Italia, la ripresa si ferma

È quanto diffuso dall’Istat. Prevista una ulteriore fase di rallentamento della produzione nel corso dei prossimi mesi. Preoccupa il forte calo delle vendite al dettaglio registrato nel mese di aprile. Prosegue invece la crescita del commercio elettronico.

L’economia italiana rallenta

Previsioni negative per l’economia italiana per i prossimi mesi. Atteso un nuovo rallentamento dei ritmi produttivi. È quanto rilevato dall’Istat nella sua ultima nota mensile.

Nel dettaglio, l’indicatore previsionale mette in guardia da una ulteriore riduzione della produzione per il nostro paese nel breve periodo.

L’istituto di statistica tiene a sottolineare che a influenzare negativamente l’economia italiana sia stata la lunga fase di deprezzamento della moneta unica ed il simultaneo rialzo dei prezzi del petrolio, ai massimi da un anno e mezzo a questa parte.Nel primo trimestre del 2018 il nostro paese ha registrato un forte rallentamento dovuto oltre ai fattori evidenziati precedentemente, anche per il contributo negativo derivante dalla frenata della crescita della domanda estera e degli investimenti.

Tra i comparti in difficoltà, su tutti il manifatturiero che ha mostrato i più preoccupanti segnali di frenata.

Positivi invece i dati sull’inflazione, in ripresa, anche se inferiore a quella registrata nell’eurozona.

Vendite al dettaglio, forte calo. Sale l’e-commerce

L’Istat ha diffuso anche i dati sulle vendite al dettaglio, diminuite nel mese di aprile dello 0,7 per cento rispetto a marzo.

Il calo su base annuo è stato pari al 4,6 per cento. Gli esperti concordano che non si tratta affatto di un segnale positivo per la ripresa dell’economia italiana.

Nel dettaglio, negativi i dati provenienti dai beni alimentari, in calo dell’1,9 per cento rispetto a marzo e del 7,3 per cento se confrontati al mese di aprile dello scorso anno. Lievemente positivi invece i dati riferiti ai beni non alimentari, in rialzo dello 0,2 per cento.Si registra anche il forte calo nel periodo per la grande distribuzione, con un ribasso del 6,1 per cento rispetto allo stesso mese del 2017. Gli ipermercati hanno perso il 9,1 per cento e i supermercati sono andati in rosso dell’8,3 per cento.Con riferimento alle vendite di beni non alimentari, i ribassi maggiori hanno riguardato i comparti cartoleria, libri e giornali, giù del 6,2 per cento. In calo anche il settore giochi, giocattoli e articoli sportivi del 4,7 per cento.

Da segnalare invece in positivo la crescita del commercio elettronico del 16,2 per cento.

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