Monte dei Paschi: l’extremis del salvataggio privato

Un tentativo off limits quello che il Monte dei Paschi di Siena ha cercato di portare avanti nel pomeriggio di domenica 11 dicembre, quando sul tavolo del consiglio di amministrazione è arrivato l’ulteriore e molto probabilmente ultimo tentativo di salvataggio privato.

La Bce ha infatti detto ‘no’ alla concessione dei venti giorni supplementari per portare avanti la manovra e l’istituto di credito si trova ora stretto fra l’obbligo di aumentare il suo capitale e l’impossibilità reale di farlo in tempi così brevi. La scadenza è infatti fissata al 31 dicembre e cercare investitori internazionali che si impegnino a salvare il gruppo è un’opzione che sta lentamente scomparendo all’orizzonte.

Il diniego da parte della Bce non è ancora però arrivato, si parla di rumors quanto mai insistenti, ma nessun documento formale è finora approdato sulla scrivania del consiglio di amministrazione. Da oggi al 31 dicembre vi è quindi un periodo di tempo marginale, durante il quale il consiglio potrà chiedere che venga ridiscussa la posizione della vigilanza europea sulla questione. Il verdetto definitivo è, infatti, atteso per mercoledì 14 dicembre e in questi frementi giornate il banco senese potrebbe in extremis cercare di mettere in pratica il piano di salvataggio che era stato previsto e redatto dagli istituti chiamati come super advisor, ovvero Mediobanca, Jp Morgan e Lazard, che si indirizzava chiaramente verso investitori in arrivo dal Qatar. Il momento è quanto mai delicato, perché la crisi di governo ha rallentato un processo che poteva concluderei abbastanza velocemente e il rifiuto di posticipare l’aumento di venti giorni non ha certo aiutato l’istituto di credito senese ad ampliare le proprie prospettive.

Ora il Monte dei Paschi potrebbe tentare di replicare la conversione di bond subordinati che vantano una scadenza al 2018 e che contano un valore di 2.8 miliardi di euro, bond che si trovano nei portafogli degli investitori meno esperti e più piccini.

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