Criptovalute emergenti 2019: cosa c’è dopo Bitcoin

Quando nel 2017 in Italia si è incominciato a sentir parlare di criptovalute in Italia, per molti questo termine era semplicemente sinonimo di “Bitcoin”. Invece le altcoin, ovvero tutte le crittomonete diverse da Bitcoin, stanno ottenendo risultati migliori da un anno a questa parte. Complice una tecnolgogia che in molti casi è migliore, più potente e più aggiornata, ci sono molti token interessanti che stanno seguendo un trend ascendente da molto tempo. Molti di questi sono cresciuti in valore anche nel 2018, anno che invece si è rivelato ben poco proficuo per Bitcoin.

Un altro fatto che ci dice quanto le altcoin si stiano affermando è la Bitcoin dominance: si tratta di un parametro che misura, in percentuale, quanto la capitalizzazione di mercato di Bitcoin pesi sull’intero mercato. Nel marzo del 2017 questo valore si aggirava intorno all’85%; a due anni e poco più di distanza siamo passati al 56%. Sembra anche che tutti i fattori conducano a pensare che, nel tempo, questa percentuale non farà altro che diminuire.

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Perché Bitcoin perde terreno

Le criptovalute che stanno emergendo in questo momento risolvono molti, se non tutti, i problemi che Bitcoin ha sempre avuto e continuerà ad avere. Dal momento in cui Bitcoin non ha dei manager noti, la sua tecnologia non è destinata ad evolvere nel tempo. Già oggi, se la confrontiamo con molte altre crittomonete, BTC è una moneta superata. I suoi principali limiti sono:

  • L’utilità limitata: con Bitcoin si possono soltanto inviare e ricevere token. Le reti decentralizzate come Ethereum e Tezos fanno molto di più. Su queste blockchain nascono intere applicazioni decentralizzate, contratti intelligenti in grado di eseguirsi da soli, siti, portali, fondazioni e molto altro ancora. Possono essere usate come base per creare qualsiasi progetto basato su blockchain.
  • Una pessima gestione del mining e del protocollo di verifica delle transazioni. Per minare i blocchi contenenti le transazioni da aggiungere alla blockchain servono apparecchiature incredibilmente costose e soprattutto dispendiose in termini di energia elettrica. Questo significa che Bitcoin ha un enorme impatto negativo sull’ambiente, in quanto il mining dei suoi token è una delle attività più antiecologiche a cui si può pensare.
  • Troppo tempo per confermare una transazione. Mediamente un nuovo blocco viene aggiunto alla blockchain di Bitcoin ogni 10 minuti, il che significa dover attendere almeno questo lasso di tempo prima che un movimento economico venga convalidato. Come pensare ad una valuta del futuro che ci richiede di stare in ostaggio al supermercato per 10 minuti, mentre aspettiamo che la cassiera ci confermi di aver ricevuto il pagamento? I token più evoluti sono in grado di rendere sicura una transazione in appena un secondo.
  • L’accentramento della ricchezza. Secondo le stime più attendibili, 1.000 tra persone e aziende detengono il 40% dei BTC esistenti. Chi ha aderito al progetto in tempi non sospetti ora può smuovere cifre enormi con una sola transazione, facendo muovere il prezzo a rialzo o a ribasso come meglio crede.

Le criptovalute emergenti più interessanti

Ci sarebbe da parlare davvero molto per poter scorrere tutte le criptovalute su cui vale la pena puntare gli occhi in questo momento. Come redazione abbiamo dovuto fare un notevole lavoro di cernita per scegliere le migliori, che ti sottoponiamo qui.

Binance Coin

Binance Coin è la criptovaluta ufficiale di Binance, l’exchange più popolare del mondo. In principio questa valuta nasce per iniettare liquidità nelle casse dell’azienda che l’ha creata; in cambio, gli utenti possono utilizzarla per acquistare a prezzo scontato tutti i servizi offerti dall’exchange. Dal momento in cui funziona molto bene ed assicura tempi rapidi nelle transazioni, tuttavia, è diventata molto popolare anche come criptovaluta “pura”.

La popolarità e la credibilità di Binance si sono ben presto trasmesse alla moneta virtuale che porta il suo marchio. Anche diverse attività commerciali in tutto il mondo hanno incominciato ad accettarla come metodo di pagamento, soprattutto con l’intenzione di metterla in cassa come investimento di medio termine. Binance Coin, infatti, è costruita per aumentare di valore nel corso del tempo grazie ad una politica di riacquisto da parte dell’azienda.

Ogni mese Binance accantona il 20% dei profitti aziendali come fondo per il riacquisto dei suoi token. In questo modo crea una domanda artificiale di token che diminuisce necessariamente l’offerta, facendone aumentare il prezzo. Per questo motivo è comune trovare persone che credono in Binance Coin come strumento per investire.

Tezos

Tezos è il principale concorrente di Ethereum, se così si può dire. Anche in questo caso, infatti, si tratta di una blockchain decentralizzata che mette a disposizione degli sviluppatori tutta la sua rete e la sua potenza di calcolo. Gli sviluppatori, pagando con i loro Tezzies, possono prendere in prestito questa potenza di calcolo per far girare sulla rete le loro creazioni: applicazioni, siti web peer-to-peer, qualsiasi genere di software. I software decentralizzati su Tezos sono poi rivendibili e utilizzabili per ogni fine, anche completamente avulso dal mondo delle criptovalute.

Questa rete permette anche la creazione e l’esecuzione di smart contracts, i famosi contratti intelligenti che hanno fatto tanto parlare di Ethereum. Si tratta di programmi veri e propri, scritti con un linguaggio apposito, che determinano delle condizioni tra due o più contraenti; quando un’informazione viene aggiunta alla blockchain, ad esempio “Mario ha riverniciato il muro di Luca”, il contratto esegue l’azione conseguente “Trasferimento di 200 Tezzies a Mario come pagamento”. Gli smart contracts offrono grande trasparenza e sembrano una delle implicazioni più interessanti dell’intero ecosistema nato con blockchain.

EOS

Eos.io è un progetto molto ambizioso, che dall’inizio del 2019 ha attratto più investimenti sul mercato cinese di ogni altra criptovaluta. Ricordando che la Cina è uno dei Paesi con il maggior numero di persone che utilizzano le crypto e sviluppano progetti a riguardo, questo è un dato tutt’altro che marginale.

EOS è interessante per diversi motivi. In primo luogo perché ha una sua blockchain, ma comunque può essere utilizzato per creare scambi di dati tra due diverse blockchain. Se ad esempio volessimo trasferire Bitcoin ad un utente, facendo in modo che questo riceva Ethereum, potremo farlo attraverso questa rete. Anche Ripple ed altri progetti permettono lo scambio di dati tra più blockchain, ma in quel caso l’intermediazione è basata su un passaggio intermedio in cui non c’è alcuna forma di decentralizzazione. EOS usa una terza blockchain per permettere lo scambio, e questo è molto importante.

Anche in questo caso esiste la possibilità di noleggiare potenza di calcolo dalla rete dietro pagamento, in modo da sviluppare applicazioni decentralizzate. In particolare molti sviluppatori si sono concentrati sulla creazione di giochi attraverso EOS: potrà sembrare un po’strano, ma è uno dei principali fattori che stanno determinando la crescita dell’utenza della rete nel suo complesso.

Da ultimo, vale la pena ricordare che EOS utilizza uno dei protocolli di consenso più avanzati in assoluto per verificare le transazioni. Oltre a non richiedere particolari attrezzature, si basa su un processo democratico in cui chi deve minare il blocco viene votato. Questo assicura ulteriore trasparenza, senza andare a discapito della velocità con cui le transazioni sono verificate.

Ontology

Ontology inizialmente era una delle applicazioni decentralizzate ospitate sulla rete di EOS, a testimonianza del fatto che si può creare più o meno qualunque cosa utilizzando la potenza di calcolo presa in prestito da una blockchain di grandi dimensioni. Quello che era un piccolo progetto cullato da uno ben più grande, oggi ha una capitalizzazione di mercato che supera il mezzo miliardo di dollari.

Nell’estate del 2018 Ontology ha costruito una sua blockchain e nel 2019 è al lavoro per ottenere la completa autarchia, togliendo anche ad EOS l’incarico di servire la potenza di calcolo con cui Ontology processa gli smart contract. I due progetti sono molto simili tra loro, ma pongono l’enfasi su due aspetti diversi: EOS sulle applicazioni decentralizzate, Ontology sullo scambio di dati tra blockchain diverse. In particolare, questo sistema assicura uno strato di protezione aggiuntiva su qualsiasi blockchain e anche sugli scambi tra reti diverse; lo fa aggiungendo un livello di crittografia secondario e mantenendo più nascoste le tracce che possono far risalire all’identità di chi ha compiuto una determinata azione.

Stellar

Stellar è un progetto decentralizzato che ha il fulcro nella sua tecnologia e nella sua criptovaluta, chiamata Lumens. L’obiettivo è quello di connettere qualsiasi sistema di pagamento al mondo, sia questo centralizzato o decentralizzato, che usi denaro crypto o tradizionale. Attraverso Stellar si assottigliano i confini di qualsiasi forma di valuta, ed i costi di transazione per scambiare da una parte all’altra del mondo una qualunque cifra sono infinitesimali.

Il concetto di base è quello di avere dei depositi di liquidità, sotto forma di diverse monete tradizionali e non, assicurandosi che ogni transazione venga scritta su una blockchain crittografata, anonima e sicura. Quando un utente invia una certa quantità di una moneta ad un altro, il suo invio entra a far parte dei depositi che Stellar ha in garanzia. Dall’altra parte avviene l’erogazione del denaro, sotto qualunque forma, prelevandolo da un altro deposito. In questo modo si ha sempre una serie di scambi a somma zero, che permettono l’esecuzione di qualsiasi pagamento in una forma quantomai conveniente.

Stellar è un progetto molto promettente, ma anche molto vicino a Ripple. Gli investitori dovrebbero stare attenti e diversificare il rischio, perché man mano che passa il tempo sembra che il mondo sia troppo piccolo per più di un progetto di questo genere. Ripple gode già di un certo vantaggio in termini di accordi e partnership con grandi banche e realtà finanziarie istituzionali, ma Stellar rimane molto amato dalla community delle criptovalute.

Lybra (Facebook)

Per il momento non è ancora disponibile, ma è già tra le criptovalute più promettenti del 2019. Da quando l’azienda di Mark Zuckerberg ha confermato ufficialmente l’intenzione di rilasciare una criptovaluta legata al proprio brand, tutti i giorni la stampa di settore si dedica alla scrittura degli aggiornamenti in merito.

Il progetto è noto come “Lybra”, anche se non è detto che il token si chiamerà così. C’è crescente attenzione nei riguardi di questo token, che sembra destinato a cambiare il volto del mercato delle criptovalute. Oltre un miliardo di persone nel mondo si connette quotidianamente su Facebook, Instagram o WhatsApp. La portata di questo nuovo progetto potrebbe essere qualcosa che non ha precedenti nel settore.

Sappiamo ancora poco circa le reali intenzioni di Facebook. Sappiamo che sarà una stablecoin, ovvero una crittomoneta il cui controvalore in dollari americani non cambia nel tempo, e sappiamo che l’azienda ha già intavolato i lavori con Visa e Mastercard per fare in modo che possa diventare uno strumento di pagamento diffuso in tutto il mondo. Sarà uno degli argomenti che faranno più discutere gli appassionati di criptovalute nei prossimi anni, per cui malgrado nessuno disponga ancora di questi token vale la pena menzionarli tra i progetti emergenti.

Come investire sulle criptovalute emergenti del 2019

Per investire su queste criptovalute si possono fare due operazioni diverse: la prima è quella di rivolgersi ad un exchange di criptovalute, come il già citato Binance. In questo caso, però, dovremo assicurarci di avere un wallet e di avere una buona padronanza di tutti gli strumenti che servono per inviare e ricevere le monete virtuali. Per chi ha soltanto il desiderio di speculare, senza acquistare o vendere beni in criptovalute, la soluzione migliore a nostro avviso rimane il trading online.

Utilizzando un broker per il trading online tutto diventa più semplice: si apre un account, si sceglie l’asset su cui investire, si depositano i fondi e si apre la posizione desiderata. La maggior semplicità deriva dal fatto che in qeusto caso non si scambiano criptovalute vere e proprie, ma CFD; questi contratti hanno in ogni momento il medesimo valore delle crypto che rappresentano. Attraverso questo piccolo passaggio diventa possibile semplificare le operazioni al massimo. Il trading permette anche di investire a ribasso, quando pensiamo che il valore di una certa criptovaluta scenderà, e di sfruttare la leva finanziaria per amplificare la portata del nostro capitale.

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