Intermediari finanziari: chi sono e perché sono fondamentali

Il ruolo degli intermediari finanziari è imprescindibile in un sistema capitalista in cui ognuno è libero di investire il proprio denaro come meglio crede. Fortunatamente, nelle economie sviluppate occidentali come la nostra, abbiamo il diritto di scegliere come impiegare il nostro patrimonio in modo da proteggerlo e farlo rendere; per questo nel corso del tempo sono nati diversi tipi di intermediazione finanziaria.

In questa guida vogliamo fare luce su tutti i tipi di intermediari finanziari, specificando il loro scopo ed il modo in cui ci possono essere utili. Sarà anche molto interessante analizzare il modo con cui internet ha cambiato il volto di questo mercato, che di fatto oggi si presenta molto diverso da dieci anni fa. Lo faremo in un modo chiaro e completo, ma senza scendere eccessivamente in tecnicismi: anche se non sei esperto in questo campo, vedrai che riuscirai a seguire facilmente tutto il discorso.

Vedremo anche un particolare tipo di intermediario finanziario che è il più conveniente da usare per fare profitti: ovvero i broker online. Oggi piattaforme come 24option (qui trovi il sito ufficiale) o eToro (qui per il sito ufficiale) hanno rivoluzionato il modo di fare investimenti su vari asset finanziari e costituiscono la scelta migliore, ma lo vedremo con calma, prima un po’ di teoria.

Cosa sono gli intermediari finanziari

Per capire bene che cosa siano gli intermediari finanziari dobbiamo fare un piccolo passo indietro, tornando ad un principio di base di ogni sistema economico. In un’economia di libero mercato ci sono due tipi di attori:

  • I soggetti in deficit, tipicamente le aziende e la pubblica amministrazione, che hanno sempre bisogno di capitali per poter fare investimenti, pagare le spese e ampliarsi;
  • Soggetti in surplus, tipicamente le famiglie e i lavoratori, che invece mettono dei soldi da parte e vogliono evitare che questi si svalutino per effetto dell’inflazione.

Da qui nasce il mercato dei capitali, ovvero quella tendenza dei soggetti in surplus a prestare denaro ai soggetti in deficit. Questo denaro può essere prestato in cambio di un interesse (obbligazioni, conti deposito, ecc.) o in cambio di una parte dei profitti (azioni). In questo modo i soggetti in deficit possono trovare fondi con cui finanziare le proprie operazioni ed i soggetti in surplus possono investire e far fruttare i propri capitali nel tempo.

Gli intermediari finanziari sono tutte quelle aziende, quei professionisti e quelle istituzioni che permettono alla domanda di capitali (i soggetti in deficit) di incontrare l’offerta (i soggetti in surplus). Dal momento in cui la domanda e l’offerta possono assumere forme molto diverse, esistono diversi tipi di intermediari finanziari.

Tipologie di intermediari finanziari

Come abbiamo accennato, esistono diversi tipi di intermediazione dei capitali; analizziamoli più da vicino, in modo da ricollegarci alle aziende che già conosciamo. Anche se non li hai mai chiamati in questo modo, siamo sicuri che conosci già tutti (o quasi) i tipi di intermediario.

Intermediari finanziari creditizi

Gli intermediari finanziari creditizi sono, tipicamente, le banche e le finanziarie. Questi si occupano di raccogliere capitali dai risparmiatori, ad esempio tramite i loro depositi su conti correnti, e di utilizzarli per concedere prestiti e/o mutui. Dal momento in cui è molto improbabile che tutti i correntisti di una banca si presentino nello stesso momento, nello stesso giorno, a richiedere il prelievo di tutti i soldi che hanno depositato, la banca sa di poter lasciare una parte della liquidità in cassa e investire la restante parte.

Normalmente le banche tengono il 10% dell’intera liquidità dei correntisti a disposizione, in modo che questa possa essere facilmente prelevata da chiunque lo richieda. Il restante 90% viene utilizzato per concedere prestiti, e la differenza tra il tasso applicato sui prestiti ed il tasso applicato sui conti correnti rappresenta il guadagno dell’intermediario.

La legge italiana prevede che gli intermediari finanziari creditizi non possano occuparsi anche di investimenti sui mercati finanziari in proprio conto. Questo per evitare che nascano conflitti di interesse qualora una banca fosse azionista di un’azienda che intende richiedere un prestito presso quella stessa banca. Questo significa che le banche, in Italia, possono essere solo commerciali (intermediari creditizi) o di investimento, ma mai entrambe le cose.

Rientrano in questo tipo di intermediazione:

  • Banche commerciali
  • Finanziarie
  • Società di leasing, factoring e smobilizzo crediti
  • Compagnie assicurative

Intermediari finanziari mobiliari

La seconda macrocategoria di intermediari finanziari non si occupa di prestare denaro, ma di investirlo in senso stretto. Parliamo di tutti quegli intermediari finanziari che i clienti possono chiamare per investire denaro sui mercati, per fare operazioni di Forex trading, per speculare o acquistare quote di un fondo.

In questo caso il guadagno dell’intermediario è costituito, di solito, da una certa percentuale di commissioni sulle transazioni eseguite dai clienti. Nel corso del tempo questo tipo di intermediazione è diventato sempre più sofisticato: oggi possiamo ottenere consulenza gratuita per i nostri investimenti, prospetti informativi di vario genere, informazioni in diretta sui nostri investimenti che arrivano direttamente sui nostri smartphone e via discorrendo.

I principali intermediari finanziari mobiliari sono:

  • SIM (Società di Intermediazione Mobiliare)
  • Sicav (Società di Investimento a CApitale Variabile)
  • SGR (Società di Gestione del Risparmio)
  • Banche di investimento
  • Broker per il trading online
  • Exchange di criptovalute, de facto, anche se non ancora ufficialmente riconosciuti

Ci sono poi delle forme ambigue, come le società che si occupano di promozione degli investimenti e quelle che trattano metalli preziosi per gioielleria; possiamo considerarle degli intermediari indiretti.

Il web: la rivoluzione dell’intermediazione finanziaria

Internet ha dato un impulso incredibile all’intermediazione finanziaria. Prima di tutto ha permesso a domanda ed offerta di incontrarsi in un luogo virtuale dove tutte le informazioni possono essere veicolate in un solo istante da una parte all’altra del mondo. Questo ha permesso la nascita di forme di investimento mai esistite prima, con conseguente sviluppo di intermediari finanziari mai visti prima: è il caso delle finanziarie che concedono prestiti online, dei conti correnti online, delle società di crowdfunding e dei broker online

In particolar modo, i broker per il trading online hanno cambiato gli equilibri del mercato degli investimenti. Parliamo di intermediari mobiliari, che si sono opposti al predominio delle banche e delle SIM nella gestione degli investimenti dei privati. Per molto tempo, infatti, l’unica soluzione per giocare in Borsa come privati è stata la lunga trafila tradizionale: telefonare alla banca, farsi passare un broker, trasmettergli il nostro ordine e attendere che questo lo trasmettesse alla SIM di competenza per poterlo eseguire. Tempi d’attesa lunghissimi e soprattutto costi molto elevati, che fondamentalmente rendevano questo tipo di operazione un’esclusiva per persone cassettiste e molto abbienti.

Oggi chiunque può investire sui mercati finanziari: bastano un PC ed una connessione a internet. Grazie a servizi come eToro(qui trovi il sito ufficiale), il broker preferito dalla nostra redazione, adesso le commissioni sugli strumenti finanziari sono di pochi centesimi. Abbiamo a disposizione piattaforme professionali per il trading a costo zero, abbiamo informazioni in quantità che ci aiutano a prevedere l’andamento dei mercati ed abbiamo tutto questo gratuitamente. Un netto passo avanti per il mondo dell’intermediazione finanziaria, che gradualmente sta coinvolgendo sempre più investitori.

Perché gli intermediari finanziari sono indispensabili

Gli intermediari finanziari svolgono un ruolo molto importante all’interno del nostro tessuto economico: non è solo quello che vediamo, ma anche e soprattutto quel che avviene lontano dagli occhi dei clienti a fare la differenza. Ecco alcune mansioni importanti:

  • Sottoscrizione dei titoli: normalmente le obbligazioni delle aziende e i titoli di Stato non vengono venduti direttamente ai risparmiatori, in quanto sarebbe fonte di eccessiva incertezza, costi e attesa.
  • Intermediazione dei tagli: in molti casi gli intermediari permettono di investire piccole somme anche dove la natura del prodotto non lo permetterebbe, perché aggregando la domanda dei vari investitori riescono a fare massa critica. Un tipico esempio sono i lingotti d’oro bullion, cioè da investimento, che hanno un valore di mercato intorno al mezzo milione di euro per ciascun lingotto.
  • Consulenza: banche e SIM, in molti casi, mettono a disposizione dei clienti dei consulenti con cui potersi confrontare gratuitamente prima di investire.
  • Deposito: i conti correnti e i conti deposito sono l’esempio più tipico di come gli intermediari non servano solo a investire i nostri soldi, ma anche a tenerli al sicuro.

Quale futuro per gli intermediari finanziari?

Fino alla nascita di internet è chiaro che non si potesse fare a meno degli intermediari: per fare incontrare domanda e offerta era assolutamente necessario avere dei professionisti che se ne occupassero a tempo pieno. Questo implica anche avere sedi adeguate, come le filiali bancarie e le Borse valori. Oggi tutto ciò sembra acqua passata, ma anche nell’era dell’informazione possiamo comunque aspettarci che gli intermediari finanziari non scompariranno.

Sicuramente è fondamentale che tutte le tipologie di intermediario si adattino alle nuove tecnologie. Ormai anche le banche più piccole dispongono di funzioni per l’internet banking, ed in molti casi anche per il trading online. Rimane comunque chiaro che questo non sarà che il primo passo verso un’evoluzione sempre più marcata, con costi sempre più bassi per l’intermediazione e sempre più automatismi a gestire i processi degli intermediari. Non stiamo parlando soltanto di internet banking, ma di una quasi totale scomparsa di tutto ciò che non sarà abbastanza “digital”.

Rimane comunque fondamentale osservare che internet ha aumentato i rischi per gli investitori. Le truffe sono all’ordine del giorno: società che si fingono broker seri quando sono in realtà dei truffatori, criptovalute farlocche, schemi Ponzi mascherati da soluzioni geniali per investire online, e tante altre cose che purtroppo grazie al web riescono ad espandersi rapidamente. Per questo non possiamo che prospettarci un futuro in cui il ruolo degli intermediari sarà sempre più legato alla tutela e alla sicurezza dei risparmiatori, quasi in una commistione tra queste realtà e gli organismi di vigilanza come Consob e Banca d’Italia.

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