Le valute Yen e Australi cominciano a recuperare

I mercati delle valute stanno finalmente tornando ad essere scambiati intorno a dei valori normali, dopo le manovre della Banca Cinese di questo turbolento inizio settimana. Ieri, durante una rara conferenza stampa, la Banca Centrale Cinese ha messo a tacere le preoccupazioni sul fatto che sarebbero in arrivo delle grosse mosse di politica monetaria che andrebbero a destabilizzare i mercati.

Eppure, mentre la crescita inizia, Pechino indebolirà lo yuan. La Cina sta permettendo alla sua moneta di scivolare dopo una serie di dati economici deboli, tra cui le statistiche commerciali. Un yuan debole aiuta le sue esportazioni rendendole più convenienti all’estero ma fa male alle aziende non cinesi che cercano di vendere nella seconda economia più grande del mondo. Gli operatori sono inoltre in grado di interpretare le svalutazioni come prova del fatto che la seconda più grande economia del mondo può essere più debole di quanto si pensasse.

Le mosse da parte della Cina hanno scosso le materie prime ed i mercati valutari di tutto il mondo portando i mercati azionari a crollare. Il dollaro australiano e il kiwi sono stati i più pesantemente colpiti, e sono caduti verso nuovi minimi, ma sono stati i primi a rimbalzare mentre la moneta cinese si è stabilizzata. Il dollaro australiano è salito nella sessione del mattino aumentando di ben 8 punti e attualmente è scambiato intorno al livello di 0,7360, mentre il kiwi non è stato così fortunato. I dati dellaNuova Zelanda sulle vendite al dettaglio sono stati rivelati questa mattina, ed erano molto deboli, ma il calo del NZD è stato limitato da una prospettiva migliore. Il kiwi è giù di 30 punti a 0,6535.

La Reserve Bank of Australia ha messo in guardia gli investitori di stare in guardia per una ricaduta inattesa dalla decisione della Cina di svalutare lo yuan, che ha innescato grandi cambiamenti dei tassi di cambio di tutta la regione. Mentre è ancora troppo presto per giudicare se la svalutazione sarà un beneficio per l’Australia, in quanto ha aiutato a rafforzare il suo principale partner commerciale, e ci sono rischi che si potrebbero creare sul breve termine, secondo il più alto funzionario della banca .

Lo stesso comportamento si è visto nei mercati giapponesi. USDJPY è sceso di 4 punti a 124,42 e contro l’euro a 138,78. Tra le vittime più evidenti della svalutazione della Cina c’è la Banca del Giappone. Kuroda, secondo i molti, non si sarebbe mai tirato indietro dalla sua politica monetaria molto aggressiva. Ma le probabilità sono ora inferiori secondo anche gli scettici. La vera domanda, però, è quello che la mossa della Cina significherebbe più in generale per abenomics. Uno yen ampliamente svalutato, dopo tutto, è il cuore dei piani economici del primo ministro Shinzo Abe.

La svalutazione della Cina porta a due problemi per il Giappone: esportazioni ridotte e lo Yuan che porterà ad uno Yen più forte sul lungo termine. La Cina contribuisce per il 13% in più al PIL del Giappone rispetto agli Stati Uniti.

E’ il momento buono per shortare USD/JPY quindi?

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