Mediaset assolta dal tar per i diritti del calcio

Il Tar del Lazio ha accolto il ricorso presentato da Mediaset e ha deciso di annullare la maxi multa di 51 milioni di euro che era stata decisa dall’Antitrust. Quale era stata l’accusa alla base della multa milionaria? Si trattava dell’accusa di avere alterato la gara in merito ai diritti calcistici per le partite di serie A dal 2015 al 2018. Ora l’Antitrust farà ricorso al Consiglio di Stato, quindi la partita non può ancora ritenersi conclusa ma, alla luce dei fatti, si tratta di una bella boccata di ossigeno per il Biscione, implicato nella questione Vivendi.

La questione interessava, nel dettaglio, la suddivisione dei diritti tv fra Mediaset e Sky, considerata dall’Antitrust illegittima. Il Tar del Lazio ha, invece, ribaltato la sentenza considerando legittima tale suddivisione e valevole di avere procurato un vantaggio ai consumatori, evitando il verificarsi di stangate sugli abbonamenti tv, un fattore che l’Antitrust aveva fortemente negato.

Mediaset: il titolo in Borsa

Mediaset: la questione diritti TV nel calcio

È importante considerare che i diritti tv sulle partite di calcio erano stati assegnati dalla Lega Calcio in base al decreto Melandri ed erano stati suddivisi nel dettaglio in cinque pacchetti contraddistinti dalle lettere dell’alfabeto. Il pacchetto A interessava 284 partite disputate fra otto squadre, quindi il 65% del totale, il pacchetto B interessava i diritti per il digitale terrestre, la telefonia mobile e il web dello stesso ammontare di partite, il pacchetto C interessava le interviste e le immagini di spogliatoio e il D tutte le altre 132 partite, con squadre più piccole come protagoniste. Il finale pacchetto E includeva quindi tre incontri a scelta fra quelli disputati nella giornata di domenica alle ore 15.00 e da proporre agli abbonati solo via web.

La divisione dei diritti era alquanto complessa, ma soprattutto consolidata nella posizione di Sky e di Mediaset, tanto da sbarrare la strada a possibili nuovi editori, ma la decisione del Tar ha ritenuto normale e anzi positiva per i consumatori finali tale suddivisione, annullando la sanzione pecuniaria e disegnando al contempo quale sarà la suddivisione futura dei diritti calcistici nel paese.

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