Permane nel Mondo la differenza di stipendio tra uomini e donne

Gli ultimi dati diffusi da Openpolis per una ricerca effettuata per il giornale La Repubblica, rimarcano ancora una volta il divario significativo che esiste nell’Unione Europea (16,4%) tra le retribuzioni dei lavoratori e quello delle lavoratrici (nonostante nei Paesi dell’Ue ci siano più laureati tra le donne che tra gli uomini). Quindi i tristi numeri arrivati da poco dagli Stati Uniti nello stesso contesto, hanno trovato subito il paio con i nostri.

L’Italia è uno dei Paesi messi meglio, nel senso che il divario di stipendi tra generi è sole al 7,3%, ma appare in crescita negli ultimi anni, visto che 5 anni fa era fermo al 5,1%. Nel Nord Europa le mamme che hanno 3 figli, lavorano più di quelle italiane con un solo figlio, e questo è un dato eloquente che dovrebbe far riflettere e molto, su delle leggi inadeguate a favorire l’occupazione femminile. Situazione che si accentua notevolmente in settori quali la magistratura, i sindacati ed i mass media, in politica e nelle società quotate in Borsa. La tanto decantata Germania comunque sta peggio di noi.

In Europa, dicevamo, la differenza tra le retribuzioni medie degli uomini e quelle delle donne è del 16,4%: la differenza tra gli uni e le altre, dunque, c’è ed è innegabile, ma Paesi come Francia, Finlandia, Regno Unito e Germania sono messi decisamente peggio di noi. Nella classifica dei 28 Paesi facenti parte dell’Unione Europea, l’Italia è quarta per solco meno elevato, preceduta soltanto da Slovenia, Malta e Polonia. In Francia la differenza di stipendio è al 15,2%, in Finlandia al 18,7%, nel Regno Unito al 19,7% ed in Germania al 21,6. All’ultimo posto c’è l’Estonia, che arriva a sfiorare il 30% di differenza. Tutti dati di molto superiore rispetto a quelli dell’Italia.

In cifre assolute, da noi nel 2014 la retribuzione media annua lorda è stata di 29.891 euro per gli uomini e di 27.890 euro per le donne. Se pensiamo che però in Italia ogni 100 laureati uomini, ne esistono ben 155,8 donne, qualcosa non torna.

Venendo ai dati di genere sulla disoccupazione, nel 2013 in Italia il 13,1% delle donne risultava disoccupato, contro l’11,5% degli uomini.

Non potendo analizzare in questo contesto tutti i dati della nostra Società, fermiamoci su quelli della politica, che riprendiamo proprio dal sito di Repubblica:

Nel Parlamento europeo le donne italiane non esprimono alcun vicepresidente, le nostre deputate rappresentano il 36,9%,  le ministre del governo Renzi attualmente sono il 40%, nessuna è viceministro, le sottosegretarie sono il 28,57%,  alla Camera dei deputati le presidenti di commissione sono il 7,14% contro il 14,29% del Senato, le deputate costituiscono il 30,79% a fronte di un 28,25% di senatrici e diun 16,67% di senatrici a vita”.

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