasso e alla critica situazione attuale. Confindustria ha quindi ribadito la sua fiducia nell’operato della vigilanza e della magistratura. L’associazione ha infatti sottolineato che gli accertamenti verranno valutati con attenzione, al fine di dare vita ad azioni di responsabilità nei confronti dell’ex dirigenza del gruppo.

Intesa Sanpaolo archivia il terzo trimestre dell’anno con il risultato della gestione operativa in crescita. Molto bene anche la divisione insurance, specializzata nelle attività assicurative. Confermate le stime di crescita per il 2016.

Intesa Sanpaolo trimestrale

Intesa Sanpaolo batte le attese del mercato e chiude il terzo trimestre dell’anno con un risultato della gestione operativa in rialzo rispetto all’analogo periodo del 2015.

L’utile netto della banca è sceso a 628 milioni di euro dai 722 milioni del terzo trimestre del 2015, superiore comunque alle stime degli analisti ferme a 600 milioni di euro.

Con riguardo ai primi nove mesi dell’anno, l’utile netto è diminuito a 2,335 miliardi di euro dai 2,726 miliardi del corrispondente periodo del precedente esercizio.

Il risultato della gestione operativa nel terzo trimestre è aumentato del 9 per cento a quota 1,919 miliardi di euro sul 2015. Gli accantonamenti sono diminuiti a 996 milioni di euro.

Le rettifiche nette su crediti sono salite a 917 milioni di euro dai 769 milioni dello stesso periodo dello scorso anno.

In crescita i proventi operativi netti, del 6 per cento a 4,036 miliardi di euro, mentre le commissioni sono risultate stabili a quota 1,745 miliardi di euro. La raccolta netta gestita è salita a 4,3 miliardi di euro.

Per quanto riguarda gli indici patrimoniali, a fine settembre, il Common Equity ratio pro-forma è salito al 13 per cento, tra i migliori del comparto in Europa, e il Common Equity ratio al 12,8 per cento.

Nei primi nove mesi sono stati erogati circa 40 miliardi di euro di credito a medio-lungo termine. Di questi, circa 29 miliardi di euro distribuiti a famiglie e piccole e medie imprese.

I vertici di Intesa Sanpaolo si attendono per l’intero esercizio un utile netto consolidato superiore a quello del 2015.

Intesa Sanpaolo : andamento in borsa

Intesa Sanpaolo insurance in crescita

In crescita anche le attività assicurative di Intesa Sanpaolo. La divisione Insurance (Intesa Sanpaolo Vita, Intesa Sanpaolo Life, Intesa Sanpaolo Smart Care, Fideuram Vita, Intesa Sanpaolo Assicura), ha registrato una crescita del 7,7 per cento delle masse in gestione a 142,6 miliardi di euro da fine dicembre 2015.

Le polizze unit e index linked sono risultate in progresso del 15,7 per cento a 54,5 miliardi di euro.

Il risultato dell’attività del comparto insurance è aumentato del 4,2 per cento a 973,1 milioni di euro rispetto ai primi nove mesi del 2015. In rialzo anche il risultato netto dell’1,8 per cento a 576 milioni di euro.

Nel dettaglio, il comparto Vita ha registrato un calo del 9,1 per cento mentre il ramo danni si segnala per la forte crescita dei premi di oltre il 42 per cento.

Positivi i commenti sui conti da parte del management della banca.