Intesa Sanpaolo si propone per il salvataggio delle Banche Venete: il titolo scatta in Borsa (+2,45%)

Intesa Sanpaolo rompe gli induci e si propone per il salvataggio delle banche venete. La decisione dell’istituto di credito guidato dall’AD Carlo Messina è stata resa nota alla fine del consiglio di amministrazione che a maggioranza ha votato per un intervento che prevede l’acquisto di “certe attività e passività e certi rapporti giuridici” di Banca Popolare di Vicenza e Veneto Banca, al prezzo simbolico di 1 euro ed a determinate condizioni.

I paletti fissati dal CDA di Intesa, infatti, prevedono innanzitutto che lo Stato o qualche altro soggetto si facciano carico della “pulizia“ di tutti i crediti deteriorati o ritenuti ad alto rischio in pancia ai soggetti in questione. La proposta di acquisto inoltre è subordinata anche all’approvazione da parte del Parlamento di alcuni provvedimenti che possano permettere ad Intesa SanPaolo l’integrazione delle due banche senza che l’operazione vada a deteriorare la solidità patrimoniale Cet1 e la politica dividendi.

La banca torinese, quindi, risponde all’appello lanciato dal governo che nei giorni scorsi aveva spronato gli istituti di credito più capitalizzati come Intesa o Unicredit ad assumersi la responsabilità di intervenire per salvare dalla catastrofe una fetta importante del patrimonio bancario italiano, ma lo ha fatto cercando innanzitutto di tutelare i propri azionisti e non rendere vani i recenti sforzi per mantenere la propria compattezza patrimoniale tra le migliori in Europa (Cet1, pari al 12,5% al 31 Marzo).

Viene quindi del tutto esclusa l’eventualità di un aumento di capitale nel caso in cui le autorità diano il via libera al piano varato da Intesa. Il mercato per ora ha reagito euforicamente, l’indice del settore bancario italiano ha messo a segno un rialzo di oltre 2 punti e mezzo percentuali, mentre il titolo INTESA SANPAOLO si è messo in evidenza con un rialzo del 2,45%.

Andamento titolo Intesa Sanpaolo sul breve-medio periodo


Bel colpo di reni per le azioni INTESA SANPAOLO che dopo essere scivolate sui minimi degli ultimi 2 mesi, a 2,496 euro, in uno scenario di breve periodo alquanto debole, provano a reagire mettendo a segno un deciso rialzo che ha condotto le quotazioni verso il primo test delle medie mobili di breve-medio periodo a 25 e 50 giorni (rispettivamente la linea di colore rosso e la linea verde sul grafico con time-frame giornaliero, in alto). Le EMA a 25 e 50 periodi ex supporti, fungono adesso da resistenze di brevissimo che se superate in chiusura giornaliera o meglio ancora settimanale, potrebbero fornire ulteriore slancio al recupero del titolo, favorendo un ritorno in prima battuta in area 2,70 euro e successivamente in area 2,80 euro, livello su cui è rimasto aperto un gap dovuto allo stacco della cedola, distribuita lo scorso 19 Maggio.

Al ribasso, invece, possibile un ritorno sulla media mobile a 10 periodi (linea di colore azzurro sul grafico), transitante in area 2,55-2,57 euro, persa la quale le quotazioni potrebbero effettuare un test di doppio minimo in area 2,50 euro circa, la cui mancata tenuta potrebbe spianare la strada ad ulteriori discese con target in area 2,40-2,35 euro.

Strategia di trading sul titolo Intesa Sanpaolo (ISP.MI): validità 1-5 giorni

Lo scenario rialzista si attiva in caso di break-out orario di 2,63€ e pronostica i primi due target price in area 2,646 e 2,656 euro; stop loss in caso di ritorno sotto 2,568 € in close orario. Mantenere o incrementare le operazioni lunghe in caso di chiusura oraria oltre 2,656€, per cercare di prendere profitto in prima battuta a 2,674€ e successivamente a 2,70€; stop loss in caso di close orario minore di 2,61€.

Lecito aprire nuove posizioni rialziste in caso di balzo oltre 2,70€ in chiusura di candela oraria, per sfruttare eventuali allunghi in area 2,716 e 2,724 euro, estesa a 2,754€. Long sulla debolezza in caso di affondo in area 2,418€, in ottica di rimbalzo in primo luogo a 2,438€ ed in un secondo momento a 2,46€; stop loss in caso di ulteriori cali sotto 2,388€ in chiusura oraria o daily.

Lo scenario ribassista, invece, prende quota in caso di discesa sotto 2,568€ in close orario e fissa i primi due obiettivi in area 2,552 e 2,522 euro; stop loss in caso di recupero oltre 2,63€ in chiusura oraria. Mantenere o aumentare le posizioni corte in caso di rottura del supporto orario a 2,522€, per tentare di ricoprirsi prima a 2,496€ e successivamente a 2,478€; stop loss in caso di ritorno sopra 2,568€ in close orario.

Insistere con ulteriori posizioni al ribasso in caso di ulteriori flessioni sotto 2,478€ in chiusura oraria, per cercare di prendere profitto in area 2,46e 2,438 euro, estesa a 2,418€; stoppare le operazioni in caso di ritorno oltre 2,496€ in chiusura oraria.Suggeriti Short speculativi in caso di allungo in area 2,754€ per approfittare di eventuali pull-back di prezzo in area 2,724 e 2,70 euro; stop loss in caso di ulteriori estensioni rialziste oltre 2,782€ in close di candela oraria o giornaliera.

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