Il governatore della FED, Powell, azzera l’ipotesi di taglio dei tassi di 50 PB

Prove tecniche di rimbalzo tecnico per la coppia USD-JPY, che mentre scriviamo sale dello 0,27%, scambiando a quota 107,45, dopo essere crollato sui valori più bassi degli ultimi sei mesi, toccando un minimo intraday a quota 106,79.

Biglietto verde indebolito dalle dichiarazioni del governatore della FED, Jerome Powell e del membro del FOMC, James Bullard, che hanno escluso un taglio di 50 punti base nel corso della prossimo meeting che si terrà a Luglio. Dopo l’ultima riunione, infatti, le probabilità di una sforbiciata di 50 punti base erano salite al 40%. Powell durante il suo discorso ha inoltre riaffermato l’indipendenza della Federal Reserve dalla politica, sbattendo pertanto la porta in faccia al presidente Trump, che nelle ultime settimane aveva aumentato il pressing affinché la FED abbassasse con più decisione e velocità i Fed Funds, per sostenere la crescita negli USA.Con la presa di posizione di Powell che rivendita il proprio ruolo al comando della Fed, il presidente Trump potrebbe spingere per sostituire il chairman.

Lettura in calo, ma tuttavia al di sopra delle attese degli analisti per l’indice Richmond Fed nel mese di Giugno. L’indicatore che misura l’andamento del comparto manifatturiero nella regione di Richmond è infatti sceso a 3 punti dai 5 punti di Maggio, mentre i pronostici davano una maggior discesa a 2 punti. Il suddetto indicatore oltre a quello del distretto di Richmond elabora anche il sentiment nei distretti della Virginia, Maryland, Carolina del Nord e del Sud, Distretto di Columbia e gran parte del West Virginia.

In lieve frenata anche l’indice S&P Case Shiller, ovvero l’indicatore che misura l’andamento dei prezzi delle case nelle venti principali aree metropolitane degli USA, evidenziando, lo scorso mese, una variazione nulla, contro il +0,1% della stima precedente, corrispondente anche alle attese degli analisti. La rivelazione su base annua ha invece mostrato un incremento del 2,5%, rallentando dal 2,6% precedente.

In Giappone, invece, la lettura finale del Superindice del mese di Aprile si è assestata a 95,9, in lieve aumento dai 95,5 punti del dato preliminare.

Andamento quotazioni cross USD-JPY sul breve-medio periodo


Sentiment di breve-medio periodo estremamente debole per la coppia Dollaro-Yen, che come evidente sul grafico con time-frame giornaliero, in alto, ha accelerato ulteriormente al ribasso in seguito al mancato recupero oltre la prima resistenza di brevissimo, rappresentata dalla media mobile a 10 giorni (la prima linea dal basso verso l’alto sul grafico).

Possibili ulteriori cali in caso di rottura di area 107 in chiusura settimanale, con target in area 106-105. L’eventuale uscita al rialzo oltre l’ostacolo appena indicato, che al momento transita in area 107,70 potrebbe pertanto allentare la pressione ribassista, favorendo un possibile rimbalzo verso la prima resistenza multiday, rappresentata dalla media mobile a 25 giorni (la linea di colore rosso sul grafico), che transita in area 108,37. Quadro tecnico di breve-medio periodo che invece potrebbe svoltare in positivo in caso di break-out di EMA 50 (la linea di colore verde sul grafico), che passa in area 109,20. Oltre la media mobile a 50 giorni, in chiusura giornaliera o meglio ancora settimanale, attesi ulteriori allunghi con potenziale upside fino ad area 111,50-112.

Modello di trading sul cambio dollaro-yen valido da 1 a 5 giorni

Il modello di trading rialzista prende forma in caso di ritorno sopra quota 107,70 in close orario e fissa i primi due obiettivi in area 107,95 e 108,37; stop loss in caso di ritorno sotto quota 107,28 in chiusura oraria. Mantenere o incrementare le posizioni Long in caso di allungo oltre quota 108,37 in chiusura di candela oraria, per cercare di prendere profitto in prima battuta a quota 108,62 e successivamente a quota 109,04; stop loss in caso di ritorno sotto quota 107,70 in close orario.

Insistere con nuove posizioni rialziste in caso di break-out orario di quota 109,04 per approfittare di possibili allunghi in area 109,29 e 109,71 estesa a quota 110,40,; stoppare le operazioni in caso di ritorno sotto quota 108,37 in chiusura oraria. Long sulla debolezza in caso di affondo in area 105,05 per sfruttare eventuali rimbalzi in primo luogo a quota 105,70 ed in un secondo momento a quota 106,37, estesi a quota 107,03; stop loss in caso di discesa sotto quota 104,40 in close orario o giornaliero.

Il modello di trading ribassista, invece, si attiva con chiusura oraria minore di quota 107,28 e prevede i primi due target price in area 107,03 e 106,62; stop loss in caso di close orario sopra quota 107,70. Mantenere o aumentare l’esposizione ribassista in caso di close orario sotto quota 106,62 per cercare di prendere profitto in primo luogo a quota 106,37 e successivamente a quota 105,96; stop loss in caso di recupero sopra quota 107,06 in chiusura oraria.

Lecito aprire nuove posizioni corte in caso di rottura oraria del supporto a quota 105,96, per cercare di ricoprirsi in area 105,70 e 105,30, estese a quota 105,05; stop loss in caso di ritorno sopra quota 106,62 in close orario. Short speculativi in caso di balzo in area 110,40 per approfittare di eventuali storni in prima battuta a quota 109,71 e successivamente a quota 109,29 estesi a quota 109,04; stop loss in caso di ulteriori strappi al rialzo oltre quota 111,10 in chiusura di candela oraria o daily.

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