Il co-fondatore di Ethereum parla della criptovaluta ufficiale cinese

Da quando il governo cinese ha deciso di introdurre una criptovaluta ufficiale della sua banca centrale, chiamata CBDC (China’s Bank Digital Currency), molti esperti si sono espressi sull’argomento. Un’opinione particolarmente interessante è quella di Joseph Lubin, co-fondatore di Ethereum e fondatore di Consensys, che si è espresso in un’intervista rilasciata ai microfoni di Forbes.

Il grande esperto di crittomonete e blockchain ha sottolineato il suo desiderio di vedere una criptovaluta governativa con determinate caratteristiche. Una guida che forse intende superare il caso cinese, ed essere indirettamente un messaggio per altre banche centrali.

Abbiamo trovato molto interessante il messaggio veicolato da Lubin, per cui vogliamo riportare qui le sue considerazioni.

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Dubbi sulla validità e l’apertura

L’intervista si è aperta con un tono piuttosto critico, con Lubin che ha sottolineato come il governo cinese sia solito agire per esclusivo interesse del governo cinese. Ha espresso il suo auspicio, dunque, per una blockchain che sia aperta e non chiusa. Una blockchain che, magari, possa anche integrarsi con quella di Ethereum.

Non solo, ma Lubin ha fatto notare come anche altri progetti cinesi legati al mondo della decentralizzazione abbiano tecnologie inferiori a quella di Ethereum. Per questo si è detto entusiasta all’idea che il governo cinese possa contattarlo per lavorare su un’implementazione delle tecnologie più avanzate di Ethereum sul progetto.

Nel complesso, è sembrato che ai dubbi per la nuova criptovaluta si unissero soprattutto gli auspici di una buona opportunità per Ethereum, che notoriamente possiede una delle blockchain più all’avanguardia nell’intero ecosistema crypto.

Tutto questo, inoltre, è stato accompagnato da alcune dichiarazioni interessanti sulle prospettive della criptovaluta governativa cinese CBDC.

In particolare, il co-fondatore di Ethereum ha evidenziato il ruolo che questa nuova criptovaluta potrebbe giocare negli scambi internazionali da e verso la Cina. Non è un segreto che la Cina stia facendo tutto il possibile per limitare l’influenza del dollaro americano nei suoi scambi e per posizionare lo yuan tra le criptovalute ritenute un bene rifugio.

Con l’arrivo di questa nuova tecnologia, ci sarà un motivo in più per condurre affari in Cina senza utilizzare il dollaro come strumento di intermediazione. Lubin non ha mancato di sottolineare quanto questo sia voluto anche dal governo centrale russo, che potrebbe effettivamente essere il prossimo a rilasciare una criptovaluta ufficiale.

In ogni caso, Lubin ha sostenuto fermamente che l’effetto di CBDC non sarà così tanto forte da riuscire a destabilizzare in modo significativo l’utilizzo del dollaro come moneta di intermediazione negli scambi tra aziende cinesi e straniere. Un ridimensionamento interessante, essendo proclamato da uno dei più grandi sostenitori dell’importanza delle criptovalute nella new economy.

La paura della censura

Il co-fondatore di Ethereum non ha potuto fare a meno di notare come questa nuova mossa possa essere pensata per favorire la censura su tutte le criptovalute che non siano quella ufficiale sul territorio cinese.

Di fronte alla domanda esplicita da parte dell’inviato di Forbes, ha rimarcato che questa è una delle possibilità sul tavolo. Nel momento in cui il governo cinese dovesse avere una sua crittomoneta, avrebbe anche tutti gli strumenti per ostacolare e addirittura impedire l’utilizzo di tutte le altre alternative.

A tal proposito, Lubin ha descritto la Cina come “Un grande negozio che ha 1,4 miliardi di clienti al suo interno”, sottolineando quando la domanda interna sia molto importante in un mercato di questo tipo e quanto il governo centrale abbia interesse a favorire i prodotti cinesi al posto di quelli stranieri -anche quando si parla di criptovalute-.

Certo, è chiaro che ci siano degli strumenti con cui le persone abituate a navigare online e a utilizzare risorse avanzate del web potrebbero circumnavigare un’eventuale messa al bando delle altre crittomonete.

Quando parliamo di crypto, però, dobbiamo parlare sempre anche dell’importanza di un’adozione di massa da parte della società. E quando ci sono dei blocchi a livello governativo, è molto difficile che questa possa prendere piede.

Anche questo è stato un aspetto sottolineato da Lubin, che per il momento ha destato più scetticismo che entusiasmo nei riguardi di questa nuova mossa del governo cinese. In futuro sapremo davvero quale sia lo scopo del governo cinese con l’introduzione di questa nuova valuta decentralizzata, ma per il momento possiamo soltanto rimanere attenti a captare le eventuali dichiarazioni in arrivo dalle fonti ufficiali.

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