Hong Kong, le proteste portano a maxi-investimenti in Bitcoin

Sono ormai settimane che i cittadini della metropoli di Hong Kong scendono per strada a protestare contro il governo locale. La città-stato, una delle poche rimaste al mondo, continua a resistere ai tentativi governativi di portare la Cina sempre di più negli affari interni.

In questa dimostrazione di indipendenza, che sta facendo parlare di sé in tutto il mondo, sono davvero tanti gli aspetti coinvolti.

Uno in particolare è di natura finanziaria: i cittadini si stanno proteggendo investendo in Bitcoin. Proteggendo da cosa? Ascoltando le loro risposte, da eventuali svalutazioni del dollaro di Hong Kong o in prospettiva contro la possibilità che un giorno venga introdotto localmente in renmimbi cinese.

Ancora più interessante è il fatto che questi volumi insoliti di compravendita sulle criptovalute non stiano viaggiando sugli exchange “tradizionali”, ma su canali locali che permettono alle persone di scambiarsi crittomonete in modo più anonimo e personale.

Per quanto riguarda le proteste locali, questo è solo un ulteriore corredo alle notizie che già leggiamo tutti i giorni. Per quanto riguarda le criptovalute ed il loro mercato, invece, è uno spunto molto rilevante che non potevamo fare a meno di approfondire.

Partiamo dal principio che per guadagnare con il trading online investendo sui Bitcoin è possibile, ma solo se ci si affida a dei broker seri e professionali, come ad esempio lo è 24Option (clicca qui per visitare il sito ufficiale)

Cosa sta succedendo con Bitcoin ad Hong Kong

Mentre il valore di Bitcoin non sta passando una grande periodo, complice il fatto che gli investitori stiano aspettando le opportunità del prossimo anno, ad Hong Kong i cittadini sembrano avere piani di lungo termine.

L’exchange peer-to-peer LocalBitcoins, che mette in contatto direttamente persone che desiderano comprare e vendere criptovalute, ha una storia di successo alle spalle. Il suo punto di forza è quello di relazionare persone che si trovano vicine le une alle altre. In questo caso è stata una svolta, perché i cittadini di Hong Kong hanno potuto far circolare le crittomonete tra loro e sostenere così l’economia locale.

Nelle ultime settimane, i volumi di trading dell’exchange sul territorio della città-stato sono aumentati di oltre il 70%. Da 600.000 dollari di volume medio settimanale a una media di 1,1 milioni, con un picco di 1,42 milioni di dollari tra il 21 settembre scorso e la fine del mese.

L’associazione tra i dimostranti ed i Bitcoin non sembra affatto strana. Dal momento in cui il governo cinese monitora i suoi cittadini anche attraverso i dati sulle loro abitudini di spesa, utilizzando le criptovalute si ottiene quella libertà che rappresenta lo stesso motivo per cui queste proteste sono in atto.

A conferma di questa ipotesi c’è il fatto che i volumi di scambio si stiano registrando proprio su una piattaforma come LocalBitcoins, che mettendo in contatto persone vicine tra loro e facendo sì che siano le due parti ad accordarsi rappresenta un ulteriore modo per sfuggire dai radar dei controllori governativi.

Che cosa possiamo imparare

Per chi segue il mercato delle criptovalute, questa notizia è quasi una lezione. Molto spesso ci siamo ripetuti che Bitcoin e le altre crittomonete sono una forma di autarchia finanziaria, in cui ognuno è libero di spendere il suo denaro come meglio crede e di sfuggire dalle maglie dei governi.

Questa visione romantica delle valute decentralizzate ha sempre mosso le conversazioni in materia, ma quasi mai ha trovato applicazione nella realtà. Specialmente non in una delle economie più sviluppate al mondo, come quella di Hong Kong, in cui il sistema macroeconomico funziona più che a dovere.

Nella quotidianità abbiamo sempre l’impressione che quando si parla di criptovalute si stia parlando di speculazione, di investimenti fatti nella speranza che un altro grande rally del loro valore possa portare benefici e profitti agli investitori. Altre volte si parla di trading online, con professionisti che si confrontano sulle migliori tecniche per analizzare i trend ed anticipare il mercato.

Questa volta, la visione idealista delle crittomonete ha trovato una sua applicazione. L’ha trovata su grande scala ed in uno di quei baluardi della finanza tradizionale che per decenni è stato il simbolo delle banche in Cina. Non è un caso che il grattacielo più alto della città sia proprio quello di una banca.

Questa lezione servirà per sapere cosa osservare la prossima volta che qualche popolazione si ribellerà al suo governo in nome della libertà. Se il vessillo di Bitcoin fosse portato dalle nazioni in cerca di indipendenza e autonomia, siamo sicuri che questo sarà un messaggio positivo per l’intero mercato e per chi sta ancora valutando se sia il caso di affacciarsi su questa nuova sfaccettatura dei mercati finanziari.

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