Generali (G)
Assicurazioni Generali S.p.A. è una compagnia di assicurazioni italiana. I suoi mercati principali sono l’Europa occidentale, l’America settentrionale e l’Estremo oriente.

Quotazione Azioni Generali in tempo reale

Generali ha presentato il piano industriale 2021. L’obiettivo è accrescere i dividendi per i prossimi esercizi. Fra i principali target del gruppo, la riduzione del debito alla fine del triennio e la crescita degli investimenti strategici. Il titolo debole a Piazza Affari.

Generali business plan 2021

Un incremento medio annuo dell’utile per azione tra il 6% e l’8%. Accantonamento di 1 miliardo di euro per gli investimenti strategici nel triennio. Sono questi due punti chiave del nuovo piano al 2021 presentato nelle scorse ore dai vertici del gruppo Generali.

La compagnia triestina ha dichiarato che l’obiettivo è espandersi ulteriormente ed aumentare i clienti in America Latina, portandoli dagli attuali 5,8 milioni a quota 11,8 milioni fra tre anni.

Il management punta ad una crescita sostenuta anche in Asia, con un incremento degli agenti dell’80 per cento.A contribuire al raggiungimento dei target, una progressiva riduzione delle spese per circa 200 milioni di euro e una serie di iniziative volte alla ridistribuzione del capitale.

La società promette anche più dividendi agli azionisti, con un payout atteso tra il 55% e il 65%.

Generali prospettive Italia ed Europa al 2021

In Europa le intenzioni del gruppo sono di consolidare i risultati sia in Italia che in Germania, quest’ultimo secondo mercato per la società di Trieste per premi raccolti complessivi (16 miliardi di euro).

Nel dettaglio, in Italia si punta in particolare ad un incremento della produttività degli agenti, stimata nel range 10-15%.

Nel piano di Generali spicca l’utile netto dell’asset management a 400 milioni di euro al 2021 rispetto ai 187 milioni del 2017. I ricavi netti dalla clientela sono stimati in progresso del 35 per cento alla fine del triennio.

Previsto anche un aumento della generazione di capitale oltre i 10,5 miliardi di euro, con focus sulla crescita per i prodotti Vita, per gli introiti da commissioni e per le attività delle divisioni “Danni”, “Health” e “Protection”. Il debito al 2021 è atteso in calo tra 1,5 e 2 miliardi di euro.

I vertici del Leone di Trieste si sono posti come obiettivo un “Return on Equity” medio superiore all’11,5 per cento.

Philippe Donnet, ceo del gruppo, ha sottolineato che le scelte strategiche contenute nel Piano contribuiranno ad accelerare la crescita.

Questa mattina a Piazza Affari il titolo Generali è in calo dello 0,84 per cento a quota 14,165 euro.

Un mese di Maggio negativo per l’industria del risparmio gestito in contrazione di 6,91 miliardi di euro rispetto ai +2,93 miliardi registrati in aprile. Male sia le gestioni collettive che quelle di portafoglio. Le principali società italiane in rosso, con davanti a tutti Generali (-1,38 miliardi). Dati positivi per Ubi Banca e Mediolanum. È quanto diffuso da Assogestioni.

Raccolta risparmio gestito maggio 2018

L’agitazione sui mercati incide negativamente a maggio sulla raccolta fondi delle principali società italiane di risparmio gestito. Secondo l’ultimo report di Assogestioni, l’industria del Belpaese ha archiviato il mese in rosso di 6,91 miliardi di euro a fronte di un dato positivo in aprile (+2,93 miliardi).

L’ultimo ribasso così marcato era stato registrato a febbraio (-4 miliardi di euro). Il saldo da inizio 2018 è dunque pari a 9,9 miliardi di euro.Nel dettaglio, il patrimonio gestito è sceso a 2.064,5 miliardi di euro a maggio rispetto ai 2.090 miliardi archiviati alla fine di aprile. Di questi, 1.062,6 miliardi di euro sono stati accumulati nei fondi e 1.001,9 miliardi nel comparto delle gestioni.

Risultati negativi sia per i fondi (-2,56 miliardi) che per le gestioni di portafoglio (-4,34 miliardi di euro).

Per quanto concerne la divisione dei fondi aperti, in evidenza gli obbligazionari che salgono a quota 3,56 miliardi di euro dal rosso di 862 milioni di aprile. In territorio negativo invece i fondi azionari (-157 milioni) rispetto al dato positivo del mese precedente (+693 milioni).

In lieve calo i fondi bilanciati a 1 miliardo di euro rispetto a 1,33 miliardi di aprile. Arretrano anche i flessibili a 392 milioni di euro dall’ultima rilevazione mensile (+1,65 miliardi).

Società di gestione, rosso Generali

Mese complicato per le società di gestione italiane ad iniziare dal gruppo Generali che ha chiuso maggio con una raccolta in rosso di 1,38 miliardi di euro.

In territorio negativo anche Intesa Sanpaolo, in contrazione di 206 milioni di euro. Arretra anche la raccolta nel mese di Amundi (-310 milioni di euro) ed Anima (-670,6 milioni).

Risultati positivi invece per il gruppo Ubi Banca a 372 milioni, per Mediolanum a quota 129,3 milioni, per Poste a 99,6 milioni e per Azimut a 31,3 milioni.

Tra le società estere, in particolare evidenza Morgan Stanley con una raccolta fondi pari a 514,9 milioni di euro. Bene anche Axa (338,2 milioni), Ubs (267,4 milioni) e Bnp Paribas (53,4 milioni).

Mancavano 32 giorni all’inizio di uno dei match più attesi nel mondo dell’economia e della finanza, quello che non si giocherà fra il gruppo Assicurazioni Generali e Intesa Sanpaolo e che ha registrato l’imbarazzante silenzio stampa di uno dei protagonisti dello scontro-incontro Philippe Donnet, gran capo del gruppo Generali.

Sembra che gli impegni del numero uno, manager di origine corsa con studi di tutto rispetto all’Ecole Polytechnique, siano concentrati sulla presentazione del bilancio del gruppo, definita per il 16 marzo. Il giorno prima il consiglio di amministrazione Generali si riunirà e il giorno seguente scatterà un anno di presidenza per l’ingegnere Donnet alla guida del maxi gruppo assicurativo triestino.

Generali – Intesa: la situazione

Quale la posizione di Donnet auspicata dagli analisti? Sicuramente si tratterà di una presa di posizione rivolta all’accelerazione, con un piano di crescita organica che interessa su tutto la spending review e che si potrà concretizzare con un taglio del valore di 200 milioni di euro, con l’uscita da mercati che non si propongono più redditizi e con l’aumento stimato della produttività del 15%.

Il manager dovrebbe confermare l’aumento delle performance tecniche del suo gruppo che ha indotto Generali a dimostrare uno dei più importanti combined rato in tutta Europa, una percentuale del 92.4% che ha indotto gli analisti a ragionare anche su un possibile aumento di capitale.

Generali in Borsa

Generali Azioni: obiettivi finanziari

Quali i target finanziari per il 2018? Generali punta a raggiungere dividendi complessivi del valore di 5 miliardi di euro e a generare 7 miliardi di euro di cassa con un Roe operativo che si stabilisca sopra al 7%. La questione più interessante guarda però all’acquisto anti scalata che è stato perpetrato nel corso dei mesi scorsi, ovvero l’acquisizione della quota del 3.04% di Banca Intesa, portata al 4.49% per effetto di un prestito di titoli che era stato acceso precedentemente. Generali si pone oggigiorno come il terzo socio della banca e vanta alle spalle due fondazioni che non possono che essere considerate influenti, anzi, le più influenti attualmente attive sul mercato, Compagnia di San Paolo e Cariplo.

Quella che doveva essere un’alleanza storica si è quindi proposta come un segnale che la compagnia triestina non sta dormendo affatto, ma ha saputo tessere acquisizioni e legami utili per consolidare la sua posizione italiana passo dopo passo, in chiave organica come erano le intenzioni dichiarate fin da subito dall’attuale management. Niente colpi di scena ma una posizione solida, un taglio dei costi superflui e un puntare a risultati che assicurino benessere ai soci. Niente richiesta di ricapitalizzazione quindi e niente azzardi, per una società che si propone di andare avanti senza colpi di scena e anche senza dichiarazioni di chi la guida.

Donnet ha infatti assunto un atteggiamento che è stato più volte criticato, perché completamente assente, ha lasciato parlare i titoloni dei giornali per lui. Ma quando è arrivato il momento di chiudere i conti ha sorriso, forte di una scelta di direzione che lui aveva, molto probabilmente, definito fin dall’inizio di questa lunga storia.