Stop rimbalzo cambio dollaro-yen frenato da forte resistenza in area 110

Il cross USD-JPY consolida sui massimi delle ultime due settimane (109,44 al momento della scrittura), non molto lontano dalla soglia tecnica e psicologica rappresentata da area 110. Mentre scriviamo il rapporto di cambio tra la divisa statunitense e quella nipponica quota

Il biglietto verde è stato sostenuto dall’inizio di una “fase uno“ tra Stati Uniti e Cina, che ha scongiurato l’entrata in vigore di ulteriori reciproci dazi. Quotazioni della coppia USD-JPY supportate anche dall’ultima tornata di dati macro positivi arrivati dagli USA. La produzione industriale “ Made in USA “, a Novembre, ha mostrato un aumento dell’1,1% su base mensile, in netta ripresa rispetto al -0,9% di Settembre. Battuti i pronostici degli analisti, che invece non si spingevano oltre il +0,9%.

La stima preliminare del mese di Dicembre dell’indice PMI Manifatturiero si è assestata a 52,5 punti, consolidando sopra la soglia di espansione rappresentata dai 50 punti, ma lievemente sotto i 52,6 punti delle attese e della lettura finale di Novembre.

Sopra il consensus, invece, la stima flash relativa al Purchasing Managers Index Servizi, portatosi a 52,2 punti dai 51,6 punti di Novembre. Le attese erano per un risultato pari a 52 punti. La prima lettura del PMI Composite (manifattura più servizi), sempre a Dicembre, si è assestata a 52,2 punti, in miglioramento rispetto ai 52 punti finali del mese scorso.

Settimana di letture PMI anche in Giappone, dove l’indicatore manifatturiero e quello relativo al comparto servizi si sono confermati sotto la soglia di espansione dei 50 punti, assestandosi rispettivamente a 48,8 punti (48,9 punti a Novembre) e 49,8 punti (stabile rispetto al mese precedente). Resiste sopra i 50 punti, invece, l’indice composito, portatosi a 50,6 punti dai 50,3 punti di Novembre.

Il Ministero dell’Economia e dell’Industria nipponico ha invece reso noto che l’indicatore dell’attività del settore terziario, ad Ottobre, ha subito un calo del 4,6% su base mensile, scendendo oltre il -3,5% delle attese. Netto il peggioramento rispetto al +2,3% fatto registrare ad Ottobre (rivisto al rialzo rispetto al +1,8% della stima flash).

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Andamento cross usd-jpy sul breve-medio periodo


Grazie al balzo della scorsa ottava, come ben evidente sul grafico con time-frame giornaliero, in alto, il rapporto di cambio tra il biglietto verde e la divisa giapponese si è riportato al di sopra delle tre medie mobili di riferimento, a 10-25 e 50 giorni, che da resistenze di sono trasformate in supporti. Positivo, dal punto di vista tecnico il movimento di EMA 10 (la linea di colore azzurro sul grafico), che ha tagliato dal basso verso l’alto le EMA a 25 e 50 peridi (rispettivamente la linea rossa e la linea verde sul grafico).

Al rialzo, tuttavia, le quotazioni se la dovranno vedere con il forte ostacolo rappresentato da area 110, un livello che fa da tappo da oltre 6 mesi, ma che se superato in chiusura daily o meglio ancora settimanale potrebbe favorire un’accelerazione al rialzo con target minimo in area 112. In area 109,20-109 transitano invece se suddette medie mobili, che se violate nuovamente al ribasso, in chiusura giornaliera o peggio ancora settimanale potrebbero favorire il ritorno in are 108-107.

Modello di trading sul cambio dollaro-yen valido da 1 a 5 giorni

Il modello di trading rialzista prende forma in caso di ritorno sopra quota 109,60 in close orario e fissa i primi due obiettivi in area 109,84 e 110,26; stop loss in caso di ritorno sotto quota 109,17 in chiusura oraria. Mantenere o incrementare le posizioni Long in caso di allungo oltre quota 110,26 in chiusura di candela oraria, per cercare di prendere profitto in prima battuta a quota 110,52 e successivamente a quota 110,95; stop loss in caso di ritorno sotto quota 109,60 in close orario.

Insistere con nuove posizioni rialziste in caso di break-out orario di quota 110,95 per approfittare di possibili allunghi in area 111,20 e 111,63 estesi a quota 112,06; stoppare le operazioni in caso di ritorno sotto quota 110,26 in chiusura oraria. Long sulla debolezza in caso di affondo in area 106,50 per sfruttare eventuali rimbalzi in primo luogo a quota 107,17 ed in un secondo momento a quota 107,83, estesi a quota 108,24; stop loss in caso di discesa sotto quota 105,85 in close orario o giornaliero.

Il modello di trading ribassista, invece, si attiva con chiusura oraria minore di quota 109,17 e prevede i primi due target price in area 108,92 e 108,50; stop loss in caso di close orario sopra quota 109,60. Mantenere o aumentare l’esposizione ribassista in caso di close orario sotto quota 108,50 per cercare di prendere profitto in primo luogo a quota 108,24 e successivamente a quota 107,83; stop loss in caso di recupero sopra quota 109,17 in chiusura oraria. Lecito aprire nuove posizioni corte in caso di rottura oraria di quota 107,83, per cercare di ricoprirsi in area 107,58 e 107,17, estesa a quota 106,50; stop loss in caso di ritorno sopra quota 108,50 in close orario. Short speculativi in caso di balzo in area 112,06 per approfittare di eventuali storni in prima battuta a quota 111,63 e successivamente a quota 111,20, estesi a quota 110,50; stop loss in caso di ulteriori strappi al rialzo oltre quota 112,75 in chiusura di candela oraria o daily.

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