Unicredit: matrimonio con Societe Generale?

Due sono le notizie che, secondo gli esperti di economia e di finanza, possono avere causato un percorso altalenante del titolo Unicredit in queste giornate di Borsa.

Il titolo bancario è stato, infatti, prima protagonista di un forte rialzo e ha quindi vissuto un improvviso quanto importante indebolimento nel corso delle quotazioni. A spingere il processo speculativo sono state le indiscrezioni di una possibile unione dell’istituto di credito con Societe Generale, un’ipotesi di fusione che potrebbe dare vita ad un unico imponente titolo italo francese.

Unicredit in Borsa

Unicredit : previsioni

Secondo gli esperti il matrimonio è nell’aria e la notizia si lega alla prospettiva di un intenso aumento di capitale, superiore ai 10 miliardi di euro di valore. L’istituto di credito non ha commentato ne rilasciato dichiarazioni in merito, ma secondo una notizia recentemente battuta dall’ agenzia Ansa, queste opzioni di condotta sarebbero fonte di considerazione da parte dalla banca, su tutte l’unione che potrebbe chiudere definitivamente lo spinoso capitolo dei crediti deteriorati.

Non solo Ansa come portabandiera delle notizie economico finanziarie, perché nel corso della prima settimana di novembre anche Reuters aveva indicato che la banca Unicredit avrebbe nelle sue intenzioni quella di dare vita ad un cospicuo aumento di capitale del valore stimabile fra i 10 e i 13 miliardi di euro, tutto da attuare con l’emissione di azioni e con il chiaro scopo di dissipare i timori sulla sua forza e sulla sua solidità finanziaria.

Secondo i rumors, l’Amministratore Delegato Mustier vorrebbe attuare una bella emissione a doppia cifra, un 13 miliardi di aumento di capitale che potrebbe essere ben accettato dai regolatori, anche se gli azionisti principali potrebbero vedere ridurre le loro quote di possesso. Queste le prospettive indicate dai rumors economici, notizie di spessore che hanno indotto il titolo a muoversi in modo altalenante nella sua quotazione in borsa.

SHARE

LEAVE A REPLY